venerdì 24 luglio 2009

Elisir d'amore per .......il "santo" delle italiane.

S A N T O D E L L E I T A L I A N E
......... SU B I T O ! ! ! !
consigliamo alcune sue ammisioni pubbliche per aiutare una tale difficile decisione:
a) "Vi piaccio come presidente ferroviere? Devo confessarvi però che mi preferisco presidente puttaniere».
b) "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...".
c) "Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista"
d) "Il presidente a vita della Lombardia - chiosa - ha usato per descrivere il territorio la parola antropizzato. Non è una bella parola. Ci sono un sacco di belle figliole e di imprenditori".
e) "Io non sono un santo, lo avete capito, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica...".
f) "A casa mia non vengono solo veline, ma anche capi di Stato e di governo",
d) "Abbiamo lasciato i telefonini a tutti perché fin quando sarò presente io non possono accadere cose ineleganti perché io sono una persona di buon gusto, di cultura e di eleganza".
e) E' molto meglio avere a che fare delle donne belle, brave e intelligenti piuttosto che con delle donne brutte, odiose e stupide.
ecc. ecc. ecc.
"...Se mi si chiede che cosa io intenda per una differenza qualitativa fra i piaceri, io che cosa aumenti il valore di un piacere rispetto ad un altro, semplicemente in quanto piacere, se si esclude il fatto che è di quantità maggiore, non vi è che una risposta possibile. Se di due piaceri ce ne è uno per il quale tutti, o quasi tutti, coloro che hanno fatto l'esperienza di entrambi hanno una decisa preferenza, senza tener conto di alcun sentimento di obbligazione morale nel preferirlo, ebbene, quello è il piacere più desiderabile. Se uno dei due piaceri è giudicato da coloro che li conoscono entrambi, e con competenza di causa, talmente al di sopra dell'altro da essergli preferito pur sapendo che sarà accompagnato da una quantità maggiore di insoddisfazione, e se costoro non lo cederebbero in cambio di nessuna quantità dell'altro piacere di cui la loro natura è capace, siamo allora giustificati nell'ascrivere al godimento che è stato preferito una superiorità qualitativa tale da sopravvanzare la dimensione quantitativa al punto di rendere questa, a paragone, insignificante.

(John Stuart Mill, Utilitarismo, trad. it. di E. Musacchio, Cappelli, Bologna
, 1981
......per approfondire:
Fa il re e anche il giullare
di Enrico ArosioBerlusconi incarna i vizi del maschio italiano. E usa il suo carisma per far dimenticare i suoi erroricolloquio con Umberto Galimberti
Dove nasce la questione morale
Nadia Urbinati, la Repubblica, 29-12-2008
Questione immorale
Gian Enrico Rusconi, La Stampa, 19-12-2008

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