giovedì 13 novembre 2008

IL SILENZIO DEL PAESE

di franco arminio
Oggi sentivo il silenzio del paese,
veniva dalle faine sparite,
dai ragni che hanno perso
le loro tele,
dai topi avviliti dentro le cantine
vuote,
sentivo il silenzio che riempiva
il buio della domenica pomeriggio,
mi agitavo per sfuggire
ma dentro le mie ossa banchettava
l’agonia del paese,
la cerimonia delle porte chiuse.
Non c’è più il respiro degli asini
e dei maiali, non c’è più
il respiro di mio padre, le sue bestemmie,
non c’è più la forza serena
che portava in sé la sera.
Così in questo silenzio disertiamo
anche le nostre vertebre,
e l’anima sembra una trombetta
comprata in qualche fiera.
Un amico poeta irpino che ci racconta di sè nel ricordo presente di piccole cose : il respiro degli asini e di maiali il silenzio del buio e dell'agonia di un paese insieme al respiro e le bestemmie del padre e la forza serena della sera Non è mai un visionario.eccentrico, imprevedibile, sì- ma non un visionario.....come tutti i poeti latini e mediterranei anche di collina, nell’insieme, sono più bravi nella riflessione e nella ruminazione che nella congettura. Per il buon motivo che lo Stato centrale è sempre stato troppo o tanto vasto e lontano quanto bastava per mettere a dura prova l’immaginazione e la meditazione su se stesso e le piccole e importanti cose e persone del proprio mondo materiale ,affettivo e mentale“
mo
.......di ben altro tenore erano le sensazioni di noia e le ironie graffianti della insuperata Lina Wertmuller dei "Basilischi".........

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