Irresistibilmente, le società moderne si trasformano e noi con loro .Fenomeni come …. la polverizzazione del corpo sociale, inaridimento delle istituzioni, crollo delle ideologie, trasmutazione dei valori sono quasi all’ordine della cronaca quotidiana. Non vogliamo scomodare “la storia” per eccesso di modestia e di lungimiranza.Comunque al di là della società di massa, che a lungo ha definito una delle forme della modernità, si profilano ormai le nuove figure di una socialità esuberante e polimorfa di cui Michel Maffesoli , sociologo e guru della contemporaneità tribale viandante ,delinea nei suoi tanti libri e interventi , i contorni, i confini, le prospettive. "Il tempo delle tribù" è anche un'analisi ragionata delle società di oggi, un'esplorazione metodica delle loro metamorfosi, per cui agli ideali della “Ragione” dell’illuminismo usurato e consumato dal “giacobinismo rivoluzionario” si sostituiscono i sentimenti e le emozioni, alla logica dell'identità la logica dell'affetto. Siamo entrati nell'era delle "tribù", delle reti, dei piccoli gruppi, di aggregazioni effimere ed effervescenti. Una analisi che traccia i percorsi di un'autentica sociologia del presente non solo come griglia sociologica ma come agenda articolata per un nuovo modo di impegno civile e politico.La sfida cognitiva e politica tra pensiero e azione “tribale” e cultura e esperienza “comunitaria” è un nostro intento per stabilire modalità e forme per la nostra esperienza di “comunità provvisorie”.Una rilettura non solo critica ma sopratutta esistenziale della “modernità” nel suo esito “incivile” è lo spazio comune della ricerca e del confronto.Cosa sta accadendo ai baluardi del moderno? Allo stesso modo della sua declinazione architettonica, la postmodernità è quindi una costruzione plurale fatta di "pezzi" differenti. Il tema scelto non per puro esercizio analitico ma come tentativo di chiarire le caratteristiche di questo mosaico insistendo su alcuni aspetti: la critica della doxa individualista; l'importanza del ludico e della funzione archetipale; la necessità di mettere in gioco, contro il razionalismo dominante, la "ragione sensibile e percettiva",”la poesia ragionante o ragioni poetanti”; l'aspetto essenziale dello spazio, ovvero il fatto che, in misura sempre maggiore, il luogo è il legame …..e del “tempo” verticale e non orizzontale …slancio vitale e vita nascosta di un “io” lirico e non “epico”"Si dice che siano i sogni a far crescere i bambini. Non solo quelli del resto. Di certo i miti, cristallizzazione dei sogni collettivi, permettono a una società di essere quel che è". Certamente Maffessoli , il fondatore della "sociologia del quotidiano", il teorico del neo-tribalismo, asserisce un nuovo modo di guardare ai lati banali, locali, semplici di quella che una volta si chiamava cultura di massa: "lo sviluppo tecnologico sta dando vita a una fruttuosa sinergia, con il ritorno all'arcaico, con l'esplosione dell'immaginario". Vale a dire che, attraverso la Rete, la comunicazione globale entro cui il cittadino attuale annega senza fondo, riaffiorano le “icone” dal remoto sostrato del tempo, gli idoli, le immagini archetipiche, e tornano nel loro ruolo riformulato di tenere assieme orizzontalmente i gruppi sociali (le tribù o comunità provvisorie), scacciando tutte le narrazioni razionali con cui la modernità pretendeva sostituirli. Si torna dunque a scrutare i Miti d'oggi, in questo carosello, in questa sarabanda barocca di figure simboliche fluttuanti dalla televisione, da internet, dalle persone virtuali dell'informazione spettacolo. Ma come il Novecento lo faceva per demistificarli, per raschiare la vernice a mostrare dietro il vuoto, qui s'intende svelarne il pieno: i miti oggi, spiega Maffesoli, senza essere "lumi", sono "scintillamenti" che indicano un cammino, individuale e collettivo. Anche della "parte in ombra dell'essere umano". Verso il reincanto del mondo.Oggi dobbiamo cercare di dare “un senso” non unico e autoritario alla categoria della “crisi” come una sorta di “finis histroriae” ….l’epoca apocalittica del “post”….posstoria,postdemocrazia,pospolitca e quant’altro dove solo “il mercato” diventa cartina di tornasole e decalogo per una nuova civiltà.L'apocalisse o la crisi non sono l'epilogo, ma lo svelarsi della società a se stessa. Uno svelarsi che porta alla luce ciò che prima era stato sottratto alla vista. L'apocalisse e la crisi sono allora metafora di una trasformazione epocale, che per Maffesoli segna il passaggio alla socialità postmoderna. Ci sono infatti segnali indiscutibili del radicamento di una nuova socialità, ma nello stesso tempo, c'è una difficoltà profonda a trovare le parole adatte a svelare l'approdo alla postmodernità. La grande crisi delle bolle finanziarie rappresentano dunque un processo fondativo di nuove esperienze politiche e un nuovo universo simbolico e culturale, contrassegnato dal riemergere dello spirito dionisiaco che si insinua profondamente nelle trame del sociale. Si tratta - in sostanza - di una tendenza al reincanto del mondo che abbandona progressivamente lo spirito serioso del produttivismo moderno per lasciare spazio a un ambiente più ludico e più creativo. Per questo motivo le analisi di Maffessoli e le nostre esperienze “paesologiche”suggeriscono l'idea di abbandonare l'inutile prospettiva della crisi della società, per entrare nell'ottica di una società che possa acquisire la capacità di riscoprire se stessa, lasciandosi alle spalle i segni di una civilizzazione che forse non le appartengono più. L’anilisi e le pratiche paesologiche di fatto e non per scelta affrontano teoreticamente e attivamente il rapporto tra modernità e post-modernità a partire dalle diverse declinazioni della ragione che entrambe le epoche hanno articolato. Da una parte, la ragione astratta dei moderni: classificatoria totalizzante separata. Dall'altra, quella organicistica e vitalistica dei post-moderni. In mezzo sta l'originale lettura di Maffesoli, la posizione speculativa di Simmel o Nietzsche che ne fa, oltre che pensatore della crisi della modernità, il pensatore della transizione "verso quell'altra cosa che, in mancanza di meglio, si può chiamare la postmodernità". Temi collegati ma essenziali sono la categoria de “ l'emergenza” che la la sociologia del quotidiano maffesoliano e delle “crisi” finanziarie di un neoliberismo cinico e baro sono non solo utili ma indispensabili e necessari .Altro tema riguarda la funzione della triada “io-corpo-noi” nell'orizzonte del crollo del Soggetto moderno, individualista e economicista, deve accettare un confronto non solo critico ed analitico con il pensiero maffesoliano, teso ad evidenziarne fratture e inaspettate continuità.
Agambern, Il fuoco e il racconto, figure nottetempo
Agamben- Opus dei, Bollati boringhieri
Agamben, Homo sacer, Einaudi.
U. Morelli, Mente e paesaggio,Boringhieri
R. Esposito, Pensiero vivente, Einaudi
Peter Sloterdijk,Devi cambiare la tua vita,Raffaello Cortina Editore
Franco rella,Il silenzio e le parole,feltrinelli
M. Foucault, Il governo di sè e degli altri.Feltrinelli.
F.Cassano.Approssimazione.il mulino ,inserzioni.
Roberto Esposito,termini della politica.Comunità,immunità,biopolitica. Mimesis
U.Galimberti,I miti del nostro tempo, Feltrinelli
Huysmans, Controcorrente, Garzanti
A . Zanzotto, In questo progresso scorsoio, Garzanti.
F.Rella, La responsabilità del pensiero,Garzanti
Paul H. d'Holbach, Saggio sull'arte di strisciare,il Melangolo
Roberto Vecchioni, Scacco a Dio, Einaudi
M. Stewart, Il cortigiano e l'eretico, Feltrinelli.
Giorgio Colli, Filosofia dell'espressione, Adelphi.
Manuela Fraire e Rossana Rossanda, LA PERDITA, Bollai Boringhieri editore.
F.Rella, La responsabilità del pensiero, Garzanti
E. Borgna, Le emozioni ferite, Feltrinelli
J. L. Nancy, Verità della demcrazia, Cronopio
Sofocle, Edipo Re, Edipo a Colono.
Christopher Lasch. L'io minimo . La metalità dell sopravvivenza in un'epoca di turbamento.
Franco Arminio, Viaggio nel cratere, Sironi editore
Gesualdo Bufalino. Il malpensante.
H.G: Gadamer. Il dramma di Zaratustra. "Non paralare ! Canta!" ..."Non pensare ! Danza" un consiglio del più radicale gesto filosofico per l'uomo della modernità.
Marìa Zambrano, Persona e democrazia ,Bruno Mondadori
Massimo Donà. Filosofia della musica. Rcordare l'origine , il tempo in cui canto e parole erano carichi di una potenza che solo il divino poteva sopportare.
Elisir d'amore per...
....la poesia la musica la democrazia l'uomo
la natura
il sentimento il sogno la speranza
la politica
la terra nativa
la terra che ti ospita
il gioco l'ironia la gioia......
la sensualità la ragione la fede l' amicizia....
e... ognuno può liberamente, a suo piacere, aggiungere il suo personale "elisir".
Come diceva N. Bobbio bisogna appassionarsi ai propri "valori caldi" (amore, poesia, amicizia, fede, generoso e utopico progetto politico,ma tuttavia difendere e vivere consapevolmente e concretamente anche i "valori freddi" (la legge e le istituzioni, la democrazia e le sue regole del gioco politico).
I tre fiorellini.....valentina. elisa e nonna edda
.......Curiosando in giro
L’etica oggi: dove, come e perchè” Il I Forum Nazionale di Etica Applicata si terrà a Padova il prossimo 23 ottobre col titolo: “L’etica oggi: dove, come e perchè”, su iniziativa della Fondazione Lanza. Ecco il programma: eticaoggi.pdf
Gino Castaldo, Il buio, il fuoco, il desiderio. Editore Einaudi
La musica è finita ogni volta che qualcuno l'ha uccisa, e ogni volta, per questo, è rinata. È finita quando John Cage fece eseguire il suo silenzio, e nello stesso periodo nacque il rock'n'roll. È finita quando è morto John Coltrane, e Jimi Hendrix incise il suo primo disco. Oggi nessuno più la sfida, niente più ne segnala la fine, e forse è per questo che la musica è davvero morta. O almeno sono morti i suoi elementi guida. Lo scenario in apparenza ottimista del mondo tecnologico e connesso non è che un simulacro: la musica impazza su computer e telefonini, domina i messaggi pubblicitari, inonda gli spazi del mondo contemporaneo, ma non è la "musica di oggi", il nostro tempo non ha ancora la sua colonna sonora. La musica non si è evoluta: è un organismo agonizzante. Che ne è della passione, del fuoco sacro che ne ha accompagnato l'evoluzione nella lunga storia discografica? Castaldo ne analizza spietatamente l'identità perduta. Segue, come in un'elegia, le tracce del fuoco, del buio e del desiderio, i tre elementi senza cui la musica non ha ragione di esistere. E apre, infine, una finestra sul futuro.
F.Remotti , "Contro natura" ed. Laterza. Non so quante lettere ricevano il Papa e i suoi collaboratori. Di certo, non molte coraggiose e decise come quella che Francesco Remotti indirizza al Pontefice in un libro pubblicato in questi giorni da Laterza (Contro natura, 280 pagine, 15 euro) proponendo una profonda riflessione sull’idea di natura che caratterizza molti discorsi di Benedetto XVI, ma soprattutto sulla quantità di cultura che impregna invece le nostre umane esistenze.
Uno dei temi attorno a cui ruotano molti dibattiti attuali, spesso innescati proprio da interventi delle alte sfere vaticane, è quello della famiglia. Lo abbiamo visto a proposito delle coppie di fatto, delle unioni tra omosessuali; ed è di questi giorni l’offensiva antiabortista. Si parla di «difesa della famiglia», ma si intende difesa di un tipo di famiglia: quella nucleare. È qui che interviene Remotti, rivolgendosi direttamente al Papa, chiedendo un gesto di umiltà proprio a chi l’umiltà dovrebbe predicare e rappresentare: l’umiltà di guardare quel vasto e ricco libro che è il mondo degli uomini e di accettare - come hanno fatto gli antropologi - che esistono diversi tipi di famiglia, anche molto «strani», ciascuno dei quali dimostra però di avere buone ragioni per esistere e funzionare. Non si tratta di aberrazioni, né di fatti innaturali, ma di costruzioni umane, esattamente come la famiglia nucleare. Se tale modello di famiglia fosse davvero un dato assoluto e naturale, perché mai non è l’unico e perché mai ostinarsi a imporlo?
Il cardinal Martini e le "buone idee" di Lutero per il Concilio
La chiesa contemporanea "se ne è lasciata ispirare per dar corso al processo di rinnovamento del Vaticano II"Il cuore della notte è l’inizio del giorno, e il cardinal Carlo Maria Martini ha trovato un bellissimo titolo per il suo ultimo libro; "Jerusalemer Nachtgespräche" ("Colloqui notturni gerosolimitani", sottotitolo: "Sul rischio di credere". Scritto a quattro mani col gesuita viennese Georg Sporschill, per l’editore tedesco Herder, è una riflessione a tutto campo sul cristianesimo e il senso della vita, sulla missione della chiesa e il celibato ecclesiastico, su come recuperare l’energia dei giovani, in una società minata dall’indifferenza e dal materialismo.
un signor Presidente
....Sua passion predominante: L'INTER
" Siccome le squadre di calcio,grosso modo, si rassomigliano tutte, ogni tifoso ama colorire la sua comunissima passione di sfumature eccezionali.Forse per giustificare la matrice infantile del tifo (si diventa tifoso da bambino, per mano al padre) per sdoganare la puerilità di questa simil-fede, la si orrobora con gli anni di pagine tempestose, drammatiche e dunque adulte.La frase fatta, e molto detta, è nessuno soffre come noi....(riempire i puntini).Quasi che l'indice di soffrenza, come nell'eros romantico ,fosse anche indice di intensità sublime, dell'amour fou, di invidiabile dissipazione.Però bisogna ammettere che noi interisti, nel campo delle coloriture romanzesche, possiamo davvero godere di una condizione privilegiata. La squadra, come certe bellissime dame tisiche o amanti perdute del melodramma, ha una indubbia vocazione alla disgrazia...." Michele Serra
...il mitico "capitano"
....e il grande Luisito!
Edda e Francesco
una botta di "vita" a Venezia!
E c'è un vecchio cortile a Venezia...dove vanno a finire i ricordi...e anche degli sprovveduti 'turisti del casssso'!
Bruno Munari
Edda con Simonetti e Munari
Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. Bruno Munari
Roberto Vecchioni
.....amico mio
" Io nelle mie canzoni ho sempre tentato di scrivere storie al contrario, laterali e oblique ..quasi per gioco ho applicato alle favole il senso del dubbio,il gusto del contrario…. Le favole sono alibi …gli alibi generano altre favole."
"Un amore nasce, ha un'intensita', sfiorisce, muore, puo' e non puo' dare un colore a tutto il resto. La storia sentimentale rimane invece anche dopo la fine, e l'uomo, il mondo, la parola, i vigili urbani, le prostitute, i sassi vivono in funzione di quella speranza prima, di quel ricordo poi; non solo, ma si trasformano. Ogni valore, ogni sensazione nascono, hanno un'intensita', muoiono nella speranza prima, nel ricordo poi."R. Vecchioni
Franco.....un amico di sempre e di ora......
a mauro ......filosofo mancato...perchè pensa...senza badare ad essere pensato. F. Arminio
Non ci resta che ....ridere.
Quanta brava gente Parla e nun dice niente Quanta brava gente Te sta 'a sentì e nun te sente.
Massimo Troisi
Pullicenè
E il miracolo di Pulcinella è questo : che rimane se stesso, in tutte le culture che immedesima e incontra.
E rimane il suo problema e la sua domanda: ...‘e pecchè ?
...Vivere come te,Pullicenè che t'hanno dato per farti addormentare? M. Troisi
I miei films preferiti......
" Ricordatevi...... i politici sono come i pannolini.Bisogna cambiarli spesso e ...sempre per lo stesso motivo" Robin Williams nel film "L'uomo dell'anno" Usa 2006 "Non è quello che fai che conta. Conta quello che sei" Eliot Gould in "L'impossibilità di essere normale" 1970 "Io so io e voi ......non siete un cazzo!" Alberto Sordi ne' "Il marchese del Grillo"
Granelli di poesia
"Il cuore mi palpita nel petto appena ti rivolgo gli occhi la voce mi viene meno e la lingua si spezza" Saffo
La "sua" storia è infinita e momentanea, perché così è l’amore, ma al contrario di Archiloco, Saffo non soffre la rottura come ingiustizia patita: poco le importa del "giusto" in sé. Saffo soffre sin nel fisico la mancanza, l’assenza, la perdita; soffre perché non ha l’amore, non perché si merita l’amore che non ha. R. Vecchioni
Il giardino dei piccoli pensieri
Non esistono i pensieri ....ma i pensatori
Jabès ,....le parole eleggono il poeta.
Kierkegaard " Il momento della decisione ....è una follia"
" forse da Sofocle in poi noi siamo tutti dei selvaggi tatuati" Flaubert
Galileo: unica figura schakespeariana più che brechtiana.
Oggi ho la certezza che non solo gli uomini ma anche le civiltà sono mortali.
"Non fu il proiettile di D'Anthès a uccidere Puskin.L' uccise la mancanza d'aria"!
Ho voglia di vedere 'il fondo' anche della mia melanconia.
La mia agenda per questo mese: essere esigenti, esigere l'eccellenza, il meglio ...l'ottimo.
Cambiare per gli altri è un pò mentire a se stessi.
Quanto è difficile credere ma......anche non credere.
Oggi mi sento felice , come Dio a Parigi!
I nostri paesi dell'infanzia non vanno amati per il loro possibile "futuro" ma per il loro reale "passato".
Accettare la realtà per quella che è ,nel possibile, amarla.
La tradizione è un 'falso storico'....è una utopia al contrario!
Cerco inutilmente di essere uno che vive il moderno con la capacità di non dimenticare l'antico.
Sto sperimentando una massima intimità con i luoghi della mia infanzia insieme ad una massima lontananza.
Addio speranze,utopie o illusioni perdute.....biodegradabili.
Un animale strano insidia il mio cuore :è un venditore di 'malinconie'!
L'incredibile frivolezza degli occidentali mediterranei.é proprio il popolo del "tramonto"!
In questo paese non si conosce il dialogo: è diventato il paese dei monologhi.E ci manca uno Shakespeare!
Sai qual'è il problema di Dio? E' che non ha un padre da amare o odiare.Non ha affetti familiari. Non ha radici o un territorio di origine o di scelta.
" Tutti nodi vengono al pettine ...quando c'è il pettine" L. Sciascia
" Il cretino di sinistra ha una spiccat tendenza verso tutto ciò che è difficile. Crede che la difficoltà sia profondità" L. Sciascia
" Quando dalla pazzia comincia ad affiorare un metodo, è bene diffidarne" L. Sciascia
" E' ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia un cretino" L. Sciascia
" Un idea morta produce più fanatismo di un'idea viva; anzi soltanto quella morta ne produce" L. Sciascia
"ogni cosa è illuminata"
L'Italia conta oltre 50 milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico. O. Welles
Tre sono le cose insopportabili: il caffè bollente, lo champagne tiepido e le donne fredde. O. Welles
Non prego perchè non voglio annoiare Dio . O. Welles
E' preferibile un bacio a un lebroso a una stretta di mano a un cretino.
I sogni sono desideri racchiusi in fondo al cuore. W.Disney
Tutti coloro che di regola hanno successo, possiedono una grande astuzia nel fare apparire sempre come forze i loro errori e le loro debolezze: per cui li debbono conoscere straordinariamente bene.
Ricordati di conservare una buona dose di follia per la tua menopausa!
Evitare nella vita di passare dallo stupore allo smarrimento.Se possibile :alla cosapevolezza.
Se la gente non facesse qualche volta cose stupide, niente di intelligente sarebbe fatto. Wigtenstein
L'unica differenza tra la realtà e la fantasia è che la fantasia deve essere credibile. M. Twain.
Non è indispensabile capire il mondo.Basta ritrovarcisi in esso.
" Non ho mai imparato ad esistere". F. Pessoa
La poesia è l'essenza intima della natura umana e la verità ultima dell'esperienza.
Delle cose che non si conocono,bisogna tacere
Per diventare giovani,veramente giovani,ci vuole tempo . Picasso
Le distinzioni non sono gesuitiche ma laiche
La vita non è importante come la vivi ma come la racconti a te stesso e agli altri
La salvezza di una coppia è la fiducia.Basta non fidarsi uno dell'altra.
Sono un uomo concepito "con peccato e con amore" (1945 !!!) nelle terre della "verde Irpinia" e precisamente a Grottaminarda (av)."Genua et Padua me rapuere.....nunc tenet Desenzano del garda ...paeneinsularum insularumque ocelle".
Ho avuto ,come tutti gli umani, una storia in prima persona che comincia in terza persona.All'inizio ero una cellula,poi sono stato un embrione e infine un infante.Poi sono diventato io, con tutto ciò che questo ha comportato di triste e di entusiasmante, di bello e di brutto, di intelligente o normale... .comunque di tante esperienze che al limite mi fanno essere molto contento di me stesso.Al punto che spero solo che nella vita chi mi ha conosciuto o frequentato possa dire "...nonostante tutti i suoi difetti con lui non mi sono mai annoiato !".Ho combattuto aspramente per liberare i diritti dell'immaginazione , del gioco e del sogno dal dominio della filologia , della retorica , dalla tirannia del "logos",dal condizionamento della "Storia Universale" e ...perfino dall'amorevole oppressione o corrucciato silenzio di un Dio autoritario e prescrittivo.
Io sono uno per il quale capire è stato sempre più importante di sapere.
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