
sabato 8 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
Sì .......mi vergogno come italiano di essere rappresentato da Silvio Berlusconi.
giovedì 6 novembre 2008
A Pavia ...... termina oggi il corso "Forme di poesia per musica"
Se di 'eros' nella lirica ( da quella greca, dei trovatori provenzali, dei poeti moderni e contemporanei )e in canzone ( dei cantautori italiani ) bisognava parlare non si potevano che scegliere le parole delicate e profonde di Fabrizio De Andrè su un tema così delicato,complesso e tuttavia importante da sempre nella nostra vita di uomini soli ma consapevolmente liberi.
"Anime salve" come è salvo uno spirito solitario e semplice come Ferdinandino protagonista di questa singolare storia di sofferta ma liberatoria scelta di 'cambiare sesso' per assecondare una natura e per realizzare una libertà e la fierezza della propria vita ,diventando Fernanda.Una storia di un abbandono della mascolinità imposta dalla convenzione sociale e dal conformismo familiare per una femminilità naturale e libera anche se nella sofferenza personale e nella incomprensione altrui e sociale.E' la storia di un amore 'prosituito' per scelta e per necessità ma dato sempre come un sollievo ,una medicina e raccontato comunque come un castigo alla ipocrisia e alla limitatezza culturale borghese di un amante che comunque si vergogna del suo pur piacevole amore nascondendolo dietro un 'balcone'. " A un avvocato di Milano ora/ ora Princesa regala il cuore/ e un passeggiare recidivo/ nella penombra di un balcone". Riproponendo la scelta per una morale comunque e sempre 'autonoma' rispetto a tutte le morali prescrittive ed 'eteronome' delle religioni positive e degli 'stati etici ed autoritari'.
Le fasi di una vita. di stefano del grande.

e abbiamo anche degli eredi
per sangue o elezione,
adesso che la maturità bussa alle porte,
non aspettata ma con un’aria già di tipico trionfo,
come se fosse una cosa acquisita, una forma
di personalità raggiunta a suon di botte,
come racconteremo noi le scelte del passato,
e del perché siamo ora qui, e non altrove?
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......... grazie Obama ! Ci hai liberati da un "incubo"..... ci hai risvegliati in un "sogno"!

“….i tempi stavano cambiando e solo il vento poteva portare una risposta.”
Bob Dylan ricordando i tempi di The Times They Are A-Changin’ 1964
"Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu" .
lunedì 3 novembre 2008
Il giorno della grande speranza.
Nel suo discorso introduttivo, simile per certi versi a quello pronunciato ai suoi tempi per Kerry, il cantante ha toccato i temi che più gli stanno a cuore: il significato "tradito" della Promessa americana che risiede nell'opportunità di eguaglianza e giustizia sociale ed economica che ha "dato speranza, forma e significato alle nostre esistenze". Ma anche la distanza, misurata nella sua vita artistica, "fra quella promessa e la realtà". Una distanza che "non è mai stata così grande e dolorosa". Sono certo - ha aggiunto il musicista - che il senatore Obama capisca per primo il costo di quella distanza". Bruce ha anche parlato della "disastrosa amministrazione" precedente che ha fatto dimenticare alle persone quali sono i valori fondanti dell'America e della crisi finanziaria che sta sconvolgendo il mondo. "Il nostro sacro posto dei sogni - ha dichiarato - è stato violato, vandalizzato e lasciato in pezzi. Ha bisogno di essere ricostruito e di essere difeso contro chi l'ha venduto per brama di potere o di denaro". Come conclusione, prima d'intonare la canzone The Rising, Bruce si affida all'auspicio che sia arrivato "il momento di rinascere".
domenica 2 novembre 2008
NELL'ERA DELLA MORTE di Franco Arminio
Della morte si può parlare per affetto come dolore e con ragione come senso ,modo e possibilità.Gli uomini compirono il primo passo decisivo verso la comprensione di se stessi, quando si posero per la prima volta il problema della loro essenza; ciò comportava il dar risposta a diversi problemi e, soprattutto, a quello della creazione dell’uomo, della morte e della vita dopo la morte.
All’uomo fu inculcato il concetto di caducità della sua natura, dell’inesorabilità della morte. Seneca scrittore latino, colto e ottimo parlatore, nel “De Brevitate Vitae” scrisse così: “non riceviamo una vita breve, ma tale la rendiamo; e non siamo poveri quanto alla vita ma la sprechiamo con prodigalità”. La vita ci sembra breve soltanto perché noi perdiamo quasi tutto il nostro tempo a disposizione, vivendo sempre nella fiducia inconscia di poter eternamente fruire della vita.
Il prepararsi alla morte non implica la rinuncia al vivere. E’ da stolti temere la morte, poiché è la fine d’ogni sofferenza per l’uomo.
L’evoluzione storica, con la conseguente messa a punto ed emancipazione di scienza e medicina, ha reso la morte un fantasma diabolico, uno spettro malefico da temere e celare.
L’uomo moderno cerca di allontanare sempre di più il momento della morte, tanto da desiderare che esso sia sconfitto, ottenendo così l’immortalità.
La morte è vissuta come momento di fine della vita, di dubbio, incognita, dolore e la vita stessa diventa un “vivere per la morte”, un’esistenza minacciata dalla paura del nulla.
L’unica morte pensabile è la morte delle nostre facoltà intellettive.
Dopo la morte il nostro corpo continuerà a vivere, poiché le cellule del nostro corpo sono formate da atomi simili a quelli che esistono fin da quando fu originato l’universo, i quali sono riciclati continuamente, quindi ciò che oggi forma il nostro corpo sarà un albero, una roccia o, perché no, un’altra persona.
La morte è solo l’inizio e il viaggio che ognuno di noi intraprende dalla nascita alla morte, è solo una parte di un processo più ampio.
mauro orlando
Roberto Vecchioni . La viola d'inverno.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese
Il futuro non è mai quello di una volta !...... meno che meno quello che avevamo sognato noi!

Ivano.....io vorrei che tu e Nanni ed io.....fossimo presi per incantamento.....
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,
sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.
dante alighieri
Art. 9 : La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica".
COSTITUZIONE ITALIANA : Art. 34.
La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

".....La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine. No. Nel nostro pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilità di liberare verso l’alto i suoi elementi migliori, perché ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualità personali al progresso della società […]....." Piero Calamandrei
I filosofi che vanno per la maggiore, in Italia e fuori, sono da molto tempo quelli che sdottoreggiano sulla storia universale, sul destino della civiltà, sul senso della tecnica in generale, sul globale significato del sapere scientifico, quelli che sanno come e quando sono cominciati i nostri guai e dove inevitabilmente andremo a finire. Paolo Rossi, da quando ha comincialo a scrivere, ha polemizzato (a volte aspramente) con questo tipo di filosofia. Questo suo libro sulle "Speranze" ha, non per caso, il sottotitolo "Storie senza destino"; è scritto in uno stile chiaro e asciutto, non è solo per i filosofi, ma per tutti coloro che non si accontentano di vivere e vogliono anche pensare. Si parla di visioni "senza speranze", e quindi di letteratura apocalittica, delle previsioni catastrofiche fallite, della fine dell'Occidente, del masochismo degli intellettuali, dell'impellente bisogno, che molti di loro manifestano, di "uscire dall'Occidente"; ma si parla anche di "smisurate speranze", di immaginar! paradisi collocati in un altrove geografico, di coloro che hanno aspettazioni eccessive e coltivano il mito dell' uomo nuovo, dell'utopismo come ideologia diffusa. sabato 1 novembre 2008

> Metto qui un testo inedito di Alexandra Petrova, grande poetessa russa che presto starà con noi in Irpinia d’oriente. il BLOG resta coi piedi ben puntati in irpinia, ma gli occhi si spingono lontano, oltre le prigioni della vita provinciale … armin
***
ma ultimamentela vita è una continua bua;
e poi il tuo film gira un po’ troppo veloce.
Non si riesce neppure a star dietro al successo dei vicini,
figuriamoci andare in chiesaa pregarti.
E ancora: l’immagine non fa che restringersi,
la pellicola brucia spesso,in teoria,
mi dico, se mi trovassi lì dentro
spalancherei le porte e demolirei le tue pareti,
ma poi mi sento impaurita,e voglio uscire».
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Le parole. Le parole sono già lì, quando noi veniamo al mondo. Accuratamente elencate in quegli strani “libri non libri” che sono i dizionari. Riposte ordinatamente come tessere di un puzzle immenso e tutto da scoprire: se non che – ma vallo a sapere, prima di averci sbattuto il muso qualche milione di volte – l’immagine da ricomporre non esiste, a priori. Ognuno di noi deve trovare la sua. Ognuno di noi, se ha la fortuna di capire che quello lì può essere un gioco meraviglioso, e inesauribile, deve darsi da fare per scoprire che cosa è capace di tirar fuori, da quella sterminata distesa di vocaboli. Che presi uno per uno sono solo pietruzze spaiate. Sassolini asimmetrici che, finché restano separati, non disegnano alcun percorso, ma che nelle giuste combinazioni possono condurre in ogni luogo. Sprigionando le emozioni più acute. O catapultandoci in cima alle vette del pensiero. O producendo qualsiasi altro effetto, dal più banale (“Un caffé macchiato, grazie”) al più suggestivo (“Tre cose sapeva fare Siddharta: digiunare, aspettare, pensare”).Ancora più leggere,luminose,musicali ,profonde, intense sono le parole che parlano di Dio e a Dio.Sono presuntuose e semplici assieme perchè è presuntuoso ma semplice voler parlare a qualcuno che da duemila anni ha deciso,penso liberamente e consapevolmente ,di non parlarci e speriamo ancora di ascoltarci.........
....comici spaventati guerrieri.
"Come ogni poeta Roberto Vecchioni sa che la forma delle parole è combinazione sapiente di senso e suono, di sillabe e sangue, concretezza e astrazione, tecnica e pathos, azzardo e rigore. Sa che dietro la forma delle parole si nascondono vite e si nascondono morti - innumerevoli vite innumerevoli morti - si nasconde tutto il tempo che è passato, tutto quello da venire, lo spavento degli orologi fermi, le stagioni senza treni, l'incoscienza dei destini che si incrociano per caso, l'autunno che non ha mai pietà per una foglia, poi la voglia dei vent'anni, lo stupore dei deliri, il silenzio che si scioglie come neve nel caffè bollente".... Come ogni poeta Roberto Vecchioni queste cose le sa. Così se ne scappa sul tetto a suonare il violino. E se poi non c'è nessuno ad ascoltare a noi che ce ne fotte, dice la madre. C'è un cielo infiammato di stelle che ci sa capire... e un vero e interessato amore per :persa tra il cielo e il mare
hanno la prima metà di una canzone
l'altra metà da ritrovare
Hanno le vostre fandonie nelle orecchie
conoscono le vostre facce di culo
madri piene di tranquillanti
padri che vanno sul sicuro
I ragazzi nascondono lacrime sospese
come gatte gelose dei figli
hanno un bagaglio di speranze deluse
come onde che s'infrangono sugli scogli
Hanno un mondo che avete storpiato ingannato tradito massacrato
hanno un piccolo fiore dentro
che c'è da chiedersi com'è nato.........
Comici Spaventati Guerrieri :
......e cercano di amare
domani come ieri
questi miei piccoli comici spaventati guerrieri
e cercano di amare come uomini veri
questi miei piccoli comici
spaventati guerrieri
non azzardatevi a toccarli mai
non azzardatevi a giudicarli
tirate via le vostre sporche mani
non confondetevi coi loro sogni
continuate a costruire un mondo perfetto
dove potete specchiarvi
i poeti non saranno anche nessuno
ma hanno il potere di sputtanarvi
e vorrebebro amare
domani come ieri
questi miei piccoli comici spaventati guerrieri
e vorrebbero amare
come uomini veri
questi miei piccoli comici spaventati guerrieri
e vorrebebro amare
volare sui loro pensieri
questi miei piccoli comici
questi miei piccoli comici
questi miei piccoli comici
spaventati guerrieri
.....dormiremo un giorno al canto delle cicale......
Nel cimitero di Alianoio voglio riposare
[al canto delle cicale].
Voglio che la bara
sia calda di sole,
nel cimitero di Aliano,
lì dove nascono i fiori.
Fiori sopra di me
quando morto sarò
nella terra gialla
del cimitero di Aliano.
Fatemi dormire nella terra,
nel mio deserto
[e piantate una croce di legno].
Però,
quando arriva
questa morte?
Voglio riposare ad Aliano,
nel cimitero di fiori di macchia.
Io non vorrò lacrime
sulla mia tomba fiorita
[mi bastano le cicale e i grilli].
Piangete sulla tomba di Carlo Levi,
che la morte non ha gradita.
Io voglio dormire
[per sempre dormire]
nel cimitero di Aliano,
tra le croci di legno
e le cicale.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. .Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole priva te denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950)
