<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401</id><updated>2012-02-17T03:39:52.577-08:00</updated><category term='Pillole di conoscenza'/><title type='text'>Elisir d'amore</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1035</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5759432520994977133</id><published>2012-02-14T08:35:00.003-08:00</published><updated>2012-02-14T08:43:12.189-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......il "liberal....democratico"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-cYMYJiJ9-gE/TzqNd-wYGmI/AAAAAAAACPU/99qp9t8ZXTc/s1600/110_15_174500_0.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 110px; DISPLAY: block; HEIGHT: 110px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5709031023847152226" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-cYMYJiJ9-gE/TzqNd-wYGmI/AAAAAAAACPU/99qp9t8ZXTc/s320/110_15_174500_0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;LIBERAL DIRTY e LIBERAL CHIC&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Ugo Morelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è che dopo lunghi anni di climi e prassi liberal dirty, all’insegna cioè di un’ideologia dichiaratamente iperliberista ma inconcludente nella prassi, se non per le cose oscene e, per così dire, poco eleganti, ci toccheranno adesso un’ideologia e una prassi liberal chic? La questione è di non poco rilievo perché ha riguardato anche gli stili di vita e le prassi locali, dove non sono mancate, sia nel pubblico che nel privato, sia nella cooperazione che nell’associazionismo, manifestazioni di adesione, magari imitativa, al managerialismo nazionale e internazionale. Gli esiti, in molti campi, sono sotto gli occhi di tutti. Si potrebbe fare una selezione dei fallimenti sulla base di un indicatore di supponenza managerialista. Ma si sa, l’ammissione di responsabilità e il riconoscimento degli errori non sono merce comune. Il tratto di sobrietà che ha distinto la storia dei mondi trentino e altoatesino, ne è uscito non poco turbato e messo in discussione. Anche questo concetto, la sobrietà, va usato con cautela, perché anche di questo concetto, di recente si fa abuso, consegnandolo alla macina di quel nominalismo per cui il dire sembra assolvere dal fare. Sempre dimentichi del monito dell’Alighieri che pure svetta nelle nostre piazze: “sì che dal fatto, il dir non sia diverso”. Ebbene, su alcune questioni cruciali abbiamo visto emergere posizioni che non sembrano né sobrie né appropriate al tempo in cui viviamo, nelle dichiarazioni e nelle scelte del nuovo governo nazionale. Rifletterci può essere un utile caveat per le nostre scelte e i nostri stili locali. L’evasione fiscale è forse il più evidente dei temi. Se recuperare risorse dove era immediatamente possibile può aiutare a comprendere le prime scelte del governo italiano, sarebbe importante, sul principale problema nazionale, il delitto di evasione fiscale, vedere qualcosa di più che le dimostrazioni dei finanzieri a Cortina e in via Montenapoleone a Milano. Segue la questione dei giovani e del lavoro. Ben quattro esponenti del governo hanno perso una buona occasione per tacere sul tema, mentre si attende un provvedimento effettivo. Ripetere stereotipi supponenti serve solo a volgarizzare le relazioni su una questione, quella della precarietà o dell’assenza totale di lavoro, che rischia di creare una disintegrazione sociale senza precedenti. Vi sono poi le spese militari. A meno che non vi sia chi se la sente ancora di sostenere che “più cannoni porteranno più burro”, sia l’ammontare di circa ventitre miliardi annui del bilancio della difesa, che gli investimenti per l’acquisto degli F35 e per il programma Nec per la digitalizzazione delle componenti di terra dell’esercito, non rientrano in nessun disegno strategico, ma solo in scelte “di comodo” difese dal ministro, come le definiscono perfino alcuni generali. Scelte che garantiscono la continuità di contratti e decisioni prese in altri tempi e, certamente, in altri scenari politico-strategici. L’auspico è che non solo lo stile ma anche la sostanza siano diversi su ognuno di questi punti e sul resto, proprio perché non c’è alternativa come si sente ripetere in ogni momento, e che ognuno faccia sul serio quello che va fatto, a Roma e qui...........&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;..........una possibile risposta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bella l’immagine del “liberal dirty e liberal chic” che ci riporta intellettualmente nel cul de sac della crisi “liberal ” tout court.Il tuo scritto ci spieca le dinamiche e le contraddizione di questa “crisi” che si mostra sempre più sistemica e non solo sovrastrutturale.Abbiamo tra furori crici e sconfitte depressive vissuto la cultura del rischio, che è poi la cultura della libertà,(economica e politica) e della responsabilità individuale e la rinascita ,difesa o riproposizione della domanda di sicurezza,che è poi&lt;br /&gt;domanda di protezione politca,delega ad altri (lo stato) delle proprie responsabilità o di protezione economico-sociale con il welfare.&lt;br /&gt;C’è una vocazione reazionaria del pensiero europeo, e italiano in particolare, è figlia di una metodologia filosofica della conoscenza che si chede moralisticamente “perché” senza chiedersi innanzitutto come “le cose” “effettualmente” stiano.Il risultato è che la risposta è un salto logico dall’essere al dover essere . Ritorna ossessivamente in agenda semplicemente i vecchio dilemma se i soggetti collettivi- istituzioni,mercato,capitalismo ecc ecc- sono spiegabili con una teoria individualistica. I soggetti collettivi non pensano e tantomeno agiscono. Sono gli individui che pensano e agiscono. E sono responsabili di quello che fanno. E’ il principio di libertà su cui si fonda la cultura politca ed economica occidentale malgrè nous.Il riferimento è all Illuminismo delle “virtù” anglosassone , cioè della convinzione-antitetica a quella dell’Illuminismo razionalistico francese- che siano le passioni guidare la ragione e non la ragione a governare le passioni.&lt;br /&gt;E’ dalla interazione di molteplici individui,ciascuno che procede autonomamente alla ricerca dei propri interessi secondo la propria visione personale del mondo he scaturisce inconsapevolmente un beneficio generale (Mandeville, ‘La favola delle api’: il ricco che dilapida i propri averi- vizio privato- è anche a e senza volerlo manifestazione di una pubblica virtù, perchè fa ilbene del suo prossimo che gli procura ciò che lui compra e consuma con la propria dissolutezza).Non da un progetto, un piano, elaborato da una volontà esterna.Saranno milioni di individui,consumatori, produttori, non la politca ce ci tireranno fuori dalla crisi economica attuale.Il resto è puropensiero comunque reazionari “Ancienne regime”.&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5759432520994977133?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5759432520994977133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5759432520994977133' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5759432520994977133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5759432520994977133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2012/02/di-ugo-morelli-non-e-che-dopo-lunghi.html' title='Elisir d&apos;amore per ......il &quot;liberal....democratico&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-cYMYJiJ9-gE/TzqNd-wYGmI/AAAAAAAACPU/99qp9t8ZXTc/s72-c/110_15_174500_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6616820882884267203</id><published>2012-02-14T08:27:00.001-08:00</published><updated>2012-02-14T08:29:06.484-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per la "nostalgia...comunitaria"</title><content type='html'>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;“Non ci si arrende solo rispetto all’idea di inseguire il mito dello sviluppo, ci si arrende all’idea di essere qualcosa o qualcuno. Per uscire dall’autismo corale ci vogliono posture nuove. È tempo di tornare a una fisiologia meno velleitaria, a un quieto vagabondare nel mondo che gira, nell’aria che non sta mai ferma, nella polvere in cui luccichiamo ad occhi aperti insieme al sole e alle stelle”. franco arminio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;[youtube http://www.youtube.com/watch?v=PBvtBJJ7vQQ]&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;di mauro orlando&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho un colpo di nostalgia della comunità provvisoria per come l’ho vissuta negli ultimi tre anni : le passeggiate , le colazioni al sacco con salame ,formaggio e buon vino, il piacere delle amicizie come occasioni di scambio di sentimenti,passioni ,esperienze ed idee e il blog che ne era nel bene nel male la vetrina e lo spazio delle idee originali, degli umori,delle passioni calde e fredde di esigenze esuberanti s di esprienze esistenziali,culturali e politiche.Non mancavano le occasioni e lo spazio per costruire nuovi paradigmi ,logiche e grammatiche per vivere e pensare un territorio e uno stile di vita in modo autentico e originale ma assieme .Mi piace ricordare queste situazioni e le persone che le vivevano con il piacere e il gusto di fare qualcosa di unico,originale e autentico. Eravamo ambiziosi e incoscienti come tutti i neofiti e i praticanti.Il blog era anche nelle difettose spigolature umorali l'accompagnamento organizzativo e informativo delle iniziative che come Comunità provvisoria proponavamo alle varie realtà comunali : di approfondimento conoscitivo (es seminario a Grottaminarda sulla paesologia o a Lacedonia sul parco rurale o incontri mirati sulle varie “eccellenze”,letterarie,poetiche e politiche ) ma anche accompagnamento e informazione delle visite esistenziali , individuali e comunitarie , paesologiche e amicali nei piccoli paesi nello spirito che Franco ci suggeriva e ci raccontava nei suoi scritti. Il Blog è anche l'espressione di un dialogo, un conflitto o un amore e una cura per una "terra", l'Irpinia dei piccoli paesi …dalla grande vita”. Avevamo voglia di continuare il racconto e la pratica della migliore tradizione dell’’irpinia (d’oriente o di occidente) dignitosa e ricca letterariamente e culturalmente. Per ultimo e non ultimo :Cairano 7X. Avevamo scelto non a caso “un piccolo paese” come simbolo e anche una possibile pratica di”grande vita” nascosta e da scoprire con una esperienza veramente innovativa e originale con alle spalle una grande esigenza o idea di Franco Dragone che Franco Arminio ha avuto il coraggio dei sognatori , la testardaggine dei poeti e la capacità del vero politico di pretendere di realizzabile al meglio degli uomini e idee che circolavanono in Italia ed in Europa in cerca di esperienze coerenti di nuovi modi di abitare e pensare la terra che ci è data in comodato d’uso. Incomprensioni ,pigrizie e scelte al ribasso in coda ai poteri costituiti istituzionali e sociali hanno determinato rotture non volute ma necessarie . Di tutto ciò dobbiamo sentirci non solo orgogliosi ma gelosi come esperienza non da dimenticare ma da conservare gelosamente nelle pieghe delle nostre storie personali e anche come legittima e dignitosa storianostra e della nostra terra .Nessuno ce la può negare o sottrarcela .La scelta del cambio del nome del Blog “Comunità provvisorie” doveva essere nella continuità l’apertura della nostra esperienza autoctona e specifica ad altre esperienze territoriali e comunitarie di altri territori o realtà sociali con la caratteristica di una ricerca e difesa di una sensibilità che volesse affrontare il tema dello sviluppo e della modernità non solo economica pur da una oggettiva posizione di marginalità o perifericità come valore e non come soggezione. Siamo ancora in una fase costituente dal basso ed abbiamo un estremo bisogno di convinte adesioni ma soprattutto di entusiasmo culturale , passione civile,sentimenti caldi e un impegno personale nella responsabilità e contestualità concreta secondo le proprie conoscenze, esperienze sociali e capacitàtà organizzative. Unica bussola e orientamento del Blog è evitare che diventi una vetrina eccellente delle nostre esigenze e capacità letterarie o analitiche senza un legame con le nostre esperienze territoriali e sociali. Ricordiamoci di continuare ad essere “sentinelle dei propri territori” anche per i cittadini e gli amministratori distratti e smemorati.Ricordiamoci la cornice delle nostre opere d’arti e d’altro nella ricerca per un “umanesimo dei territori” di collina , di pianura o di montagna che vogliono vivere la marginalità come risorsa e non come colpa o risentimento. Le storie e la storia della Comunità provvisoria irpina resta nella sua originalità una buona e bella idea coltivata e vissuta al meglio delle nostre capacità e possibilità non per isolarsi nella sua specificità ma per stimolare il rapporto di altre esperienze comunitarie . Noi non rinnegheremo mai nessuno dei momenti e le persone della passata esperienza di Comunità provvisoria in Irpinia ma attenti ,gelosi e ostinati a non annacquare o disperdere la sua anima “paesologica” .Non è solo “un valore aggiunto” ma un modo unico e irripetibile di essere,pensare e vivere l’Irpinia e tutte le “irpinie” della nostra “ terra madre”……..&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6616820882884267203?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6616820882884267203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6616820882884267203' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6616820882884267203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6616820882884267203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2012/02/elisir-damore-per-la.html' title='Elisir d&apos;amore per la &quot;nostalgia...comunitaria&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-401515934878501941</id><published>2012-02-05T09:47:00.001-08:00</published><updated>2012-02-05T09:55:10.261-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......la Comunità provvisoria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Comincia a cadere una pioggia incessante.&lt;br /&gt;nell'arca, e dova mai potresti andare:&lt;br /&gt;voi, poesie per una sola voce,&lt;br /&gt;slanci privati,&lt;br /&gt;talenti non indispensabili,&lt;br /&gt;curiosità superflua,&lt;br /&gt;afflizioni epaure di modesta portata,&lt;br /&gt;e tu, voglia di guardare le cose da sei lati....&lt;br /&gt;Szymporska&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Z7hCK4F19Zc/Ty7BA0DK-JI/AAAAAAAACPI/7bUXEFYjAss/s1600/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705709997641103506" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Z7hCK4F19Zc/Ty7BA0DK-JI/AAAAAAAACPI/7bUXEFYjAss/s320/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La nostra esperienza comunitaria è stata nei vari momenti un lusinghiero e ricco incontro di persone disponibili a giocare la loro personale vita mentale e concreta nella possibile declinazione di due categorie apparentemente contrastanti ,locale e globale, che tanto ci inquieta e ci disorienta particolarmente in questa crisi finanziaria ed economica che insidia i nostri corpi e le nostre anime. Dopo vari anni ed esperienze paesologiche oggi diventa sempre più chiaro e complesso ribadire non solo la grammatica e il lessico rinnovato nella esperienza culturale e sociale ma assieme la necessità di ristabilire un rapporto di tipo nuovo con una realtà meridionale sociologicamente e psicologicamente immutata in un contesto di modernizzazione “con sviluppo e senza progresso” e una mondializzazione non solo economica e finanziaria ma soprattutto antropologica e politica . La “paesologia” ormai non è solo una intuizione personale da definire e sviluppare ma si va definendo sempre più in concreto nel dibattito tra le esperienze comunitarie nazionali uno strumento conoscitivo originale e nuovo che incide non solo sugli stili di vita ma sulle identità individuali-plurali.Il contesto bibliografico di riferimento si fa sempre più definito ed esclusivo intorno alla nuova categoria di “bene comune” intorno alle produzioni di F. Cassano con la sua “ragionevole follia dei beni comuni” per l’acqua,l’aria ,il vento, la terra sino all’informazione e la cultura .” I poeti sono un bene comune” nella sua radicale espressione poneva un problema vero anche se complesso nella sua declinazione politica.Segnale profetico era stata l’assegnazione del premio Nobel per l’economia a Elinor Ostrom nel 2009.Gli scritti di R. Esposito che partendo dalla categoria manniana di “impolitico” era approdato agli studi sulla “immunitas” e “communitas” ha finito per “mantenere viva l’attenzione per per una questione alla quale è affidato un passaggio d’epoca. Giustamente R. Esposito sottolinea come questa sia una via da percorrere per sottrarsi alla tirannia di quella che W. Benjamin ha chiamato “la teologia economica” .(S. Rodotà). Per sottrarsi alla ossessiva centralità del mercato un saggio di Luca Nirvana analizza la possibilità di contrastare questa deriva politica e conoscitiva con un saggio sui “beni comuni” per “appropriarsi di beni destinati al soddisfacimento di bisogni primari e diffusi, ad una fruizione collettiva”, ridefinendo il valore di bene non solo dalla sua appartenenza o prietà privata o pubblica ma quello della sua gestione ed uso.”I beni comuni sono “ a titolarità diffusa” appartengono atutti e anessuno ,nel senso che tutti devono poter accedere ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive” (Rodotà). Luciano Gallina ,poi , ci ricorda poi l’importanza della consoscenza,del sapere e del potere della esperienza in Rete.Problema posto all’ordine del giorno da Franco recentemente non ponendo solo la individuazione e la definizione di gestori in senso tecnico e gestionale non solo come fatto partecipativo e di fruizione del bene ma per una maggiore definizione di un “idem sentire” , “koinè” che non mortifichi le individualità nella omologazione ma arricchisce la pluralità nelle differenze in un percorso che non ha un mitico inizio e fine ma si costruisce nel tempo in modo provvisorio. Tutto dipenderà dall’uso che ne vorremmo fare per il futuro di noi e dei nostri territori……Una persona che ha intenzione di vivere e pensare un territorio del sud ha la necessità di rivendicare alla base della sua ricerca di funzionalità intellettuale e esistenziale non solo retaggi e ricchezze culturali pregresse in modo consolatorio o di orgoglio identitario.Oggi bisogna rivendicare la categoria di “bene comune” insieme a quelli della “marginalità” e “fragilità”come capacità e possibilità di autenticità e originalità di stare e vivere contemporaneamente il mondo nel suo piccolo e nel suo grande. Si può vivere non con il vecchio schema della schizofrenia una bella esperienza emotiva e culturale a Bisaccia o Grottaminarda e il giorno dopo visitare una importante mostra alla Tate Gallery di Londra e una settimana dopo partecipare ad un convegno a Bombay sulle nuove tecnologie informatiche e il futuro delle economia mondiale.Lo spazio concettuale libero e liquido tra centro-margine-periferia si è aperto incondizionatamente e ci permette di verificare nei fatti e non solo nella volontà le idee ma soprattutto la nostra disponibilità e capacità di attivare volontà e strumenti per condividere “comunitariamente” anche le nostre individuali solitudini, introversioni, umori caldi e freddi, inquietudini e sogni .Non in una sorta di sopravvalutazione con sovrappesi culturali e professionali di sé stessi che ci costringe a costruire muri e barriere intolleranti non solo psicologiche per rifiutare o accettare gli ‘altri’. Sapendo che stare insieme può essere anche una sofferenza ,un esercizio faticoso di ridurre frammentazioni e chiusure e alleggerire pesantezze conoscitive e rigidità dottrinarie .Per iniziare questo nuovo viaggio di prospettiva necessita anche un viaggio nelle nostre storie mentali costruite su un eccesso di sviluppo accumulativi di saperi-poteri e un eccesso di ‘criticismo’ sedimentato o ossifificato nelle nostre diaspore migratorie. “Siamo emigrati male e spesso ritorniamo peggio”. Ci siamo costruiti intellettualmente e professionalmente con una idea di acculturazione e sapere come possibile strumento per acquisire potere e riscatto su un diffidenza e non fiducia verso gli altri in termini sociali e politico. Cultura e sapere non è acquisire potere ma proprio una possibile possibilità di depotenziamento ,“derobè” svestimento, del potere e del sapere stesso.Con una tale idea di acquisizione di conoscenze,abilità, sapere come strumento di possibili poteri e riscatti anche la categoria economica e sociale di ‘marginalità ’ nei piccoli e grandi paesi del sud e del nord del mondo può acquisire slancio progressivo e ideativo e riscatto individuale nella propria vita mentale e politica nei luoghi che ci è dato vivere hic et nunc. Dato per acquisito che la politica politicista depotenziata per motivi endogeni ed estrogeni va dunque sempre più sospettata e criticata nella sua rigidità e illiberalità costitutiva e istituzionale ma sopratutta per la sua inattualità che continua ad educare a coltivare pensieri corti e relazioni corte. Dobbiamo ricostruire una “società civile” di nuovo conio e funzione non seguendo i canoni e le categorie politologiche classiche e moderne che la mettono necessariamente e unicamentein rapporto con la “società politica” in una sorta di separatezza e superiorità solo concettuale. La differenza tra società civile e società politica è che una obbliga a pensieri lunghi e di prospettiva la seconda abitua a pensieri corti e regressivi ingessati e chiusi nelle istituzioni rifugio . Noi abbiamo bisogno di mettere in campo con modestia e presunzione “pensieri e relazioni lunghe sapendo però che vivere insieme agli altri e confrontarsi non è mai stato perfetto,idilliaco,edenico. Bisogna diffidare chi ci ripropone “paradisi perduti” e chi ci lusinga con utopie di comunità utopiche e mitiche. Bisogna accettare le complessità e difficoltà nei possibili spazi di amori ,di sogni, di odi,di controversie, di rancori, di rimorsi , sempre disposti al rischio ma con “gesti eroici”ed autentici anche di intelligenze confuse ,provvisorie o smarrite mai dogmatiche,autoritarie e prescrittive. Massima vitalità anche in possibili massime disperazioni”.&lt;br /&gt;……Mi dispiace io per certi versi sto curando ” una mente premoderna e prepolitica” lenta ,liquida e la più leggera possibile e in certi discussioni mi sento estraneo e fuori luogo.Invece mi sono sentito a mio agio nello spirito comunitario a Cairano ed oltre , in certe serate a Bisaccia, ad Aquilonia , agli scambi di idee a Grottaminarda fino a Caposele nelle nostre estati irpine e in tante altre occasioni che mi piace ricordare e voglia di ripetere………&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Orlando&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-401515934878501941?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/401515934878501941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=401515934878501941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/401515934878501941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/401515934878501941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2012/02/elisir-damore-per-la-comunita.html' title='Elisir d&apos;amore per ......la Comunità provvisoria'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Z7hCK4F19Zc/Ty7BA0DK-JI/AAAAAAAACPI/7bUXEFYjAss/s72-c/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1353994591455097670</id><published>2012-02-04T07:37:00.000-08:00</published><updated>2012-02-04T07:43:07.434-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......le parole</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La gioia di scrivere&lt;br /&gt;...silenzio&lt;br /&gt;-anche questa parola fruscia sulla carta&lt;br /&gt;e scosta&lt;br /&gt;i rami generati dalla parola&lt;br /&gt;"bosco"....&lt;br /&gt;Szymborska&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;iframe height="315" src="http://www.youtube.com/embed/-ef6lPZ6-z4" frameborder="0" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“ Uomo ,la mosca ha un volo più veloce del tuo occhio&lt;br /&gt;e una vita più breve del tuo dolore”&lt;br /&gt;Anonimo, VII secolo a.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Interrogammo i templi di Selinunte,&lt;br /&gt;il loro silenzio aveva più peso di tante parole”&lt;br /&gt;J.P. Sartre e S. De Beauvoir&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo spazio mi piace riscontrare un rispetto e una cura delle “parole”.La storia delle parole viene da lontano e dal profondo e scavare dentro di loro e come “cercare una rotta dentro di sé ,della propria storia e della propria terra”Quanti veli ,sedimentazioni,polveri sottili la modernità tecnologica ha accumulato sopra di loro e noi …abbiamo perso tutte le sfumature. E con le sfumature i sentimenti che le accompagnano e le provocano. Noi stiamo sentendo e praticando la “paesologia” scienza arresa ma esigente .” La paesologia è una forma d’attenzione. È uno sguardo lento, dilatato, verso queste creature che per secoli sono rimaste identiche a se stesse e ora sono in fuga dalla loro forma. Non sai cosa sia e cosa contenga. Vedi case, senti parole, silenzi, in ogni modo resti fuori, perché il paese si è arrotolato in un suo sfinimento come tutte le cose che stanno al mondo, ciascuna aliena allo sfinimento altrui” Franco Arminio .Noi in questo spazio ci sforziamo di voler bene alle parole e prendercene cura .E ci sforziamo di coltivare l’occhio del poeta per scoprire “la grande vita custodita gelosamente nei piccoli paesi”. Solo i poeti ,infatti,hanno avuto il coraggio sacerdotale di conservarne la forza (dunamis) visionaria e profetica frequentando “l’unica arte in cui la mediocrità è imperdonabile” ricordando sempre che “in Principio c’era la Parola,ma la Parola è stata tradita” (E. Pound).Ma al di là di questo senso di perdita teologico-metafisica a noi interessa la perdita dei loro colori sentimentali e passionali che nei nostri racconti non riusciamo a vedere e trasmettere normalmente agli altri. Oggi si parla di “colori del buio”con l’occhio folle e profetico del poeta .Buio che il nihilismo filosofico postmoderno e un teologismo eteronomo e precettivo ha scaricato in dosi massicce sulle parole colorate dei sentimenti e delle passioni.&lt;br /&gt;Andare al di là e dentro il tempo mobile e imprendibile della cultura e della storia e recuperare il sapore e i colori del tempo immobile dei bambini quando “..si giocava e immaginava , si immaginava e giocava.”&lt;br /&gt;Un bambino non sa di poter essere altro, vive in un tempo fermo al presente e al futuro prossimo. E nelle parole ci sono normalità, regole, armonie che nemmeno noti tanto è scontato che ci siano. Oggi ’ l’ecceziome, lo sconvolgimento del consueto che ti mette ansia, ti rizza i nervi, ti sbulina l’animo . La più grande bellezza e l’infinita bruttezza partecipano del mistero. C’è negli antipodi, nel contrasto assurdo, nel diverso in natura come un filo che se lo tiri ti fa sentire vicino a una verità che le cose che le cose di tutti i giorni nemmeno sfiorano. C’è nel lampo e nel tuono una forza che manca alla giornata serena; c’è nella febbre ,nell’incubo notturno, perfino in una sbornia, un indefinibile atto di chiarezza, di certezza improvvisa.&lt;br /&gt;Solo quando qualcosa sconvolge,provoca ci dice molto più di quel che siamo abituati a sentire.&lt;br /&gt;L’inspiegabile, l’unico, arriva come a scuoterti, svegliarti come da un sonno di ordinarie, concilianti abitudini. L’uomo con le parole fredde della burocrazia e della tecnica televisiva ha livellato tutto, pur di far scorrere il suo sangue a quella precisa velocità, far battere il cuore a quel ritmo sempre uguale a se stesso e così vivere il più a lungo possibile, non importa come, non importa a costo di cosa, pur di vivere disegnando un linea dritta, tra immagini a specchi consueti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1353994591455097670?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1353994591455097670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1353994591455097670' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1353994591455097670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1353994591455097670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2012/02/elisir-damore-per-le-parole.html' title='Elisir d&apos;amore per ......le parole'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-ef6lPZ6-z4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-88058375380405411</id><published>2012-01-02T04:51:00.000-08:00</published><updated>2012-01-02T04:56:46.188-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......la "nudità" del pensiero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000099;"&gt;“La nudità non è la verità. Ne è insieme l’inquietudine, l’attesa, la cura e l’appello. Forse anche lo svestimento: tolta la veste, occorre comprendere che tutto resta da scoprire. Può darsi che si scopra alla fine che non c’era niente da svelare, ma ciò stesso diventa scoperta e lezione. La nudità non è l’esito, ma l’esordio di una iniziazione, un’apertura propedeutica alla ricerca della verità attraverso il lume naturale, come direbbe un trattato classico di metafisica”.J.L. Nancy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-nkgtVv4NAew/TwGohC4fa7I/AAAAAAAACO8/mgCERfS9HfM/s1600/17049_1312004845924_1404730118_30881210_4774389_n.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000099;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693016689635978162" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-nkgtVv4NAew/TwGohC4fa7I/AAAAAAAACO8/mgCERfS9HfM/s320/17049_1312004845924_1404730118_30881210_4774389_n.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;“Derobè” il gesto di lasciar cadere,togliersi la ‘robe’ di un pensiero solido che non ama gli slanci, le inquietudini, le incertezze …le nudità. Difficile per noi in tempi di crisi ‘epocali’non solo economiche ,sociali,antropologiche,direbbe Pasolini, spogliarsi di un sapere che ordina e dà sicurezza per destrutturare un pensiero nella sua funzione di mostrarsi nel suo carattere di tensione,di mobilità, provvisorietà,di agitazione che lo avvicina ad un sentimento,una passione più che ad un atto teorico o etico che lo sovverte e lo rivoluzioni dall’interno e non solo nel linguaggio. Nel pensiero in origine c’erà un senso di passione,di sensibilità e di sessualità (eros) che lo vedeva legato all’amore come rapporto all’altro non solo singolo e nel genere. Rapporto che non è finalizzato o idealizzato a fusione e ‘reductio ad unum’ ma ad un aprirsi conflittualmente alla differenza,un esporsi ad un’alterità che come Proteo non si lascia afferrare, ma a inquietare e sconvolgere la stessa identità. La tensione del sentimento e della passione non parte da una esigenza del “legèin” razionale del legare assieme le diversità come esigenza di compimento e di riempimento rispetto ad una mancanza ma ad una esigenza e finalità di relazione all’altro,differire da sé. Svertirsi del suo ‘abitus’ razionale,occidentale è soprattutto piacere personale insieme ad un senso di privazione e di sofferenza. Educarsi ad uno sguardo paesologico “arreso” non è solo esposizione piena, “nuda e cruda” nella carne,come eliminazione di qualsiasi nascondimento autistico,poetico,letterario o filosofico individuale o corale,che nella sua esposizione ed esteriorità comunitaria si mostra meglio nella sua complessità,precarietà, provvisorietà e fragilità. E in questo modo dare senso alla sua ‘imprendibilità ed omologazione attraverso la sua ritrosia verso tutte le forme superficiali e comuni di sottomissioni al flusso necessario della modernità nelle sue facili etichettature o schematizzazioni. Il nostro uscire da sé nel rapporto con gli altri sembrerebbe più facile e comodo nelle indicazione della paesologia a riscoprire “la grande vita nascosta nei piccoli paesi” ,”un vedere senza guardare… abbassarsi all’altezza del cane, lo sguardo tipico del paesologo, e non annusare niente….una disciplina non fatta di protocolli, ogni volta si comincia da zero, non basta attraversare un luogo, ci vuole che il luogo ti attraversi. E questa è una cosa che non riesce sempre. A volte ci vuole un’infiammazione, altre volte ci vuole un senso di estraneazione. Quello che dà vita alla scrittura paesologica non è sapere tutto di un paese, non è informarsi su di esso, non è rimanerci per poco o per tanto”. Paesologia è imparare in continuazione a vivere e pensare nella modernità non con la “passione per frammenti oggetti, relitti di un passato ormai privo di contesto,rovine della storia ormai perdute per la storia…..nuovi silenzi “ e non si esaurisce nel recuperare un linguaggio ‘denudato e povero’ capace ancora di parlare di esperienze originali ed autentiche e di persone e cose con un vissuto motivazionale ed esistenziale nuovo ed insieme. E’ “un sapere arreso” nel senso non coltiva la presunzione di descrivere gli altri ,le cose ,la natura come una cultura ,una sociologia , una antropologia ,una storia ….un sapere e una paideia oggettiva e prescrittiva e nemmeno come “avanzi di un mondo di sogno” perduto e da “utopie” da reinventare o da ricercare. La paesologia è “nudità e povertà” esposta e non politica del compimento. E’ un uscire da sé che non comporti uno svelamento,un rendersi pienamente trasparente, ma un abbandonarsi semplice e tragico all’esistenza, al suo differire da sé, e quindi al rapporto comunitario con gli altri in cui ci tocchiamo, ci parliamo, ci incontriamo senza poterci mai afferrare rinchiudendoci in una identità stabile,unitaria e definitiva. Ogni nostro incontro o evento deve conservare necessariamente in sé la dimensione della sorpresa, del dubbio e del sospetto per una pienezza che non nasce dalla mancanza ma dalla sua eccedenza di finito che non ha compimento e assenza di “un finale” che tutti i ‘totaliritarismi’ politici ed identitari che vogliono riempire di senso il presente per trascenderlo. A noi la presunzione ela fatica di “vivere completamente il presente” nelle sue difficoltà ,complessità e varietà. Questo il ‘buon e difficile viatico” per il prossimo anno paesologico e comunitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-88058375380405411?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/88058375380405411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=88058375380405411' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/88058375380405411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/88058375380405411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2012/01/elisir-damore-per-la-nudita-del.html' title='Elisir d&apos;amore per ......la &quot;nudità&quot; del pensiero'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-nkgtVv4NAew/TwGohC4fa7I/AAAAAAAACO8/mgCERfS9HfM/s72-c/17049_1312004845924_1404730118_30881210_4774389_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-7005031571648431513</id><published>2011-12-28T10:16:00.000-08:00</published><updated>2011-12-28T10:21:26.550-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per.......la fragilità e il dono</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6UKH8M102rM/TvtdvommNBI/AAAAAAAACOw/-IcdEPwbXT0/s1600/317094_254497104585561_100000758190644_676510_785437944_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 204px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691245627047293970" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-6UKH8M102rM/TvtdvommNBI/AAAAAAAACOw/-IcdEPwbXT0/s320/317094_254497104585561_100000758190644_676510_785437944_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Fragilità, indifferenza e provvisorietà comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra esperienza comunitaria ho messo in gioco , istruendo un processo d’amore (philìa), la stessa filosofia rea di pensare solo per conoscere invece di ricercare un modo e un senso del vivere per essere belli,buoni,giusti e felici. Una prassi quotidiana ed esistenziale non un lavoro di cervello. Partendo dalla categoria della fragilità più che della forza…della incompiutezza che della pienezza,della molteplicità più che dell’unità. Nella pratica,insomma, della felicità non cercata nelle teorie astratte ed eteronome ,logiche,etiche,metafisiche o religiose ma nelle autonome vie ,discipline,stili di vita che consentono di uscire indenni ed attivi dalle trappole e tagliole intriganti dell’esistenza. Ma una felicità che non è le tavole della legge mosaica o la legge morale kantiana dentro di noi ma….è “eudaimonia”…cura di sé come .ordine ed equilibrio dei vari demoni della nostra anima individuale e equilibri e giustizia della nostra vita in comune. Per cercare in sé stessi e nelle nostre piccole e grandi comunità un equilibirio ed una armonia capaci di difenderci e ricattarci dalla fragilità della paura ,del dolore e degli squilibri delle diversità e pluralità.La “paesologia” non come una sorta di nuova o vecchia pedagogia del senso,dell’intelletto e della ragione ma una sorta di “esercizio spirituale” attraverso cui ognuno di noi trovava la sua identità (equilibrio) personale e la sua (koinonìa) comunanza sociale con gli altri.Camminare, leggere, meditare, armonizzare la giungla dei propri sentimenti e passioni,ascoltare, fare silenzio, coltivare amicizie,dialogare nella vita concreta di tutti i giorni e nella realtà effettuale .”Scolpire la propria statua” come scriveva Plotino, non per ergerla su un nuovo e d originale piedistallo di potere ma per fare e praticare , come prescriveva la scultura greca e umanistica, opera di sottrazione,di alleggerimenti di scorie per successivi svelamenti.Scappellando dal nostro marmo grezzo ed informe tutto ciò che è falso,superficiale ed inutile che ci si è attacato col tempo culturale al nostro corpo e anima e liberare l’essenziale armonico di quel che noi veramente e autenticamente siamo. Recuperare con questa esperienza anche il senso vero della filosofia non come attività puramente teorica e speculativa ma di recupero-svelamento (alethèia) dell’idea aurorale di filosofia come conversione umanistica,guarigione ,prassi di sanità-armonia mentale. ”Fare il proprio volo ogni giorno” senza abbandonare la nostra specificità di esseri umani terrestri,”..Almeno in momento che può essere breve, purchè sia inteso.Ogni giorno una esperienza umana e territoriale come un “esercizio spirituale”, da solo o in compagnia di una persona che vuole parimente migliorare.Uscire dalla durata. Sfozarsi di spogliarsi della proprie passioni,delle vanità, ,del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Fuggire la maldicenza.Deporre la pietà el’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Questo sforzo su di sé è necessario, questa ambizione giusta” (Pierre Hadot) .Le idee e i concetti di questo studioso del mondo greco mi hanno fatto pensare al senso che noi vogliamo dare alla parola “rivoluzione” nella nostra esperienza comunitaria e provvisoria: “ rendercene degni” oltre che “immergerci interamente nella politica militante,nella preparazione della rivoluzione sociale”.Fragilità e provvisorietà ci aiutano non solo a resistere ma soprattutto ad essere modernamente consapevoli ed attivi. E’ l’indifferenza il peggiore dei sentimenti freddi che ci costringe in una solitudine arida e pietrificata, che nulla ha a che fare con la solitudine interiore, creatrice che riscopre la semplicità ela bellezza, ama il silenzio non come rinuncia ma come ricchezza e non ci costringe all’isolamento..Nella indifferenza si inaridisce e si esaurisce una qualsiasi comunità provvisoria interpersonale o di destino che riuscirebbe per incanto anche a rendere vivibile e degno di pensiero…. una vita vissuta anche nella dolore, al margine, nella provvisorietà ,nell’angoscia ,nella sofferenza o nella disperazione per contrastare un nihilismo disperato verso un confortevole passato o un inquietante futuro.Una vita degna di essere vissuta per la sua naturale vitalità e che vede anche solo nel dono gratuito della amicizia (philìa) un possibile superamento dei labirinti consapevoli e inconsapevoli del nostro ego che ci possa far vivere anche il dolore e la sofforenza ,la fragilità, il morire e il nascere nostro ed altrui come qualcosa che ci interessa molto da vicino come un destino comune anche in cui siamo coinvolti anche noi.Una comunità del cuore che va oltre la comunità di cura o di lotta in cui siamo capaci di capire e convivere come nostra anche la fragilità, la difficoltà, la sofferenza degli altri. Un destino comune come esperienza complessa,difficile, affascinante ma anche inquietante. In questo senso mi inquietano e mi affascinano le parole profonde e sofferte della Elda e nel mio caso mi incitano a continuare con testardaggine e ripetitività a vederle necessariamente inserite nel percorso della nostra esperienza comunitaria in Irpinia anche a costo di testate di incomprensioni , dolorose e insopportabili. Per non cadere in un solipsismo nobile e degno che non ci costringe ad inventare,sognare e cercare vie di uscite dignitose in un mondo culturale e politico che ha perso il bandolo umanistico della suo essere vivibile.Ed ho pensato ad un riferimento umano e storico che mi confortasse non solo con bellissime e profonde parole ma con azioni e fatti storici che veramente hanno determinato situazioni e cambiamenti “rivoluzionari” interiori ed esteriori…..&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-7005031571648431513?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/7005031571648431513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=7005031571648431513' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7005031571648431513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7005031571648431513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/12/elisir-damore-perla-fragilita-e-il-dono.html' title='Elisir d&apos;amore per.......la fragilità e il dono'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6UKH8M102rM/TvtdvommNBI/AAAAAAAACOw/-IcdEPwbXT0/s72-c/317094_254497104585561_100000758190644_676510_785437944_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1642079868360205797</id><published>2011-12-26T04:25:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T04:33:43.317-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......chi non ama il cinismo</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Uscendo dal bar ho sbagliato strada. Il vento era fortissimo e nevicava. Il cuore si è gelato sotto il cappotto......f. arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-E2PejZn-nC4/TvhoPV_YqsI/AAAAAAAACOk/Kh8OtL69UiM/s1600/230169_1872772233168_1657046035_1824932_5278264_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690412741992950466" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-E2PejZn-nC4/TvhoPV_YqsI/AAAAAAAACOk/Kh8OtL69UiM/s320/230169_1872772233168_1657046035_1824932_5278264_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;CINISMO: (LETTERA AI VIVI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scriveva la Rochefoucauld “chi vive senza follie, non è così savio quanto crede”. Sacrosanta verità per demarcare un confine tra vita normale subita e vita impegnata per scelta a saper affrontare “venti fortissimi e nevicate”.&lt;br /&gt;Un lento e inconsapevole morire per un “un cuore gelato sotto il cappotto” parla di noi quando accettiamo supinamente di smarrire il gusto e il senso di una esperienza comunitaria rassegnati alla insensibilità del senso comune, alla rassegnazione del “così va il mondo”, alla connivenza con l’insensatezza della banalità, alla ingenua o consapevole disponibilità a farsi complice di qualunque cosa a qualunque prezzo.&lt;br /&gt;Uno spettro inquietante si aggira come un “venticello” per le nostre terre sopraffacendo la nobilitata e propulsiva “ipocondria” arminiana: il cinismo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Il cinico contemporaneo non ha come punto di arrivo la classica botte di Diogene ma una ordinata e riconosciuta carriera spesso segnata da frustrazione, rassegnazione e avvilimento morale. Il ‘cinicus’ antico era una forma estrema di affermazione della dignità, una riproposizione coerente di distanza dalle pochezze umane e dai pressappochismi e interessi pratici, della cura di una estrema padronanza e sovranità su se stesso e i propri difetti pubblici e attivazione del governo dei propri demoni interiori negativi come la “razionale auriga” platonica.&lt;br /&gt;Il neocinico cura e ostenta una “falsa coscienza illuminata” con un discreto vocabolario polimorfo e una forma malcelata di “disincanto” che li rende molto efficienti e accettati sul piano pratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;Qualcuno autorevolmente in modo cattivo ha scritto che il neocinico è “ un caso limite di melanconico che riesce a controllare i suoi sintomi depressivi conservando una certa capacità di lavorare” che mal sopporta “avvisi ai naviganti” disinteressati o venati di ironia e peggio di benevole commiserazione perché “intellettuali e …quindi inutili”.&lt;br /&gt;Bisognerebbe imparare dal “cinismo classico “ dei morti di Franco Arminio ("Cartoline dai Morti" Ed. Nottetempo) che ci regalano una morale fatta di libertà ed autonomia e non “coperte di linus” come alibi pseudopsicologici ma soprattutto con il compito “etico” di riscaldare quotidianamente, profondamente e continuamente il nostro “cuore” infreddolito e debole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#993300;"&gt;Nella “pòlis” greca il primo atto cinico contro la costruzione di “una comunità” libera e consapevole, avvenne con un atto violento formalmente e simbolicamente reale e tragico.&lt;br /&gt;La restaurata democrazia ateniese aveva bisogno della condanna a morte di Socrate nel 399 a.c. e la promozione sul campo degli “Antistene, Diogene di Sinope, Cratete e Ipparchia” come fatto consequenziale, illuminante e normalizzante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Con quell’atto si condannava la ragione, il sogno, il sentimento, la fantasia, la democrazia che presume farsi “comunità” di un sapere non commerciale e commerciabile che ha solo il compito di difendersi per smascherare, responsabilità, inadempienze , ostilità, rancori latenti e combattere quelle palesi e praticate. Le ragioni del cuore non possono mai entrare in un orizzonte limitato che gli è estraneo per statuto.&lt;br /&gt;Non vive di pensieri corti, di i rapporti di forza, della pratica o l’ aspirazione dei poteri a tutti i livelli.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Ritornando in metafora : “sbagliare strada” affrontare un ”vento fortissimo e una nevicata” è ancora parte possibile e integrante del vivere umano. Ma evitare sempre e comunque “Il cuore gelato sotto il cappotto” che è il vero e tragico morire sia personale che comunitario anche della limitata vita umana troppo umana …..e per questo…….&lt;br /&gt;“Merita il nome di sapere soltanto ciò che conferisce il giusto ordine all’anima”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Orlando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1642079868360205797?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1642079868360205797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1642079868360205797' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1642079868360205797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1642079868360205797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/12/elisir-damore-per-chi-non-ama-il.html' title='Elisir d&apos;amore per .......chi non ama il cinismo'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-E2PejZn-nC4/TvhoPV_YqsI/AAAAAAAACOk/Kh8OtL69UiM/s72-c/230169_1872772233168_1657046035_1824932_5278264_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1888396798381890179</id><published>2011-12-22T09:17:00.000-08:00</published><updated>2011-12-22T09:20:20.651-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......l'Irpinia dei "piccoli paesi"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-02qa4Gekzo0/TvNmaLPO0WI/AAAAAAAACOY/RMqFmuyR36I/s1600/DIGITAL%2BSERVICE_0032.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 214px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689003354178376034" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-02qa4Gekzo0/TvNmaLPO0WI/AAAAAAAACOY/RMqFmuyR36I/s320/DIGITAL%2BSERVICE_0032.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#003300;"&gt; Un nuovo inizio dall’Irpinia delle colline&lt;br /&gt;Per quanto avverto , come irpino delle diaspore, costretto o capitato a vivere sulle sponde di un lago, il richiamo del sole e del mare Mediterraneo sulle cui rive amo trascorrere gli inverni, mi sono abituato da terra a capire la sfida del mare aperto e compreso il ruolo dell’Oceano come una possibile o necessaria “grande crisi “ epocale o secolare. Sono un uomo dell’appennino abituato agli orizzonti corti verso l’alto o in orizzontale sul lago. Noi irpini non possiamo essere “santi, eroi” ma neppure “navigatori, al massimo “banditi” , piccoli agricoltori,pastori o cacciatori di frodo. I nostri modelli mistici sono umani troppo umani. I nostri viaggi erano legati al nomadismo conoscitivo ,introverso e fantastico della transumanza…. E i nostri tratturi mentali ci portano per il mondo con la promessa a noi stessi di ritornare. Siamo “pastori erranti” dei “piccoli territori o paesi”…dal “vagar breve”. E n inseguiamo “il corso immortale “ della luna non oltre le Colonne d’Ercole o di Thule, se non nei sogni del dovuto riposo come viatico al massimo a fantasticare …..Forse s'avess'io l'ale/Da volar su le nubi,/E noverar le stelle ad una ad una,/O come il tuono errar di giogo in giogo,/Più felice sarei”…….Ma al risveglio con sogni burrascosi di avventure , belli o brutti , riprendiamo comunque il viaggio che è anche lavoro. Pur amando i filosofi del tempo presente e dell’avvenire non avvertiamo più neppure la cogenza del Termine imposto al nostro viaggio. Da molto tempo per noi sono ormai abbattute nel loro valore simbolico le Colonne d’Ercole, guardiane di una misura mediterranea ormai obsoleta. Sulle nostre terre o sulle nostre coste si sono sentite le parole dei poeti,dei sapienti o dei filosofia «Via sulle navi, filosofi!, era alle soglie della modernità il perentorio invito a prendere il largo lanciato ai pensatori dell’avvenire, incitandoli a scoprire più di un nuovo mondo nell’«oceano del divenire», sollecitandoli a trasformarsi in «avventurieri e uccelli migratori», assumendo sguardo vigile pronto a carpire «con la maggior fretta e curiosità possibili» tutto ciò che accade. Uomini appunto oceanici, atlantici, questi nuovi eroi della conoscenza sono quegli «aerei naviganti dello spirito» che dalla Vecchia Europa sciamavano con la loro fantasia e i loro desideri come uccelli migratori, spiccando il volo alla volta di nuovi più ospitali lidi, pur sapendo che nessun terreno potrà essere da ora in poi sicura dimora, ma soltanto provvisorio punto d’appoggio, base per volare ancora più lontano. Nella Gaia scienza, col titolo Nell’orizzonte dell’infinito Nietzsche scrive :«Abbiamo lasciato la terra e ci siamo imbarcati sulla nave! Abbiamo tagliato i ponti alle nostre spalle – e non è tutto: abbiamo tagliato la terra dietro di noi. Ebbene, navicella! Guardati innanzi! Ai tuoi fianchi c’è l’oceano: è vero, non sempre muggisce, talvolta la sua distesa è come seta e oro e trasognamento della bontà. Ma verranno momenti in cui saprai che è infinito e che non c’è niente di più spaventevole dell’infinito. Oh, quel misero uccello che si è sentito libero e urta ora nella pareti di questa gabbia! Guai se ti coglie la nostalgia della terra, come se là ci fosse stata più libertà – e non esiste più “terra” alcuna!».Siamo agli antipodi del ‘nóstos’ mediterraneo; il viaggio cui pensa Nietzsche è davvero ‘éxodos’, un salpare senza ritorno nel cuore della crisi di tutto l’occidente europeo e freddo. D’altra parte, parliamo del filosofo che aveva dedicato una poesia a Cristoforo Colombo. Non più ‘póntos’, questo mare spinge piuttosto a tagliare tutti i ponti, a dimenticare perfino la terra ormai definitivamente alle spalle. La sua esperienza terminale a Napoli e sulle nostre spiagge doveva diventare fatale alla sua “eccitata e affaticata ragione”. Ora la nave diviene unica e precaria dimora per chi sente d’essersi imbarcato, lasciandosi indietro solo un’incerta scia disegnata sull’acqua. Ovunque è oceano, smisurata distesa d’acque senza più terre all’orizzonte e lo sguardo è sempre confitto in avanti, nell’incessante avanzamento della prua che batte rotte sconosciute. Infinito è l’oceano, illimite e senza riconoscibili confini, spazio sterminato e privo di misura, ma, proprio per questo, proprio perché omogeneo e vuoto, straordinariamente disposto ad accogliere le misure che l’uomo vorrà imporgli. Un horror vacui, uno sgomento di fronte al Niente potrebbe allora sorprendere questi audaci naviganti, poiché non c’è nulla di più spaventoso che sentirsi scivolare in questa liscia distesa priva di ‘nómos’. Qui, nell’Aperto spalancato dal mare, potrebbe assalire i naviganti il dolore del ritorno, la nostalgia struggente per la terra cui hanno voltato le spalle, dalla quale hanno preso congedo. Ma sarebbe vano cedere a questa estrema, regressiva tentazione, come se la terra potesse ancora garantire con le sue leggi maggiore libertà di quanta non possa invece offrirne, adesso, lo spazio infinitamente libero del mare. Questa è la crisi epocale economica,finanziaria ,storica e culturale in cui siamo bandalzosamente imbarcati sospinti dai demoni del capitalismo dopo aver distrutto in noi stessi i demoni della utopia e nella storia gli orrori del totalitarismo egualitario e elitario. Non è possibile tornare indietro a quella terra, sommersa dall’onda oceanica che investe ormai ogni dove. Essa, come l’oceano, è ormai soggetta ad una “dislocazione”, ad una delocalizzazione e ad una deterritorializzazione che non consente più radicamento e dimora. Come tornare a quella terra, come tornare a quel mare mediterraneo che la lambiva, se tutto ormai appare uniformarsi alla tabula rasa di una infinita distesa oceanica? Anche il nostro viaggio immaginario,onirico e reale a Cairano, a Nusco, a Bisaccia, a L’Aquilonia, a Rocca corrispondeva e corrisponde al nostro “costume” irpino di “ umanità precaria delle montagne” provvisoria e terrestre anche quando sogna.. Niente “Colonne d’ercole” , paradisi ed utopie ma un inizio di viaggio periferico, quotidiano,fragile e provvisorio alla ricerca non dei paradisi perduti profani o del Santo Graal divino ma “la grande vita nascosta nei piccoli paesi” delle nostre belle colline che muta di senso,di colori, di misteri, di storie e di espressione ogni giorno sempre ….nella forza della fragilità e nella sicurezza della provvisorietà. Il paese è il luogo del suo farsi male e più prova a scappare più lo agguanta. Qui la sua vita è sempre stata questa, una vibrante vita mesta”.F.Arminio, Circo dell’ipocondria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1888396798381890179?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1888396798381890179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1888396798381890179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1888396798381890179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1888396798381890179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/12/elisir-damore-per-lirpinia-dei-piccoli.html' title='Elisir d&apos;amore per ......l&apos;Irpinia dei &quot;piccoli paesi&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-02qa4Gekzo0/TvNmaLPO0WI/AAAAAAAACOY/RMqFmuyR36I/s72-c/DIGITAL%2BSERVICE_0032.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3747969713877267179</id><published>2011-12-14T09:04:00.000-08:00</published><updated>2011-12-14T09:10:23.643-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“L’essere consapevoli che la fragilità come esperienza necessaria, significa accogliere e rispettare la fragilità degli altri; senza disconoscerla e senza ferirla” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;E. Borgna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-bhl6gxlbvfw/TujX4DfEJXI/AAAAAAAACOA/9b1onEb1R1Y/s1600/390977_196145327127670_100001966112397_417304_602793914_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 221px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686031887563498866" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-bhl6gxlbvfw/TujX4DfEJXI/AAAAAAAACOA/9b1onEb1R1Y/s320/390977_196145327127670_100001966112397_417304_602793914_n.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra esperienza comunitaria ho messo in gioco , istruendo un processo d’amore (philìa), la stessa filosofia rea di pensare solo per conoscere invece di ricercare un modo e un senso del vivere per essere belli,buoni,giusti e felici. Una prassi quotidiana ed esistenziale non un lavoro di cervello. Partendo dalla categoria della fragilità più che della forza…della incompiutezza che della pienezza,della molteplicità più che dell’unità. Nella pratica,insomma, della felicità non cercata nelle teorie astratte ed eteronome ,logiche,etiche,metafisiche o religiose ma nelle autonome vie ,discipline,stili di vita che consentono di uscire indenni ed attivi dalle trappole e tagliole intriganti dell’esistenza. Ma una felicità che non è le tavole della legge mosaica o la legge morale kantiana dentro di noi ma….è “eudaimonia”…cura di sé come .ordine ed equilibrio dei vari demoni della nostra anima individuale e equilibri e giustizia della nostra vita in comune. Per cercare in sé stessi e nelle nostre piccole e grandi comunità un equilibirio ed una armonia capaci di difenderci e ricattarci dalla fragilità della paura ,del dolore e degli squilibri delle diversità e pluralità.La “paesologia” non come una sorta di nuova o vecchia pedagogia del senso,dell’intelletto e della ragione ma una sorta di “esercizio spirituale” attraverso cui ognuno di noi trovava la sua identità (equilibrio) personale e la sua (koinonìa) comunanza sociale con gli altri.Camminare, leggere, meditare, armonizzare la giungla dei propri sentimenti e passioni,ascoltare, fare silenzio, coltivare amicizie,dialogare nella vita concreta di tutti i giorni e nella realtà effettuale .”Scolpire la propria statua” come scriveva Plotino, non per ergerla su un nuovo e d originale piedistallo di potere ma per fare e praticare , come prescriveva la scultura greca e umanistica, opera di sottrazione,di alleggerimenti di scorie per successivi svelamenti.&lt;br /&gt;Scappellando dal nostro marmo grezzo ed informe tutto ciò che è falso,superficiale ed inutile che ci si è attacato col tempo culturale al nostro corpo e anima e liberare l’essenziale armonico di quel che noi veramente e autenticamente siamo. Recuperare con questa esperienza anche il senso vero della filosofia non come attività puramente teorica e speculativa ma di recupero-svelamento (alethèia) dell’idea aurorale di filosofia come conversione umanistica,guarigione ,prassi di sanità-armonia mentale. ”Fare il proprio volo ogni giorno” senza abbandonare la nostra specificità di esseri umani terrestri,”..Almeno in momento che può essere breve, purchè sia inteso.Ogni giorno una esperienza umana e territoriale come un “esercizio spirituale”, da solo o in compagnia di una persona che vuole parimente migliorare.Uscire dalla durata. Sfozarsi di spogliarsi della proprie passioni,delle vanità, ,del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Fuggire la maldicenza.Deporre la pietà el’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Questo sforzo su di sé è necessario, questa ambizione giusta” (Pierre Hadot) .Le idee e i concetti di questo studioso del mondo greco mi hanno fatto pensare al senso che noi vogliamo dare alla parola “rivoluzione” nella nostra esperienza comunitaria e provvisoria: “ rendercene degni” oltre che “immergerci interamente nella politica militante,nella preparazione della rivoluzione sociale”.Fragilità e provvisorietà ci aiutano non solo a resistere ma soprattutto ad essere modernamente consapevoli ed attivi. E’ l’indifferenza il peggiore dei sentimenti freddi che ci costringe in una solitudine arida e pietrificata, che nulla ha a che fare con la solitudine interiore, creatrice che riscopre la semplicità ela bellezza, ama il silenzio non come rinuncia ma come ricchezza e non ci costringe all’isolamento..Nella indifferenza si inaridisce e si esaurisce una qualsiasi comunità provvisoria interpersonale o di destino che riuscirebbe per incanto anche a rendere vivibile e degno di pensiero…. una vita vissuta anche nella dolore, al margine, nella provvisorietà ,nell’angoscia ,nella sofferenza o nella disperazione per contrastare un nihilismo disperato verso un confortevole passato o un inquietante futuro.Una vita degna di essere vissuta per la sua naturale vitalità e che vede anche solo nel dono gratuito della amicizia (philìa) un possibile superamento dei labirinti consapevoli e inconsapevoli del nostro ego che ci possa far vivere anche il dolore e la sofforenza ,la fragilità, il morire e il nascere nostro ed altrui come qualcosa che ci interessa molto da vicino come un destino comune anche in cui siamo coinvolti anche noi.Una comunità del cuore che va oltre la comunità di cura o di lotta in cui siamo capaci di capire e convivere come nostra anche la fragilità, la difficoltà, la sofferenza degli altri. Un destino comune come esperienza complessa,difficile, affascinante ma anche inquietante. In questo senso mi inquietano e mi affascinano le parole profonde e sofferte della Elda e nel mio caso mi incitano a continuare con testardaggine e ripetitività a vederle necessariamente inserite nel percorso della nostra esperienza comunitaria in Irpinia anche a costo di testate di incomprensioni , dolorose e insopportabili. Per non cadere in un solipsismo nobile e degno che non ci costringe ad inventare,sognare e cercare vie di uscite dignitose in un mondo culturale e politico che ha perso il bandolo umanistico della suo essere vivibile.Ed ho pensato ad un riferimento umano e storico che mi confortasse non solo con bellissime e profonde parole ma con azioni e fatti storici che veramente hanno determinato situazioni e cambiamenti “rivoluzionari” interiori ed esteriori…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3747969713877267179?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3747969713877267179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3747969713877267179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3747969713877267179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3747969713877267179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/12/lessere-consapevoli-che-la-fragilita.html' title=''/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-bhl6gxlbvfw/TujX4DfEJXI/AAAAAAAACOA/9b1onEb1R1Y/s72-c/390977_196145327127670_100001966112397_417304_602793914_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-903440638870382226</id><published>2011-12-05T04:27:00.000-08:00</published><updated>2011-12-05T04:34:00.127-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....le parole</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000066;"&gt;E noi le voci e le parole&lt;br /&gt;e noi lontani dal rumore&lt;br /&gt;e un libro ancora da sfogliare&lt;br /&gt;e una coperta e il suo calore...&lt;br /&gt;Così lontani dal rumore&lt;br /&gt;che neanche il vento si sentiva&lt;br /&gt;e il tempo, quello, ci sfiorava&lt;br /&gt;ma poi una notte un viaggiatore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;r. vecchioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VWU671_LGTw/Tty5PInk2vI/AAAAAAAACN0/Eu6GbVzXUgU/s1600/La_Torre_di_Babele_di_Breugel.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000066;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 242px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682620499497376498" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-VWU671_LGTw/Tty5PInk2vI/AAAAAAAACN0/Eu6GbVzXUgU/s320/La_Torre_di_Babele_di_Breugel.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“ &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Uomo, la mosca ha un volo più veloce del tuo occhio e una vita più breve del tuo dolore” Anonimo, VII secolo a.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Interrogammo i templi di Selinunte, il loro silenzio aveva più peso di tante parole”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J.P. Sartre e S. De Beauvoir&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo spazio di sentimenti, idee e pensieri mi piace riscontrare un rispetto e una cura delle “parole”. La storia delle parole viene da lontano e dal profondo e scavare dentro di loro e come “cercare una rotta dentro di sé, della propria storia e della propria terra ”Quanti veli, sedimentazioni, polveri sottili la modernità tecnologica ha accumulato sopra di loro e noi …abbiamo perso tutte le sfumature. E con le sfumature i sentimenti che le accompagnano e le provocano.&lt;br /&gt;Noi stiamo sentendo e praticando la “paesologia” scienza arresa ma esigente.” La paesologia è una forma d’attenzione. È uno sguardo lento, dilatato, verso queste creature che per secoli sono rimaste identiche a se stesse e ora sono in fuga dalla loro forma. Non sai cosa sia e cosa contenga. Vedi case, senti parole, silenzi, in ogni modo resti fuori, perché il paese si è arrotolato in un suo sfinimento come tutte le cose che stanno al mondo, ciascuna aliena allo sfinimento altrui” (Franco Arminio) .Noi in questo spazio ci sforziamo di voler bene alle parole e prendercene cura. E ci sforziamo di coltivare l’occhio del poeta per scoprire “la grande vita custodita gelosamente nei piccoli paesi”.&lt;br /&gt;Solo i poeti, infatti, hanno avuto il coraggio sacerdotale di conservarne la forza (dunamis) visionaria e profetica frequentando “l’unica arte in cui la mediocrità è imperdonabile” ricordando sempre che “in Principio c’era la Parola, ma la Parola è stata tradita” (E. Pound).&lt;br /&gt;Ma al di là di questo senso di perdita teologico-metafisica a noi interessa la perdita dei loro colori sentimentali e passionali che nei nostri racconti non riusciamo a vedere e trasmettere normalmente agli altri. Oggi si parla di “colori del buio” che il nihilismo filosofico postmoderno e un teologismo eteronomo e precettivo ha scaricato in dosi massicce sulle parole colorate dei sentimenti e delle passioni.&lt;br /&gt;Andare al di là e dentro il tempo mobile e imprendibile della cultura e della storia e recuperare il sapore ei colori del tempo immobile dei bambini quando “..si giocava e immaginava , si immaginava e giocava. ”Un bambino non sa di poter essere altro, vive in un tempo fermo al presente e al futuro prossimo. E nelle parole ci sono normalità, regole, armonie che nemmeno noti tanto è scontato che ci siano. Oggi ’ l’eccezione, lo sconvolgimento del consueto che ti mette ansia, ti rizza i nervi, ti sbulina l’animo . La più grande bellezza e l’infinita bruttezza partecipano del mistero.&lt;br /&gt;C’è negli antipodi, nel contrasto assurdo, nel diverso in natura come un filo che se lo tiri ti fa sentire vicino a una verità che le cose che le cose di tutti i giorni nemmeno sfiorano. C’è nel lampo e nel tuono una forza che manca alla giornata serena; c’è nella febbre ,nell’incubo notturno, perfino in una sbornia, un indefinibile atto di chiarezza, di certezza improvvisa.&lt;br /&gt;Solo quando qualcosa sconvolge, provoca ci dice molto più di quel che siamo abituati a sentire. L’inspiegabile, l’unico, arriva come a scuoterti, svegliarti come da un sonno di ordinarie, concilianti abitudini.&lt;br /&gt;L’uomo con le parole fredde della burocrazia e della tecnica televisiva ha livellato tutto, pur di far scorrere il suo sangue a quella precisa velocità, far battere il cuore a quel ritmo sempre uguale a se stesso e così vivere il più a lungo possibile, non importa come, non importa a costo di cosa, pur di vivere disegnando un linea dritta, tra immagini a specchi consueti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-903440638870382226?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/903440638870382226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=903440638870382226' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/903440638870382226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/903440638870382226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/12/elisir-damore-per-le-parole.html' title='Elisir d&apos;amore per .....le parole'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VWU671_LGTw/Tty5PInk2vI/AAAAAAAACN0/Eu6GbVzXUgU/s72-c/La_Torre_di_Babele_di_Breugel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-7503773436052884855</id><published>2011-11-25T09:31:00.001-08:00</published><updated>2011-11-25T09:34:31.567-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......il "dono"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;…se la paesologia e la comunità sono un’esperienza “politica”, allora bisogna uscire dall’indifferenza della politica per come è condotta e usata e abusata adesso, bisogna abbandonare l’indifferenza verso le persone e per le persone, a cominciare da chi ci è più vicino, a cominciare da chi ha fatto affidamento su di noi, a chi a noi si è affidato….&lt;br /&gt;elda martino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-FAq5DRvUKWA/Ts_RKtjY0dI/AAAAAAAACNo/-aTEL39qMtI/s1600/199170_498492632464_61967497464_5402730_2393622_n.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 270px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678987637094404562" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-FAq5DRvUKWA/Ts_RKtjY0dI/AAAAAAAACNo/-aTEL39qMtI/s320/199170_498492632464_61967497464_5402730_2393622_n.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;«Nacqui a legami di amore non di odio» (Antigone, v. 523).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un momento epocale del crollo dell’economia di mercato e del relativo modello di scambio sociale è opportuno e d’obbligo una ricerca e una pratica di “umanesimo delle montagne” come inizio di ripensamento di una conoscenza, di una politica e di una etica possibile. In tale considerazione si impone l’importanza delle tensioni emotive nella riflessione filosofica ed esistenziale della modernità, non solo ricostruendo la fitta rete di riflessioni che hanno impegnato assiduamente diversi pensatori riguardo i caratteri apparentemente più costanti della dimensione umana.&lt;br /&gt;preliminare è “smentire la presunta razionalità dell’individuo moderno, avvalorata dalla tradizione liberale” , non solo per mettere in evidenza i limiti e le aporie del paradigma dell’homo economicus, quanto piuttosto di riconoscere nelle esperienze paesologiche nei piccoli paesi l’importanza e la persistenza delle passioni,dei sentimenti e dei sogni nella modernità. Si impone la scelta di un “sapere arreso” nella logica del “dono” che si pone in antitesi concettuale ed etico all’opposto della logica dell’ utile e del profitto. Richiamavo all’inizio le parole di Antigone non per connotare la categoria di dono come attributo naturale e di genere passivamente subito e portatore di rinuncia ed esclusione ma come strumento umanistico attivo di cura e definizione di sé e come soggetto eminentemente relazionale ed opitale. Una ospitalità ed una accoglienza non circoscritte e limitate alla sfera privata auto gratificante ma naturalmente razionalmente votate alla sfera pubblica e comunitaria. Una scelta di cura e di dono come autentico desiderio o passione come fedeltà e coerenza a se stessi in una ineludibile dipendenza dall’altro. Una scelta libera,consapevole e responsabile di un “io” plurale-comunitario autonomo nella dipendenza contro un individuo auto sufficiente e compiuto in se stesso, chiuso alla dimensione dell’alterità e della differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo scelto la poesia come strumento di “cura di sé” comunicativo e non come mezzo personale di un modello eroico-aristocratico dell’individuo che spinge ad abbandonare “vita, salute e quiete” a favore di una gloria che si rileva “puro desiderio di plauso e di approvazione altrui che rende gli uomini dipendenti dal giudizio della moltitudine e li fa agire unicamente in funzione della visibilità e del riconoscimento esteriore”. La poesia ha il privilegio e lo schermo di essere intellettualmente apolide e libera e non abita la contraddizione ” umana,troppo umana” della scelta tra l’ideale della Bellezza e del significato del Reale , tra la centralità dell’uomo o della sovranità di Dio. Il poeta vive l’esperienza della possibilità dell’estraneità o sudditanza dell’uomo alla Terra fidando e usando il potere del linguaggio e si permette di irridere la ragione quando si fà astratta ,universale ed autoritaria e di portare pur il silenzio della natura e della morte alla trasparenza della parola e al formalismo mortuario del significato. La poesia di oggi, resa esperta, dalla più recente storia, della catastrofe dell’umano e dallo scacco della ragione, cerca altro nelle macerie del linguaggio ,del sentimento,delle passioni e delle idee: non nuovi ‘significati’, ma un più antico suono,non l’armonia dell’universo ma il silenzio dello spirito e il respiro del corpo. Accostandosi premurosamente alla natura e driblando con estro la Verità astratta e consolatoria , questa poesia ridà alla parola significante il peso e l’umore della terra, delle erbe, delle pietre, degli animali e anche dell’uomo. Una “ragione poetante” , alleggerita dalla egemonia della logica pura , dello scientismo dissacrante e materialistico o delle metafisiche camuffate da fedi militanti, ha appreso, e ci ha appreso che, oltre lo stare-insieme nella ‘polis’, v’è, anche per l’uomo, la possibilità di un più aperto, ospitale stare-accanto nella ‘comunità’, anche nell’esperienza del sacro e non adagiarsi comodamente seduta su “sedie” immobili e ‘ferme’ o peggio “mute” e appese decorative come “quadri alle pareti” .“…….stare qui, animarsi, rianimare l’amore, la bellezza…. stare qui mentre nel mondo accadono tante cose…”&lt;br /&gt;La condizione umana generalmente è saper stare al mondo e saperci stare bene …..da soli o in gruppi umani…per necessità o per caso poco importa…..ma stare al mondo è anche muoversi in esso,vivere in esso in uno spazio-tempo particolare , limitato, essendo figli e padri della sua e propria cultura .Noi vogliamo stare in questo modo nel nostro spazio-tempo che determina il territorio chiamato Irpinia ognuno con la propria disposizione percorrendo curiosi le vie che ci hanno tracciato gli altri e inventandone dubbiosi di nuove per inesplorati sentieri …nel presente che si radica continuamente e proviene dalle radici di un passato che fa fatica a passare e sempre per costruire un futuro che comunque inquieta ma carica il presente di dubbi,sospetti ma sopratutto di responsabilità……che sia questo un pensare e un donare “paesologico”? Il dono è capace di sviluppare una passione in grado di rinsaldare il legame sociale, in quanto non pura gratuità, a determinarlo non è tanto il modello dell’amore cristiano, l’agape, ma la philia, amicizia vicina al modello dell’eros come “desiderio dell’altro, del legame dell’altro in quanto fine a se stesso”. Il dono guadagna la dimensione di “evento simbolico che permea la realtà concreta degli individui”, in quanto “simbolo della incompiutezza dell’io” . Il legame sociale che ne risulta è condivisione della comune insufficienza, mozione della sfera affettiva e rottura dell’autosufficienza narcisistica dell’io.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-7503773436052884855?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/7503773436052884855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=7503773436052884855' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7503773436052884855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7503773436052884855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-il-dono.html' title='Elisir d&apos;amore per ......il &quot;dono&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-FAq5DRvUKWA/Ts_RKtjY0dI/AAAAAAAACNo/-aTEL39qMtI/s72-c/199170_498492632464_61967497464_5402730_2393622_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-7132884457912788257</id><published>2011-11-25T03:33:00.001-08:00</published><updated>2011-11-25T03:44:09.688-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......la paesologia come "sentinella del territorio"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Non per richiamare il saggio detto latino "qui custodies custodes" nella esperienza della Comunità provvisoria abbiamo chiaro il senso da dare alle “sentinelle del territorio”, al senso profondo d rispetto e i cura per la terra-carne e i costumi consolidati nel tempo, alle insidie burocratiche della necessità di delimitare in un “parco” sociale i confini ideali per un impegno operativo e concreto, ad un uso propulsivo e contemporaneo della ricerca storico-archeologica nella programmazione attuale del territorio,ad un modo diverso di praticare il turismo della cura ,della clemenza e della compassione come necessità di stile di vita personale ed autentico……insomma abbiamo cercato di rovesciare non solo le premesse del discorso classico sull'impegno politico nella cultura meridionalistica molto idealistica e autorefrenziale e poco praticabile ma sopratutto stiamo cercando di seminare i semi teoretici della "paesologia" non per puro esercizio intellettual-filosofico ma come elemento discrimante di cotraddizione e di "conflitto" con la intellettualità civile e politica che continua imperterrita a vivere ai margini compromissori con un organizzazione del potere locale,provinciale e regionale ai limiti della decenza etica e della civiltà politica e giuridica della modernità accettabile. Franco spesso ha parlato di "clamorosa assenza della opinione pubblica",giusto ,ma non basta. Io mi soffermerei maggiormente sui nostri necessari atteggiamenti di rilievo e di denuncia che siamo costretti a mettere in essere nella difesa dei diritti civili,economici,culturali e politici verso chicchessia del nostro territorio.Il nostro problema è la necessità di stare sulla "realtà effettuale" di marginalità incresciosa e deprimente che i responsabili amministrativi e politici ogni giorno ci propinano e nello stesso tempo marcare una distanza culturale e discriminante concreta rispetto alle classi dirigenti dei nostri territori. A noi non interessa coltivare l’isolamento nobile ed estetico né il gusto masochistico della semplice rituale denuncia di chi è contro “aprescindere” ma soprattutto promuovere o svelare contraddizioni e conflitti con atteggiamenti,scelte e idee che no sempre sono coerenti con esigenze di “ragionamenti che si risolvono sempre in ‘prediche’ di chi continua a razzolare male nella gestione e nell’uso del potere pubblico.&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2uOHb1c1Kpg/Ts9-dw4HoLI/AAAAAAAACNc/AHdss_Ql95c/s1600/armi.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678896704939073714" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-2uOHb1c1Kpg/Ts9-dw4HoLI/AAAAAAAACNc/AHdss_Ql95c/s320/armi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;di franco arminio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Sono molti anni che esco quasi ogni giorno e vado in giro in posti dove non va più nessuno, posti a cui non crede più nessuno. Vado a vedere come stanno le cose, vado a vederle da vicino. La mia scrittura è un modo per uscire da me o per convivere con il dolore, una scrittura che si forma intorno a ciò che ho dentro e al modo in cui questo mio “dentro” si incontra, si incrocia con il “fuori”. Un scrittura fatta con tutto il corpo, un corpo a corpo col paese. Nessun paese è un luogo inerte. Ognuno ha un suo umore. Non ce ne sono due uguali. L’atmosfera cambia da un posto all’altro. Ogni volta che entro in un paese nuovo, provo un’emozione vera. Bisogna avere un occhio trasversale per superare ciò che, a prima vista, sembra uguale. È con quest’occhio e con questo cuore che tutto, piano piano, diviene interessante, unico. Un’osservazione partecipe diventa un’osservazione terapeutica. In fondo non posso nascondere che per me la paesologia è una terapia. Uscire dalle case in cui per tanto tempo ci siamo rintanati, pensando di stare al sicuro, uscire dalla baracca mefitica del proprio io. La paesologia è una strada sul crinale, a metà tra una nuova forma di impegno e una cerimonia religiosa, a metà tra poesia ed etnologia, sempre però ben lontani dalla paesanologia e dalle sue sagre.Se c’è una sagra che mi interessa è quella del futuro. Questa disciplina, allo stesso tempo inesistente e indispensabile, sta tutta nell’attenzione ai paesi come sono adesso. Il mio è un dolore che combatte contro la distrazione e la cecità. I paesi non sono morti, ci sono ancora, sono malati, esattamente come è malato tutto il pianeta. C’è una parola che può riassumere tutto: desolazione. Si tratta di una malattia nuova per i paesi. Prima c’era la miseria, c’era il mondo mirabilmente descritto da Carlo Levi, c’era la lontananza e l’oppressione, c’era la comunità dei poveri, degli umili. Siamo passati dalla civiltà contadina, a volte crudele, perfino spietata, a questa cosa oscena che chiamo modernità incivile.Il mio ultimo libro, più degli altri, esprime la scelta di porre una serena obiezione al mondo. La desolazione per me non è un epilogo, ma un punto di partenza per un nuovo modo di abitare la terra, una nuova postura. Ciò che io invoco è una nuova etica, un umanesimo delle montagne. La mia visione parte dallo sgomento di stare in un pianeta pieno di merci, un pianeta in cui non sappiamo più farci compagnia e nel quale ognuno in cuor suo sembra aver dato addio a tutti gli altri. In Terracarne parlo di autismo corale, parlo della nostra incapacità di passare il tempo in compagnia e in lietezza. È qui la radice di tutta la mia scrittura. La posta in gioco è tollerare l’incertezza di ogni cosa. La paesologia è una “scienza” arresa, non è una “scienza” facile. Scrivo a oltranza di luoghi che perdono abitanti e di abitanti che hanno perso i loro luoghi. È un invito ad abbandonare le sicurezze dell’uomo attuale, a scendere in basso, ad avvicinarsi alla terra, al mondo per come è e per come potrebbe essere nostro malgrado. È un atto di ascolto riverente, è inginocchiarsi davanti all’altare del vento e dell’aria, della luce, delle pietre. La paesologia è prendere i propri occhi e modificarli, è svelare la bellezza di ciò che gli altri ci fanno credere brutto, insignificante. Un punto di vista che parte dall’interno, dai nostri organi, dai nostri sensi e che ci lega a ciò che vive, che sta nel mondo. Non è più il tempo del delirio per l’umanità, non è più il tempo per le smanie capricciose dell’ “io”. Bisogna uscire, andar fuori, imparare a usare il corpo come un’astronave, apprendere da tutto ciò che è piccolo, inerme, silenzioso, vinto. Pregare per la sua salvezza, che è poi anche la nostra. Una piccola apocalisse silenziosa è in corso sotto i nostri occhi. Possiamo fingere di non vederla, o possiamo chinarci e prestare nuova attenzione, donarle lo sguardo, darle una voce. I paesi non sono un problema, sono una possibile soluzione. Non sono un esperto di faccende economiche, la mia ossessione è la scrittura. La mia è un’esperienza di dedizione assoluta alla scrittura. Inutile lamentarsi per la perdita di attenzione nei confronti della letteratura. L’unica cosa che uno scrittore può fare è scrivere libri veri, onesti, infiammati dal coraggio, costruiti con puntiglio e rigore.La paesologia non è un’evasione dalla letteratura. Cerca lettori combattenti. Per stare al mondo senza ammalarsi di noia e di ingordigia, ci vuole uno slancio disumano, ci dobbiamo convincere che siamo terracarne. In ciò che scrivo l’indagine su me stesso è intrecciata all’osservazione di un lampione, di una macchina parcheggiata, di una vecchia che cammina per strada. I deliri della mente e quelli delle betoniere, tutto per me è oggetto della paesologia. C’è bisogno di includere, intrecciare. Viviamo in un’epoca irrimediabilmente mescolata, a cui è inutile portare il broncio. La realtà, a dispetto di ogni oltraggio, rimane colossale e merita di essere raccontata.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-7132884457912788257?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/7132884457912788257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=7132884457912788257' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7132884457912788257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7132884457912788257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-la-paesologia-come.html' title='Elisir d&apos;amore per .......la paesologia come &quot;sentinella del territorio&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2uOHb1c1Kpg/Ts9-dw4HoLI/AAAAAAAACNc/AHdss_Ql95c/s72-c/armi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6809771856945301529</id><published>2011-11-23T08:35:00.001-08:00</published><updated>2011-11-23T08:40:00.626-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ....un amico dell'Irpinia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;....ci osserva ma non ci parla......la divinità è gelosa della notra felicità....&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MpisC7xHQaI/Ts0hZYj1nRI/AAAAAAAACNE/qhSEUC98KHw/s1600/mauro%2Be%2Bfranco.bmp"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678231425157274898" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-MpisC7xHQaI/Ts0hZYj1nRI/AAAAAAAACNE/qhSEUC98KHw/s320/mauro%2Be%2Bfranco.bmp" /&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Viviamo un’agonia ciarliera, dove le parole non si capisce se sono un tentativo di guarigione o un ulteriore approfondimento dell’agonia." Mi piacciono molto le cose che scrivi ma spero molto nella tua capacità di usare ,abusare ma anche reprimere la forza delle parole a creare labirinti insopportabili di dolore o di solitudine sofferente.Io mi gioco la mia vita mentale con le sirene ammalianti della filosofia non gratificato dalla intuizione o convinzione che la natura umana non trova il proprio compimento in questo mondo ma soltanto nella visione beatifica, nella perfezione soprannaturale mediante la grazia nella morte come ossessivamente ti suggerisce un tuo "amico" rassicurato dalla sua fede in una vita che si potrà vivere e declinare solo nel futuro dell'eternità.&lt;br /&gt;Il vero sapere per me non è sapersi raccontare o raccontare ma si risolve nel sapere interrogare e nel saper rispondere .Nessuno riuscirà mai a diventare sapiente nell’isolamento, ma solo nell’assidua frequentazione e nel quotidiano dialogo con i suoi concittadini : Socrate dice “io amo imparare, ma la campagna e gli alberi nulla mi insegnano,imparo invece dagli uomini della città”&lt;br /&gt;Tutti i dialoghi di Platone sono dialoghi politici e vera scienza è solo la scienza politica.”&lt;br /&gt;Dallo spirito profondo delle tue parole ,di un ‘buon e giusto amico’ che non persegue il fine filosofico di mettere ordine alla propria anima ma a dare alle parole letteralmente il meglio di sé,a saperle fra piangere,ridere.innammorare….. la vita anche quando è dolore e sofferenza. A noi il compito solo di assecondare o gustare un clima di perfetta ‘koinonìa’, ‘affinità elettiva’ e godere le parole nel loro compito insinuante e pervasivo di mezzi di comunicazione vera,autentica e sentita . Il resto viene tutto da sé con la spontaneità e la profondità del comunicare mitico-religioso dei momenti importanti e cruciali della propria vita mentale e spirituale.&lt;br /&gt;E’ facile ricogliere l’intrigante fascino del 'conflitto' del ‘mitos’, e la presuntuosa pretesa del ‘logos’ di tutto conoscere ; la profondità mistica della cultura ‘oracolare’ e l’intrigata e accattivante malia della poesia.&lt;br /&gt;Non si poteva chiedere di meglio ad un 'amico': ricreare situazione migliore per un vero e maieutico dialogo in vista della scienza vera e della autentica ‘fronesis’(saggezza).C'è vera amicizia e koinonia solo se si è capaci immediatamente, per incanto ricercare,ricreare le sfide del ‘labirinto’ e delle sue prove cognitive e di ‘vita’ ; il conflitto ‘tragico’ tra la poesia delle dionisiache ‘baccanti’ con gli apollinei rituali di noi uomini ordinati e formali, l’impegnativa ricostruzione del senso di un velato sapere oracolare, profetico, divinatorio e onirico quale quello di Cassandra,la sfida ‘tragica’ dell’enigma per Edipo, il pathos e il fascino del nascosto ,del mistero e dell’infinito, il recupero della ‘follia’ come fonte della sapienza, il piacere dell’agonismo nella retorica ...... ed in questo , sentire e conoscere il fascino e la riscoperta delle proprie profondi e originali radici culturali non senza un legittimo e recuperato orgoglio.Senza moralismi e fastidi di una razionalità troppo solida ma disumana anche quando si accoppia con la fede.&lt;br /&gt;Io non so e non voglio cadere nella brutta abitudine di 'dare consigli' non richiesti.So solo dire ciò che penso per me .&lt;br /&gt;“Merita il nome di scienza soltanto ciò che conferisce il giusto ordine all’anima e rende migliori e felice colui che essa si dedica”&lt;br /&gt;Epistème,sophìa,frònesis ,'la vera scienza' è quella in virtù con la quale l’uomo si cura di sé”.&lt;br /&gt;Filosofia per me è un modo possibile di vita ,anzi il modo migliore di vivere felice.&lt;br /&gt;Grazie non solo per quello che scrivi ma soprattutto per quello che vivi e fai per noi della “Comunità” e per la nostra bella e verde Irpinia&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6809771856945301529?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6809771856945301529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6809771856945301529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6809771856945301529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6809771856945301529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-un-amico-dellirpinia.html' title='Elisir d&apos;amore per ....un amico dell&apos;Irpinia'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-MpisC7xHQaI/Ts0hZYj1nRI/AAAAAAAACNE/qhSEUC98KHw/s72-c/mauro%2Be%2Bfranco.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2343714448987834903</id><published>2011-11-23T04:36:00.000-08:00</published><updated>2011-11-23T04:42:20.377-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......pensare e fare politica</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p-_Ij_E1RPo/Tszp0_udYyI/AAAAAAAACM4/Zl0gJvOZezc/s1600/pensatore.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 170px; DISPLAY: block; HEIGHT: 299px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678170326876119842" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-p-_Ij_E1RPo/Tszp0_udYyI/AAAAAAAACM4/Zl0gJvOZezc/s320/pensatore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.......tanto per ristabilire le priorità paesologiche a noi interessa di più cercare di capire cosa passa per la testa semplice di questo vecchio ‘panchinaro’ che nella testa complessa e politcista dei vari capogruppi nel Parlamento italiano o in quella intellettuale e professionale del nostro Presidente del Consiglio e dei nuovi ministri che comunque controlliamo con rigorosa e critica attenzione……se pur nella stima della loro funzione democrtica……&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://comunitaprovvisorie.files.wordpress.com/2011/11/poesia-vita-logo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;L’esperienza di franco del “ nord di pianura” e le sue considerazioni emozionali , come le sue considerazioni sulle esperienze politiche nei riguardi del nuovo governo Monti….. hanno bisogno di essere meditate e discusse non in modo personale ma comunitario e non per gusto agonistico o per esercizio sofistico ma per l’importanza che rivestono nella nostra possibile esperienza comunitaria nei piccoli paesi di tutte le realtà periferiche ed appenniniche dell’Italia. ”La visione e conoscenza paesologica “ ha il il privilegio e il merito di sgomberare il campo dagli equivoci malevoli , pretestuosi e modernisti di un comunitarismo e territorialismo a rischio identitario e xenofobo. .Esso punta costitutivamente ad una soggettività –plurale consapevole ed attiva e non “una specie di moda elitaria per i cittadini meno granitici, un modo per assicurare alle loro coscienze una parte di assoluzione”. Non è la nuova ideologia per “spaesati” ,”terremotati” ,abbandonati e stressati dal postfordismo e dalla globalizzazione neo liberista e speculativa che nelle zone interne e nelle periferie metropolitane ha spazzato via anche il possibile mito industrialista e modernizzatore superficiale delle coscienze.Le nostre proposte dei “ pensieri lunghi” della speranza e dei sogni non sono la pilatesca scelta irresponsabile al confronto con le machiavelliche “realtà effettuli” né la ricerca ossesiva degli “arcana imperi” dei poteri strutturali forti nelle istituzioni o deboli delle infrastrutture nelle società.Il nostro occhio e la nostra intelligenza sono orientati nelle vene della società dove si vive un senso di spaesamento depressivo (autismo corale e/o individuale) in un cambiamento antropologico di una società che non vede pur con mezzi scarsi fini certi: lavoro a vita ,possibilità di benessere,scolarizzazione per i figli più acculturati dei padri ecc. Oggi pur con maggiori ed abbondanti mezzi i fini diventano sempre più incerti. Anche se all’apparenza si può percepire e pensare “… alle certezze che la vita di pianura offre a chi la conduce”. Oggi la globalizzazione ci impone teoreticamente ossimori come “reti corte” e “pensieri lunghi “ o “reti lunghe ” e “pensieri brevi”. “ Ora comprendo meglio la calma e la silenziosa operosità di questi luoghi. Qui non c’è mai lo squarcio, da qui si può arrivare ovunque e ritornare in fretta. Si può programmare il giorno suddividendolo in decine di cose da fare in luoghi differenti e si può fare la strada al contrario quasi senza intoppi” Vivere al Nord può dare queste impressioni ma esiste un sottofondo carsico e depressivo chimicamente sedato , tutto prepolitico,segno di uno spaesamento antropologico in una sorta di distacco e di apatia che la Lega ha saputo trasformare in energia propulsiva per macinare consenso elettorale. Noi stiamo cercando di ragionare in modo completamente originale e non regressivo sulle due parole chiave del nuovo discorso politico: comunità e territorio. Il territorio non è solo lo spazio del conflitto e delle scelte politiche che afffrontano anche i grandi nodi della modernità globale e locale ( trasformazione dei lavori,nuova immigrazione ,fabbrica diffusa , fonti energetiche naturali quali acqua,aria, terra e sole ).La dissolvenza delle comunità originarie o dei nativi in comunità del rancore ,della diffidenza o del rinserramento o quella falsamente identitaria nell’esclusione dell’altro da sé. Io mi sto sempre più convincendo ( anche da una lettura attenta e dilatata nel tempo di Terracarne non per averne una visione a volo d’aquila ma a muso di cane ) fuori dagli equivoci della possibilità di una costruzione delle “comunità di cura” .Fuori dai fraintendimenti possibili una comunità operosa dei cittadini attivi ,consapevoli,liberi e reponsabili che operano per la inclusione e per la difesa dei diritti fondamentali della persona ,tra cui includerei anche il diritto alla cura e alla salute. Dovremmo con più lungimiranza lavorare per una convergenza tra comunità operosa e comunità di cura come antitodo per ridurre la sindrome da comunità del rancore. A partire dalla natura plurale conflittuale del territorio per non cadere nel pericolo del populismo xenofobo dell’ “ognuno padrone a casa sua” dobbiamo pensare ad una politica del fare “nuova società e nuova cultura”. Paesologia e comunitarismo insomma .Esprimere un pensiero di tipo e respiro strategico sulla terra nel mondo da salvaguardare e da vivere profondamente oltre allo starci ed abitarlo. La paesologia è anche la presunzione e la capacità di sentire “ che la percezione delle distanze” ma sopratutto la forza di superare la “difficoltà a trovare il tono giusto per parlare a questi ragazzi di luoghi come l’Irpinia d’oriente, come l’altura, l’Appennino, la dorsale impervia e franosa che vivo e che mi attraversa da anni, da quando sono nato”. Noi sappiamo che costa fatica vivere giorno dopo giorno “ il posto per la crepa, la spaccatura” e che non rifiutiamo per snobismo intellettualistico e neoariitocratico la città dove “ non c’è lo spazio per la bruttura improvvisa, per il degrado, per lo sfregio”. Non ci convince e non ci basta più parlare “di urbanocentrismo, di policentrismo…del concetto di centro e di periferia del centro”. E le nostre esperienze comunitarie e paesologiche non sono “ visioni”, ma consapevolezze conoscitive non solo per pensare ma per vivere “i piccoli paesi” in un rapporto esistenziale alla riscoperta della “grande vita “ che si nasconde tra le pieghe delle brutture di una modernità senza anima e di uno sviluppo senza progresso. Forse un giorno ognuno di noi si sentirà orgoglioso e rivoluzionario di essere vissuto dagli urbanizzati per costrizione e necessità “una specie di indiano di una riserva, il buon selvaggio esposto alla curiosità dei cittadini civilizzati, una tigre del bengala costretta a stare nello zoo di Vienna. Insomma qualcosa di esotico”. E allora fuori dai dubbi e paura ….” la paesologia “ non sarà percepita come “ una scienza esotica, una specie di moda elitaria per i cittadini meno granitici, un modo per assicurare alle loro coscienze una parte di assoluzione. Come dire: vedo, conosco altri luoghi nei quali mai andrei a vivere e questo mi rende migliore. Solo questo” E allora anche sentirsi “….franoso, instabile, in bilico” diventerà un modo e una possibilità di rappresentare un dubbio o un sospetto che il “ loro ordine interiore che traspare nel linguaggio, forbitissimo e accorto, nelle osservazioni, nella postura” e la loro condanna ad una inconsapevole non libertà e che la loro vita ha perso di autenticità e di anima.Tutto questo non esclude che io cittadino italiano ritengo utile, necessaria e qualitativamente rivoluzionaria nel mio paese la funzione della “politikè teknè” di un governo di saggi ,professionali,competenti e onesti ministri non solo rispetto alle inadeguatezze e responsabilità dei passati ceti politici ripetto alla gravità delle degenerazioni politiche ed economiche.Noi resteremo comunque attenti nel controllo ma distanti nei tempi, nelle prospettive ,nei fini e nei mezzi per pensare e fare politica.&lt;br /&gt;mauro orland&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;o &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2343714448987834903?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2343714448987834903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2343714448987834903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2343714448987834903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2343714448987834903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-pensare-e-fare.html' title='Elisir d&apos;amore per ......pensare e fare politica'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-p-_Ij_E1RPo/Tszp0_udYyI/AAAAAAAACM4/Zl0gJvOZezc/s72-c/pensatore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5931100041496856222</id><published>2011-11-23T04:03:00.000-08:00</published><updated>2011-11-23T04:08:14.600-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....l'amicizia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gzhfalQ3otg/TsziDqnrNcI/AAAAAAAACMs/dWBNUw4z5iw/s1600/34344_121620167881816_114536488590184_123331_292557_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678161782815536578" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-gzhfalQ3otg/TsziDqnrNcI/AAAAAAAACMs/dWBNUw4z5iw/s320/34344_121620167881816_114536488590184_123331_292557_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;-Abbiamo perso l’amico, si dice in questo secolo.&lt;br /&gt;-No, il nemico, dice una voce, sul finire di questo stesso secolo.&lt;br /&gt;Ed entrambi parlano del politico, ecco quel che vorremmo ricordare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio percorso filosofico ha sempre fatto il mio implicito riferimento alla pratica di un pensiero astratto e universale che non vuole dire nulla, ma il cui compito fondamentale resta non solo quello di decostruire e destrutturare nelle sue contraddizioni e conflitti. L’intera tradizione metafisica o onto-logica occidentale c si esprime in primo luogo nel rilievo accordato alla terza persona dell’indicativo presente del verbo essere, attraverso cui normalmente viene predicato il significato nascosto dietro le cose, a cui di volta in volta la metafisica ha dato nome di essenza, sostanza, esistenza, coscienza…: categorie filosofiche tutte caratterizzate dal forte rilievo che al loro interno assumono le nozioni di presenza e presente (implicite nell’”è”).Mi hanno interessato in questi ultimi tempi le “scienze arrese” ,le esperienze esistenziali plurali e comunitarie che non solo riuscissero a depotenziare la potenza e sovranità assoluta di un LOGOS che non fosse “umano troppo umano”.Per queste esigenze teoretiche ,esistenziali e …..politiche che ultimamente avevo sentito la necessità di parole (lògoi) di poesia per richiamare a me e agli altri le nostalgie di futuro e non di passato“….….non si possono fare poesie con tutte le disavventure che ci capitano:Avevamo inventatoil museo dell’aria.Niente da fare.Va bene l’aria ,non il museo.Volevamo dare occhi d’infanziaal paese.Niente da fare.Vanno bene gli occhi , ma devono essereciechi.Abbiamo creduto a una festaChe ci facesse leggere poesiein un cimitero.Niente da fare.Va bene il cimitero, non le poesie.Avevamo l’idea di non consumarela cultura ma di mischiarlaalle cicorie,agli intonaci dei muri.Niente da fare.Va bene la cultura , purchènon ci sia.Crediamo al silenzio, al vento, al buioAlla nascita provvisoria, alla morteSenza fine.Niente da fare.Hanno trafugato le roseButtando via le spine”&lt;br /&gt;Avevamo assaporato la possibilità di “una rivoluzione sismica nel concetto politico dell’amicizia”. Sapevamo di aver contratto un debito da tempo con i temi della filosofia e della pratica politica che si richiamava e si finalizzava alla “rivoluzione” fatta dagli altri e da noi in situazioni culturalmente e socialmente privilegiate. Scriveva correttamente Derrida : “Ci sentiamo perciò, è vero, chiamati ‘in diretta’ a delle risposte o a delle responsabilità immediate. E’ anche vero che esse sembrano iscriversi più naturalmente nello spazio della filosofia politica. E’ vero, sarà sempre vero, e noi siamo a questo proposito sempre in difetto. Le nostre risposte e le nostre responsabilità non saranno mai adeguate e mai abbastanza dirette. Il debito è infinito”.Avevamo con generosità pensato all’amicizia come valore estensivo alle nostre esigenze sentimentali,affettive e passionali per un cambiamento radicale e autentico.Il tema e la pratica dell’amicizia avrebbe potuto essere affrontata da vari punti di vista, magari bordeggiando soltanto gli aspetti più propriamente politici per affrontare in primis quelli sociali, psicologici, affettivi e sentimentali, ma quel che ci interessava è la puntuale decostruzione e pratica critica , a partire dall’amicizia, di una precisa tradizione del politico, la nostra, che ha sempre espresso la precisa consapevolezza che suo compito è di creare il massimo di legame sociale,individuale e comunitario assieme. Fine della politica e della rivoluzione è quel “vivere bene” che si realizza compiutamente solo nel “vivere insieme”, e questo “non è niente di meno che l’amicizia in generale” . Tutto ciò che accade nella pòlis (per noi non tanto uno spazio chiuso ma un spazio nomade e mobile), come afferma Aristotele nel libro III della Politica, è opera dell’amicizia. E’ anche vero che tale tradizione ha scelto per secoli di modularsi sui principi di appartenenza,territorialità,etnicità e non su quello di fraternità o comunanza (koinonìa).Per questo e per tanto altro ancora mi sento vicino e in comunanza con le parole della Edda e ancora ho la speranza e la fiducia che possano trovare spazio e senso nelle esperienze che potremmo continuare nella Comunità provvisoria di ieri ,oggi edomani.Io resto un inguaribile pessimista con propensioni all’ottimismo.Grazie Edda continua a scriverci….&lt;br /&gt;Con amicizia&lt;br /&gt;mauro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5931100041496856222?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5931100041496856222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5931100041496856222' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5931100041496856222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5931100041496856222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-lamicizia.html' title='Elisir d&apos;amore per .....l&apos;amicizia'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-gzhfalQ3otg/TsziDqnrNcI/AAAAAAAACMs/dWBNUw4z5iw/s72-c/34344_121620167881816_114536488590184_123331_292557_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-14969450943635361</id><published>2011-11-21T08:31:00.000-08:00</published><updated>2011-11-21T08:40:58.068-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......l'ascesi e la discesa.....</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tra esperienza mistica di Erri De Luca e la vita “paesologica” di Franco Arminio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;iframe height="315" src="http://www.youtube.com/embed/b7J2RDQ0RGc" frameborder="0" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;Una lotta tra la terra che vuole smettere di attrarci nel vivere e il cielo che inizia nel miraggio del pensare. Tra il finito pensato e l’infinito sognato. Un infinito che avvolgendoti come vento ti arruffa i capelli…libera con le vertigini dell’altura la tua mente da tutte le zavorre e le polvere sottili della pianura evitando il rito mistico del girotondo dei dervisci. Sulle rupi e le vetti ti metti in ascolto del vento d’altura che allontana gli schiamazzi del mondo. Non si pensa all’origine del vento ma al suo suono che non è deviante come le sirene di Ulisse.Uno che va per i monti è un solitario,ascetico.mistico, uno che va per città è un vagabondo,un turista, un borderline,un emarginato…. uno che va per paesi è un viandante o pastore che vede lontano e in profondità perché non ha una meta ma un cammino da percorrere in avanti e all’indietro come gli animali selvatici che fiutano e percepiscono segni remoti e nascosti ai più. Il mistico cammina con la sua solitudine per lasciarsi alle spalle rumori di fondo e la babele dei non-luoghi. E a quelli che gli chiedono cosa aveva visto sulla vetta e sulla rupe risponde di aver sentito e pesato un senso di spaesamento e che non aveva parole per rispondere e usava le parole della poesia : un vuoto senza ali,una luce che si infiltra nel vento,la felicità di guadagnarsi il sole, un silenzio che si fa sinfonia, un ascolto dilatato del proprio cuore,un risentire il varco doloroso materno verso la luce della smemoratezza nel tuffo e nel vuoto della vita umana, e l’appoggiarsi delicatamente al bordo della rupe non per sperimentare il vuoto o il nulla ma per sentire dove finisce il mondo e comincia il tempo, sentire la tristezza dolorante e dolorosamente umana del getsemani dell’anima turbata dalla speranza per la resurrezione del corpo, il ricordo e la ricerca che lo stordivano, il cielo stellato sopra di noi che perdeva pezzetti di comete e non ti invogliava a cercare leggi morali dentro di te ma amare la solitudine spaziosa che non ti spaura ma alimenta la tua curiosa fantasia , il non andare a verificare se la terra smette e comincia il cielo o per riportare il cielo in terra, ma ad imparare a desiderare e apprezzare di abitare e vivere il dono della terra,lo sperimentare il precipizio nel vuoto che ci ricorda la solidità terrena della memoria, il vivere come la messa a fuoco tra la salita all’infinito e la discesa al finito senza fine di continuità. La discesa nel mondo dei “piccoli paesi dalla grande vita” non è la triste e forzata discesa tra gli uomini della esperienza solitaria di Zaratustra . Ciò che ognuno di noi ha vissuto, sentito,visto e pensato sulla rupe l’abbiamo chiamata “paesologia” come presupposto della ascesa mistica ma senza il miraggio della divinità . Paesologico è praticare la poesia che sa parlare della forza che hanno le stelle quando esplodono, le assurdità che passano per il mondo, il marciapiede su cui camminiamo, la sedia su cui stavamo seduti a cinque anni,il letto su cui dormiamo.,distinguere le emozioni delicatissime dalla vacua logorrea di calibratissmi congegni letterari e semplici eruzioni egotiche, evitare gli ipocriti, gli animali a sangue freddo, coccodrilli mummificati che all’improvviso si sciolgono e spalancano le loro fauci, gli estremisti parolai e moderati, il non farsi affliggere più di tanto dagli eroi dei luoghi comuni e della conservazione , il vivere la disponibilità di spazio e di terra sterilizzando i luoghi anche dalla puzza delle automobili, sapendo che siamo noi la cosa che manca e non risponde all’appello e alla sollecitazione,l’ imparare ad accudire con fervore e generosità il mondo e il luogo che ci ospita, mettersi al capezzale dei piccoli paesi , paesi della mancanza e del vento che scompiglia ed agita,il diffidare delle parole ma anche volergli bene per non farle assomigliare ad una truffa,lo smascherare i devoti del conformismo, i luminari dell’ipocrisia, i professionisti del calcolo costi/benefici,l’andare fuori a prendere aria e cercare instancabilmente spiragli,crepe e fessura come via di fuga per una esperienza autentica,l’ educarci agli sguardi lunghi e alle passioni e sentimenti caldi,lo scegliere di lasciare dietro di noi i miraggi e le distorsioni della modernità nella nostra risalita sul meteorita che guarda simbolicamente tutta l’Irpinia per far germogliare pensieri intorno all’altura degli appennini come luogo di transito che allontanano tutte le visioni statiche e separatiste, il vivere la penuria e la lentezza come occasione per guardarsi intorno e per guardarsi dentro, il fantasticare e immaginare un museo dell’aria senza arredi e custodi, senza cartelli segnaletici o guide sulla nuca del meteorita che spunta nella valle dell’Ofanto,tra il Formicoso e la Sella di Conza, anche nell’equivoco di chi vuole pensare a un Dio come l’aria e non come lògos, un Dio ha tanti fedeli inconsapevoli e tante chiese, una per ogni polmone, per ogni acquasantiera del respiro. Questo una volta il viaggio esistenziale verso Cairano 7X che si è voluto dividere nel tempo e nello spazio non nello spirito del sogno tra ascesi mistica e esperienza ‘paesologica’.&lt;br /&gt;Mauro orlando &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-14969450943635361?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/14969450943635361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=14969450943635361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/14969450943635361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/14969450943635361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-lascesi-e-la-discesa.html' title='Elisir d&apos;amore per ......l&apos;ascesi e la discesa.....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/b7J2RDQ0RGc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-8146040889041247374</id><published>2011-11-20T09:03:00.000-08:00</published><updated>2011-11-20T09:12:12.431-08:00</updated><title type='text'>elisir d'amore per ....le speranze dentro di noi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-oScnZAKxDjY/Tsk0nsGdGrI/AAAAAAAACMg/JZ1Khe0Wbuk/s1600/colomba45.bmp"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 277px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677126661734996658" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-oScnZAKxDjY/Tsk0nsGdGrI/AAAAAAAACMg/JZ1Khe0Wbuk/s320/colomba45.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;“una speranza dentro di me, una speranza di cambiamento e di utopia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di elda martino&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gentili amici,oggi ho riaperto il pc con una speranza dentro di me, una speranza di cambiamento e di utopia.In questi giorni ho pensato e ripensato all’ esperienza nascente delle comunità provvisorie ( nome orribile, me lo si permetta…sembra una cosa da saldi di fine stagione…, in più, perdonatemi, la parola communitas non ha un plurale, è già un nome collettivo, pluralizzarlo significa tradirlo due volte, nel significato e nella forma).Ho riflettuto a lungo e bene, ne ho avuto modo anche data la mia situazione di inoperosità forzata.Queste righe di seguito specificano meglio ciò che ho brevemente sintetizzato in quello che, sic stantibus rebus, sarà il mio unico commento sul nuovo blog. Prendetele come le riflessioni assolutamente amichevoli di un’inattuale, Nietzsche mi perdonerà per questo spostamento di genere……….&lt;br /&gt;1) non considero né posso considerare le persone ( così come tutti gli esseri viventi) come dei mattoncini sostituibili con altri diversi, né posso pensare che un trauma come la fine di un’esperienza in cui avevo creduto possa essere risolto con leggerezza o con superficialità. L’autismo attinge proprio da questi principi, l’idea che la persona, l’uomo o la donna non siano unici ma semplici oggetti dell’Utile assurto a legge e, quindi, consumatori, fruitori di ciò che si produce, chi siano e come siano non conta, l’importante è che ci siano. Scusatemi, ma che questa operazione rischi di andare a finire lungo una linea del genere mi pare più che evidente.&lt;br /&gt;1bis) la paesologia è condizione necessaria ma non sufficiente per la fondazione di una comunità, essa, in quanto scienza arresa- splendida definizione- non ha fondamenta stabili, di conseguenza i “pilastri” di questa eventuale vicenda vanno ben individuati e riconosciuti prima di esporsi pubblicamente. Bisognerebbe guardarci in faccia e dirci tutto quello che c’è da dire, senza finzioni e senza retropensieri e senza atteggiamenti fasulli. Alla base di questa esperienza dovrebbe esserci la verità, la pietas e la constatazione dell’inesorabilità e l’irreparabilità del mondo così com’è ora.&lt;br /&gt;1ter) fare comunità è compiere un esodo irrevocabile, senza più presupposti né condizioni di appartenenza o di individualità, essere sì, ma essere quodlibet, essere qualunque, singolare ma senza identità; fare comunità è la costruzione collettiva di un corpo comunicabile.&lt;br /&gt;2) quando qualcosa finisce c’è bisogno di un periodo di elaborazione e di silenzio anche. Se questo “fermo” non c’è, non viene naturale, non scatena anche dispiaceri e sconforti, allora forse vuol dire che ciò che è finito non era veramente sentito e che ciò che verrà partirà da presupposti di scarso amore, di ancor più scarsa attenzione. L’usa e getta è uno dei tipici automatismi dell’autismo corale. non possiamo fare come gli struzzi, i lutti vanno elaborati e non scotomizzati.&lt;br /&gt;2bis)non si tratta di sostituire una macchina vecchia con una nuova, si tratta di fondare ( e vedete che dico fondare e non ri-fondare) una comunita’, una communitas, un luogo di scambi reciproci, di reciproci riconoscimenti. Si tratta di metterci in dubbio, di guardare oltre l’orlo, di andare “fuori” e non di creare semplicemente un nuovo “brand”. Ho trascorso gli ultimi due anni nella cp a dire che c’era bisogno di un “mutamento nel cuore”, voi cosa ne pensate? Basta cambiare logo e luogo per essere diversi? Ho i miei dubbi.&lt;br /&gt;2ter)non rischiamo di fare errori già commessi? Io non ho mai creduto alla teoria del chiodo scaccia chiodo e le modalità con cui questa nuova creatura sta nascendo mi sembrano da discutere e da analizzare in profondità. Tutta questa fretta ossessiva di dire “Ehi! Ci siamo! Non siamo spariti…” , ma perché? E a quale scopo, a quale scopo “comunitario”?L’esposizione è urtare contro un limite e toccarlo, l’esposizione è rischiare di ferirsi anche, di farsi male, non comunicare banalmente la propria presenza al mondo dell’Utile.&lt;br /&gt;2quater) l’idea di attrarre altre esperienze quando ancora non abbiamo capito COME vogliamo essere noi è solo un modo per annacquare e allontanare la vera questione, una questione che da mesi ci stavamo e ci stiamo trascinando dietro.&lt;br /&gt;3) ci sono fra noi persone che tanto hanno dato e fatto, persone che si sono spese davvero, franco prima di tutti, ma anche altri, coi loro modi e il loro modo di essere, il loro quodlibet. Non è molto corretto nei riguardi di tali amici ripartire senza un cambiamento sensibilmente reale e tangibile, a cominciare dalla modalità, dalla lingua, dai pensieri, dalle visioni e dai rapporti tra noi, senza avere la massima cura di una vera nuova considerazione, un modo nuovo di guardare l’altro da sé.&lt;br /&gt;3bis) Fondare un “luogo” comunitario significa mutare prima di tutto se stessi, senza certezze, senza l’idea di essere migliori o di essere diversi a priori. Siamo disposti a partire dalle nostre singolarità, ad annullarle in un singolare senza identità? Altrimenti qual è la differenza? qual è la differenza tra i convegni fiume e le scampagnate e questo nuovo modello?&lt;br /&gt;4) vogliamo essere una comunità o un posto come tanti altri? vogliamo essere persone che si incontrano occasionalmente o vogliamo fare parte di un’esperienza veramente innovativa? veramente “rivoluzionaria” e utopica? vogliamo essere folli o vogliamo semplicemente farci vedere, esporre le nostre mercanzie e farci dire quanto siamo bravi e quanto siamo buoni rispetto ai cattivi che stanno dall’altra parte?è questo quello che vogliamo o vogliamo provare a “volare”?&lt;br /&gt;4bis) se la paesologia e la comunità sono un’esperienza “politica”, allora bisogna uscire dall’indifferenza della politica per come è condotta e usata e abusata adesso, bisogna abbandonare l’indifferenza verso le persone e per le persone, a cominciare da chi ci è più vicino, a cominciare da chi ha fatto affidamento su di noi, a chi a noi si è affidato. abbandoniamo i ben noti provincialismi che ci portano a dare più valore a chi è estraneo o nuovo e facciamo i conti con chi c’è, c’è stato e c’era già, poi apriamoci agli altri, ma non come si apre un supermercato, bensì come si può tenere aperta una porticina minuscola nella quale, per entrare, bisogna faticare e insistere&lt;br /&gt;5) punto , forse, più importante di tutti: il problema non è l’essere ma il COME, il come essere. e su questo io non ho visto ancora nessuna vera apertura per un dibattito, a parte le considerazioni di Salvatore d’Angelo e alcuni contatti che ho avuto con Sergio Pagliarulo e Mauro Orlando, per uno scambio che faccia tremare sul serio le fondamenta di certezze stratificate dal tempo, dalle abitudini di ciascuno di noi e dalla vita.&lt;br /&gt;spero di non avervi annoiati con le mie riflessioni e auguro a questa creatura una lunga vita e buona fortuna.&lt;br /&gt;vi saluto e abbraccio con affetto chi sa abbracciare, chi sa avvertire la gioia e il dolore del Mondo, quello vero, quello con la EMME maiuscola…elda&lt;br /&gt;Cara Elda ,per quanto tempo mi sono speso ed addolorato nel tentativo di “scavare nelle parole” incerca della luce,della fragranza,della musica,della voce di chi le scriveva per non far perdere il ricordo di sè.Le tue parole scritte mi hanno emozionato e sconvolto ma hanno dato senso ai miei dolori e alle mie gioie della nostra bella avventura comunitaria.Le tue parole ,credimi , hanno senso eccome almeno per me che mi hanno educato a imprigionarle nella logica e nel realismo più rigido.Comunque io ancora credo nella parola perchè credo negli altri non indiscriminatamente ora….e per ringraziarti voglio farti dono delle parole di una “donna” che ho molto amata e cercata che cantava il suo struggimento d’ amore con queste parole “….i vezzi di leggiadre corolle…./ e l’olio da re ,forte di fiori/ che la tua mano lisciava/ sulla lucida pelle;/ e i molti letti/ dove alle tenere fanciulle ioniche/ nasceva amore delle tua bellezza/ “. Leggere le tue parole mi hanno creato un tale disaggio e senso di inadeguatezza che per commentarle prendo in uso le parole di un commntatore delle poesia-canto di Saffo ” C’è una qualità sottile, una quasi struggente parentela tra tutti quelli che un istinto misterioso chiama avivere e ad esprimere la verità profonda del proprio essere: e che paradossalmente li guida, nello stesso istante in cui dedicano ogni forza acercare una comunicazione totale con gli altri, ad avvertire i limiti insuperabili che fanno inestricabile parte della loro impresa bella ed angosciosa.I poeti e il loro impegno di esistere:cercare di dire tutto e tutto il vero, e scoprirsi isolati in una sfera di indicibile – nonostante la sapienza del dire- esperienza interiore.Lei come struggente persistenza vitale, di carne di sangue. Accesa dal balenare delle dolcezze che erano, che fino alla fine continueranno ad essere, il tutto: il condiviso tutto che possiamo, al più e al massimo, avere su questa terra” (G. Mascioni ,Lo specchio greco, Mondadori) Sono parole che ho sentito mie e che sentivo ti riguardassero mentre leggevo il tuo scritto ed ho capito che non possiamo ulteriormente sprecarle in spazi comunicativi che non recuperino il senso , l’amore (koinonìa) per il bello che circolava come incenso nelle comunità dei “thiasi”e delle “eterie” della nostra civiltà ellenica……ma le più belle parole che ho letto in questi scambi epistolari sono: Elda ti vogliamo tanto bene e non farci mancare le tue parole e la tua persona..con un affetto immenso e inesprimibilemauro&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;“una speranza dentro di me, una speranza di cambiamento e di utopia”.&lt;br /&gt;…….ricordo a tutti gli amici che questo non è e non vuole essere un blog letterario.siamo qui per cercare nuovi modi di stare insieme, nel reale e nel virtuale……franco arminio&lt;a href="http://comunitaprovvisorie.files.wordpress.com/2011/11/dsc006051.jpg"&gt; &lt;/a&gt;di elda martino&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gentili amici,oggi ho riaperto il pc con una speranza dentro di me, una speranza di cambiamento e di utopia.In questi giorni ho pensato e ripensato all’ esperienza nascente delle comunità provvisorie ( nome orribile, me lo si permetta…sembra una cosa da saldi di fine stagione…, in più, perdonatemi, la parola communitas non ha un plurale, è già un nome collettivo, pluralizzarlo significa tradirlo due volte, nel significato e nella forma).Ho riflettuto a lungo e bene, ne ho avuto modo anche data la mia situazione di inoperosità forzata.Queste righe di seguito specificano meglio ciò che ho brevemente sintetizzato in quello che, sic stantibus rebus, sarà il mio unico commento sul nuovo blog. Prendetele come le riflessioni assolutamente amichevoli di un’inattuale, Nietzsche mi perdonerà per questo spostamento di genere……….&lt;br /&gt;1) non considero né posso considerare le persone ( così come tutti gli esseri viventi) come dei mattoncini sostituibili con altri diversi, né posso pensare che un trauma come la fine di un’esperienza in cui avevo creduto possa essere risolto con leggerezza o con superficialità. L’autismo attinge proprio da questi principi, l’idea che la persona, l’uomo o la donna non siano unici ma semplici oggetti dell’Utile assurto a legge e, quindi, consumatori, fruitori di ciò che si produce, chi siano e come siano non conta, l’importante è che ci siano. Scusatemi, ma che questa operazione rischi di andare a finire lungo una linea del genere mi pare più che evidente.&lt;br /&gt;1bis) la paesologia è condizione necessaria ma non sufficiente per la fondazione di una comunità, essa, in quanto scienza arresa- splendida definizione- non ha fondamenta stabili, di conseguenza i “pilastri” di questa eventuale vicenda vanno ben individuati e riconosciuti prima di esporsi pubblicamente. Bisognerebbe guardarci in faccia e dirci tutto quello che c’è da dire, senza finzioni e senza retropensieri e senza atteggiamenti fasulli. Alla base di questa esperienza dovrebbe esserci la verità, la pietas e la constatazione dell’inesorabilità e l’irreparabilità del mondo così com’è ora.&lt;br /&gt;1ter) fare comunità è compiere un esodo irrevocabile, senza più presupposti né condizioni di appartenenza o di individualità, essere sì, ma essere quodlibet, essere qualunque, singolare ma senza identità; fare comunità è la costruzione collettiva di un corpo comunicabile.&lt;br /&gt;2) quando qualcosa finisce c’è bisogno di un periodo di elaborazione e di silenzio anche. Se questo “fermo” non c’è, non viene naturale, non scatena anche dispiaceri e sconforti, allora forse vuol dire che ciò che è finito non era veramente sentito e che ciò che verrà partirà da presupposti di scarso amore, di ancor più scarsa attenzione. L’usa e getta è uno dei tipici automatismi dell’autismo corale. non possiamo fare come gli struzzi, i lutti vanno elaborati e non scotomizzati.&lt;br /&gt;2bis)non si tratta di sostituire una macchina vecchia con una nuova, si tratta di fondare ( e vedete che dico fondare e non ri-fondare) una comunita’, una communitas, un luogo di scambi reciproci, di reciproci riconoscimenti. Si tratta di metterci in dubbio, di guardare oltre l’orlo, di andare “fuori” e non di creare semplicemente un nuovo “brand”. Ho trascorso gli ultimi due anni nella cp a dire che c’era bisogno di un “mutamento nel cuore”, voi cosa ne pensate? Basta cambiare logo e luogo per essere diversi? Ho i miei dubbi.&lt;br /&gt;2ter)non rischiamo di fare errori già commessi? Io non ho mai creduto alla teoria del chiodo scaccia chiodo e le modalità con cui questa nuova creatura sta nascendo mi sembrano da discutere e da analizzare in profondità. Tutta questa fretta ossessiva di dire “Ehi! Ci siamo! Non siamo spariti…” , ma perché? E a quale scopo, a quale scopo “comunitario”?L’esposizione è urtare contro un limite e toccarlo, l’esposizione è rischiare di ferirsi anche, di farsi male, non comunicare banalmente la propria presenza al mondo dell’Utile.&lt;br /&gt;2quater) l’idea di attrarre altre esperienze quando ancora non abbiamo capito COME vogliamo essere noi è solo un modo per annacquare e allontanare la vera questione, una questione che da mesi ci stavamo e ci stiamo trascinando dietro.&lt;br /&gt;3) ci sono fra noi persone che tanto hanno dato e fatto, persone che si sono spese davvero, franco prima di tutti, ma anche altri, coi loro modi e il loro modo di essere, il loro quodlibet. Non è molto corretto nei riguardi di tali amici ripartire senza un cambiamento sensibilmente reale e tangibile, a cominciare dalla modalità, dalla lingua, dai pensieri, dalle visioni e dai rapporti tra noi, senza avere la massima cura di una vera nuova considerazione, un modo nuovo di guardare l’altro da sé.&lt;br /&gt;3bis) Fondare un “luogo” comunitario significa mutare prima di tutto se stessi, senza certezze, senza l’idea di essere migliori o di essere diversi a priori. Siamo disposti a partire dalle nostre singolarità, ad annullarle in un singolare senza identità? Altrimenti qual è la differenza? qual è la differenza tra i convegni fiume e le scampagnate e questo nuovo modello?&lt;br /&gt;4) vogliamo essere una comunità o un posto come tanti altri? vogliamo essere persone che si incontrano occasionalmente o vogliamo fare parte di un’esperienza veramente innovativa? veramente “rivoluzionaria” e utopica? vogliamo essere folli o vogliamo semplicemente farci vedere, esporre le nostre mercanzie e farci dire quanto siamo bravi e quanto siamo buoni rispetto ai cattivi che stanno dall’altra parte?è questo quello che vogliamo o vogliamo provare a “volare”?&lt;br /&gt;4bis) se la paesologia e la comunità sono un’esperienza “politica”, allora bisogna uscire dall’indifferenza della politica per come è condotta e usata e abusata adesso, bisogna abbandonare l’indifferenza verso le persone e per le persone, a cominciare da chi ci è più vicino, a cominciare da chi ha fatto affidamento su di noi, a chi a noi si è affidato. abbandoniamo i ben noti provincialismi che ci portano a dare più valore a chi è estraneo o nuovo e facciamo i conti con chi c’è, c’è stato e c’era già, poi apriamoci agli altri, ma non come si apre un supermercato, bensì come si può tenere aperta una porticina minuscola nella quale, per entrare, bisogna faticare e insistere&lt;br /&gt;5) punto , forse, più importante di tutti: il problema non è l’essere ma il COME, il come essere. e su questo io non ho visto ancora nessuna vera apertura per un dibattito, a parte le considerazioni di Salvatore d’Angelo e alcuni contatti che ho avuto con Sergio Pagliarulo e Mauro Orlando, per uno scambio che faccia tremare sul serio le fondamenta di certezze stratificate dal tempo, dalle abitudini di ciascuno di noi e dalla vita.&lt;br /&gt;spero di non avervi annoiati con le mie riflessioni e auguro a questa creatura una lunga vita e buona fortuna.&lt;br /&gt;vi saluto e abbraccio con affetto chi sa abbracciare, chi sa avvertire la gioia e il dolore del Mondo, quello vero, quello con la EMME maiuscola…elda&lt;br /&gt;Cara Elda ,per quanto tempo mi sono speso ed addolorato nel tentativo di “scavare nelle parole” incerca della luce,della fragranza,della musica,della voce di chi le scriveva per non far perdere il ricordo di sè.Le tue parole scritte mi hanno emozionato e sconvolto ma hanno dato senso ai miei dolori e alle mie gioie della nostra bella avventura comunitaria.Le tue parole ,credimi , hanno senso eccome almeno per me che mi hanno educato a imprigionarle nella logica e nel realismo più rigido.Comunque io ancora credo nella parola perchè credo negli altri non indiscriminatamente ora….e per ringraziarti voglio farti dono delle parole di una “donna” che ho molto amata e cercata che cantava il suo struggimento d’ amore con queste parole “….i vezzi di leggiadre corolle…./ e l’olio da re ,forte di fiori/ che la tua mano lisciava/ sulla lucida pelle;/ e i molti letti/ dove alle tenere fanciulle ioniche/ nasceva amore delle tua bellezza/ “. Leggere le tue parole mi hanno creato un tale disaggio e senso di inadeguatezza che per commentarle prendo in uso le parole di un commntatore delle poesia-canto di Saffo ” C’è una qualità sottile, una quasi struggente parentela tra tutti quelli che un istinto misterioso chiama avivere e ad esprimere la verità profonda del proprio essere: e che paradossalmente li guida, nello stesso istante in cui dedicano ogni forza acercare una comunicazione totale con gli altri, ad avvertire i limiti insuperabili che fanno inestricabile parte della loro impresa bella ed angosciosa.I poeti e il loro impegno di esistere:cercare di dire tutto e tutto il vero, e scoprirsi isolati in una sfera di indicibile – nonostante la sapienza del dire- esperienza interiore.Lei come struggente persistenza vitale, di carne di sangue. Accesa dal balenare delle dolcezze che erano, che fino alla fine continueranno ad essere, il tutto: il condiviso tutto che possiamo, al più e al massimo, avere su questa terra” (G. Mascioni ,Lo specchio greco, Mondadori) Sono parole che ho sentito mie e che sentivo ti riguardassero mentre leggevo il tuo scritto ed ho capito che non possiamo ulteriormente sprecarle in spazi comunicativi che non recuperino il senso , l’amore (koinonìa) per il bello che circolava come incenso nelle comunità dei “thiasi”e delle “eterie” della nostra civiltà ellenica……ma le più belle parole che ho letto in questi scambi epistolari sono: Elda ti vogliamo tanto bene e non farci mancare le tue parole e la tua persona..con un affetto immenso e inesprimibilemauro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-8146040889041247374?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/8146040889041247374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=8146040889041247374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8146040889041247374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8146040889041247374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-le-speranze-dentro-di.html' title='elisir d&apos;amore per ....le speranze dentro di noi'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-oScnZAKxDjY/Tsk0nsGdGrI/AAAAAAAACMg/JZ1Khe0Wbuk/s72-c/colomba45.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-9111943889315912818</id><published>2011-11-04T05:56:00.000-07:00</published><updated>2011-11-04T06:04:18.635-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......."Terracarne"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;perchè amo "terracarne" ...viaggio onirico nella mia anima irpina......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-g-TannKSWeM/TrPhaGIN5iI/AAAAAAAACMI/l5dbQVAbr_s/s1600/terracarne1.png"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 216px; DISPLAY: block; HEIGHT: 298px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671124194227512866" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-g-TannKSWeM/TrPhaGIN5iI/AAAAAAAACMI/l5dbQVAbr_s/s320/terracarne1.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#006600;"&gt;Ottima idea da persegire e definire per i scritto.Ma io l’ho gia letto nei tuoi testi, nelle teu poesia ,nelle tue certoline.Certo è opportuno farne sintesi per i più distratti ,sordi,dubbiosi,inadeguati e …malevoli . La pesologia ha il vezzo di chiamrsi arresa,provvisoria ….ora appartata ma per pochi è un continuo pugno allo stomaco mentale e sentimentale.E ci sono ancora stomaci liberi e responsabili che non sono sedati dai vari “malox” della psicologia e intellettualità…..Io sto meditando il tuo ultimo e primo libro “terracarne” ed ho bisogno di tempo,di sedimantazione, di piacere cenetllinato della mente e del cuore.Le cose che ti cambiano in continuazione hanno bisogno di libertà e aria rarefatta….di monasteri immaginari e autogeni…… Alla paesologia non interessano i “non luoghi”degli spazi metropolitani privi di identità e di memoria ma soprattutto scarsi di relazioni. Dove vive una “collettività senza festa” e si soffre la “solitudine senza l’isolamento”. Si vive in un epoca del “tempo veloce, accelerato”.Il futuro è sempre più alle nostre spalle, in soggezione ad un presente che ci sommerge e ci virtualizza .E persino la storia è diventata un fatto mediatico.Il futuro non solo sembra senza senso e fine ma ci carica sopratutto di ‘paure’ e nel suo orizzonte esclude le categorie di ‘progetto’ e ‘speranza’.Paure economiche, sociali,ecologiche e perfino “metafisiche e religiose”.L’avvenire è rubato soprattutto ai più giovani. Una nuova rivoluzione scientifica e tecnologica toglie potere e crea esclusione in quelli che non si ritrovano in questi poli. La rivoluzione informatica aiuta e favorisce i meglio tecnologizzati e i già informati o i ‘giàformati’.&lt;br /&gt;.Il nostro “io” occidentale e moderno svuotato di senso è costretto a cimentarsi con i pieni dei poteri economici e culturali a cui ci eravamo abituati dall’Illuminismo in poi. C’è oggi la necessità di coltivare una ragione che si fa “luce” e si fà ‘compassionevole’ e ‘fraterna’ in un colloquio doloroso e difficile con le “ombre”, con l’assenza, col mistero, con il sacro, con gli esclusi , gli sconfitti con i luoghi abbandonati economicamente e terremotati interiormente o lontani dai centri decisionali dei poteri. Il suo compito precipuo e costruttivo è non solo capire e dare un nome alle cose e alle persone ma di suggerire altro.Creare aspettative e possibilità è già costruire presente e precostituire futuro. Ripropone una caratura politica molto complicata,complessa e sottile che va al di là del sociologismo astratto e il meridionalismo politologico e di maniera se pur nobile.E’ una richiesta di superamento ,filosofico direi, dell’Illuminismo non ideologico e dottrinale dove il rifiuto delle “magnifiche sorti e progressive”, delle utopie astratte e ideologiche e delle speranze universali e necessarie nel futuro ci impone una idea più che di recupero o di salvezza delle persone ,delle cose e della natura, di amore di esse ma non più per indicare il loro possibile futuro ma per la vivibilità del loro presente reale e per un rispetto per il passato che non passa e non ritorna nello stesso tempo. Punta soprattutto a far crescere una capacità personale di guardare e conoscere le cose e amarle disinteressatamente in sè stesse e per sé stesse. Una riproposizione esistenziale ,vitale e attiva della ’modernità’ non necessariamente contrapposta alla ‘antichità’ ma nella sua capacità intellettuale ed umana di vivere l’antico, il tradizionale, il periferico,l’emarginato, l’escluso,l’altro da sé insomma come un possibile “inizio”,curando una massima consonanza,intimità con i luoghi, le cose e le persone insieme orlando alla massima lontananza e alterità…………….e il viaggio continua………&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-9111943889315912818?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/9111943889315912818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=9111943889315912818' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/9111943889315912818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/9111943889315912818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/11/elisir-damore-per-terracarne.html' title='Elisir d&apos;amore per .......&quot;Terracarne&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-g-TannKSWeM/TrPhaGIN5iI/AAAAAAAACMI/l5dbQVAbr_s/s72-c/terracarne1.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6083534438161855680</id><published>2011-08-21T09:08:00.003-07:00</published><updated>2011-08-21T09:20:47.361-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......un nihilismo dolce ed attivo....</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;NIHILISMO.......&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;........Quale espressione di tentativi artistici,letterari e filosofici volti a sperimentare la potenza del negativo e a viverne le conseguenze ,esso ha portato in superficie il malessere profondo che fende come una crepa l’autocomprensione del nostro tempo. “ il più inquietante tra tutti gli ospiti”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643342216426417330" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-9HXrcL_HUF0/TlEt2JwP7LI/AAAAAAAACMA/iTxtsgP0UlQ/s320/Immagine.png" /&gt; ...................................................i "labirinti policromi" della mia nipotina Valentina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;Odissea in fondo al pozzo&lt;br /&gt;di franco arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse i paesi non c’entrano niente. Forse non ci sono mai stato, non andrò mai da nessuna parte veramente. Sento che il punto della testa che mi duole è il punto verso cui premo per uscire. Dalla bocca esce fiato, dal culo esce la merda. Quello che serve è bucare il cranio, uscire fuori da sé come un filo d’erba spunta dall’asfalto. Ho sempre vagheggiato di vivere con persone che non si accontentano della realtà, persone che pensano al mondo. Ieri ho scritto questi versi: Anche oggi niente felicità / e soffro perché non mi rassegno / alla realtà, sono continuamente / proteso a rovesciarla. / Invece il mondo mi va bene, / trovo che sia meraviglioso. / Niente da eccepire / a parte la regola troppo stretta / del nascere e morire.&lt;br /&gt;Questa poesia oggi non mi serve a niente. Sento che la faccenda non è questa. È dentro la creatura che preme adesso sotto il lato sinistro del mio cranio. Non è questione di trovare le parole, è di trovare il buco, bucare l’osso e uscire, scappare fuori dalla vita e dunque anche fuori dalla morte. Scappare o non entrarvi mai. In ogni caso io adesso sono pura insofferenza per il fatto che non so godermi niente, a parte la mia insofferenza.&lt;br /&gt;La paesologia non è una cosa che riguarda solo il fuori, la paesologia riguarda quello che sta sopra l’osso e quello che sta sotto. Io sono la punta di me stesso che scrive per bucare, per sporgersi altrove. La vita è essenzialmente una trivella. Vivere è provare a fare un foro. Provare a passare da un’altra parte perché in qualunque posto ci troviamo siamo sempre nel posto sbagliato, sia esso un paese o una città. E dobbiamo essere sempre disposti a buttare a mare il gingillo retorico con cui andiamo avanti. Può essere la rassegnazione o la lotta, può essere fare il bene o fare il male. Noi non siamo reperibili da nessuno e non siamo reperibili prima di tutto da noi stessi. I pensieri e le parole con cui arrediamo la nostra vita possono avere la massima precisione, comunque il bersaglio non viene mai centrato. Forse solo la morte coglie nel segno, nel senso che lo interrompe. Solo allora smettiamo di proliferare sogni e scuse, gesti di clemenza e di arroganza, allora siamo ridotti al niente che ci costituisce.&lt;br /&gt;Quello che possiamo dire veramente è che siamo qua e che sembriamo essere qualcosa, appariamo a noi stessi e agli altri. La paesologia è fondata su un’inquietudine radicale, è un’Odissea in fondo al pozzo. Non vi riguarda, non mi riguarda veramente. Ed è questa la sua forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6083534438161855680?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6083534438161855680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6083534438161855680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6083534438161855680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6083534438161855680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/08/elisir-damore-per-un-nihilismo-dolce-ed.html' title='Elisir d&apos;amore per .......un nihilismo dolce ed attivo....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-9HXrcL_HUF0/TlEt2JwP7LI/AAAAAAAACMA/iTxtsgP0UlQ/s72-c/Immagine.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-7715375379976847334</id><published>2011-08-20T08:39:00.000-07:00</published><updated>2011-08-20T08:47:31.247-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......i parlamenti comunitari</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#990000;"&gt;" Ho scoperto che la terra è fragile,e il mare leggero: ho imparato che lingua e metafora non bastano più a dare luogo aun luogo" M. Darwish&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-X7wBeQXu6D4/Tk_VWEg5yJI/AAAAAAAACLg/45c9M6wk6rA/s1600/30072_1364338442641_1657046035_853587_4076205_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 288px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642963433264105618" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-X7wBeQXu6D4/Tk_VWEg5yJI/AAAAAAAACLg/45c9M6wk6rA/s400/30072_1364338442641_1657046035_853587_4076205_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;parlamenti comunitari.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante scene simili abbiamo vissuto in questi due anni: uomini e donne riuniti sotto un tiglio,tra i reperti di un castello restaurato, per le vie di borghi abbandonati, in luoghi solitari “musei dell’aria….della luce ,del silenzio e quant’altro,nelle abazie della sacralità e del buon recupero…. e qualcuno che racconta .Non si sa se sia una assemblea di un popolo , di una orda , di una tribu.Ma tutti ascoltano con silenzioso coinvolgimento il medesimo racconto e lo sentono e fanno proprio senza difficoltà.Non importa sapere se colui che racconta sia uno straniero o uno di loro ma si sentiva che è investito da un diritto-dovere di raccontare delle proprie radici,della propria terra , di sé stesso,del proprio pensiero ,lavoro,sentimento ….sogno anche per conto nostro. Non costituivano una comunità prima del racconto…. è la narrazione che li riunisce e li unisce.Prima erano separati da vite diverse, vocabolari diversi, diverse esperienze culturali professionali…questo il racconto talvolta narra e mette a confronto.Si stava seduti a fianco .si coopera vasi passeggiava assieme in silenzio,si mangiava assieme , ci si ‘annusava’ e si affrontava nelle discussioni senza la necessità di riconoscersi. Ma un giorno ,a caso un poeta….un pazzo,un sognatore pratico, un clown, un viaggiatore della malinconia e del silenzio o che so io ha incominciato a raccontarci un suo sogno di una terra comune e delle sue origini,dei suoi uomini e delle sue donne con intransigente amore ma anche rabbia. Facendo nomi e cognomi .Ci ha parlato dei loro difetti legati al riscatto attraverso il potere e delle loro semplici bellezze nei rapporti affettivi ed umani. E ci raccontava della sua esigenza di costituire assemblee o parlamenti comunitari o Comunità provvisorie e della necessita di nuovi racconti nel rispetto dei vecchi dei nuovi aggettivi da aggiungere a l sostantivo “Comunità”. Nessuno ha chiesto al narratore chi gli ha raccontato questo sogno e come e perchè egli ha il dono ,il diritto o il dovere di raccontarlo. Si sente in modo naturale ed immediato che la sua lingua e il suo racconto servono a metter insieme dei “diversi” e a fare di questo un racconto mai compiuto ma sempre da scrivere .Che la lingua non è dello scambio ma di un qualcosa di sacro e di una sorta di giuramento che si ripete nel tempo ogni qualvolta che uomini di diverse esperienze ma di comune sensibilità si ritrovano su un territorio o una ‘pòlis’ intorno a un fuoco acceso o una tavola imbandita , in un viaggio reale o immaginifico ad ascoltare mai appagati un poeta o un aedo che canta o racconta le gesta, i sentimenti, le idee, i sogni per costruire e pensare nuove esperienze che possono crescere senza la necessità di celebrare sacrifici a qualsivoglia autorità divina o umana. Il racconto spesso è crudele,spietato,a volte fa ridere o sorridere .Ognuno si sente coinvolto e sente che si parla anche di sé ,del suo passato ma soprattutto del possibile senso del proprio futuro immediato e prossimo.Sentiamo che le nostre credenze,le nostre poesie, i nostri sogni , i nostri saperi vengono da questo racconto che è ‘mito’,simbolo,invenzione, narrazione,trasmissione ……vita a patto che non ci faccia più vivere con lo sguardo rivolto al passato ma nemmeno a un futuro troppo lontano.Ad ascoltare e raccontare ci sono persone vecchie e nuove ma sempre gravide di sogni,speranze,utopie per le terre che abitano e amano.Oggi sentiamo che i nostri racconti si stavano ingrigendo non per mancanza di argomenti e differenze ma reclamando una loro praticabilità (i pragmata dei greci) , ma perché non si sentono sufficientemente coinvolti e ispirati dallo spirito dell “inizio” com’è nella natura degli uomini e delle cose di questo mondo.Sentiamo la necessità e l’urgenza di riaprire una fase costituente compassionevole e generosa per uno “stato nascente” in cui ognuno di noi si sente responsabilmente e liberamente coinvolto ,consapevole e geloso delle proprie idee ,aspettive ,sentimenti,passioni e progetti ma in un sentire plurale ma comune non con l e spalle rivolte al passato ma con gli occhi,le parole ,il cuore lanciato verso il futuro……&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-7715375379976847334?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/7715375379976847334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=7715375379976847334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7715375379976847334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7715375379976847334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/08/elisir-damore-per-i-parlamenti.html' title='Elisir d&apos;amore per ......i parlamenti comunitari'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-X7wBeQXu6D4/Tk_VWEg5yJI/AAAAAAAACLg/45c9M6wk6rA/s72-c/30072_1364338442641_1657046035_853587_4076205_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3613289175594789450</id><published>2011-08-11T07:38:00.000-07:00</published><updated>2011-08-11T07:50:07.920-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......mente e paesaggio.....</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#003300;"&gt;Lo spazio è una società di luoghi come le persone sono punti di orientamento del gruppo. C. Lèvi-Strauss&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cultura è il momento in cui il rapporto tra l’uomo e la natura,tra mente e paesaggio,tra ideale e reale si esprime e si realizza in sistemi di segni e di azioni.Ma bisogna sempre ricordarsi che da sempre abbiamo abitato luoghi e che oggi fa parte della moderne riscoperta del sé che sempre più si rifugia nell'isolamento e nell'autismo.&lt;br /&gt;Il paesaggio è un presente ‘remoto' e interseca gli strati biologici e culturali della esperienza per liberarci dai labirinti che da solo ci siamo costruiti per paura o per comodità.&lt;br /&gt;Il paesaggio scappadalle cornici e diventa appunto un fascio di gesti di appropriazione spaziale- materiale,simbolica, semiotica e mitica,creativa e distruttiva, che caratterizza e costruisce la storia culturale della nostra specie umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fH2OW4AI0vc/TkPpgLi9xQI/AAAAAAAACLQ/7VfpfK4i8TY/s1600/mente2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; DISPLAY: block; HEIGHT: 339px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639607897462523138" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-fH2OW4AI0vc/TkPpgLi9xQI/AAAAAAAACLQ/7VfpfK4i8TY/s400/mente2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;La nostra vocazione di ‘homo sapiens’ è soprattutto di verificare il nostro pensiero in quella terra di nessuno che delimita ogni discorso con la comunicazione di esso. Immettendolo nella sua esteriorità personale in una scelta pubblica con un libro si accetta di esporsi al rischio del più grave e doloroso fraintendimento e incomprensione. Questo accade semplicemente perché costitutivamente siamo avvinghiati culturalmente a visioni e convinzioni egocentriche in un abitudinario esercizio categoriale,lessicale e stilistico finalizzato o a una sapienza sistematica e pacificata in vista di opere scritte per la posterità o alla frammentarietà conflittuale, quotidiana e praticata senza destinatari e quasi senza autore. Accettiamo supinamente assenze o possibilità limitate di relazioni e uno svuotamento alleggerito di senso che ci trascina in un gorgo di “violento e dolorante silenzio”.&lt;br /&gt;Mentalmente ci costringe a spezzare definitivamente ogni possibilità di dialettica formale o reale tra origine e compimento,perdita e ritrovamento, diversione e ritorno, ‘lògos’ rigido e “mithos” leggero, bellezza e bruttezza, ‘poièsis e teknè’ ……..Facciamo fatica a coltivare nella attraente e fascinosa incompletezza del superficiale non tanto il socratico “saper di non sapere” ma un “ non-sapere”attivo e responsabile se pur in una dimensione autonoma,libera e saparata dal sapere corrente ancora prigioniero delle rotture,lacerazioni,distinzioni e contrasti dialettici tra conosciuto e conoscibile,essere e non-essere,essere e divenire,bene e male,giusto sbagliato ……. Si tratterà di “passare dalle approssimazioni vacillanti dei filosofi dell’esistenza alla determinatezza oggettivamente fornita dall’esperienza” (Bataille).Il libro di Ugo Morelli, Mente e paesaggio (ed .Boringhieri) che sarà discusso al Castello d’Aquino di Grottaminarda (venerdì 12 ore 21)ci costringe ad abbandonare convinzioni e categorie consolidate nei labirinti della logica, dell’etica e di tutte le forme di metafisica della mente. Ci riporta in campo o mare aperto alle radici del nostro pensare vivibile. Le nostre tanto amate e rassicuranti categorie filosofiche che si sono esercitate per secoli di pensiero occidentale a risolvere l’intrigato rapporto tra pensiero e realtà viene riportato problematicamente alle sue radici non per riscoprire a ritroso “eden cognitivi e paesologici” ma a riconsegnare alla nostra mente la responsabilità e la sfida a ritrovare il nodo ,”il luogo del cuore”, che ci vincola alle nostre emozioni e alle nostre identità esistenziale prima che antropologiche ,etniche, filosofiche o politiche .Il paesaggio come futuro e come patrimonio visivo e intellettivo per dare senso e attualità al nostro essere sociale “hic et nunc” con una “mens” relazionale costruita e strutturata in una cultura specifica e personalizzata. Questo libro ci ripropone in modo concreto una sorta di “nuova ed antica paideia” non eteronoma e prescrittiva ma esclusivamente autonoma,conflittuale,aperta ,critica ed attiva. Tutti i saperi (etici,estetici sociologici,politici)vengono riportati al loro nocciolo cognitivo ed epistemico per riportare l’uomo e il suo “umanesimo” alla sua natura evolutiva e non dogmaticamente ingessata per riscoprire una specie umana “parte del tutto” e non come una “parte sopra le altre”.Ritorniamo al senso di fondo e non di sfondo del paesaggio che ci impone non solo il rigore della conservazione ma soprattutto la sfida cognitiva e politica della trasformazione. Ed il fatto che l’Autore ci propone questa sua ricerca in Irpinia e a Grottaminarda ,terra delle sue radici biologiche e culturali ,non è scelta a caso o di nostalgia regressiva. Richiama le nostre identità paesologiche e filosofiche a ricostruire le nostre soggettività nomadi, sismiche e divise a recuperare una unità nell’essenza-esitenza cognitiva e propulsiva delle proprie identità mortificate e terremotate nell’animo in nuove e conflittuali forme di esperienze. Consapevoli,però, che l’esperienza stessa porta il soggetto fuori di sé e la depriva di ogni “soggettività” leggera o pesante che sia.“Rimettere in questione il soggetto- spiega Foucault- significa sperimentare qualcosa che sbocca nella sua distruzione reale, nella sua dissociazione, nella sua esplosione, nel suo capovolgimento in tutt’altra cosa”. Può essere difficile e doloroso per le nostre inossidabili e comode convinzioni ma resta l’unica strada per poter costruire “Comunità libere ed aperte” e non “enclaves identitari e autoritari” e sopratutto non invischiarsi affascinati in una “microfisica dei poteri” come puro esercizio egoistico, retorico o sofistico.Discorso già archiviato e senza futuro per gli “irpini” di tutti i paesaggi appenninici del mondo emarginati da una “modernizzazione” disumanizzante ed epigonale.&lt;br /&gt;Mauro Orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3613289175594789450?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3613289175594789450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3613289175594789450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3613289175594789450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3613289175594789450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/08/elisir-damore-per-mente-e-paesaggio.html' title='Elisir d&apos;amore per ......mente e paesaggio.....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fH2OW4AI0vc/TkPpgLi9xQI/AAAAAAAACLQ/7VfpfK4i8TY/s72-c/mente2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5067591529150116560</id><published>2011-08-10T23:49:00.000-07:00</published><updated>2011-08-10T23:56:34.812-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......"la fratta"  di Grottaminarda</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;io sono immerso in una aurora comunitaria&lt;br /&gt;non mi bastano più "i chiari di bosco"&lt;br /&gt;in un autunno berlusconiano...&lt;br /&gt;un'aurora poetica&lt;br /&gt;di presa in cura dei piccoli paesi&lt;br /&gt;degli appennini del mondo&lt;br /&gt;con il sapere dell'ascolto e del silenzio&lt;br /&gt;alla ricerca di una vita&lt;br /&gt;di volti e luoghi&lt;br /&gt;luoghi esposti e segreti&lt;br /&gt;che raccolgano amori feriti .....o compressi.&lt;br /&gt;"Incipit vita nova"&lt;br /&gt;in un vivere poetico&lt;br /&gt;alla ricerca delle parole non scritte&lt;br /&gt;nell'ascolto della parola del gemito&lt;br /&gt;del sussurro ....del destino&lt;br /&gt;delle parole che non torneranno mai&lt;br /&gt;a raccontarci il pensiero che partì&lt;br /&gt;nella frammentazione dell'attenzione&lt;br /&gt;e nell'icompiutezza di ogni sentimento&lt;br /&gt;e ancora una volta ci mettiamo in ascolto......nelvento.....&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yeu4VVxzOk4/TkN8H7jLB3I/AAAAAAAACLI/Q9ScV5Un0xM/s1600/DIGITAL%2BSERVICE_0017.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 269px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639487634084136818" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-yeu4VVxzOk4/TkN8H7jLB3I/AAAAAAAACLI/Q9ScV5Un0xM/s400/DIGITAL%2BSERVICE_0017.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;"la fratta" di Grottaminarda&lt;br /&gt;APPENNINO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La parola di oggi è Appennino. L’Italia ha una lunghissima colonna dorsale: montagne, altipiani, colline, schiene di terra che si abbassano verso il mare, in cui ogni paese è una vertebra isolata. È un’Italia alta e tortuosa, ogni paese ti sembra vicino ma per arrivarci devi fare ancora cento curve.&lt;br /&gt;Questa colonna sta perdendo poco a poco la sua linfa. La gente sceglie di abitare nelle città e, quando sceglie i paesi, ha sempre cura che siano comodi e pianeggianti. Nessuno vuole stare nei luoghi più impervi, quelli dove gli inverni sono lunghi e senza turismo.&lt;br /&gt;L’Appennino è l’Italia che avevamo e che rischiamo di perdere per sempre. La gente ci ha vissuto per millenni consumando quel poco che bastava a sostentarsi.&lt;br /&gt;Eppure io guardo all’Appennino come alla vera cassaforte dei paesi, una cassaforte piena di monete fuoricorso. Ci sono zone in cui il paesaggio è ancora incontaminato ed è come deve essere: solitario e sprecato.&lt;br /&gt;Cosa augurarsi per queste terre? Più che chiedere politiche d’incentivazione, verrebbe voglia di incentivare l’esodo, in maniera tale che tornino le selve, che la natura riassorba le folli smanie cementizie che non hanno edificato niente di bello e che non hanno portato reddito.&lt;br /&gt;Una nazione con un filo di montagne disposto in tutta la sua lunghezza dovrebbe ricordarsi più spesso di questa sua geografia.&lt;br /&gt;È curioso che le nostre montagne, vere e proprie palestre all’aria aperta, siano frequentate più dagli stranieri che dagli italiani.&lt;br /&gt;Io credo che sia arrivato il tempo di considerare l’Appennino come il luogo in cui si raccoglie la forza del passato e quella del nostro futuro.&lt;br /&gt;Dalla Liguria alla Calabria, adesso, è tutta una storia di frane e spopolamento, di vecchi dismessi e di scuole che chiudono, di paesi allungati, deformati dal valzer delle betoniere.&lt;br /&gt;Forse questo è il momento di invertire questa storia, di considerare che anche in un piccolo paese è possibile una grande vita.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5067591529150116560?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5067591529150116560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5067591529150116560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5067591529150116560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5067591529150116560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/08/elisir-damore-per-la-fratta-di.html' title='Elisir d&apos;amore per ......&quot;la fratta&quot;  di Grottaminarda'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-yeu4VVxzOk4/TkN8H7jLB3I/AAAAAAAACLI/Q9ScV5Un0xM/s72-c/DIGITAL%2BSERVICE_0017.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1958178722173859795</id><published>2011-08-10T03:24:00.001-07:00</published><updated>2011-08-10T03:37:04.227-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....la poesia e la paesologia</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tragedia di un progetto utopico&lt;br /&gt;non realizzato&lt;br /&gt;che sembra morto&lt;br /&gt;senza essere mai nato.&lt;br /&gt;M.C.Baroni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi l’avrebbe mai detto o immaginato che in questi tempi di tristezza e deriva politica il pericolo più insidioso alla democrazia e alle piccole comunità potesse venire da un pensiero troppo innamorato di sé stesso e ancora una volta impaurito dalla poesia quando non si chiude in sé stessa ma osa puntare il dito verso di noi.&lt;br /&gt;Qualche commentatore intelligente ha scritto che l’agonia della nostra società non va misurata a partire dall’esibizionismo banale,superficiale di tutto ciò che oggi si dice “cultura”, cioè di una crescita quantitativa di un “sublime” diffuso e massificato , nel fare arte, poesia, spettacolo..La comunicazione eccessiva ,trasversale ,politicamente corretta e caciarona vuole imprigliare il nostro “io” in un autismo privato deluso, empirico,infelice, solitario y final o in una rimozione o autismo corale di un territorio violentato e emarginato. Paradossalmente si sottolinea la denuncia di “nuove invasioni barbariche “ e contemporaneamente la dichiarazione del crollo della poesia nell’epoca in cui la stessa poesia si fa edonistica indifferenza o eccessiva esposizione e si omologa ad un mondo istupidito e superficiale. Mai come oggi esiste un aumento demografico di poeti e di antologie. E’ una sorta di isteria nazionale che qualcuno ha chiamato ”autarchia creativa del sublime” a cui viene dato o la libertà di sovraesporsi o di relegarsi in regime di innocenza o narcisismo territoriale, storico e politico come una specie in via di estinzione o che dia voce ad una malinconia collettiva o autismo corale che rimargina ( cioè esalta e falsifica) lo sbandamento di una comunità che non c’è più o che non ci mai stata se non nella menta di Platone ,Rousseau o peggio Marx. Mai come oggi la poesia desidera essere “recitabile e leggibile”, ovvero divulgabile e quindi “ ludica”. Volersi sottrarre crea ulteriori disappunti e incomprensioni. Ma questa condizione non misura ed esprime più il neoconformismo contemporaneo (la vecchia accusa di Pasolini) e nello stesso tempo non fotografa o smaschera la presunta perfetta omologazione del fare poesia al riprodursi demente della società. Non basta contrapporre dialetticamente l’intima ed emarginata denuncia lirico-filosofica leopardiana alla politica ,disagiata e radicale invettiva pasoliniana di uno sviluppo senza progresso e di una modernità puttana , equivoca o illuministicamente sopravvalutata.Ma allora è legittimo generalizzare e dire che la poesia è morta(!?) ed è giusto che le nostre comunità hanno emarginato o dissipato i suoi poeti, che continuano ingenui a perdersi in una selva di poeti,dove nessuno sa più dove siano o continuano imperterriti gridare la propria voce nei nuovi ‘deserti’ del conformismo o consumismo individuale e corale nella incomprensione e dissapore dei più?. Perché sarebbe morta ? Autoestinzione o assassinio? Se fosse per estinzione, il “postmoderno” ( la causa di tutte le cause) nihilista,relativista e narcisista diventerebbe un motivo consolatorio. Ma noi sappiamo che è per assassinio anche se spesso preterintenzionale.Questo paese , i nostri paesi, , rimuovendo la poesia come forza spirituale e autentica del senso, perde la realtà del proprio “io” ,rinunciando alla possibilità e necessità di rieducare ,nel pensare e vivere il proprio paese e territorio, i propri occhi catarattati e il proprio “logos” indurito per riscoprire la “grande vita” paesologica che circola nelle proprie vene per pompare sangue nuovo al proprio cuore, sottraendosi alla deriva tutta politica dei pensieri corti e tristi nella palude di un regime che si è fatto tumore antropologico incurabile e metastasi diffusa . La poesia va difesa ,letta e meditata perché mette in testa una paura vera,offensiva ,rigorosa , selvaggia, nuda, serissima.In certi momenti non basta solo preoccuparci con la denuncia delle sorti della nazione o dei nostri territori o paesi , bisogna provare terrore per reagire e ripredersi le redini dei nostri demoni interiori e dei tanti tristi , atterriti e silenziosi compagni di viaggio di questa esperienza comunitaria che ama la diversità della poesia come intuizione minacciata di sopravvivere e la voglia di rimanere voce feconda dei nostri territori abbandonati ad una sismicità rimossa,contenuta,controllata o peggio repressa .&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-irlhu6kcQVI/TkJd3qAoRPI/AAAAAAAACLA/OgGbpFWJMkA/s1600/284875_1821068619978_1638078414_1519378_5353616_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 266px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639172894172398834" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-irlhu6kcQVI/TkJd3qAoRPI/AAAAAAAACLA/OgGbpFWJMkA/s400/284875_1821068619978_1638078414_1519378_5353616_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;Dalla poesia alla paesologia&lt;br /&gt;di Franco Arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho pubblicato la mia ultima raccolta di versi una decina di anni fa. In questo periodo ho scritto tante di quelle che usualmente si chiamano poesie e ho tentato molte volte di metterle insieme in un nuovo libro. Il risultato non mi ha mai convinto. Ho provato anche a fare una raccolta che mettesse insieme testi inediti e testi pubblicati in volume e il risultato è stato ancora più sconcertante.&lt;br /&gt;Così mi sono fatto l’idea che oggi la poesia possa solo essere presentata a piccole dosi o nascosta in altri organismi. Nei miei due ultimi libri in prosa compaiono molte poesie e mi sembra che stiano bene. Il prossimo libro sarà tutto in versi, sono versi che però hanno fin qui vissuto sempre in forma di prosa. Quando me li leggeva il mio amico Mimmo Scarpa la sua cura maggiore era proprio nel depennare le frasi liricheggianti. È curioso che alla fine venga fuori un libro di poesia (almeno secondo il parere di un bravo poeta come Umberto Fiori) proprio grazie a questo sistematico espianto del poetico dalla pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse nell’era dell’autismo corale il poeta lirico, quello che canta un albero e poi l’amata e poi i mali del mondo, quello che si pone come atleta del sentimento, come guida alla bellezza della sua presunta interiorità, appare poco credibile. Manca ai libri di poesia lo spazio essenziale della nostra vita, che è lo spazio delle abitudini e manca quel senso della vita come fiato comune. Il poeta lirico aveva senso quando bisognava aprire crepe, vie di fuga nello spazio comunitario. Ma nel momento in cui la comunità è solo una parola e ogni uomo si fa dio, nel momento in cui il privato diventa il nume perfino delle scelte economiche in tutti i sistemi politici, non credo che abbiano necessità le migliaia di raccolte di versi in cui ogni poeta fa pressione per segnalare la sua “eccezionalità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La letteratura oggi deve essere profondamente ancorata alla vita normale, deve raccontare le giornate bianche, la stanchezza, lo sfinimento di stare nel mondo della tecnica e delle merci, con un corpo che non sa più darsi uno sguardo sereno e un passo lieve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo clima le richieste di aiuto del poeta sulla base della sua peculiarità, il suo bisogno di amare ed essere amato appaiono un po’ loschi, e il suo affidarsi agli altri avviene solo nel senso di garantirsi la loro fuga. È inesorabile, non resiste nessuno. Ed è strano che le poesie funzionano come forme di proliferazione e tutela dell’esilio anche quando sembrano andare verso l’altro, anche quando sembrano pronte a raccogliere l’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora io adesso scrivo sperando di fallire, sperando che le parole producano un’alterazione della loro stessa natura e si facciano lievito, carne, corpo, fiato che posso respirare insieme agli altri. Faccio questo parlando della paura della morte (niente di più privato, niente di più comune) e dell’agonia dei paesi. Parlo di questa terra-carne che continua a ferirmi, parlo di questo muro contro cui ogni giorno sbatto la testa (il mio corpo che vaga nei paesi: uno sposalizio necrofilo, coi confetti delle rovine come bomboniera).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paesologia è una disciplina che sta all’incrocio tra l’etnologia e la tanatologia. Le strade, le piazze che attraverso sono camere ardenti. Raccolgo ormai da anni il lamento funebre sul paese che non c’è più. Sono il cronista di un funerale senza fine, perché la salma del paese non si può inumare. Anzi, assisto a varie operazioni di maquillage dell’abbandono, di restauro della cenere. La mia politica è restare qui, avvitarmi, estenuarmi. Ogni giorno faccio l’autopsia dal vivo, come se vivere fosse solo un modo di esplorare la morte della vita. Scrivo per vedere ciò che nessuno vuole più vedere, perché l’autismo corale produce questa cecità e gli occhi devono condurre una vita molto spericolata perché possa ancora venirne fuori qualche visione.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1958178722173859795?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1958178722173859795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1958178722173859795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1958178722173859795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1958178722173859795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/08/elisir-damore-per-la-poesia-e-la.html' title='Elisir d&apos;amore per .....la poesia e la paesologia'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-irlhu6kcQVI/TkJd3qAoRPI/AAAAAAAACLA/OgGbpFWJMkA/s72-c/284875_1821068619978_1638078414_1519378_5353616_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6835078089818172692</id><published>2011-07-31T08:25:00.000-07:00</published><updated>2011-07-31T08:45:00.856-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......la "POESIA"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;Lettera immaginaria ad Orazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ma tu non sei mai stato un visionario,eccentrico, imprevedibile, sì- ma non un visionario.....i poeti latini, nell’insieme, erano più bravi nella riflessione e nella ruminazione che nella congettura. Per il buon motivo che l’Impero era già vasto quanto bastava per mettere a dura prova l’immaginazione....ma tu eri un provinciale a Roma e questa spiega la tua anomalia sentimentale e passionale.....insieme al tuoi amici Virgilio e Catullo. La nostra logica moderna è lineare non ha gli scarti erotici tra divergenze e continui ritorni in un incessante e infinito cammino di avvicinamento e di distanza….un pensiero appassionato :un atto d’amore vero e proprio. Fatto poetico che a voi riusciva benissimo e in modo naturale rispetto alla vostra esperienza nomade“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-46u6BY9AbV0/TjV0PYchUxI/AAAAAAAACKw/65bTPt7yGno/s1600/180378_465645937464_61967497464_5070300_2283108_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 335px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5635538316332978962" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-46u6BY9AbV0/TjV0PYchUxI/AAAAAAAACKw/65bTPt7yGno/s400/180378_465645937464_61967497464_5070300_2283108_n.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000099;"&gt;Cimelio dei profili – di Franco Arminio&lt;br /&gt;Di francescomarotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[FRANCO ARMINIO]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei non rumorosa&lt;br /&gt;bacia e tocca in modo terapeutico.&lt;br /&gt;Veicolo della tenerezza&lt;br /&gt;accenna raramente alle penurie&lt;br /&gt;del sentimento.&lt;br /&gt;La sua figura è dipinta ovunque&lt;br /&gt;e con ogni prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quiete fraudolenta d’una piazza.&lt;br /&gt;Panchine platani malati&lt;br /&gt;il ragno caldo la calura.&lt;br /&gt;È il luogo dove il giorno&lt;br /&gt;trova sepoltura.&lt;br /&gt;L’epilogo e l’ossario&lt;br /&gt;delle forme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è raro&lt;br /&gt;produrre penombra&lt;br /&gt;con le mani.&lt;br /&gt;La carne oscura&lt;br /&gt;l’angolo su cui cade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esistenza educa le forme&lt;br /&gt;ad appassire.&lt;br /&gt;Dal mio nome ogni giorno&lt;br /&gt;cade una lettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pioggia si dissangua&lt;br /&gt;la nuvola fa il suo dovere&lt;br /&gt;la stanza è un acquario di passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prato dell’alba di settembre.&lt;br /&gt;Qui la luce affonda senza peso&lt;br /&gt;delicatissimo volume giallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della fiamma serale sei la cera&lt;br /&gt;la forma verticale del calore.&lt;br /&gt;Potresti vedermi&lt;br /&gt;coricato sul ricciolo&lt;br /&gt;adiacente al tuo viso&lt;br /&gt;pronto a tramare un fruscio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luce è al suo onomastico.&lt;br /&gt;Nelle vie senz’ombra&lt;br /&gt;il sole è un’imboscata gialla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una collina adatta per dormire.&lt;br /&gt;Sull’ultima mano di luce&lt;br /&gt;cresce il sogno dell’ombra&lt;br /&gt;la parte alberata del riposo.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come una chioma&lt;br /&gt;o una brocca&lt;br /&gt;gioiello abbandonato&lt;br /&gt;nell’erba&lt;br /&gt;trofeo dei resti&lt;br /&gt;maternità dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;______________________________&lt;br /&gt;Franco Arminio, Cimelio dei profili, prefazione di Valerio Magrelli, prima edizione, Catania, LunarioNuovo, 1985.&lt;br /&gt;______________________________&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6835078089818172692?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6835078089818172692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6835078089818172692' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6835078089818172692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6835078089818172692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-la-poesia.html' title='Elisir d&apos;amore per ......la &quot;POESIA&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-46u6BY9AbV0/TjV0PYchUxI/AAAAAAAACKw/65bTPt7yGno/s72-c/180378_465645937464_61967497464_5070300_2283108_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2588230023045126761</id><published>2011-07-30T11:30:00.000-07:00</published><updated>2011-07-30T11:34:06.460-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......una "Comunità provvisoria " al plurale.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#003300;"&gt;“Non ci si arrende solo rispetto all’idea di inseguire il mito dello sviluppo, ci si arrende all’idea di essere qualcosa o qualcuno. Per uscire dall’autismo corale ci vogliono posture nuove. È tempo di tornare a una fisiologia meno velleitaria, a un quieto vagabondare nel mondo che gira, nell’aria che non sta mai ferma, nella polvere in cui luccichiamo ad occhi aperti insieme al sole e alle stelle”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;franco arminio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vkxxnwf-bG4/TjROGasCR6I/AAAAAAAACKo/LGJxyzeK7L4/s1600/10715990451980irpinia_ap.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5635214905897535394" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-vkxxnwf-bG4/TjROGasCR6I/AAAAAAAACKo/LGJxyzeK7L4/s400/10715990451980irpinia_ap.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;La comunità provvisoria e Il blog che ne è nel bene nel male la vetrina delle idee originali, degli umori,delle passioni calde e fredde sono le forme e gli spazi tradizionali dell’esercizio democratico di esigenze esistenziali,culturali e politiche. Nello stesso tempo sono le occasioni e lo spazio per costruire nuovi paradigmi ,logiche e grammatiche per vivere e pensare un territorio in modo autentico e originale. Evitando il più possibile la "dannazione alla chiacchiera che alimenta la “postdemocrazia” non solo per implosione dei vecchi vizi e difetti della ‘politica politicata’ ma anche per un cattivo eccessivo uso delle sue libertà senza responsabilità.Noi la voriamo e pensiamo ad una “comunità aperta” al futuro nel rispetto del passato.” “Quando affermo che il futuro è aperto - scriveva K. Popper- con "apertura" intendo, in senso ampio, che noi possiamo scegliere quei valori che sentiamo come valori importanti per noi e per la nostra vita…... Affrontare i problemi significa andare alla ricerca di soluzioni, ovvero ricercare qualcosa che migliori la situazione in cui ci troviamo…..E risolvere i problemi significa compiere delle valutazioni. ……Quando parlo del futuro aperto, io con ciò non solo intendo semplicemente affermare che non è possibile predire quel che accadrà; intendo dire piuttosto che quello che accadrà sarà influenzato da noi e dai nostri valori “.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo spazio va curato al meglio delle sue possibilità tecniche ma salvaguardato nella sua libertà di espressione nella regola della responsabilità individuale e nella cornice valoriale e culturale della "paeoslogia". Il blog è anche l'accompagnamento organizzativo e informativo delle iniziative che come Comunità provvisoria formalmente organizzata sia delle esperienze di approfondimento conoscitivo (es seminario a Grottaminarda sulla paesologia o a Lacedonia sul parco rurale o incontri mirati sulle varie “eccellenze” ) ma anche delle visite esistenziali , individuali e comunitarie , paesologiche e amicali nei piccoli paesi nello spirito che Franco ci suggerisce e ci racconta nei suoi scritti. Il Blog è anche l'espressione di un dialogo, un conflitto o un amore e una cura non ideologica e dottrinale per una "terra", l'Irpinia dei piccoli paesi …dalla grande vita”.L’irpinia ha una storia dignitosa e ricca letterariamente e culturalmente anche tra contraddizioni fisologiche ,sospetti metodologici e filosofici e quant'altro la condiziona non solo per le zavorre storiche in senso economico,sociale e politico. Anche questo aspetto ha una sua autenticità e originalità che ci dobbiamo autoriconoscere non solo come difficoltà e complessità ma anche come merito , capacità e possibilità di nuove intuizioni ed analisi. Per ultimo e non ultimo :Cairano 7X. E’ stato scelto “un piccolo paese” come simbolo e anche una possibile pratica di”grande vita” nascosta e da scoprire con una esperienza veramente innovativa e originale con alle spalle una grande esigenza o idea di Franco Dragone che Franco Arminio ha avuto il coraggio dei sognatori , la testardaggine dei poeti e la capacità del vero politico di rendere realizzabile al meglio di uomini e idee che circolano in Italia ed in Europa in cerca di esperienze coerenti di nuovi modi di abitare e pensare la terra che ci è data in comodato d’uso. Incomprensioni ,pigrizie e scelte al ribasso in coda ai poteri costituiti istituzionali e sociali hanno determinato rotture non volute ma necessarie . Di tutto ciò dobbiamo sentirci non solo orgogliosi e liberati ma soprattutto perché abbiamo recuperato il senso di attori e artefici di noi stessi ,ognuno con le sue capacità e le sue conoscenze purchè al meglio delle nostre possibilità e competenze senza gerarchie ne culturali né di poteri. Siamo in una fase costituente ed abbiamo un estremo bisogno di convinte adesioni ma soprattutto di entusiasmo culturale , passione civile, generosità e amore del dono, sentimenti caldi e un impegno personale nella responsabilità concreta secondo le proprie conoscenze,sentimenti e abilità organizzative. La Comunità provvisoria resta una buona e bella idea coltiviamola al meglio delle nostre capacità e possibilità nel rapporto di altre esperienze comunitarie ma non dimendichiamoci di annacquare o disperdere la sua anima “paesologica” .Non è solo “un valore aggiunto” ma un modo nuovo di essere,pensare e vivere l’Irpinia e tutte le “irpinie” della nostra “madre terra”……..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2588230023045126761?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2588230023045126761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2588230023045126761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2588230023045126761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2588230023045126761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-una-comunita.html' title='Elisir d&apos;amore per .......una &quot;Comunità provvisoria &quot; al plurale.'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-vkxxnwf-bG4/TjROGasCR6I/AAAAAAAACKo/LGJxyzeK7L4/s72-c/10715990451980irpinia_ap.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3506371703539164935</id><published>2011-07-30T09:12:00.000-07:00</published><updated>2011-07-30T09:27:43.939-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......i sogni e le stramberie di Vinicio</title><content type='html'>le poesie visonarie di Vinicio sono un impasto della sua vita di confine  tra la germania della riforma  e della nascita e l'irpinia della  memoria e del folklore......una koinonia di suoni,natura e parola di una modernità tarlata  delle fantasmagorie delle terre antiche  dei nostri antenati nomadi dai sogni ancestrali della terra  o naviganti dai sogni lunghi   mediterranei,biblici ,semitici o mitici ,greci .....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/TImxTimv3ZE" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;paesologia salentina &lt;br /&gt;di franco arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cammino con la taranta su una spalla, con il sole in testa, il mare in gola. Ora per ora, zolla per zolla, gli angeli del seicento mi accompagnano tra case di calce, palazzi di tufo, in una terra da gustare all’aria aperta. Mi abbandono alla pietra dolce delle chiese, ai campanili di sughero, allo zucchero filato dei balconi. Cammino agli incroci tra fiori di campo e fichi d’India, tra le antiche donne e il vino, i polipi e gli scogli, i pomodori secchi, il cuore delle cicorie, i datteri, le olive. Terra scoperta, penisola limata dal vento e dalla luce. Mi abbandono a questa luce senza astuzie, grande e sincera, a questa gente ricca di cortesie, raffinata e generosa. Dopo la letizia e la sensualità del Salento si torna a casa e dobbiamo subito provvedere a rivestire di qualche impegno e fatica la polpa nuda della nostra vita. La giornata ricomincia ad andarci di traverso e noi siamo come il mosaico sul pavimento nella cattedrale di Otranto. Ma sul nostro corpo più che l’albero della vita è disteso l’albero dell’ansia.&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3506371703539164935?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3506371703539164935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3506371703539164935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3506371703539164935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3506371703539164935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-i-sogni-e-le.html' title='Elisir d&apos;amore per .......i sogni e le stramberie di Vinicio'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/TImxTimv3ZE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-4382045541464717894</id><published>2011-07-28T04:05:00.000-07:00</published><updated>2011-07-28T04:09:36.580-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......un viaggio provvisorio</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;em&gt;“…Ma i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per partire; cuori leggeri, simili a palloncini,non si allontano mai dal proprio destino e senza sapere perché, dicono ogni volta:“Andiamo”!Sono quelli i cui desideri hanno la forma di nuvole,quelli che sognano, come fa la recluta con il cannone,piaceri immensi, mutevoli, sconosciuti,di cui l’animo umano non ha mai conosciuto il nome!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charles Baudelaire – le fleurs du mal&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Bu3i12M1vTw/TjFChRmAZKI/AAAAAAAACKg/jkQaXqst0N4/s1600/5160_1089427446411_1548223049_30323208_6649421_n.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 168px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5634357748243129506" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-Bu3i12M1vTw/TjFChRmAZKI/AAAAAAAACKg/jkQaXqst0N4/s400/5160_1089427446411_1548223049_30323208_6649421_n.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La comunità provvisoria -che sceglie di essere soggetto-plurale- ha intrapreso un suo viaggio due anni fa! In questo nostro provvisorio viaggio come Comunità , in una sorta di ritorno identitario non nell’inferno conradiano di una contemporanea “Apocalypse now” ,tuttavia abbiamo incontrato i nostri moderni ‘ piccoli demoni cattivi’ che inconsapevolmente vivono di piccolezze ‘umane troppo umane’ che non hanno retto per pigrizia al gioco “leggero e piano” della ricerca dell’ “io” della nostalgia ,della bellezza,della mitezza ,del silenzio e delle malinconia e della ossessiva loquacità del silenzio. Il viaggio è stato la metafora letteraria e concreta della nostra esperienza esitenziale e filosofica individuale-comunitaria inseguendo le ossesionio filosofiche di Faucalut e i sospetti niciani a tutte le forme di metafisiche e microfisiche del pensiero e del potere . Il nostro viaggio comunitario doveva essere il classico “viaggio eterno e simbolico” dove dovevano convivere a loro perfetto agio i profondi e doloranti sconforti dei poeti e dei ‘sognatori pratici’ con le argomentazioni più eterogenee dei cultori del logos,della doxa, dei sogni, della fantasia, dei professionisti delle tèkne e delle arti primarie e secondarie……non dei santi,navigatori ed eroi in cerchi di isole o paradisi perduti. Avevamo scelto di viaggiare senza i confini e osteggiato con intransigenza i pericoli della formalizzazione burocratica… del senso comune e del “fare senza anima e pensiero….di andare avanti in “ una cornice provvisoria che si allargava e si restringeva, in cui si sceglieva volta per volta di andare e si venire liberamente”. Volevamo inventare anche un nuovo modo di fare un viaggio nelle nostre radici senza diventare etnofobici e i nostri futuri senza diventare metautopici.Volevamo essere ‘ossimori’ viventi con la spregiudicatezza di giocarci anche le contraddizioni : sogni-reali. Con uno spirito multiforme e misterioso guidato assieme da Ermes e Atena, le due divinità che lo proteggevono con una natura molteplice e versatile. Doveva poter assumere tutte le forme, prendere tutte le strade, tendere verso tutte le direzioni in modo sinuoso e avvolgente. La sua natura doveva essere ricca di colori e di geroglifici, come un arazzo, un tappeto o un quadro. Essere artificioso come un’opera d’arte, intrisa di magmi notturni e di voli leggeri e solari e segnato da costellazioni luminose, velato e misterioso come la rotta dei pirati, dei ladri, dei pastori ,dei trovatori , dei mercanti e degli amanti. Non indicavamo mete -ripeto- e isole felici da raggiungere ma volevamo vivere felici nella isola-territorio che ci è stata donata dai nostri padri con fatica e anche con gioia. Non seguivamo le chimere o le sirene che ci cantavano ammaliatrici di mondi da scoprire o da indicare ma volevamo conoscere profondamente e far conoscere il territorio in cui siamo nati e vissuti non sempre con la comprensione e il rispetto di chi lo ha governato e sfruttato.Noi che intellettualmente ci siamo educati ad amare il viaggio per amore del viaggio come Gulliver e Robinson non con la malinconia lacerata di Amleto ma con la versatilità operosa di Ulisse ….forse con la dolce e sconsiderata follia di Quijote “il cavaliere dalla triste figura” . Abbiamo imparato a conoscere le insidie della malinconia e della nostalgia ma avevamo sottovalutato i piccoli rancori, le cattiverie, le pochezze,le idee corte,umane troppo umane, delle rivalse e dei riscatti nelle sacche degli umori neri degli animi senza orizzonti e ideali lunghi. Molti di noi si salveranno dal ‘naufragio’ perché per tempo abbiamo imparato ad amare la solitudine a scavalcare ed evitare i frutti malefici dell’isolamento.Ci salviamo perché sappiamo per esperienza umana troppo umana che sono sentimenti che non si possono temere o tacere ma vivere nella loro diversità. La malinconia è insidiosa e la nostalgia è diversa, perché la nostalgia è un sentimento di assenza, cioè fondamentalmente di assenza ma che può essere recuperata con la memoria ,il ricordo e sopratutto con il ritorno a casa e al proprio passato nei limiti del tempo possibile e della terra ridotta e curata dei padri. A patto che in questo nostro viaggio sia la nostalgia che la malinconia diventino sentimenti belli e attivi che ci costringono a superare la pigrizia, la noia , i rancori e le tristezze stimolando la voglia di “conoscere e curare sé stessi” e intraprendere sempre nuovi viaggi dentro di noi e dentro la terra che ci è toccato di vivere&lt;br /&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-4382045541464717894?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/4382045541464717894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=4382045541464717894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/4382045541464717894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/4382045541464717894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-un-viaggio.html' title='Elisir d&apos;amore per .......un viaggio provvisorio'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Bu3i12M1vTw/TjFChRmAZKI/AAAAAAAACKg/jkQaXqst0N4/s72-c/5160_1089427446411_1548223049_30323208_6649421_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5732734014554849688</id><published>2011-07-26T08:20:00.000-07:00</published><updated>2011-07-26T08:27:26.805-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......un amico lontano.....</title><content type='html'>...momentaneamente lontano&lt;br /&gt;..... come se mi mancasse il giorno&lt;br /&gt;che mi mancasse il cuore&lt;br /&gt;......dove se vinco o perdo&lt;br /&gt;questo non ha importanza&lt;br /&gt;.......in fondo alla paura&lt;br /&gt;in una notte scura.....&lt;br /&gt;in un infinita sera&lt;br /&gt;così tremendamente lontano....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe height="349" src="http://www.youtube.com/embed/2vcZngacHRQ" frameborder="0" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Professore,&lt;br /&gt;mi costa molto doverla importunare soprattutto nella ricercata e sacra intimità dei suoi “ozi  desenzanesi”.&lt;br /&gt;L’ impellente e improcrastinabile motivo,poi, rischia ad uno sguardo fugace  di rientrare nella casistica  desueta  del “ solito ed inopportuno rompicoglione”in cerca di rassicurazione e conforto alla sua dubbia e controversa capacità versificatoria o artistica.&lt;br /&gt;Il fatto è presto detto. Tutto nasce dall’amore sconfinato e nobile di una mamma che con religiosa segretezza ha voluto conservare gli sfoghi letterari e poetici del suo proprio giovane figlio.&lt;br /&gt;Il caso ha voluto che io divenissi, dopo la sua  recente dipartita nell’eternità, unica erede materiale di questi eccellenti e promettenti versi.&lt;br /&gt;Data la mia inesperienza estetica ed ermeneutica,io non mi sento in grado di diffondermi sulla natura di questi versi per me deliziosi e promettenti.Questi versi non  hanno sicuramente ancora  un loro stile, ma sento che sono  sommessi e coperti avvii a un accento  autenticamente personale.&lt;br /&gt;Io , a differenza di lei e della sua accertata esperienza letteraria e sensibilità culturale, non so dire se sono dei buoni versi ma so solo sentire una autentica esigenza di ricerca di penetrare in sé stesso e di delineare una via d’uscita naturale a scrivere i propri affannosi e giovanili sentimenti e impellenti e burrascosi  sogni .&lt;br /&gt;Si sente che c’è una ragione poetiche che lo spinge a scrivere e   estendere le sue radici nel più profondo e riposto luogo del suo cuore. Si avverte  l’impellenza caotica e disordinata di un impulso di una ricca vita giovanile  che vuol farsi segno e testimone di sogni e d’amore.&lt;br /&gt;Sono raffigurate le inquiete tristezze e le strazianti nostalgie, i pensieri passeggeri e la fede in qualche occasionale bellezza, raffigurate con intima, profonda, burrascosa, sincera ed autentica  ingenuità linguistica ,ma usando soprattutto le immagini dei propri fantasmagorici sogni e della propria  giovane memoria e intelligenza.&lt;br /&gt;Mi sembra che le sue parole riescono a cogliere la ricchezza di una mondo reale povero e limitato rispetto  alla sua sfrenata esigenza di fantastico e di fuga nei sogni  e nel tesoro dei ricordi.&lt;br /&gt;C’è un autentico viaggio al proprio interno alla ricerche delle parole adatte e giuste per esprimere la  propria  intima , sacra e non ancora  definita identità.&lt;br /&gt;Io ho sentito il suono di questi  precoci sentimenti ammaliato come al canto delle sirene ma non sono capace e non voglio perdermi in interpretazioni partigiane e sprovvedute.&lt;br /&gt;E’ questo il motivo della mia incauta sfrontatezza nei suoi riguardi e della  sua sacrosanta privacy.&lt;br /&gt;Insomma io con grande modestia credo che questo giovane poeta si farà e che il suo valore non è solo dettato da uno sconfinato amore materno o da incauto e sprovveduto sentire di un critico bricoleur quale io mi sento di essere.&lt;br /&gt;Vi ringrazio in anticipo per  la disponibilità ad accordarmi ascolto e fiducia dettate solo dal rispetto alla sua privata   persona e alle sue riconosciute e pubbliche capacità e sensibilità poetiche e letterarie.&lt;br /&gt;Con,devozione , rispetto e simpatia&lt;br /&gt;Un anonimo  ereditario di un ’ inizio di  viaggio nel ‘ sublime’ e nel ‘sogno’ “&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5732734014554849688?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5732734014554849688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5732734014554849688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5732734014554849688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5732734014554849688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-un-amico-lontano.html' title='Elisir d&apos;amore per .......un amico lontano.....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/2vcZngacHRQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5371925589738343956</id><published>2011-07-26T04:34:00.000-07:00</published><updated>2011-07-26T04:43:32.908-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......i sogni dei  giovani irpini......</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“E ti diranno parole&lt;br /&gt;rosse come il sangue, nere come la notte;&lt;br /&gt;ma non è vero, ragazzo,&lt;br /&gt;che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti&lt;br /&gt;che spostano i fiumi con il pensiero,&lt;br /&gt;e naviganti infiniti&lt;br /&gt;che sanno parlare con il cielo.&lt;br /&gt;Chiudi gli occhi, ragazzo,&lt;br /&gt;e credi solo a quel che vedi dentro;&lt;br /&gt;stringi i pugni, ragazzo,&lt;br /&gt;non lasciargliela vinta neanche un momento;&lt;br /&gt;copri l'amore, ragazzo,&lt;br /&gt;ma non nasconderlo sotto il mantello;&lt;br /&gt;a volte passa qualcuno,&lt;br /&gt;a volte c'è qualcuno che deve vederlo”&lt;br /&gt;R. Vecchioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-bFZRUkcOsno/Ti6nmUcNjOI/AAAAAAAACKY/oltbMiMCls4/s1600/164126_104394562969414_100001966112397_31259_3524123_n.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633624460650974434" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-bFZRUkcOsno/Ti6nmUcNjOI/AAAAAAAACKY/oltbMiMCls4/s400/164126_104394562969414_100001966112397_31259_3524123_n.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Sono in tanti tra di voi a condurre una vita senza senso ad inseguire un sapere come riscatto o come possibilità di ribaltare i meccanismi dei poteri o di poterli reinterpretare a proprio vantaggio. Sembrate mezzo addormentati,disorientati anche quando siete occupati a fare ciò che ritenete importante. Questo perché molte sono gli stimoli e le occasioni per stare dietro a cose sbagliate , superficiali all’apparenza. Si può arricchire di significato la propria vita primaditutto disponendosi ad amare gli altri, dedicandosi alla comunità che ci vive intorno e creare qualcosa che ci dia uno scopo, un senso. Vi affacciate alla vita sociale e pubblica dietro allo stimolo e alla necessità di dovere difendere e ribadire un “diritto”: il diritto alla salute e alla cura di sé e degli altri. Viviamo una terra bellissima e ricca di storie di impegno civile e culturali importanti e profonde ,ma non ci basta. Un semplice impegno pubblico oggi richiede a voi sentimento,passione ma soprattutto ragione che alimenti nuova vita mentale per affrontare l’esperienza fondamentale che di un uomo un uomo:la politica .Noi oggi normalmente pensiamo che la politica copre un ambito molto ristretto della nostra vita. Tanto ristretto che uno potrebbe non incontrarla mai e non fare mai nulla di politico nella sua vita. Non gli è proibito da nessuno. E qualche volta ,invece, ai più è concesso accedere alla politica in un attimo ,in un istante, cioè nel momento in cui va a votare. E’ un breve attimo, è un segno e poi la sua vita rientra di nuovo in un ambito non-politico. Ecco come stanno le cose oggi anche in Irpinia.La politica copre di fatto un settore molto parziale e non esaltante della nostra vita. Infatti a ciò che propriamente e comunemente costituisce il politco (cioè lo Stato,le istituzioni, i partiti….) si contrappone una sfera vastissima, molto più ampia ,ricca e vitale che è la “società civile” che comunemente non è considerata ( e forse non lo è) politica. Ma io voglio dirvi che le cose non stanno propriamente così. La Politica ha una dimensione più vasta e assolutamente diversa dalla politica praticata e professionale come puro o distorto esercizio del potere che noi quotidianamente subiamo o accettiamo criticamente. Anche la scienza politica moderna è cieca e colpevole rispetto alla vita politica e lascia gli uomini indifesi sia rispetto alle perversioni più aberranti,drammatiche e violente (totalitarismi ideologici e fondamentalisti).Non è bastato a M. Weber scrivere “ La scienza e la politica come professione” per dare un senso possibile all’impegno politico nelle contraddizioni della modernità a voler giustificare razionalmente un qualsiasi atteggiamento pratico.(governare un comune, una regione …un ospedale).La politica attiva, pratica,concreta nelle migliori sue interpretazioni tende a non considerare la vita degli uomini e la cura di essi quando viene meno la sua salute prigioniera di ragionieristiche camice di forza della burocrazia o del bilancio. La stessa medicina come scienza e come pratica scientifica non si pone la domanda se la vita è degna di essere vissuta ma nel migliore dei casi quando, o per quando la vita deve essere vissuta. La medicina al massimo come suo scopo la salute e la vita del paziente. E noi non le possiamo chiedere se è desiderabile e perché continuare a vivere. Questo significa che purtroppo ogni scienza ,la più utile e più nobile, oggi è cieca rispetta al proprio fine e a i propri valori. La stessa scienza politica non ci può dire non ci può dire :se la democrazia è desiderabile o più desiderabile di altre forme di governo. Ci può raccontare ,descrivere quante e quali sono le forme di democrazia o le forme contrastanti con la democrazia. Ci può aiutare a capire o rilevare criticamente quando funzionano male istituzionalmente diverse organizzazioni e praticche del potere e delle organizzazioni politche. La scienza politica ,purtroppo, si presenta come imparziale, neutrale, a-valutativa. Il campo politico a sua volta per come lo vediamo e lo sperimentiamo quotidianamente e concretamente nei momenti di crisi si rivela essenzialmente come il campo e l’ambito del potere è la politica è lotta per il potere. E quindi per entrare in quell’ambito bisogna organizzarsi e pensare in un certo modo per entrare nelle ‘macchine del e per la lotta per il potere,per la distribuzione ,per la spartizione del potere ’ che sono i Partiti. Oppure nel caso della necessità di vivere la Politica come valore si producano capi carismatici o radici etniche o fondamentalistiche che spostano in altri o nel passato il senso e le modalità di un impegno pubblico sul proprio territorio. La nostra esperienza “paesologica” nella Comunità provvisoria è vuole essere filosofica e politica ma non nel senso della ‘scienza filosofica e politica’.Noi ci domandiamo e chiediamo non la ‘natura dell’uomo’ universale necessario ma quali sono le condizioni in determinato territorio anche con la sua storia culturale etnicamente determinata che rendo possibile l’uomo uomo. Certo con questo atteggiamento concreto e critico e con queste domande mostriamo di essere ,quantomeno avversi o sospettosi di una certa deriva della “modernità” senza cadere nei fondamentalismi etnici con esiti fobici o razzisti. Dopo Cartesio noi coltiviamo il sospetto e il dubbio che l’uomo inteso come soggetto unicamente conoscente rischia di sentirsi incondizionato, cioè come colui che non accetta nessuna condizione, ma pone lui le sue condizioni alle cose, al mondo esterno .Preferiamo che la nostra Comunità sia provvisoria e non definita su fondamenta solide e definite che ti costringono a vivere beatamente con le spalle rivolte al passato ( sia esso celtico,nordeuropeo o semitico-ebraico.grco-romano). Per noi gli uomini e le cose sono realtà finite ,limitate a cui la politica cerca di dare senso ,volta per volta, a questa finitezza e limitatezza. Sappiamo cha anche i diritti sanciti dalle varie carte costituzionali o dalle lotte sociali vanno rivitalizzati e riportati alla unicità comunitaria di ogni essere umano. Noi non chiediamo solo di ripristinare un diritto o uno spazio di cura dei singoli malati indipendentemente dal fatto di essere momentaneamente malato. La salute è un bene che non lo stabilisce solamente la medicina o la politica sanitaria. La questione per noi e di sapere se ciò è per noi desiderabile, sul Formicoso o a Bisaccia o a s.Angelo, se cioè lo vogliamo veramente. E questa è propriamente una questione politica. La politica per noi non è un settore determinato e limitato( e stabilito o imposto dagli altri) della nostra esistenza di cui possiamo fare anche a meno, se vogliamo; o che incrociamo molto raramente, se vogliamo;o che incrociamo più intensamente ,se vogliamo. Ma la politica riguarda proprio l’uomo in quanto tale. Per noi è politico rieducare lo sguardo per vedere il bello dei nostri territori (paesologia), utilizzare in modo essenziale e non solo utilitario o in diritto gli strumenti della tecnica e della medicina per giocare politicamente nelle articolazioni provvisorie delle attività propriamente umane…lavorare,fabbicare e agire.( ponein,poiein,prattein…come dicevano i greci che io preferisco ai celti!!!!)Esse sono qualità superiori alla contemplazione e fare teoria o ideologia. Rovesciare gli ordini tradizionali di pensare e agire partendo dalla finitudine umana e dalla sua provvisorietà e possibilità di realizzare se stesso nella sua individualità e alterità comunitaria. Una comunità è appunto questo: è una struttura permanente e provvisorio (ossimoro) che vuole rendere quotidiano lo straordinario e il profondamente autentico e prima di tutto rende possibile a ciascuno di essere sé stesso al cospetto e nel confronto con gli altri. La Comunità è soprattutto la condizione l’esercizio della libertà individuale e concreta. La libertà è da intendere esattamente come il potere o dovere mettersi in contatto con gli altri a partire da se stesso, e per se stesso; e tenendo, in qualche modo, e sfidando anche il ricordo e le memorie, cioè proponendo le proprie azioni, pensieri,sentimenti,passioni,sogni,speranze come degne di ricordo e memoria. Solo in questo , nel proporre e presentare le proprie azioni ed idee come degne di ricordo, l’uomo compie azioni veramente politiche, altrimenti retrocede a livello della specie. La vita diventa sacra e degna di essere vissuta solo attraverso la continua capacità di produrre idee e azioni. La politica è lo spazio pubblico, un grande palcoscenico, in cui tutti gli uomini possono entrare ed uscire a propria volontà e libertà, cercando di starci anche in modo non permanente,stabile, solido ma….provvisorio.&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5371925589738343956?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5371925589738343956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5371925589738343956' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5371925589738343956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5371925589738343956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-i-sogni-dei-giovani.html' title='Elisir d&apos;amore per ......i sogni dei  giovani irpini......'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-bFZRUkcOsno/Ti6nmUcNjOI/AAAAAAAACKY/oltbMiMCls4/s72-c/164126_104394562969414_100001966112397_31259_3524123_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6172079331398793430</id><published>2011-07-24T04:47:00.000-07:00</published><updated>2011-07-24T04:53:53.767-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......." i piccoli paesi ma.....dalla grande vita"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#003300;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.........Verifichiamo quotidianamente limiti e difficoltà operative pensare e promuovere una comunità vivibile tra gli uomini che non sia solo una richiesta ma un'esigenza e un bisogno fondamentali. Non ci basta più una corretta analisi sulla avvenuta dissoluzione delle "vere" comunità (contadine, artigianali, di commercianti, ecc.) e il tormento e supplizio (alla maniera di Tantalo) di dover vivere attanagliati dall'insicurezza, anelando però sempre, come i discendenti di Adamo ed Eva, alla comunità ideale, sognata. Sul campo scopriamo che non ci basta creare dei surrogati della comunità. Le comunità non sono più naturali nel momento, cioè, in cui delle comunità "se ne parla", esse rischiano di diventare artificiali. La categoria della identità legato alla lingua,al territorio o all'etnos rischia di diventare un surrogato della comunità, in quanto divide e separa. L'individualismo moderno ci rende sempre più insicuri, proprio perché offre (e non a tutti) libertà in cambio di sicurezza. E la stessa insicurezza di cui soffre l'individuo nell'era della globalizzazione genera assenza di comunità. Il problema potrebbe essere affrontato ripensando sociologicamente o antropologicamente agli "sradicamenti" degli individui dalle comunità naturali e dei "reimpiantamenti" in comunità fittizie (non luoghi) all'insegna del disimpegno, della flessibilità &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#003300;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bRBx-8VzTSY/TiwGiR2Wf2I/AAAAAAAACKQ/h7YawO5_skE/s1600/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg"&gt;&lt;span style="color:#003300;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632884419910336354" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-bRBx-8VzTSY/TiwGiR2Wf2I/AAAAAAAACKQ/h7YawO5_skE/s400/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;La paesologia è una scienza mattutina. Al massimo pomeridiana. Di sicuro non è una scienza notturna. La sera tardi non ci sono vecchi in giro. È chiuso il Comune, è chiuso il cimitero, sono chiuse le salumerie. E sono chiuse anche le poche case aperte la mattina.&lt;br /&gt;Il paese che sto visitando in notturna è Monteverde. In giro ho visto due stranieri. Nella sede del Pd incontro l’ex sindaco Pizza. Esordisce ricordandomi che non gli sono piaciute le righe dedicate a lui in un mio reportage di qualche anno fa. Dice che ne usciva un’immagine di una persona sconfortata. Ma questa sera Pizza fa di tutto per confermare quell’immagine. Sono appena passate le nuove elezioni. Mi racconta che a un certo punto sembrava che il risultato fosse incerto. Poi è stato nettamente favorevole all’altra lista. Pizza si lamenta anche dei giovani del paese che in gran parte hanno votato l’amministrazione uscente e delle persone per cui si è speso tanto in passato e che adesso gli hanno voltato le spalle. Dopo le lamentazioni mi porta nel suo garage e mi fa vedere i presepi a cui si dedica nel tempo libero. Nel garage c’è anche un piccolo spazio per la musica, batteria e microfono, altro hobby a cui si dedica.&lt;br /&gt;Mi metto in cerca delle persone con cui sono venuto a Monteverde. Hanno un incontro con i ragazzi del forum giovanile. Li trovo in un bar che ha uno spazio all’aperto. I miei compagni di viaggio invitano i ragazzi a partecipare a un seminario a Bisaccia il giorno dopo. Lo fanno in maniera accorata, con gentilezza, con premura, ma nella sostanza non arrivano risposte. Un ragazzo di nome Antonio che fa di tutto per apparire il leader del gruppo e per smontare i ragionamenti dei miei amici. Io ho la sensazione che se in un paese c’è un ragazzo veramente in gamba forse non partecipa al forum giovanile. Forse in queste associazioni alla fine prevalgono i più verbosi. I ragazzi di Monteverde sembrano interessati alle tradizioni locali, la maggior parte andranno via, chi resterà magari sceglierà la strada della paesanologia. È come se in questi paesi dopo aver creduto alla modernizzazione e aver constatato il suo fallimento, si desse credito all’antichizzazione. Come se guardare indietro fosse più rassicurante che guardare avanti.&lt;br /&gt;Adesso incontro il sindaco appena rieletto e uno della grande famiglia Continiello che qui restaura e costruisce organi. Parliamo un poco, ma senza quel filo di commozione che sento quando parlo coi vecchi la mattina. L’esperimento della paesologia notturna è fallito. Non posso neppure fare le riprese e le fotografie: il castello non è illuminato e neppure i due bellissimi campanili. E il giorno dopo ti senti come mi sento io adesso, uno straccio, un limone spremuto, un topo finito sulla colla della cantina.&lt;br /&gt;Mi sono svegliato pensando all’articolo pubblicato ieri su un giornale locale in cui mi pareva di aver fatto un bel lavoro e di aver inchiodato alcuni personaggi alle loro colpe, ma sembra tutto inutile. Ieri avevo anche scritto in rete una letterina in versi ai ragazzi di facebook. Il risultato è l’umore di stamattina, la sensazione di avere una voce debole e cupa. Forse oggi la vita la sentono ancora solo quelli che stanno in agonia, forse solo le grandi malattie danno ancora un brivido, un sentimento, un desiderio di verità. La maggior parte delle nostre relazioni sociali è un puro intrattenimento con persone che non ci vedono e non ci sentono, con persone che non vediamo e non sentiamo. Adesso funziona così, ma forse mi sbaglio. Un mio amico su facebook mi ha scritto questo: pantofole &amp;amp; carica batteria”: ecco, c’è già il titolo del tuo prossimo libro. Quello che racconta la svolta prossima della tua vita. Forza Franco!&lt;br /&gt;Io per ora ho scritto questi versi: La punta del cuore/ è arrivata sotto l’orecchio. Nella testa i neuroni e il pietrisco/ dei miei giorni. Più sotto/ tra lo stomaco e la gola/ la luce/ della stanchezza. Alle due del pomeriggio/ mi suicido. Li ho messi su Facebook con il titolo “chi ha scritto questa poesia”? Io per ora non posso che confidare nel pranzo di mezzogiorno, a volte dopo mangiato mi sento meglio. Adesso è come se fossi stato travolto da una slavina. Fuori non c’è nemmeno il sole. Nel pomeriggio potrei andare a fare un giro in un altro paese. Non so dove, un giro da ripetente. Per trovarne uno dove non sono mai stato devo fare molti chilometri. Ormai anche i dintorni cominciano a farmi l’effetto che mi fa il mio paese. E intanto continuo a non credere nei grandi viaggi, proprio non riesco a provare ad allungare il passo e andarmene in Australia. Voglio che la vita accada qui, dove è impossibile che accada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;franco arminio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6172079331398793430?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6172079331398793430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6172079331398793430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6172079331398793430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6172079331398793430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-i-piccoli-paesi.html' title='Elisir d&apos;amore per .......&quot; i piccoli paesi ma.....dalla grande vita&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bRBx-8VzTSY/TiwGiR2Wf2I/AAAAAAAACKQ/h7YawO5_skE/s72-c/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-4604226977595549469</id><published>2011-07-22T08:43:00.000-07:00</published><updated>2011-07-22T08:56:02.403-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......la "paesologia".....</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;...quando le parole osano ancora farsi sangue,terra, carne......anima e cuore e ricacciare sotto il tappeto o in soffitta le parole pensate e ripensate,affinate ,sottili, ciniche,sarcastiche fino all' inesistenza o la perdita di senso....schiacciate dalle esigenze della sfumatura per essere accettate senza essere amate, inespressive a forza di esprimere tutto, spaventosamente e ferradamente precise, colme di stanchezza,di pudore e di reticenza, discrete fine alla volgarità e alla piaggieria come un resoconto di un incubo......labirintico in una sintassi di rigore e di dignità cadaverica nella superficialità del senso comune e del fare senza......anima&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-XmR0KTjkjko/Tima-9ERRgI/AAAAAAAACKI/U4k_qS5o8sk/s1600/Laviano.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632203215338554882" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-XmR0KTjkjko/Tima-9ERRgI/AAAAAAAACKI/U4k_qS5o8sk/s400/Laviano.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;di franco arminio&lt;br /&gt;Non ho mai veramente messo piede in questo paese, non ci sono mai stato. Sono rimasto sui fili dei nervi ad osservare le grandi nuvole che arrivano da oriente. Paese a bocca aperta contro il vento, con il cuore pieno di neve. La stessa nuvola che dimora qui di pomeriggio nel mattino era a Sarajevo. Terra senza alberi, terra di grano che cresce sulle frane, terra di accidia che alligna nelle piazze: mezze anime contorte e verbose rigano le sere coi loro graffi di saliva. Qui di giorno e di notte mi luccicava dentro la paura della morte, con lei mi sono arrampicato a vedere i vermi che hanno bucato l’anima delle cose. Adesso è tutto come sfiatato, perfino l’inclemenza dura poco. Tra me e il mio paese è finita per sempre. Non abbiamo più niente da dirci. Pavese diceva che un paese ci vuole, ma io questo paese non l’ho mai avuto, non mi ha mai tenuto tra le sue braccia. La poesia è nata da qui, da questi alberi storti, da questa torre disertata ormai pure dai corvi, da questa piazza che è l’epilogo e l’ossario delle forme. Ormai esco poco, nego alla discordia il mio tributo. Esco quando c’è una bella luce, ma proprio allora sento il buco, sento che non c’è modo di raccogliere questi cani con le vene piene di ortiche. Vado per la mia strada, per la mia strada senza uscita. Ho dato fondo a ogni amarezza, ma non mi basta, non mi basta ancora. Voglio consumare l’intero universo, bucarlo in questo punto, nel punto suo più duro. Lo so, sotto non c’è niente, né dio e neppure i morti, non c’é neppure il niente a cui sembriamo appesi, ma io insisto, deve esserci da qualche parte il modo di parlare alle cose, di entrarci dentro e di farle entrare dentro di noi.&lt;br /&gt;Fare le condoglianze è uno dei pochi motivi per uscire. Stringere la mano agli addolorati, ma senza perdere troppo tempo. Si spinge ai funerali come se si dovesse entrare allo stadio. Si ha fretta di sfilare davanti ai parenti dell’estinto e di tornarsene sollevati ad accudire la propria estinzione.&lt;br /&gt;È quasi mezzanotte al mio paese, i ragazzi sono nelle pizzerie, davanti al bar Millennium o alla sala giochi, qualche marito ha già esaurito la sua foga, molti televisori sono spenti, nelle case di chi non è tornato, domani i ragni festeggeranno Pasqua da soli, i morti non sapranno e non vedranno nulla, come sempre. Noi siamo qui, noi chi?&lt;br /&gt;L’altro ieri l’edicolante del mio paese mi raccontava della scena a cui aveva assistito il giorno dopo la lettura di Saviano di un mio testo in un programma televisivo di enorme ascolto. Lui si aspettava che qualcuno tirasse fuori l’argomento. Invece niente. A un certo punto avrebbe voluto parlarne lui, ma ha resistito ed è rimasto in silenzio per vedere se un qualche riferimento sarebbe prima o poi venuto fuori. Ma i clienti dell’edicola, sempre animosi e ciarlieri, quel giorno non solo non parlavano di Saviano, non parlavano di niente, erano muti, come se temessero che aprendo la bocca poi si poteva in qualche modo arrivare a parlare di Arminio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un altro sud che sta nascendo, ma è piccolo, bambino. Il sud che resiste è quello decrepitamente democristiano, allungato verso le solite mete: la casa e il denaro. É un sud allegro con i suoi compari e se vuoi ti accoglie nella sua disonestà senza destino. Se ti opponi veramente alla lobby dei vermi diventa cupo, feroce, ti brucia la casa ti fa emigrare.&lt;br /&gt;Una ragazza mi ha scritto: Bisaccia è nera e silenziosa ma piena di energia. Lo so, vivo in un paese sotto sforzo, che cerca di tenersi per non franare a valle. È un paese in cui restano vivi in pochi, molti finiscono inghiottiti nelle faglie. Ce n’è una molto grande proprio in piazza, al centro, e gli ignari passeggiatori ci finiscono dentro.&lt;br /&gt;Io dico che il sindaco non serve a niente, il vicesindaco pure e tutti gli assessori e tutti i consiglieri dell’opposizione, e gli impiegati della posta e i maestri della scuola, e i bidelli e i contadini, non serve a niente chi si ubriaca nei bar e chi vede la televisione, e chi passeggia in piazza e chi compra il giornale, adesso gli unici che servono a qualcosa sono quelli che sono partiti, quelli che sanno sparire, quelli che sanno liberarsi e andare via, via dai paesi e dalle città, via dai partiti e dalle chiese, dalle mogli e dai mariti, via dagli amici, via da ogni cosa vecchia e via da ogni cosa nuova, semplicemente via, via dalla banalità e anche dalla poesia.&lt;br /&gt;Sono un viaggiatore ipocondriaco. Sinceramente io non guardo il mondo ma il mio corpo che vaga per il mondo, spinto e trattenuto dalla morte, instancabile viaggiatrice sempre in gita nel mio corpo.&lt;br /&gt;Voglio la neve, l’inverno più feroce e non questo sole scialbo, questi giorni appesi al niente e questo niente che si è fatto paese e che seguiamo ogni giorno sparsi e senza voce fino all’imbuto della sera, paesani senza sguardo, camerieri dell’orrore, incapaci di aprirci al vento, alle cose vere. Oggi l’unica felicità possibile nei paesi è farsi straziare, non conservare nulla, essere semplici come una mela, non badare a ciò che accade, pensare al nostro io come una mosca morta nella ragnatela.&lt;br /&gt;Il sud ha bisogno di osservazioni più che di teorie. Una realtà che vuole essere guardata e riguardata più che analizzata. L’eminenza da riconoscere è una sola: l’eminenza della percezione.&lt;br /&gt;Il mondo è in decomposizione e gli uomini al potere sono gli enzimi che lavorano alla putrefazione dello spirito, putrefazione sulla quale pone il suo edificio necrofilo la dittatura imperante. Tutti abbiamo lo stesso problema di scegliere ogni giorno se essere radicali e impervi oppure pieghevoli e disponibili al compromesso. Spesso si decide proprio per la via di mezzo: un po’ siamo radicali e un po’ pieghevoli. Accade in famiglia, a scuola, nei partiti, con gli amici, la partita tra libertà e dittatura si svolge ovunque e noi spesso decidiamo di perderla volutamente, per pigrizia, per mancanza di coraggio. Ma il motivo più grande è che abbiamo scelto di sopravvivere più che di vivere, abbiamo deciso di decomporci prima di morire.&lt;br /&gt;Esisteva l’inizio e la fine del giorno, l’alba e il tramonto, Dio e le tenebre. Il mondo non era ancora diventato così piccolo da sembrare il ventre di una zanzara. Siamo tutti lì dentro e tutti insieme produciamo un ronzio penoso.&lt;br /&gt;Al sud molta gente si ammala per colpa dei medici che fanno politica.&lt;br /&gt;Per qualche minuto il mondo mi pare sopportabile, poi sono di nuovo inchiodato a un’impazienza insopportabile. Un paesologo è tale proprio perché la corrente che lo lega al mondo non è mai salda, è una cosa che va e viene, una luce che si accende a intermittenza, la luce dell’impazienza più che la pubblica illuminazione.&lt;br /&gt;A me pare che ogni vita alla fine si risolva in poche cose, che si possono benissimo riassumere in una o due frasi. Mentre la viviamo ci sembra di fare chissà che, di fare chissà quali svolte, in realtà siamo come una mela lanciata verso il muro, qualcosa che si sfracella, oppure una mela che appassisce quietamente.&lt;br /&gt;Mi sveglio col peso che mi ha lasciato il giorno precedente. Avanziamo negli anni sempre più carichi, bestie da soma che vagano per il mondo per lasciare un peso e passare al successivo. Possiamo essere frenetici o apatici, possiamo essere furbi o ingenui, il nostro giorno è sempre lo stesso, è il giorno dell’asino.&lt;br /&gt;Ma come sono gli altri? Cosa pensano veramente i disertori che si sono fatti la villa in campagna, quelli che passeggiano a passi brevi alle sette di sera? Non lo so, forse non lo sa nessuno. Ogni tanto provo a capirlo, getto uno sguardo alla piazza, mi ritiro: gli altri siamo noi, non sono quelli che vediamo in giro.&lt;br /&gt;Siamo rimasti qui, ma è come se ognuno a tutti gli altri avesse detto addio e da questa infima distanza ci scambiamo un po’ di smorfie. Così passa il giorno del paese, aspettando inutilmente un abbraccio che sia vero. È già tardi, la cena è apparecchiata intorno a un buco nero.&lt;br /&gt;Di una cosa sono sicuro: qualcosa è svanito, qualcosa che era nel mondo se n’è andato. In fondo io vado in giro per registrare questa perdita. L’altra mattina svegliandomi nel centro storico di Cosenza per un attimo ho sentito un’energia che veniva dal luogo, ma è stato solo un attimo, mi sono messo in macchina per andare a vedere i paesi e già ero nella solita trafila, il minuto prima cancellato dal minuto successivo, un albero, una curva, una pompa di benzina, tutto inutile, tutta una matassa di coriandoli per avvolgere una coppia che non c’è più, la coppia che era costituita da ognuno di noi e dal mondo. Noi non siamo morti e neppure il mondo è morto, ad essere morta è la nostra congiunzione. Forse quello che è accaduto non è un incidente imprevisto, è accaduto proprio quello che volevamo, volevamo rompere questo incanto di stare al mondo, volevamo che diventasse una semplice incombenza da gestire a piacimento e questo è accaduto.&lt;br /&gt;Se esce un po’ di sole prendo il paese sottobraccio come un vecchio zio un poco scemo e me lo porto a spasso.&lt;br /&gt;Quello che conta per chi scrive è solo la furia, la commozione lo smarrimento, la vita è vera quando è spezzata, quando la testa brucia. Dio non c’è quando siamo gentili, quando siamo pazienti, quando ogni parola è puro sfogo, labile isteria. Dio crede in noi quando siamo in croce, quando buttiamo fuori l’inferno che abbiamo dentro, quando non misuriamo niente, ma vaghiamo fuori dai nostri nidi. La vita è fuori, è sgomento e avventura, non è appendere i coglioni alle grate della nostra clausura.&lt;br /&gt;Prima di dormire ho letto qualche pagina di “ecce homo”, poi sono entrato lentamente in un sonno di carta velina. A un certo punto mio padre mi ha telefonato per dirmi che mia madre era morta, saranno state le quattro. Adesso sono le sei del mattino, ho già aperto la posta, l’alba mediatica è senza luce e fuori c’è la stessa nebbia di ieri sera. Sarà un giorno di marzo, i miei giorni difficili di marzo, il mese in cui è morto mio padre e la nonna che mi somigliava, il mese in cui l’inverno finisce e ricomincia molte volte, perché marzo prosegue anche ad aprile. Ieri sera ho chiesto aiuto, adesso non mi sento di chiedere niente. Se è vero quel che penso, se penso veramente che siamo all’autismo di massa, dovrei solo calmarmi, riprendere a leggere “ecce homo” o andare in qualche paese, camminare in silenzio dentro il suo silenzio.&lt;br /&gt;Ai tempi di Socrate non esisteva la questione meridionale.&lt;br /&gt;Siamo illuminati quando ci accade qualcosa di brutto, siamo in piedi quando tremiamo, altrimenti ci accatastiamo come vermi in un letamaio depressivo in cui ognuno compiange la scomparsa di qualcosa, la mancanza, la non coincidenza. Siamo gli eroi di un tempo aggrovigliato e non poteva essere altrimenti visto che siamo ormai molti miliardi e stiamo tutti su un balconcino, protesi a vedere o a farci vedere.&lt;br /&gt;Ci sono tre sud, almeno. Il primo è col muso per terra, pronto a raschiare ogni briciola, un sud accattone, reso ancora più volgare dall’abito piccolo-borghese. Il secondo è un sud verboso che combatte infinite guerre senza mai morire: il segreto è che la lotta non è vera. Il terzo è un sud affranto e silenzioso seduto sulle sedie vicino alla porta a prendere il sole, un sud con le ossa rotte dall’artrosi, un sud solitario e appartato. È il sud che cerco nei miei giri, facce che sembrano sospiri.&lt;br /&gt;C’è un’ora del giorno, tra le quattro e le sei del pomeriggio, in cui il paese diventa un sasso in mezzo alla giornata. È una vecchia pena, non puoi aggirarlo, devi salire fino in cima a mani nude e poi cadere verso il buio e la cena.&lt;br /&gt;Il sud me lo ha già detto troppe volte che non mi vuole e io sono rimasto qui a rifargli le suole per calpestarmi meglio.&lt;br /&gt;Qui ho vissuto senza vivere, qui mi sono attorcigliato a me stesso, mi sono avvinto, mi sono sedotto, mi sono sparecchiato e rotto, adesso vago ogni giorno tra le mie parole, ho fatto tutto un paesaggio con le mie parole, boschi, laghi e fiumi, strade e montagne. Non manca niente, manca solamente il sole.&lt;br /&gt;Quando vado nei paesi, a volte dopo aver mangiato il mio panino, dopo aver guardato i manifesti e le panchine, mi vengono i miei pensieri più veri, quelli che non puoi dire dentro un bar o dentro una sezione di partito. Allora chiudo gli occhi e mi chiedo quanto spazio ci sarà da fare dall’ultimo respiro al non respirare.&lt;br /&gt;A me pare che ogni vita alla fine si risolva in poche cose, che si possono benissimo riassumere in una o due frasi. Mentre la viviamo ci sembra di fare chissà che, di fare chissà quali svolte, in realtà siamo come una mela lanciata verso il muro, qualcosa che si sfracella, oppure una mela che appassisce quietamente.&lt;br /&gt;Viviamo in un mondo di individui sciancati, siamo l’osso e la carne di noi stessi e c’è solo una cartilagine sottilissima che ci lega agli altri. Spesso sentiamo questi legami proprio quando si squarciano, quando la cartilagine non tiene. A vent’anni non pensavo di arrivare a cinquanta. Mi sentivo in una combustione che mi avrebbe bruciato prima. E invece sono ancora qui. Non ero malato, ma sentivo il cuore battere troppo in fretta e alla cieca. Usavo il mio cuore per scriverci sopra, lo battevo come si batte un tappeto. Non scrivevo col cuore, scrivevo sul cuore.&lt;br /&gt;Non ho mai giocato a carte, ho usato il paese solo per scrivere. Ogni tanto ho cercato di infiammarmi assieme agli altri, ma il sud non resiste, quando si sporge troppo si ritira. Io ho sempre sognato un cuore comune, una corda che si tende senza paura di spezzarsi. Ho sempre sognato che accadesse fuori quello che accadeva a casa mia. Molte volte ho scritto in ginocchio l’ultimo rigo, l’ultimo castigo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-4604226977595549469?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/4604226977595549469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=4604226977595549469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/4604226977595549469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/4604226977595549469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/07/elisir-damore-per-la-paesologia.html' title='Elisir d&apos;amore per ......la &quot;paesologia&quot;.....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-XmR0KTjkjko/Tima-9ERRgI/AAAAAAAACKI/U4k_qS5o8sk/s72-c/Laviano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-9873878078853875</id><published>2011-06-20T10:07:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T10:13:33.109-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ........gli orizzonti verticali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_WzxZqJUc5Y/Tf9_Yjc0-EI/AAAAAAAACKA/pcnKHgS-uyE/s1600/IMG_0484.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620350919791409218" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-_WzxZqJUc5Y/Tf9_Yjc0-EI/AAAAAAAACKA/pcnKHgS-uyE/s400/IMG_0484.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;di mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto avverto , come irpino costretto a vivere sulle sponde di un lago, il richiamo del sole e del mare Mediterraneo sulle cui rive amo trascorrere gli inverni, mi sono abituato da terra a capire la sfida del mare aperto e compreso il ruolo dell’Oceano.Sono un uomo dell’appennino abituato agli orizzonti corti verso l’alto o in orizzontale sul lago.Noi irpini non siamo “santi, eroi” ma neppure “navigatori”. I nostri modelli mistici sono umani troppo umani. I nostri viaggi sono legati al nomadismo conoscitivo e fantastico della transumanza….Siamo “pastori erranti” dal “vagar breve”. E non inseguiamo “il corso immortale “ della luna se non nei sogni del dovuto riposo al massimo a fantasticare …..Forse s'avess'io l'ale/Da volar su le nubi,/E noverar le stelle ad una ad una,/O come il tuono errar di giogo in giogo,/Più felice sarei”…….Ma al risveglio con sogni belli o brutti riprendiamo comunque il viaggio che è anche lavoro. Pur amando i filosofi del tempo presente e dell’avvenire non avvertiamo più neppure la cogenza del Termine imposto al nostro viaggio. Da molto tempo per noi sono ormai abbattute nel loro valore simbolico le Colonne d’Ercole, guardiane di una misura mediterranea ormai obsoleta. «Via sulle navi, filosofi!, era alle soglie della modernità il perentorio invito a prendere il largo lanciato ai pensatori dell’avvenire, incitandoli a scoprire più di un nuovo mondo nell’«oceano del divenire», sollecitandoli a trasformarsi in «avventurieri e uccelli migratori», assumendo sguardo vigile pronto a carpire «con la maggior fretta e curiosità possibili» tutto ciò che accade. Uomini appunto oceanici, atlantici, questi nuovi eroi della conoscenza sono quegli «aerei naviganti dello spirito» che dalla Vecchia Europa sciamava nono con la loro fantasia e i loro desideri come uccelli migratori, spiccando il volo alla volta di nuovi più ospitali lidi, pur sapendo che nessun terreno potrà essere da ora in poi sicura dimora, ma soltanto provvisorio punto d’appoggio, base per volare ancora più lontano.&lt;br /&gt;Nella Gaia scienza, col titolo Nell’orizzonte dell’infinito Nietzsche scrive :«Abbiamo lasciato la terra e ci siamo imbarcati sulla nave! Abbiamo tagliato i ponti alle nostre spalle – e non è tutto: abbiamo tagliato la terra dietro di noi. Ebbene, navicella! Guardati innanzi! Ai tuoi fianchi c’è l’oceano: è vero, non sempre muggisce, talvolta la sua distesa è come seta e oro e trasognamento della bontà. Ma verranno momenti in cui saprai che è infinito e che non c’è niente di più spaventevole dell’infinito. Oh, quel misero uccello che si è sentito libero e urta ora nella pareti di questa gabbia! Guai se ti coglie la nostalgia della terra, come se là ci fosse stata più libertà – e non esiste più “terra” alcuna!».&lt;br /&gt;Siamo agli antipodi del nóstos; il viaggio cui pensa Nietzsche è davvero éxodos, un salpare senza ritorno. D’altra parte, parliamo del filosofo che aveva dedicato una poesia a Cristoforo Colombo. Non più póntos, questo mare spinge piuttosto a tagliare tutti i ponti, a dimenticare perfino la terra ormai definitivamente alle spalle. Ora la nave diviene unica e precaria dimora per chi sente d’essersi imbarcato, lasciandosi indietro solo un’incerta scia disegnata sull’acqua. Ovunque è oceano, smisurata distesa d’acque senza più terre all’orizzonte e lo sguardo è sempre confitto in avanti, nell’incessante avanzamento della prua che batte rotte sconosciute. Infinito è l’oceano, illimite e senza riconoscibili confini, spazio sterminato e privo di misura, ma, proprio per questo, proprio perché omogeneo e vuoto, straordinariamente disposto ad accogliere le misure che l’uomo vorrà imporgli.&lt;br /&gt;Un horror vacui, uno sgomento di fronte al Niente potrebbe allora sorprendere questi audaci naviganti, poiché non c’è nulla di più spaventoso che sentirsi scivolare in questa liscia distesa priva di nómos. Qui, nell’Aperto spalancato dal mare, potrebbe assalire i naviganti il dolore del ritorno, la nostalgia struggente per la terra cui hanno voltato le spalle, dalla quale hanno preso congedo. Ma sarebbe vano cedere a questa estrema, regressiva tentazione, come se la terra potesse ancora garantire con le sue leggi maggiore libertà di quanta non possa invece offrirne, adesso, lo spazio infinitamente libero del mare. Non è possibile tornare indietro a quella terra, sommersa dall’onda oceanica che investe ormai ogni dove. Essa, come l’oceano, è ormai soggetta ad una “dislocazione”, ad una delocalizzazione e ad una deterritorializzazione che non consente più radicamento e dimora. Come tornare a quella terra, come tornare a quel mare mediterraneo che la lambiva, se tutto ormai appare uniformarsi alla tabula rasa di una infinita distesa oceanica? Anche il nostro viaggio immaginario,onirico e reale a Cairano corrisponde al nostro “costume” irpino di “ umanità delle montagne” provvisoria e terrestre anche quando sogna.. Niente “Colonne d’ercole” , paradisi ed utopie ma “la grande vita nascosta nei piccoli paesi” che muta di senso e di espressione ogni giorno….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paese è il luogo del suo farsi male e più prova a scappare più lo agguanta. Qui la sua vita è sempre stata questa, una vibrante vita mesta.&lt;br /&gt;Arminio, Circo dell’ipocondria &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-9873878078853875?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/9873878078853875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=9873878078853875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/9873878078853875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/9873878078853875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/06/elisir-damore-per-gli-orizzonti.html' title='Elisir d&apos;amore per ........gli orizzonti verticali'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_WzxZqJUc5Y/Tf9_Yjc0-EI/AAAAAAAACKA/pcnKHgS-uyE/s72-c/IMG_0484.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2505197135702838383</id><published>2011-05-26T03:38:00.000-07:00</published><updated>2011-05-26T03:48:58.939-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......."microcosmi eccellenti".</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;L’edizione 2011 di Cairano 7x si apre il 27 maggio con l’incontro di architettura naturale Microcosmi eccellenti _comunità, trasformazione, sviluppo locale_ promosso da ANAB associazione nazionale architettura bioecologica&lt;br /&gt;E’ un incontro di architettura per comprendere, condividere, partecipare le rapidissime trasformazioni dell’ambiente costruito, questa incontrollata accelerazione: costruiamo sempre, ovunque e comunque, produciamo qualsiasi inutile cosa, consumiamo, scartiamo, abbandoniamo …&lt;br /&gt;E’ un incontro di architettura per fare movimento di resistenza alla sovraccrescita urbana e alla sovrapproduzione edilizia contro un’aggressione non percepita ma più devastante di una guerra che distrugge suolo fertile costato fatiche millenarie all’uomo e alla natura.&lt;br /&gt;E’ un incontro di architettura per applicare la cura della natura a un ambiente / territorio / città che ha perso equilibrio e salute, per dare sostanza all’architettura naturale per decifrarne il codice genetico, per interpretare informazioni, capire relazioni, leggere emozioni, indagare cambiamenti, codificare usi, modi, tempi.&lt;br /&gt;E’ un incontro di architettura per attivare presidi dell’architettura naturale, atlante dei microcosmi eccellenti dove imparare come l’architettura, il borgo, il quartiere, la città possono essere organismo vivente, sano metabolismo di energie e nutrimento.&lt;br /&gt;E’ un incontro di architettura per costruire l’alleanza agricoltura / architettura, per coltivare i materiali dell’edilizia, per costruire nuove e durature relazioni tra nuovo lavoro, tradizione, nuovi e vecchi abitanti, territorio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zclF5K2RodQ/Td4uwHl_DwI/AAAAAAAACJ0/jSFPEsrveTI/s1600/m_c_escher.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610973589957185282" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-zclF5K2RodQ/Td4uwHl_DwI/AAAAAAAACJ0/jSFPEsrveTI/s400/m_c_escher.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;…..Non potendo partecipare di persona a questo primo incontro…..ho voluto marcare comunque la mia presenza spirituale con un mio solito e affettuoso “rompicapo….filosofeggiante”…….buon lavoro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno all’architettura, conta ancora quello che diceva Heidegger a proposito del “costruire”, vale a dire che “il costruire non è soltanto mezzo e via per l’abitare…è già in sé stesso un abitare” Il mondo ci circonda nella sua totalità. Possiamo guardarlo secondo diverse prospettive, non mai tutto insieme, come se stessimo fuori del mondo e il mondo fosse un oggetto. Il mondo nella sua totalità non è un oggetto di osservazione. E’ lo stesso orizzonte dentro cui possiamo guardare aspetti del mondo, cioè tanti mondi diversi: il mondo del cielo stellato osservato dalla terra, il mondo della natura terrestre, nel suo fuoco, da questo o da quel punto di vista, il mondo dei viventi, il mondo della società,il mondo costruito dalle “tecniche”, il nostro mondo interno, e così via. Ogni mondo è un mondo particolare e richiede un suo punto di vista e una tecnica per conoscerlo e giudicarlo. Ad ogni cambiamento di prospettiva dobbiamo abituarci a vivere, comprendere e interpretare nuovi mondi. L’adattamento dell’uomo, e già del bambino, richiede, non solo da un punto di vista storico e sociale, ma anche da un punto di vista individuale, che egli esca continuamente da mondi già noti e rassicuranti ed entri in mondi nuovi e talvolta inquietanti. Il passaggio dall’infanzia all’età adulta non è che un avvicendarsi e stratificarsi di mondi diversi: da quello familiare e parentale a quello sociale,a quello archittonico a quello interculturale. La città moderna ne è forse l’esempio più efficace. E’ non solo confusione,bruttura e omologazione, ma anche molteplicità e sovrapposizione di tanti mondi e modi possibili di vivere,costruire,conservare e abitare . Ma la domanda a questo punto è la seguente: per caso molteplicità e sovrapposizione non rischiano di diventare solo confusione e omologazione, se non riusciamo a renderci conto che i tanti mondi fanno parte precisamente del mondo nella sua totalità? Ma che cos’è il mondo nella sua totalità? Possiamo conoscerlo comprenderlo e interpretarlo al modo dei tanti mondi da cui è costituito? Oppure comprensione e interpretazione sono in questo caso qualcosa di diverso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione di base è come abitare la terra. E l’analisi del “come”, della “terra” e delle “abitare” e “costruire” è quanto c’è di più interessante e impegnarsi in un lavoro anche teorico oltre che un approccio tecnico, esistenziale o politico . Avere la terra non è possedere la terra. Dominare la terra. Padroneggiare la terra. Controllare la terra. Stravolgere tecnicamente la terra. Di fatto bisogna riconoscere che l’ordine sociale espelle la natura in cui esso originariamente si è costituito. Tale trionfo dell’artificio e della tecnica coincide con il dominio quasi assoluto dell’intelligenza meccanizzata sugli enti intramondani? O questo trionfo è dovuto anche alla delega che la filosofia o il pensiero in generale ha concesso alla tecnica,fino al punto paradossale e tragico di nascondere la mano dell’uomo che ha trasformato i forni da pane in forni crematori degli umani o costruito per il solo profitto metropoli esteticamente e umanamente brutte e socialmente ingiuste La contemporaneità con gli inevitabili strascici del moderno e la tirannia del postmoderno tecnologico con gli echi mai sopiti del classico ci impone un orizzonte del pensiero e della tecnica ,dove gli strumenti della ragione e della scienza sono coniugati assieme quelli della passione e dell’amore per il bello e degli uomini. Come utilizzare al meglio “una critica severa della condizione abitativa e di vita in cui si trova lo svolgimento della nostra esistenza”evidenziando che non si tratta di tornare al passato, ma di giungere a concepire il moderno e l’industria della costruzione come preludio per un’altra storia dell’essere”. La costruzione libera procede dall’apertura che è l’altro nome della proprietà impropria e della propria improprietà. Su queste basi si edifica la città del tempo, la città della gioia, la città del paradiso. Mentre la città dei mortali è perseguita dai mortali stessi, cha assomigliano la loro vita a quella della caverna dove si vive beati di preferire una sorta di “privacy”di schiavi dominati dalle “ombre”. Nell’analisi parziale del tentativo di dominazione della vita con la tecnologia bisogna tener nel dovuto conto dei valori denotativi della parola, e non di quelli connotativi del sospetto. Il progetto di tracciare una sorta di cartografia della nuova natura che sull’inesistenza di una natura vergine si mostra solo come un accumulo dei materiali per la tecnica, non si basa sull’antiteticità tra ricostruzione immaginaria del passato e invenzione fantasmatica del futuro che mette di fatto “il presente fuori gioco” .A proposito della mutazione delle metropoli, la nozione di Mepolis, la non città, è un contributo alla lettura del conformismo e dell’anticonformismo in materia di architettura e di urbanistica. Abitare la terra? Come vivere? Quali dispositivi urbanistici, architettonici, paesaggisti? La “misura della terra” finisce per obliare la terra . Questo è il rischio di ogni cartografia o tecnica grafica, che la carta renda opaca la storia. La terra è inabitabile. E l’uomo non la abita poeticamente. Non per questo non la ritrova come una regione insituabile del paradiso.O corre attivare il pensiero per indagare l’esistenza fittizia delle cose, sempre di grande interesse.“Sembra che tutto l’umano sia artificiale, violenza contro un ordine che non era lì in sua attesa” L’architettura come pensiero che usa la “tecnica” marca luoghi che delimitano territori, definiti dal taglio stesso operato dallo strumento o utensile? O la terra per la stessa esistenza del significante “terra” è marcata, ossia è già un elemento a sé stante direi ontologico. Forse fondare una città è saper tagliare, delimitare, recintare, chiudere, come ha fatto Didone con Cartagine. O forse è in un altro modo che possiamo leggere la fondazione di Gerusalemme e anche quella più antica del paradiso, del giardino rispetto alla selva o al deserto. Più che dalla “trasformazione di una superficie piena in una lunga linea delimitante il vuoto. Dall’instaurazione di questo punto sorge la città del tempo, non dello spazio. Abitare e costruire poeticamente non è utopia e sogno ma un pensare e fare possibile. Sulla traccia di una pagina del filosofo Carlo Sini dove è evocata l’età remota in cui gli uomini ascoltavano la voce della natura non ancora desacralizzata ed è affermata l’importanza del recupero memoriale e tecniche di queste origini, in piena libertà rispetto ai pregiudizi e ai dogmatismi siano essi … della tecnica,della logica, della linguistica, della società delle comunicazioni, nell’attuale desacralizzato rapporto dell’uomo col mondo e con la natura.Dunque l’humus dell’umano esistere comunque risiede in uno stadio di primigenia purezza, che è fondamentalmente poetico oltre che applicabile in modo modernamente tecnico. Ogni manufatto è utilizzato nella dimensione dell’essere temporale dell’uomo, il concetto dell’abitare diventa un’interrogazione sul senso del nostro esistere, e quindi implicitamente del nostro fare, all’interno delle strutture materiali che hanno costituito e costituiscono il mondo degli uomini. Il temporaneo e provvisorio”soggiornare dei mortali sulla terra” non diventa solo vivere nel dolore “una valle di lacrime” ma la ricerca di fatto di un senso comune di sempre nuova “utopia” per vivere felice tra uomini diversi con stili ed esigenze diverse. Heidegger avverte: “è il poetare che, in primissimo luogo, rende l’abitare un abitare. Poetare è l’autentico far abitare (…) Noi abitiamo poeticamente ? Probabilmente noi abitiamo in un modo completamente impoetico (…) Il fatto che abitiamo in modo impoetico, e fino a che punto, lo possiamo esperire in ogni caso solo se sappiamo il poetico. Un rovesciamento di questo abitare impoetico, se e quando accadrà, possiamo sperarlo solo se manteniamo l’attenzione rivolta al poetico. Come e fino a che punto il nostro fare e non fare possa aver parte in questo rovesciamento possiamo provarlo solo noi stessi, se prenderemo sul serio il poetico”. E’ di questo modo di pensare,costruire e vivere la “poesia” che si cerca di parlare a Cairano 7x 2011 da domani in poi….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2505197135702838383?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2505197135702838383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2505197135702838383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2505197135702838383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2505197135702838383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/05/elisir-damore-per-microcosmi-eccellenti.html' title='Elisir d&apos;amore per .......&quot;microcosmi eccellenti&quot;.'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zclF5K2RodQ/Td4uwHl_DwI/AAAAAAAACJ0/jSFPEsrveTI/s72-c/m_c_escher.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5886608023816092155</id><published>2011-05-24T06:14:00.000-07:00</published><updated>2011-05-24T06:30:11.214-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......Laviano</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TsZwOjHWh8E/Tduv333ny4I/AAAAAAAACJs/Impb064_KZk/s1600/IMG_0714.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610271135244995458" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-TsZwOjHWh8E/Tduv333ny4I/AAAAAAAACJs/Impb064_KZk/s400/IMG_0714.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;appuntamenti mancati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a castelnuovo di conza la pena di un paese ricostruito e già in rovina prima di essere abitato. a laviano la pena e il disgusto per il lavoro degli architetti. poi il colpo d’ala, la visita a un contadino che conosco. siamo rimasti due ore noi a fare foto…grafie alla bella famiglia e alle vacche loro a offrirci il meglio dei loro prodotti. a un certo punto sembrava uno di quegli incontri umani che si facevano una volta. erano tutti felici. io no, ero immerso nella mia stanchezza. alla fine per qualche motivo non mi trovo mai a tempo con gli appuntamenti della vita. e in questo caso neppure all’appuntamento con la poesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;franco arminio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;………Laviano ci ha accolto con un tempo e una luce che comunemente si può definire non delle migliori ma come le ‘cose preziose” come la “alètheia …kalòs kai agathòs” (la verità bella e buona) ama nascondersi e provocarci nelle pigrizie,stanchezze ,tristezze e…… nelle abitudini distratte e superficiali si è aperta nella sua profonda e autentica bellezza e gioia. La “paesologia” ci chiede di “camminare con gli occhi ben aperti “ e i nostri compagni di avventura e di sogno, capitanati da un franco stanco ma felice, accompagnati con discreto silenzio da me ,edda e enzo , con i loro occhi meccanici ……francesco&amp;amp;francesco,mario,federico e salvatore si sono lanciati nelle scoperte intime delle prorie immagini con lo sfondo e la scena del teatro della quotidianità ,silenzio isolato e dell’assurdo paesano , come palestra e palcoscenico di “solitudini” distratte ,non ben curate ed esibite alle nostre amicali e curiose richieste senza un apparente fatica a sintonizzarsi con questi occasionali e esuberanti ospiti….. Alla buon ora ci siamo ritrovati ….’alieni’ e “alienati” autoconvocati non a cercare conforto ne “le parole che non hanno ritorno”….”in un giorno frainteso” a rievocare un improbabile e onirico “borgo delle tre case bianche…sei falde rosse di tetto a capanna, cariche di cielo di speranze profonde,dodici facciate tante finestre …..dell’amico Adelemo…..tra tutta una serie di immagini ‘liriche’ in un biancoenero luminosissimo di cose e persone che non passano inosservate in un nostro sogno apparentemente nascosto dove “la sua bellezza non è un falso ma un vuoto….un vuoto chiamato bello che ognuno riempie di se stesso” prima nell’iride del proprio occhio curioso e poi fissato per eccesso di amore (abundantiam cordis) in una immagine quasi come nell’atto solitario e amoroso di Dio quando ha sentito la necessità di “creare” uomini e cose oggettivate. Avrei voluto chiedere a questi innamorati nello sguardo la parola-chiave che desse senso e rappresentazione a questo “vuoto” così esposto e ostentato e rivelare il loro personale ‘daimon’ vitale e nascosto che traspariva nelle viscere profonde di ogni immagine sfacciatamente bella ed evocativa negli occhi provocanti dei “ragazzi dell’appennino” e dei suoi belli ed operosi genitori .Ma ,presi dall’incantamento” della natura non violentata da “costruzioni” senza anima e bellezza ci siamo rifugiati nella bella azienda di Angelo e Concetta a fare pratica di “paesologia applicata “ senza forzature del pensiero ma facendoci guidare dal cuore tra mucche chiamate per nome e paesaggi appennici di una bellezza irpina incontamianata ,nascosta e preziosa … che abbiamo pesato come “umanesimo delle montagne” e poi ci siamo fatti portare nel tempo antico di un lavoro fatto di gesti lenti ma sicuri delle loro mani nella pasta dei “caciocavalli” da plasmare mentre noi cercavamo di fermarli nelle loro immagini laboriose e felici…e alla fine ,come si usa dire non “tutto è finito a tarallucci e vino ma…..a caciocavallo,salame ,ricotta e ….crema di limoncello…..e a questo punto come la paesologia ci siamo arresi ma felici delle vecchie e nuove amicizie che nel frattempo come per “un richiamo affettuoso.....quali colombe dal disio chiamate” hanno allargato la bella e allegra compagnia…. Infine sotto la regia amorosa di franco il gruppo ha fatto il punto della giornata e discusso il possibile uso della esperienza fotografica di questi mesi per animare le giornate agostane della rupe della comunità provvisoria a Cairano 7x 2011 e ognuono di noi è tornato a casa pensando che “ forse non lo sai ma pure questo è amore “ della paesologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;mauro orlando&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5886608023816092155?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5886608023816092155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5886608023816092155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5886608023816092155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5886608023816092155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/05/appuntamenti-mancati-castelnuovo-di.html' title='Elisir d&apos;amore per .......Laviano'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-TsZwOjHWh8E/Tduv333ny4I/AAAAAAAACJs/Impb064_KZk/s72-c/IMG_0714.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1833231747928868751</id><published>2011-05-21T08:39:00.001-07:00</published><updated>2011-05-21T08:47:01.485-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per la paesologia</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;....sarà una "scienza arresa" ma quando si fà carne,pensiero ,storie e sogni nobilita lo sguardo, il corpo, la mente esopratutto il cuore....&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qV_mJvd4B5g/Tdfc_Zbl6DI/AAAAAAAACJk/hZ00MqHopPU/s1600/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609194842629728306" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-qV_mJvd4B5g/Tdfc_Zbl6DI/AAAAAAAACJk/hZ00MqHopPU/s400/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo sperando che le parole producano un’alterazione della loro stessa natura e si facciano lievito, carne, corpo, fiato che posso respirare insieme agli altri. Faccio questo parlando della paura della morte (niente di più privato, niente di più comune) e dell’agonia dei paesi. Parlo di questa terra-carne che continua a ferirmi, parlo di questo muro contro cui ogni giorno sbatto la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le strade, le piazze che attraverso sono camere ardenti. Raccolgo ormai da anni il lamento funebre sul paese che non c’è più. Sono il cronista di un funerale senza fine, perché la salma del paese non si può inumare. Anzi, assisto a varie operazioni di maquillage dell’abbandono, di restauro della cenere. Ogni giorno faccio l’autopsia dal vivo, come se vivere fosse solo un modo di esplorare la morte della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vivere in un paese devi dismettere ogni arroganza. Non importa se la nascondi o la fai fluire. L’arroganza si sente, agisce come un acido che corrode i tuoi legami con gli altri. Il paese è una creatura che ti chiede misericordia. Devi sentirti come un cane bastonato. Non devi sentirti uno che ha qualcosa da insegnare, uno che vuole cambiare la sua vita e quella degli altri. Il paese ti chiede di amare quello che sei e quello che il paese è. Non devi fare altro.&lt;br /&gt;Sono infinitamente stupidi i cittadini che quando arrivano in un paese fanno sempre la solita domanda: ma qui di cosa si vive? È la domanda di chi pensa di essere in piedi, in sella al cavallo del mondo e di poter andare alla conquista di chissà che. Il paese, se accogli la sua lingua, ti dice che sei un cane, che devi dismettere l’arroganza di chi pensa di essere il padrone della terra.&lt;br /&gt;Il paese è una creatura che sgretola qualunque narcisismo, per questo le vetrine sono sempre un po’ fuori posto (il paese è una creatura intimamente puberale e se gli metti il doppiopetto diventa ridicolo).&lt;br /&gt;L’uomo che va in giro per i paesi, il paesologo, in realtà è un cane, ha il punto di vista del cane. La sua è una scrittura sgretolata, ha la postura accasciata di chi è stato colpito da un male fraternamente incurabile e non può che congedarsi dalla letteratura come prova titanica di un autore che pretende di spiegare il mondo.&lt;br /&gt;Non ci si arrende solo rispetto all’idea di inseguire il mito dello sviluppo, ci si arrende all’idea di essere qualcosa o qualcuno. Per uscire dall’autismo corale ci vogliono posture nuove. È tempo di tornare a una fisiologia meno velleitaria, a un quieto vagabondare nel mondo che gira, nell’aria che non sta mai ferma, nella polvere in cui luccichiamo ad occhi aperti insieme al sole e alle stelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paesologia è una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. Una forma d’attenzione fluttuante, in cui l’osservatore e l’oggetto dell’osservazione arrivano spesso a cambiare ruolo. Allora è la terra a indagare gli umori di chi la guarda.&lt;br /&gt;Ci vuole un’idea di sé scucita dagli abitini classici e rassicuranti dell’ego cartesiano. Noi siamo materia esposta alle intemperie esattamente come un albero, come una casa cantoniera. Non siamo una fortezza da cui spiare l’infantile disastro del mondo.&lt;br /&gt;Un amico architetto mi diceva che lui vorrebbe qualificarsi come paesologo. Mi diceva che l’ottica paesologica contiene in sé tutto quello che lui fa e non gli dà molto piacere definirsi architetto. È lo stesso motivo per cui non mi sento a mio agio a sentirmi definire scrittore o anche poeta. Mi sembrano parole che parlano di esperienze troppo diverse. Con la paesologia io me ne vado da un’altra parte, definisco un territorio fatto di volpi e di poiane, di lampioni rotti, di cani randagi, di gatti, di vecchi sulle panchine, di vecchine che girano per strada con una busta in mano. Questo territorio è la goccia di sangue sotto il vetrino. Ma non c’è bisogno di microscopio. La vista è dilatata dall’ansia, dal tremore di stare nel cratere del proprio corpo, un cratere che trema, trema da sempre.&lt;br /&gt;La paesologia non è una nuova scienza umana, è una forma d’attenzione verso il fuori, attenzione intensa perché provvisoria, perché il paesologo parte dagli abissi del suo corpo e ci torna continuamente. Il suo guardare è un tentativo perenne di venire al mondo che pare non riesca mai a compiersi del tutto. Ma proprio qui si avverte la grazia, il vorticare confuso delle cose che stanno fuori, la distesa immensa delle creature deposte nel lieto inferno della terra tonda.&lt;br /&gt;Per me oggi non ha senso essere scrittori, sociologi, architetti. Forse non ha senso neppure definirsi umani. Siamo chiamati ad ascoltare l’aria e l’aria ci dice che i nostri saperi sono chiodi di gesso a cui non possiamo appendere niente. La paesologia è una disciplina inerme, ma non arresa. Non partecipa alle marcette e alla marchette accademiche. Allinea dettagli, avanza, indietreggia, inciampa e forse è con questo inciampare che riesce a essere più dentro, più vicina alle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paesologo non ha in programma la salvezza dei paesi, non tutela i campanili, i dialetti, le manfrine del rancore, la fregola delle confidenze e dello stare vicini. A volte combatte, s’indigna, chiede tutela per gli esseri e le cose che stanno in alto, lontane dai vaneggiamenti delle pianure, ma questo filo di ardore subito s’intreccia al filo della mestizia. Il paesologo va nei paesi a pescare lo sconforto e si ritrova tra le mani un poco di beatitudine: può essere uno scalino, una casa nuova o antica, può essere la visione di un castello o di un albero di noci, può essere una piazza vuota o un vicolo col ronzio di un televisore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paesologia non dà ricette per curare, ma si prende cura di guardare, di aggirarsi senza meta, di indugiare o anche di andare via alla svelta. Non ci sono regole, questionari da riempire, non c’è un formulario da approntare. Si esce per poche ore oltre la prigione domestica, oltre la prigione della propria professione, si va nei luoghi più nascosti e affranti e sempre si trova qualcosa, ci si riempie perché il mondo ha più senso dov’è più vuoto, il mondo è sopportabile solo nelle sue fessure, negli spazi trascurati, nei luoghi dove il rullo del consumare e del produrre ha trovato qualche sasso che non si lascia sbriciolare.&lt;br /&gt;Non sarà sempre così. La paesologia è una scienza a tempo. Non poteva esistere cento anni fa e non potrà esistere fra cento anni. Fra un secolo i paesi avranno una piega più chiara, saranno morti o saranno vivi e vegeti e allora non avranno più questo crepuscolo che li rende così particolari. Si è aperta una piccola finestra e da questa finestra il paese ci fa vedere il delirio e la gloria di stare al mondo&lt;br /&gt;Andate nei paesi allora, andate dove non c’è nessuno in giro. Abbiate cura di credere alla bellezza sprecata del paesaggio, portate il vostro fiato alle sperdute fontanelle del respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono giorni in cui sento che è impossibile scrivere versi. Non c’è musica nella testa, non c’è ritmo. Il respiro nasce da luoghi sparsi, la vita è un peso sullo stomaco, niente di più. In giorni come questi la scrittura prende necessariamente la via della prosa. Per lunghi anni ho conosciuto la fermentazione che trasforma la testa in una fabbrica di versi. Adesso sono sempre più frequenti le giornate in cui mi è possibile solo la prosa. Sono le giornate in cui vado nei paesi e mi affido a loro, uso i luoghi come pinze per tirare fuori le parole infilzate nel mio corpo. La paesologia non è una nuova disciplina, non è una scienza, è semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo. È una scrittura che viene da fuori e che passa dentro solo per tornare fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paesologia è il mio modo di non arrendermi all’universale sfiatamento degli esseri e delle cose. Una forma di resistenza dunque, morale e civile, una resistenza mestamente privata ma non per questo priva di una sua venatura politica. Al paesologo non bisogna chiedere cosa fare per impedire la morte dei paesi, ma come usare questa morte per dare un senso alla nostra, per renderla meno insignificante. Qui ormai non è in gioco la lietezza e neppure sorti magnifiche, in gioco è la capacità di dare un colore più vivo alla propria fine e a quella delle cose che ci circondano. In certi paesi le giornate sono fatte solo di epiloghi, ogni persona, ogni avvenimento sembra ruotare intorno alla dismissione, alla resa, al fallimento. Forse c’è un solo modo per non cadere nella disperazione: svolgere una serena obiezione all’esistente, immaginare che dai paesi più vuoti può venire uno sguardo che risana, perché quando si è in pochi nessun cuore è acqua piovana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di franco arminio&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1833231747928868751?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1833231747928868751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1833231747928868751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1833231747928868751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1833231747928868751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/05/elisir-damore-per-la-paesologia.html' title='Elisir d&apos;amore per la paesologia'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qV_mJvd4B5g/Tdfc_Zbl6DI/AAAAAAAACJk/hZ00MqHopPU/s72-c/221811_1845354145312_1584414175_31777644_2683790_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5238823280169768884</id><published>2011-03-30T00:10:00.000-07:00</published><updated>2011-03-30T00:13:52.781-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....La Comunità provvisoria e Cairano</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7dWTdBfe1j0/TZLXzmVVfHI/AAAAAAAACJc/2LLgQDzt6ew/s1600/cairanox.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 305px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589767368983542898" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-7dWTdBfe1j0/TZLXzmVVfHI/AAAAAAAACJc/2LLgQDzt6ew/s400/cairanox.bmp" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Vecchio e nuovo…….&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;La dannazione di essere “campani o irpini”,per uno che per scelta ha deciso prima di tutto di vivere nel “profondo nord” e cercare di non perdere la sua identità irpina e costretto a difendere anche ideologicamente di essere unitario e italiano contro la barbarica e plebea “politica culturale” di Bossi e quella cinica , sofistica e manageriale di Tremonti.Tornavo in Irpina per gli affetti e le festività e negli ultimi anni per tentare di realizzare un sogno e una speranza possibile con la Comunità provvisoria costringendo le mie conoscenze e la mia esperienza esistenziale ad una analisi basata epistemologicamente sulla libertà ,sul sospetto,il dubbio e la speranza e a scelte pratiche e politiche conseguenti e alternative. L’inadeguatezza del dibattito della società politica nella nostra provincia fa più male ed è più increscioso dei “raccapriccianti e sordi” alterchi leghisti e antipolitici che siamo costretti quotidianamente a subire al Nord come attentato alla nostra intelligenza ed esperienza. Per cautelarmi da sbandate di nuova utopia o di vecchie ideologie uso ritonare ai classici del pensiero filosofico-politico e ho riletto “l’apologia di Socrate” e la attualità del dramma di Socrate rispetto alla “irenica” democrazia ateniese, non per semplice e aristocratico gusto di citazione , mi ha riproposto ancora una volta la centralità dell’increscioso ,doloroso e inadeguato rapporto Potere-Sapere nella storia e anche in Irpinia. “ vecchi intellettuali ” che si ostinano a pensare e proporre con schietto realismo machiavellico che alla fin fine :” la politica ha come fine la conquista del potere e resta legata ad una funzione da svolgere. Pur ammettendo solo teoricamente che il potere fine a sé stesso può rivela ben presto una dannazione o una attrazione mefistofelica”. Vecchio e abusato vizio del fondo cinico e doppio della nostra cultura meridionale. Io mi sono stentito per contrasto “un giovane” umanistico e antiquato guicciardiniano “di sinistra ” che si sente costretto dagli “arcana imperi” e dai “mercati postribolari” a recuperare il gusto e a coltivare la presunzione di sentirsi diversi, di immaginare diversamente il proprio futuro e a pretendere dai propri governanti sempre e comunque che i valori stiano ai principi come la chiarezza alla realtà in un contesto che ci delude e ci deprime di continuo.E abbiamo trovato anche un “pazzo ed inattuale” poeta che ci descriveva con fascino e realismo la sua strada ….”la paesologia” e ci indicava un viaggio fascinoso e leggero verso un paradosso e una sfida : Cairano ….“piccolo paese dalla grande vita”. Sapevo che dialetticamente non c’era gara , non c’è confronto possibile per la forbice sempre più divaricata tra società politica e società civile : su queste basi non si alimenta il sano “conflitto” che è il cuore e il sangue del pensiero e della pratica della “politica” che non è solo alterco e agonismo sofistico o classico tra etica delle convinzioni o etica della responsabilità. Non avevamo preso in considerazione che esiste anche un contrasto e un conflitto tra una esperienza “comunitaria” ed una moderna esperienza di “società civile” che sono ambiti distinti ed esprimono modelli sociali diversi.”La comunità indica un insieme di individui caratterizzati da rapporti di solidarietà,da interessi convergenti , da ideali e speranze condivise, e quindi coeso e compatto ; la società indica ,per contro, un organismo assai più complesso e soprattutto frazionato al suo interno,gerarchico ,scarificato socialmente ed economicamente,percorso da spinte molteplici e da interessi divergenti. Noi in questo momento stiamo vivendo questa seconda distinzione/opposizione ((comunità-società) sovrapponendo alla prima (società politica-società civile) Questa è la dannazione vera della cultura e della politica irpina : lo scarto tra una pervicace presunzione comunque di “essere figli di un pensiero nobile” ed essere soprattutto capaci di pensare e agire fatti politici per poi “costruire motivazioni” e recuperare “identità attraverso la ricerca delle soluzioni possibili” per un futuro concreto e l’insoddisfatto “istintivo” appagamento di “una identità” e “un orgoglio” che vediamo con leggerezza sulle bandiere un po’ ridicole dei “leghismi’ nostrani che circolano non sempre carsicamente tra di noi in una miscela esplosiva tra antipolitica,post-o- antidemocrazia. Dannazione di tutte le richieste di i riscatti o cambi di potere in nome dell’orgoglio identitario ideologico,autoreferenziale e approssimativo. Ulteriore smacco e offesa comunque alla Politica come “grande aspirazione a dominare essa stessa “ o “ a caricarla di risposte alle questioni e non di messaggi palingenetici sulle grandi strategie” La politica, come l’etica ,è soprattutto una scienza pratica, ossia una scienza legata alla sfera contingente dell’azione ma anche l’occasione delle esperienze esistenziali e culturali distinte e di relazioni anche “conflittuali”. E’ proprio il sano ,concreto e salutare “conflitto”(pòlemos) politico che manca in Irpinia non solo per motivi generazionali ma soprattutto culturali. Più “conflitto” perché più politica pensata e praticata. Evitando sia la retorica della testimonianza che la vuota dialettica tra “vecchio e nuovo”,come effetto di spoliticizzazione del soggetto-cittadino destinato alle accattivanti e facili fauci dell’antipolitica da una parte e “dalla libertà negativa e passiva” condannata all’inazione e appagata nella non-partecipazione politica. Infine una speranza ”….il problema del recupero della politica , partendo dalla valorizzazione della comunità come soggetto del rinnovamento” potrebbe trovarci in una discussione vera. Il viaggio esistenziale e politico che abbiamo iniziato nella “comunità provvisoria” non ha bisogno di “pesanti e ricche valigie o masserizie identitarie”da custodire o esibire durante il cammino e neanche pretendere poteri ma di cercare strumenti diversi e praticare linguaggi ricchi e idee lunghe e possibili,”sogni pratici” che ci aiutino nella chiarezza a “trovare e costruire una motivazione che ci tenga insieme” e a definire una “funzione” utile per noi ,la nostra gente e il nostro territorio .E’ questo il nostro ordine del giorno? Sono questi sogni,le speranze che coltiviamo nel cuore e nella mente? Sono queste le domande che sto ponendo soprattutto a me stesso a livello filosofico ed esistenziale perché ritengo riduttivo e pericoloso ragionare per categorie desuete considerate ancora in contrasto solo dialettico (Potere-società civile,comunità) PS: questo scritto riciclato pone domande che non richiedono risposte .E’ da leggere , se si vuole , e subito da dimenticare…grazie! Mauro Orlando &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5238823280169768884?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5238823280169768884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5238823280169768884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5238823280169768884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5238823280169768884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/03/elisir-damore-per-la-comunita.html' title='Elisir d&apos;amore per .....La Comunità provvisoria e Cairano'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7dWTdBfe1j0/TZLXzmVVfHI/AAAAAAAACJc/2LLgQDzt6ew/s72-c/cairanox.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6492690709348897036</id><published>2011-03-25T10:04:00.001-07:00</published><updated>2011-03-25T10:16:09.355-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ...il mio Cairano del cuore.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pBGL1RmHv5U/TYzLrsQL6KI/AAAAAAAACJU/AcBgoURjlE8/s1600/4794_1113117441926_1646629203_279361_3710367_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588065189133805730" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-pBGL1RmHv5U/TYzLrsQL6KI/AAAAAAAACJU/AcBgoURjlE8/s400/4794_1113117441926_1646629203_279361_3710367_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:180%;"&gt;I nostri sentieri verso Cairano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“Il corpo di Bob Bridge lo ha accompagnato per ottantasette anni. Non per molto ancora. Il tempo consumato è il corpo di Bob. Tutti i suoi organi sono in declino. I nostri corpi si sono evoluti in modo da durare solo il tempo necessario a trasmettere i nostri geni alle generazioni successive. Dopo esserci riprodotti e aver cresciuto i nostri figli, non siamo più necessari. Bob ha svolto già da tempo il suo compito biologico. Vive di tempo preso in prestito”.…&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;....Il corpo è ciò che ci pone in contatto con il mondo. L’uomo non ha un corpo, ma è un corpo…e allora corpo ed anima non sono separati. Pure ammettendo che tale separazione ci sia, il corpo può fungere da veicolo per la crescita e per la grandezza dell’anima.&lt;br /&gt;Come Zarathustra allo specchio sconvolto un mattino vide”il ghigno deforme di un demonio….e pensò che ancora “l’erba maligna vuole passare per grano” e che anche gli amici possono andare smarriti….trascinati dai nemici ,è necessario”ridiscendere dagli amici e dai nemici”…anche a costo …..“di nuovo parlare e fare doni “e dare il meglio di ciò che trabocca dal cuore e dall’anima e scendere ancora a valle tra “le tempeste del dolore” e donare ciò che si era succhiato leggero sino in fondo sul”meteorita” ventilato, silenzioso e magico di Cairano.&lt;br /&gt;Certo anche dentro di noi intravedo insidioso e accattivante” il lago solitario che basta a se stesso” ma “abbiamo bevuto profondamente alle fonti alpestri” non solo a conforto del ” nostro cuore esule” ma per alimentare un torrente d’amore e farlo scorrere con naturalezza verso il mare del sogno, della speranza e del futuro.&lt;br /&gt;“O voce di colui che primamente conobbe il tremolar de la marina!”&lt;br /&gt;Nella Comunità provvisoria e inoperosa irpina respiriamo e camminiamo nuovi sentieri ininterrotti e stiamo imparandoad usare “le radure e i segnavie” e anche le vecchie, logore e abusate parole ,ma per discorsi nuovi ela voglia di raccontare vite nuove di creatori e non di spettatori,gregari e ripetitori. Ci siamo stancati della vecchia lingua impastata per i vecchi discorsi della poetica,della politica ,della filosofia e della teologia.I nostri spiriti sono incamminati sui sentieri liberi e ventilati come i deltaplani policromi di Cairano .Ma non solo e sempre per volare con le ali come aquile solitarie….. e vogliono incedere come uomini anche con le vecchie scarpe ma per tracciare nuovi cammini e storie vere con la mente semplice e leggera di un bambino………….&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6492690709348897036?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6492690709348897036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6492690709348897036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6492690709348897036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6492690709348897036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/03/elisir-damore-per-il-mio-cairano-del.html' title='Elisir d&apos;amore per ...il mio Cairano del cuore.'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-pBGL1RmHv5U/TYzLrsQL6KI/AAAAAAAACJU/AcBgoURjlE8/s72-c/4794_1113117441926_1646629203_279361_3710367_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3765574416672447143</id><published>2011-03-14T22:46:00.001-07:00</published><updated>2011-03-14T22:55:10.831-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore  per ......la vita umana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ekZtUXyPR_A/TX7963UpWPI/AAAAAAAACJM/FZTM-90Otrc/s1600/154656_1739622010554_1238762593_1981263_4937544_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 398px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584179775710779634" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-ekZtUXyPR_A/TX7963UpWPI/AAAAAAAACJM/FZTM-90Otrc/s400/154656_1739622010554_1238762593_1981263_4937544_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Alla fine della notte&lt;br /&gt;di ogni guerra in ogni tempo&lt;br /&gt;c'è una casa di farfalle&lt;br /&gt;in mezzo al vento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è una casa che ho sognato&lt;br /&gt;proprio quando mi han colpito&lt;br /&gt;e mi son detto:&lt;br /&gt;"tutto qui il dolore?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ora sento un grande caldo&lt;br /&gt;e un grande gelo&lt;br /&gt;e chi sa perchè&lt;br /&gt;mi brucia tanto il cuore&lt;br /&gt;R.Vecchioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tra esperienza mistica di Erri De Luca e la vita “paesologica” di Franco Arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una lotta tra la terra che vuole smettere di attrarci nel vivere e il cielo che inizia nel miraggio del pensare. Tra il finito pensato e l’infinito sognato. Un infinito che avvolgendoti come vento ti arruffa i capelli…libera con le vertigini dell’altura la tua mente da tutte le zavorre e le polvere sottili della pianura evitando il rito mistico del girotondo dei dervisci. Sulle rupi e le vetti ti metti in ascolto del vento d’altura che allontana gli schiamazzi del mondo. Non si pensa all’origine del vento ma al suo suono che non è deviante come le sirene di Ulisse.Uno che va per i monti è un vagabondo uno che va per paesi è un viandante o pastore che vede lontano e in profondità perché non ha una meta ma un cammino da percorrere in avanti e all’indietro come gli animali selvatici che fiutano e percepiscono segni remoti e nascosti ai più.Il mistico cammina con la sua solitudine per lasciarsi alle spalle rumori di fondo e la babele dei non-luoghi. E a quelli che gli chiedono cosa aveva visto sulla vetta e sulla rupe risponde di aver sentito e pesato sulla rocca di Cairano un senso di spaesamento e che non aveva parole per rispondere e usava le parole della poesia : un vuoto senza ali,una luce che si infiltra nel vento,la felicità di guadagnarsi il sole, un silenzio che si fa sinfonia, un ascolto dilatato del proprio cuore,un risentire il varco doloroso materno verso la luce della smemoratezza nel tuffo e nel vuoto della vita umana, e l’appoggiarsi delicatamente al bordo della rupe non per sperimentare il vuoto o il nulla ma per sentire dove finisce il mondo e comincia il tempo, sentire la tristezza dolorante e dolorosamente umana del getsemani dell’anima turbata dalla speranza per la resurrezione del corpo, il ricordo e la ricerca che lo stordivano, il cielo stellato sopra di noi che perdeva pezzetti di comete e non ti invogliava a cercare leggi morali dentro di te ma amare la solitudine spaziosa che non ti spaura ma alimenta la tua curiosa fantasia , il non andare a verificare se la terra smette e comincia il cielo o per riportare il cielo in terra, ma ad imparare a desiderare e apprezzare di abitare e vivere il dono della terra,lo sperimentare il precipizio nel vuoto che ci ricorda la solidità terrena della memoria, il vivere come la messa a fuoco tra la salita all’infinito e la discesa al finito senza fine di continuità. La discesa nel mondo dei “piccoli paesi dalla grande vita” non è la triste e forzata discesa tra gli uomini della esperienza solitaria di Zaratustra . Ciò che ognuno di noi ha vissuto, sentito,visto e pensato sulla rupe l’abbiamo chiamata “paesologia” come presupposto della ascesa mistica ma senza il miraggio della divinità . Paesologico è praticare la poesia che sa parlare della forza che hanno le stelle quando esplodono, le assurdità che passano per il mondo, il marciapiede su cui camminiamo, la sedia su cui stavamo seduti a cinque anni,il letto su cui dormiamo.,distinguere le emozioni delicatissime dalla vacua logorrea di calibratissmi congegni letterari e semplici eruzioni egotiche, evitare gli ipocriti, gli animali a sangue freddo, coccodrilli mummificati che all’improvviso si sciolgono e spalancano le loro fauci, gli estremisti parolai e moderati, il non farsi affliggere più di tanto dagli eroi dei luoghi comuni e della conservazione , il vivere la disponibilità di spazio e di terra sterilizzando i luoghi anche dalla puzza delle automobili, sapendo che siamo noi la cosa che manca e non risponde all’appello e alla sollecitazione,l’ imparare ad accudire con fervore e generosità il mondo e il luogo che ci ospita, mettersi al capezzale dei piccoli paesi , paesi della mancanza e del vento che scompiglia ed agita,il diffidare delle parole ma anche volergli bene per non farle assomigliare ad una truffa,lo smascherare i devoti del conformismo, i luminari dell’ipocrisia, i professionisti del calcolo costi/benefici,l’andare fuori a prendere aria e cercare instancabilmente spiragli,crepe e fessura come via di fuga per una esperienza autentica,l’ educarci agli sguardi lunghi e alle passioni e sentimenti caldi,lo scegliere di lasciare dietro di noi i miraggi e le distorsioni della modernità nella nostra risalita sul meteorita che guarda simbolicamente tutta l’Irpinia per far germogliare pensieri intorno all’altura degli appennini come luogo di transito che allontanano tutte le visioni statiche e separatiste, il vivere la penuria e la lentezza come occasione per guardarsi intorno e per guardarsi dentro, il fantasticare e immaginare un museo dell’aria senza arredi e custodi, senza cartelli segnaletici o guide sulla nuca del meteorita che spunta nella valle dell’Ofanto,tra il Formicoso e la Sella di Conza, anche nell’equivoco di chi vuole pensare a un Dio come l’aria e non come lògos, un Dio ha tanti fedeli inconsapevoli e tante chiese, una per ogni polmone, per ogni acquasantiera del respiro. Questo una volta il viaggio esistenziale verso Cairano 7X che si è voluto dividere nel tempo e nello spazio non nello spirito del sogno tra ascesi mistica e esperienza ‘paesologica’.&lt;br /&gt;Mauro orlando &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3765574416672447143?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3765574416672447143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3765574416672447143' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3765574416672447143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3765574416672447143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/03/elisir-damore-per-la-vita-umana.html' title='Elisir d&apos;amore  per ......la vita umana'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ekZtUXyPR_A/TX7963UpWPI/AAAAAAAACJM/FZTM-90Otrc/s72-c/154656_1739622010554_1238762593_1981263_4937544_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6143838369232981610</id><published>2011-03-02T22:36:00.001-08:00</published><updated>2011-03-02T22:40:11.670-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ........Oratorio bizantino</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bLzQRH09JQM/TW83cI-keNI/AAAAAAAACJE/uwR-x_Boa9c/s1600/183803_1590123548846_1108577363_3137225_1401550_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 304px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579739419921119442" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-bLzQRH09JQM/TW83cI-keNI/AAAAAAAACJE/uwR-x_Boa9c/s400/183803_1590123548846_1108577363_3137225_1401550_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000000;"&gt;prefazione di franco cassano a oratorio bizantino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#660000;"&gt;franco Arminio è una figura di intellettuale insieme tipica e asso&amp;shy;lutamente originale nel panorama del nostro Sud. Egli, pur pos&amp;shy;sedendo tutte le qualità per farlo, non è mai partito, non ha mai usato la sua intelligenza per scappare altrove. È rimasto invece fedele al-la sua terra, senza sacrificare a tale fedeltà la sua mobilità intellettuale o il suo spirito critico, di cui le pagine di questo libro sono un documento ricco e vibrante. Infatti per Arminio, e questo è un altro tratto singolare, l’amore dei luoghi nasce non, come spesso accade, dalla rimozione dei loro veleni, delle loro miserie e delle loro impotenze, ma da uno sguardo lucido, che non nasconde nulla e non fa sconti a nessuno. Ci sono trop&amp;shy;pi che, deprecando, sbattono la porta e se ne vanno altrove e di lì ponti&amp;shy;ficano a distanza. E troppi, tra quelli che rimangono, che sono convinti che la modernità sia soprattutto vendersi e sapersi vendere. Troppe vol&amp;shy;te oggi l’amore dei luoghi è diventato un’industria, un modo per venderli nel grande mercato globale, marketing territoriale, l’idea che si possa di&amp;shy;ventare commercianti della propria identità, e quindi parte della grande simulazione e dello spettacolo globale. Ma i luoghi di Arminio, i paesi dell’Irpinia, non sono stati assaltati direttamente, non sono stati invasi da turisti. Dall’esterno i cambiamenti sono minori, anche se sono stati fortissimi anche qui, e quei luoghi sono stati distrutti da un’arma silen&amp;shy;ziosa, da una «modernità incivile», che ne ha disinnescato l’anima, tra&amp;shy;sformando gli abitanti in profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paesologia, la disciplina che Arminio ha messo al mondo un po’ per gioco un po’ sul serio, è una «scienza arresa», non mira a vendere, ma a far capire, non è seduzione, ma un gesto di amore doloroso e insieme inaffondabile. In questo Oratorio bizantino, che raccoglie scritti che at&amp;shy;traversano più di un decennio, s’incontrano all’improvviso delle descri&amp;shy;zioni commoventi, ci s’imbatte nell’Irpinia d’Oriente, una terra alta e battuta dai venti, una vera e propria «Mecca dei venti», uno dei pochi luoghi nei quali può venire in mente l’idea di un Museo dell’aria. Ma que&amp;shy;sti venti, che prendono la rincorsa da altre terre alte e arrivano da lonta&amp;shy;no, sono anche e soprattutto un luogo dell’anima, sottolineano la di-stanza dell’altura dai riti fescenninici della costa, dall’opulenza volgare e rumorosa di un mare fatto non più da marinai e navigatori, ma dalle ple&amp;shy;bi estive notturne e accaldate, dai terremoti sonori scagliati nel buio a de-cine di miglia di distanza, testimonianza di quella perdita del rapporto con i luoghi che li rende una discarica dello stordimento, un fondale do&amp;shy;ve il rumore annega in un solo colpo la bellezza e la coscienza, «una fos&amp;shy;sa comune dello spirito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa nobiltà dell’altura, questa diversità riservata e austera, non diventano mai in Arminio la caduta in una sorta di mitizzazione, perché il benessere pesante e volgare non è rimasto confinato sul mare, ma è ar&amp;shy;rivato fino sui monti dell’Irpinia, in una forma fredda, ma non meno ve&amp;shy;lenosa, e ha trasformato l’antica ritrosia in un collettivo voltare le spalle non solo ai luoghi e alla loro cura, ma a tutte le storie collettive. È come se sulla comunità fosse caduta una bomba silenziosa quando sono arri&amp;shy;vati prima il trauma del terremoto dell’80 e poi i soldi, che hanno rico&amp;shy;struito le case, ma sembrano aver seppellito nelle loro fondamenta anche le coscienze: «Quello che una volta era il popolo della sinistra è un infor&amp;shy;me ammasso di solitudini e disperazione guidate da larve di una stagio&amp;shy;ne politica cupa e disfatta».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I segni esterni di questa «disfatta antropologica» non sono clamo&amp;shy;rosi, ma non sfuggono al sismografo del paesologo, a chi possiede me&amp;shy;moria di ciò che era e sa cogliere le differenze anche nei segni più pic&amp;shy;coli, nei vuoti che si dilatano nelle strade, nell’estraneità che cresce an&amp;shy;che nei paesi dove ci si conosce tutti. Oggi, dice Arminio, in questi paesi le porte sono chiuse, sempre chiuse. Ognuno sta dentro la pro&amp;shy;pria casa, ha come unico dio il proprio utile privato, si è ritirato dalla comunità, le ha chiuso la porta in faccia, lasciandola fuori in preda ai venti. La bomba è esplosa dentro, producendo una mutazione delle anime. E quello che succede fuori scompare, sostituito dalla televi&amp;shy;sione, che ti fa abitare altrove, che ti rende cieco con un’orgia di im&amp;shy;magini. Si incontra qui uno dei bersagli polemici privilegiati di Ar&amp;shy;minio, quella piccola borghesia che vive la propria casa come un rifu&amp;shy;gio antiatomico, che non riesce più a vedere i propri luoghi, omolo&amp;shy;gata fin nel profondo dell’anima, arredata dai miti del consumo nel proprio immaginario, spenta nelle passioni collettive. E quando esce di casa, questa classe lo fa solo per esportare la chiusura dell’anima e la «planetaria fornicazione dei mediocri», per incrementare il suo bot&amp;shy;tino privato. È da questo grado zero della passione che inizia a pro&amp;shy;sperare una politica non politica, trasformata in affare da chi la fa, in carriera e compromessi, che presenta come sano senso della realtà la tecnica della spartizione del bottino. Ecco perché domina la vigliac&amp;shy;cheria, quella tara dell’anima su cui i politici hanno costruito il pro&amp;shy;prio dominio, ecco perché in tanti, salendo di rango, sono arrivati in cima, ma non sanno più dire nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arminio detesta il compromesso non per moralismo, ma per una ra&amp;shy;gione più tellurica e profonda: il compromesso porta al tradimento dei luoghi, spinge ad abitare in essi come se si fosse degli uccelli predatori, emissari di un Occidente minore, volgare e arraffone. È questa fedeltà che lo rende molto di più di un don Chisciotte: il suo legame con la ter&amp;shy;ra non è libresco, ma sensoriale, è un rapporto con le passioni collettive, quelle che hanno abitato in tanti suoi amici e coetanei e poi si sono pla&amp;shy;cate lentamente, arenandosi in una waste land dello spirito. Il suo sogno è quello di un paese capace di ritrovare se stesso, i propri legami, capace di uscire dalle case, di aprire quelle porte chiuse che separano le anime le une dalle altre, è la fatica, ma anche l’ebbrezza dell’azione collettiva, l’u&amp;shy;nica impresa oggi paragonabile alle gesta dei cavalieri, ma che, al contra&amp;shy;rio di quelle, deve essere fondata su una grande mobilitazione di tutti. L’eroe di questa epopea non vuole essere solo o il primo, anzi vede la pro&amp;shy;pria solitudine come una sconfitta, come il prologo della sua riduzione, nella migliore delle ipotesi, a un tipo originale, un po’ matto e diverso, un poeta e uno scrittore, uno che sarà anche una brava persona e avrà let-to tanti libri, ma forse proprio per questo non è in grado di accettare la realtà. Qualcuno da tenere buono e da lasciare solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti qualcosa di vero in tutto questo c’è: solo a uno come Franco Arminio poteva venire in mente di proporre la nascita di una nuova di&amp;shy;sciplina, la paesologia, la scienza arresa, che proclama il primato dell’e&amp;shy;sperienza sul logos. Che si tratti di una «scienza arresa» è una vera e pro&amp;shy;pria bugia, perché in questo vivere la condizione incerta e malferma dei paesi, specialmente di quelli più dissanguati, si può cogliere il rovescio delle retoriche dominanti, di quella rincorsa collettiva che ha riempito le bocche e le case, ma ha succhiato via ogni momento di vita comune, di riconoscimento negli altri. Una scienza, quella della paesologia, che non può nascere dagli algoritmi dello scienziato sociale, ma solo dallo stare dentro, da un legame con i suoni, gli odori, le case, i panorami, e da un rapporto forte con la memoria, il legame più pericoloso, perché ricorda i momenti in cui tutti sono stati migliori di quello che sono diventati, in cui non avevano ancora il piombo nelle ali, in cui non erano ancora di&amp;shy;ventati vigliacchi, vittime ma anche e soprattutto complici del potere, di un piccolo potere fatto di interni arredati con vasche per idromassaggi e di esterni con vacanze ai tropici, come nei cinepanettoni e nel racconto di un’Italia tutta ruotante intorno ai genitali e alle carte di credito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6143838369232981610?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6143838369232981610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6143838369232981610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6143838369232981610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6143838369232981610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/03/elisir-damore-per-oratorio-bizantino.html' title='Elisir d&apos;amore per ........Oratorio bizantino'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bLzQRH09JQM/TW83cI-keNI/AAAAAAAACJE/uwR-x_Boa9c/s72-c/183803_1590123548846_1108577363_3137225_1401550_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5641282236648021183</id><published>2011-03-01T07:45:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T07:52:00.909-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yUoTKXhmklQ/TW0VA7I6T0I/AAAAAAAACI8/mE4ZqpRfjdw/s1600/4663_85783666771_730681771_1755978_5165246_n.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579138619001163586" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-yUoTKXhmklQ/TW0VA7I6T0I/AAAAAAAACI8/mE4ZqpRfjdw/s400/4663_85783666771_730681771_1755978_5165246_n.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;i vivi al mio paese sono morti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;li ho visti oggi con le spalle al sole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spingevano per entrare al cimitero &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;franco arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#006600;"&gt;…con la coda dell’occhio del filosofo-paesologo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensando da lontano alle passate girnate “paesologiche” per caricarmi di ottimismo intelligente e esorcizzare la volontà pessimista prendo in mano dai miei innumerevoli libri amati un vecchio testo di Diderot. Immaginando di aver sognato di essere in un antro come quello descritto da Platone, Diderot scrive:«Mi parve di essere chiuso nel luogo chiamato l’antro di questo filosofo. Era una caverna buia. Ero seduto in mezzo a una moltitudine di uomini, di donne e di bambini. avevamo tutti i piedi e le mani incatenate e la testa fissata strettamente da stecchetti di legno così che ci era impossibile girarla. Ma quel che mi stupiva era il fatto che la maggior parte delle persone beveva, rideva, cantava senza dare l’impressione di essere impedita dalle loro catene, e voi, vedendole, avreste detto che quello era il loro stato naturale; mi sembrava persino che coloro i quali facevano un qualche sforzo per recuperare la libertà dei loro piedi, delle loro mani e della loro testa, erano guardati male, si attribuivano loro nomi odiosi, ci si allontanava da loro come se fossero infettati da una malattia contagiosa, e quando nella caverna si verificava un qualche disastro, non si perdeva mai l’occasione di accusarli di ciò. Equipaggiati come vi ho appena detto, avevamo tutti la schiena volta verso l’entrata di questo luogo di cui potevamo soltanto guardare il fondo tappezzato da una tela immensa.Alle nostre spalle c’erano re, ministri, preti, dottori, apostoli, profeti, teologi, politici, bricconi, ciarlatani, artisti facitori di stupefacenti illusioni e tutta la genìa dei mercanti di speranze e di paure. Ognuno di loro era provvisto di figurine trasparenti e colorate che rappresentavano il loro rispettivo ruolo, e tutte queste figurine erano così ben fatte, così ben dipinte, in così gran numero e talmente variegate, che c’era di che offrire alla rappresentazione tutte le scene comiche, tragiche e farsesche della vita. Come poi vidi, questi ciarlatani, che stavano tra noi e l’entrata della caverna, avevano dietro di loro una grande lampada sospesa, sotto la cui luce mettevano in mostra le loro figurine le cui ombre portate al di sopra delle nostre teste e ingrandendosi per strada andavano a fermarsi sulla tela stesa sul fondo della caverna per formarvi delle scene, talmente naturali, talmente vere che noi le prendevano per reali, e ora ne ridevamo a gola spiegata, ora ne piangevamo a calde lacrime […]» (D. Diderot, L’antro di Platone).La principale novità, rispetto a quanto Platone aveva scritto in Repubblica, è il riferimento esplicito e dettagliato alle tante possibili categorie di «facitori di stupefacenti illusioni»: sullo sfondo, c’è una concezione del ruolo del filosofo-paesologo nel confronto con i tanti possibili ciarlatani che stanno tra l’entrata della caverna e i prigionieri, costruendo e proiettando le loro rappresentazioni. Per quanto la messa in scena esercitasse il suo fascino, poteva accadere che tra la folla qualcuno avesse dei sospetti: c’era chi «scuoteva di tanto in tanto le sue catene e che aveva un fortissimo desiderio di sbarazzarsi dei suoi ceppi e di girare la testa; ma immediatamente ora l’uno ora l’altro dei ciarlatani che avevamo alle spalle si metteva a gridare con una voce forte e terribile: “Non girare la testa! Guai a chi scuoterà la sua catena! Rispetta i ceppi.” Diderot descrive in questa parabola classica il passaggio dal mondo della quotidianità al mondo del pensare e agire in pubblico, dove più fortemente si realizza la facoltà umana di attraversare mondi che stanno in relazione tra loro ma che nello stesso tempo sono chiusi. Ciò che più fa pensare è cosa significhi essere spettatori non «dominati dalla rappresentazione» o dalle immaginazioni che non tengono conto del principio di realtà assieme: la pittura (immaginazione) e il teatro ( impegno pubblico o politico) avvincono e traslano lo spettatore in uno spazio paragonabile a quello del sogno ma che non coincide col sogno. Perché l’unità di credere e non credere richiede un «atto consapevole», per quanto paradossale: l’atto consapevole con cui si entra nella finzione, il che è condizione per poterne uscire, pur essendosi “abbandonati” ad essa; condizione per poter esercitare la critica consapevole e attiva, che pure è sospesa nell’istante in cui si sospende l’incredulità.«Solo pochi, con la coda dell’occhio, vedono che, al di là, al di qua e di lato, oltre le pareti, vi è qualcosa che collega il mondo della rappresentazione con i mondi che stanno al di fuori. È in questo collegamento, nell’esperienza del passaggio da un mondo all’altro che il filosofo-paesologo di Platone si incontra con quei filosofi di cui Diderot ha promesso di narrarci un’altra volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5641282236648021183?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5641282236648021183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5641282236648021183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5641282236648021183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5641282236648021183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/03/i-vivi-al-mio-paese-sono-morti-li-ho.html' title=''/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-yUoTKXhmklQ/TW0VA7I6T0I/AAAAAAAACI8/mE4ZqpRfjdw/s72-c/4663_85783666771_730681771_1755978_5165246_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1579578352528672512</id><published>2011-02-14T10:50:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T10:53:35.295-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....l'elefante bianco</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UzzEqZiN40s/TVl58mXAW-I/AAAAAAAACIs/dK1erE3P9zo/s1600/nigro.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; FLOAT: left; HEIGHT: 262px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573620095843851234" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-UzzEqZiN40s/TVl58mXAW-I/AAAAAAAACIs/dK1erE3P9zo/s400/nigro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cercare ,cercare il senso del viaggio,cercare la felicità,sapere almeno che esiste”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La curiosità e il piacere mi hanno inghiottito in questi giorni di lontananza e ozi padani nel gorgo delle parole del bel libro di Raffaele Nigro “Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway “. Il privilegio di aver conosciuto Fernanda Pivano e il retrogusto di ascoltare questo suo racconto di un viaggio tra la millenaria natura della Lucania appenninica dei “piccoli paesi della grande vita “ hanno fatto il resto dell’incantesimo.Vita di parole e racconti. Sì perché questo non è un viaggio alla ricerca della bellezza,del silenzio,dell’identità in astratto ma nelle tanto bistrattate e abusate parole della letteratura del racconto della vita reale ed autentica delle piccole cose e delle persone normali.Saper ritrovare il gusto e il senso del vivere autentico e “paesologico” in un volto,un gesto,uno sguardo , un sasso, un profumo, un gusto perché nei nostri paesi appenninici «se metti una mano nella terra o nella radice di un albero le storie vengono fuori come nugoli di mosche».Se questo accade ad uno dei massimi affabulatori delle storie più affascinanti del Novecento bisogna veramente credere che questa magia si possa ripetere nelle nostre esperienze non solo letterarie.” I miei paesi sono fungaie,piovono e nascono le storie.Nevica e nascono le storie.Escono storie dalla terra come nuvole di mosche”. Due figure di intellettuali che si confrontano con la millenaria e antica storia dell’umanità sul senso autentico della vita. Lui è l’osannato scrittore americano di Addio alle armi e Il vecchio e il mare, lei è la sua traduttrice italiana, la studiosa che lo fece conoscere e amare e che fece conoscere ad una intera schiera di intellettuali provinciali il meglio della letteratura americana tra i disatri ,le macerie e le utopie del dopoguerra. La parte più interessante di questo racconto è proprio il senso e la necessità per ognuno di noi di almeno tentare questo viaggio alla riscoperta della nostra identità individuale e collettiva non come la ricerca del “santo Graal” come un apparato ideologico o dottrinario a copertura delle nostre malposte intransigenze e inadeguatezze ai tempi complessi e ai sensi imposti al nostro vivere inquieti e irrisolti. Non abbiamo nuove cause da scoprire e nuovi catechismi da ritrovare e nuove estetiche da reinventare . Noi viviamo come un senso di colpa ,di inadeguatezza o di inattualità nel difendere “le nostre radici” .”i giovani non difendono più le radici -scrive Nigro- Non credo che le difendano. Vorrebbero essere nati tutti su un‘astronave e in fondo all’universo. Come i personaggi di Conrad, che nascono e vivono su una nave tutta la vita. Noi invece siamo rimasti appesi al nostro ombelico. Questo mi fa sentire a volte figlio di una cultura grandissima e importante, altre volte fuori dal tempo, fuori dalle mode ,vecchio”.Questa ancora oggi la nostra “tragedia” …..per non sentirsi “vecchi” si cercano nuove corazze da indossare o vecchi alibi da cavalcare .Le occasioni delle cattive compagnie e di viaggi immaginifici ed inutili sono alla portata di tutti specialmente dei “diversamenti anziani”,perchè nelle nostre terre ancora “ i morti camminano affianco ai vivi e i cattivi pensieri si fanno creature di carne e sangue”. Oggi più modestamente ma con maggiore difficoltà non abbiamo più bisogno –spero- di andare in cerca di “elefanti bianchi” e non siamo “come lazzaro nella tomba , in uno stato comatoso…ad aspettare la resurrezione”. La storia tragica delle ideologie disatrose e le numerose e aberranti estetiche del novecento devono essere servite a qualcosa per capire come va il mondo anche se hanno scansato volontariamente la intellettualità meridionale .”Si può essere infelici di troppa esperienza e di troppa fortuna…specialmente se circa un mondo che non esiste” e non ci si accontenta di guardare in profondità il piccolo mondo preservato che ci sta intorno “come cercare un silenzio più profondo del silenzio” e capirne il senso per la propria vita e della vita degli altri. E allora ci interessa meno di questo racconto “ i pretesti e le espressioni psicologiche” per esperienze di sensi rattrappiti e ingabbiati di “ un vecchio intellettuale in disarmo” che si fanno comunque letteratura anche se buona ed onesta letteratura. Cercare ancora di rilevare e ascoltare storie e racconti senza “fuggire dalla storia, sottrarsene in luoghi perduti o ideali ….dove l’uomo non può agire sull’uomo, non può vessarlo in qualche modo, perché e fuori dal tempo e dalle passioni”. No, noi dobbiamo stare nel tempo, sfidarlo anche nelle sue tragiche contraddizioni e conflitti, nei suoi ritardi e avere il coraggio ancora di vivere,desiderare le passioni e sentimenti come esperienza esistenziale individuale e comunitaria. Questo è il viaggio che vorremmo raccontare della nostra Irpinia comunitaria di ieri e di oggi. Questo mi ha suggerito la intrigante lettura del racconto della mia amica Fernanda attraverso Raffaele Nigro facendomi sognare di trovare il mio “elefante bianco” nei silenzi , nel vento e nelle bellezze di Cairano! Nella esperienza del silenzio e del respiro del corpo e della natura dove non la fa da padrone “la ragione” con la sua freddezza ma “il sentimento” con il suo calore. Ma “negli inverni del nostro scontento” bisogna soprattutto evitare le prime incrinature senza nessuna consolazione con i sentimenti della tristezza ,dell’inquietudine e della nostalgia. Non esiste una definitiva salute dell’anima così come non esistono i medici dell’anima e del dolore. La vera salute dell’anima è la vita vissuta anche nei piccoli paesi,nei piccoli gesti .” Infatti una salute in sè non esiste…dipende dalla tua meta ,dal tuo orizzonte ,dalle tue energie,dai tuoi impulsi ,dai tuoi errori e , in particolare dai tuoi ideali….”&lt;br /&gt;( Nietzsche, La gaia scienza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1579578352528672512?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1579578352528672512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1579578352528672512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1579578352528672512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1579578352528672512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/02/elisir-damore-per-lelefante-bianco.html' title='Elisir d&apos;amore per .....l&apos;elefante bianco'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UzzEqZiN40s/TVl58mXAW-I/AAAAAAAACIs/dK1erE3P9zo/s72-c/nigro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2190802063860869523</id><published>2011-02-11T23:56:00.000-08:00</published><updated>2011-02-11T23:59:09.493-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......una ossessione dolce</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-p-cyBUIiMkk/TVY9idkuHkI/AAAAAAAACIk/slFePmeUZ6g/s1600/4699_1132620326050_1543530937_322076_5016162_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572709251181059650" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-p-cyBUIiMkk/TVY9idkuHkI/AAAAAAAACIk/slFePmeUZ6g/s400/4699_1132620326050_1543530937_322076_5016162_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000066;"&gt;Tragedia di un progetto utopico&lt;br /&gt;non realizzato&lt;br /&gt;che sembra morto&lt;br /&gt;senza essere mai nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M.C.Baroni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi l’avrebbe mai detto o immaginato che in questi tempi di tristezza del pensiero e deriva postribolare della politica-politicata il pericolo più insidioso al nostro spirito individuale ,alla democrazia e alle piccole comunità specie se provvisorie ….. potesse venire da un pensiero troppo innamorato di sé stesso,operativamente declinato sulla quotididianeità operativa e ancora una volta impaurito dalla spiritualità e la oniricità della poesia,del sogno che si fa comunitaria e non si chiude in sé stessa ma osa puntare il dito anche verso di noi e gli altri che ci sono vicini.Noi ci siamo imposti una occasione di “bellezza,silenzio, nostalgia,grande vita,sogno, poesia……per sette giorni a Cairano non come obiettivo salvifico o utopico ma per segnare una distanza ,una vicinanza, una leggerezza e una profondità da chi quotidianamente ci impone un superficiale stile di vita e di pensiero. Qualche commentatore intelligente ha scritto che l’agonia della nostra società non va misurata a partire dall’esibizionismo banale,superficiale di tutto ciò che oggi si dice “cultura”, cioè di una crescita quantitativa di un “sublime” diffuso e massificato , nel fare arte, poesia, spettacolo..La comunicazione eccessiva ,trasversale ,politicamente corretta e caciarona vuole imprigliare il nostro “io” in un autismo privato deluso, empirico,infelice, solitario y final o in una rimozione o autismo corale di un territorio violentato e emarginato. Paradossalmente si sottolinea la denuncia di “nuove invasioni barbariche “ e contemporaneamente la dichiarazione del crollo della poesia,del sogno edella bellezza nell’epoca in cui la stessa poesia rischia di farsi edonistica indifferenza o eccessiva esposizione e si omologa ad un mondo istupidito e superficiale. Mai come oggi esiste un aumento demografico di poeti e di intellettuali che si ritrovano nelle vetrine –riserve di una democrazia sempre più involgarita mediaticamente .Potrebbe risolversi in una sorta di isteria nazionale che qualcuno ha chiamato ”autarchia creativa del sublime” a cui viene dato o la libertà di sovraesporsi o di relegarsi in regime di innocenza o narcisismo territoriale, storico e politico come una specie in via di estinzione o che dia voce ad una malinconia collettiva o autismo corale che rimargina ( cioè esalta e falsifica) lo sbandamento di una comunità che non c’è più o che non ci mai stata se non nella menta di Platone ,Rousseau o peggio Marx.Niente di tutto ciò si pensa di fare a Cairano a patto che ognuno di noi continui a coltivare negli angoli più riposti del proprio spirito la scintilla “comunitaria e paesologica” che ci fa diversi ed originali rispetto ai notevoli apporti della tradizione culturale del passato e agli “spiriti animali” del presente che rischia di confonderci e omologarci nella massa delle buone e pratiche intenzioni.Pensiamo sempre al “meglio”…….non dimentichiamoci di pensare a Cairano nelle piccole e grandi occasioni dei nostri incontri!&lt;br /&gt;mauro orlando &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2190802063860869523?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2190802063860869523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2190802063860869523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2190802063860869523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2190802063860869523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/02/elisir-damore-per-una-ossessione-dolce.html' title='Elisir d&apos;amore per ......una ossessione dolce'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-p-cyBUIiMkk/TVY9idkuHkI/AAAAAAAACIk/slFePmeUZ6g/s72-c/4699_1132620326050_1543530937_322076_5016162_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3089756063765014683</id><published>2011-02-04T06:38:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T06:44:58.666-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......Cairano 7X 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUwP237yJaI/AAAAAAAACIc/tys9B87YFqg/s1600/4699_1132315158421_1543530937_321493_7348928_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569844274552513954" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUwP237yJaI/AAAAAAAACIc/tys9B87YFqg/s400/4699_1132315158421_1543530937_321493_7348928_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000066;"&gt;c’è una desolazione che è anche beatitudine. c’è un paese piantato come un meteorite nell’irpinia d’oriente, un paese che guarda a un mare d’erba, ai monti picentini, alle alture lucane. cairano guarda a sud dalla sua rupe. non ci sono cose da vedere, nel senso strettamente turistico del termine, ma da cairano si vede molto, ma bisogna arrivare alla nuca silenziosa del paese: il paese ha letteralmente la testa tra le nuvole. alla fine di giugno, quando ad occidente c’è più luce, cairano7x è una settimana per parlare e ascoltare. non un festival, non è un evento, è una cerimonia dei sensi. non è un´adunata di specialisti. è una festa del silenzio e della luce, un cantiere delle arti e del buon vivere. artisti, architetti, archeologi, artigiani, poeti, musicisti, teatranti, registi, gastronauti, pensatori, contadini, nullafacenti, tutti insieme tutti a intrecciare i fili di un nuovo modo di abitare i luoghi considerati più sperduti e affranti. è un´esperienza per i liberi, per i non affiliati, per chi sente il dolore e la bellezza di stare al mondo, per chi ancora vuole provare a fare un buon uso, un uso semplice e profondo, di noi e del mondo. cairano come luogo d’intreccio, capitale dei confini. ogni arte, ogni persona si sporge sul bordo di se stessa, si pone in bilico, in ascolto di altre arti, altre persone. portiamo a cairano chi lavora per la bellezza, chi ancora crede al mondo come a un luogo per amare ed essere amati. non si viene qui per esporre le proprie mercanzie artistiche o dialettiche e andare via. non si viene qui per fare un numero, per eseguire uno spartito confezionato altrove. si viene qui per fare cultura e politica, per farle insieme. è il momento di smuovere l’immaginazione, costruire progetti che usano la gomma più che la matita. andiamo sulla rupe per cucire in una nuova alleanza il vuoto e il silenzio e la luce e il cibo e il pensiero e l’arte di trascorrere il tempo su queste schiene di terra che si abbassano verso il mare e in cui ogni paese è una vertebra isolata. da questo isolamento vogliamo offrirci e offrire un’esperienza di comunità, una comunità necessariamente provvisoria in questa stagione di autismo corale. non siamo paesanologi, non nutriamo nostalgie dei paesi com’erano una volta. ci sporgiamo verso il futuro partendo da una fonte che sia solo nostra. siamo stufi di pensare a questi luoghi con le categorie degli altri. non cerchiamo turisti, ma nuovi residenti. e si verrà in questi luoghi non solo per lo loro bellezza, ma perché qui si può sperimentare un diverso modo di vivere, lontano dall’affollata insolenza dei centri urbani. (f.arminio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè tutto non ritorni alla routine,alla normalizzazione e …alla omologazione.La nostra esperienza comunitaria e paesologica va curata e vivificata .Non possiamo permetterci il lusso di “annacquarla”,minimizzarla o omologarla con dosi di buon senso o di pragmatismo senza anima.Il rischio e il danno è per tutti….i sognatori e i pratici! .E’ per questo che voglio ribadire, prima di tutto a me stesso, il senso autentico e coerente della mia esperienza nella Comunità provvisoria come percorso intellettuale e esitenziale di vita vissuta non come fatto ossessivo e mentale ma come esigenza di coerenza concreta identitaria personale e comunitaria assieme.Avevamo pensato una provocazione ossimorica possibile che recitava : è’ difficile e un po’ presuntuoso parlare di “ un mondo antico morto e di un mondo nuovo ,sfinito e senza radici” , suggerire di “non guardare in nessuna direzione….con lo sguardo del cane anche se prolungato affettuoso e clemente.Duro far passare l’idea di “avere paura di costruire certezze e di praticare esercizi di perplessità non come esercizio di stile….” Raccontare che noi lavoriamo per pensare ad un nuovo tipo di comunità. Non una comunità anacoretica di quelli che amano allontanarsi dal mondo , di singolarità solitarie con vocazioni a ritirarsi in una sorta di slegamento sociale senza appartenenze e legami.Mentre il mondo massificato fuori impazzatra rumori assordanti di clacsons nevrotici e il cervello si spappola tra il velenoso ‘co2′ e la insidiosa frenesia di una ‘operosità’ malposta e imposta a un individualismo nevrotico e cinico . Non siamo per una ‘singolarità” qualunque in nome di una identità comune al di la della forma in cui essa sia modulata. .La esperienza della Comunità provvisoria, di Cairano 7X , la ricerca conoscitiva della “paesologia” rispecchia lo spirito leggero,provvisorio,creativo, che vuole espressamente evitare finalità,modelli,formalismi già consumati nel passato.” Un luogo per chi ha due minuti tra le dita per sè”.Un luogo dove si possa comunicare e “conversare non sotto il peso delle nostre parole e dove si possa passeggiare con la naturalezza e la leggerezza di un passero sopra il ramo” .Dove viviamo la vita e …noi che ci conficchiamo in essa istante per istante”…Nell’impazzare ‘ideologico’ dell’uomo del fare come il ‘passepartout’ di tutte le pigrizie,le lentezze,arretratezze di un umanesimo che confligge con una idea di modernità che ci vede non solo sospettosi ma contrariati e resistenti.La nostra parola magica è ….inoperosità comunitaria .”andare all’aperto,fuori di noi e non rinserrarsi impauriti nella “coscienza” su qualche comodo lettino di analisi o sedando il nostro corpo”.&lt;br /&gt;E avendo scelto concretamente la parola «comunità», ci accorgiamo che essa è riconducibile, in definitiva, ad un duplice senso: ciò che è in comune ed essere-in-comune.. L’essere-in-comune rappresenta la modalità di esistenza del libero individuo che partecipa direttamente, insieme agli altri, a ciò che è in comune. . L’essere-in-comune è appunto riferito ai componenti della comunità. Ma gli stessi componenti, sebbene fondamentali per l’esistenza della comunità, possono essere gli artefici di un ribaltamento dialettico, un cambiamento di visione che li deve condurre da una modalità disgregativa a una aggregativa. È una dimensione plurale della comunità in cui la “molteplicità” fa intravedere una dimensione in cui la persona non è separata dalla vita, o da se stessa, ma coincide con essa in un sinolo inscindibile di forma e forza, di esterno e d’interno, in cui il soggetto è finalmente norma a se stesso e non deve nulla ad istanze trascendentali o trascendenti. In altre parole, un unicum, o singolarità, che coniuga il singolare e il plurale nella stessa persona.. Ed ecco allora il paradigma o la categoria originale e diversa della provvisorietà e ….della inoperosità !Difficile spiegare evitando la spocchia dottrinaria o la ingenuità visionaria e inattuale. L’improduttivo spazio e tempo dell’inoperoso non è delimitabile da un opaco dispositivo di miscelazione di desideri arcani, pulsioni di fuga, resistenze inerziali, eremitaggi esistenziali, silenzi e rifiuti assoluti, immobilismi estremi, estetismi letterari ed artistici . Volendo far uso di un lessico più squisitamente filosofico, possiamo peculiarmente qualificare l’inoperoso come la prevalenza dello stare dell’essere sul divenire dell’essere: esso è il sottrarsi giocato contro l’esporsi. In tal senso, è la faccia speculare e contraddittoria del potere: l’abbandono simmetrico alla cattura e alla diaspora possibile . Noi vorremmo scongiurare l’abbandono delle emigrazioni,le fughe nella propria autosufficienza intellettuale o sociale,la cattura nelle neoideologie postmoderne del “fare” come variabile indipendente della producibilità umana universale e necessaria. Dobbiamo pensare per non disperare che possa esistere o essere pensata una possibile nuovo modo di fare economia.Si parla di economia ‘noetica’. Una possibile nuova situazione in cui le visioni, i miraggi, le speranze segrete e inconfessabili, le introflessioni integrali, i mutismi e gli arresti incondizionati, le resistenze estreme e l’estrema inarticolazione dell’inoperoso diventano la prassi possibile per vivere e pensare “i piccoli paesi” dell’abbandono, e dei “terremoti”,delle emergenze o delle urgenze naturali o meccaniche. Essa, grazie alla sua razionalità metapoietica, fa dell’inespresso,del fantasioso,del sogno e del non pianificabile il suo oggetto perspicuo, che non lega le proprie sortie le sue finalità alla esplosione consumistica e sublimazione riproduttiva . L’inespresso e l’inarticolato non necessariamente devono essere letti nell’ottica sublimato, modificato e riprodotto. Attenti e sospettosi che anche l’inoperosità può essere trasformata in mercato operoso che mette in scena il fantasmagorico teatro della fruizione consumistica dell’inespresso. Che l’inerzialità, l’inespressività e l’inappagabilità dei desideri possono diventare sempre riproducibili, attraverso sequenze/figure immaginifiche: replicanti che si spacciano per mutanti. In queste condizioni inedite e nuove rifiutarsi di pensare che non v’è alcuna speranza di poter ingabbiare anche l’inoperosità nel ciclo o della salvezza o nell’orizzonte della linea di fuga. Anche per questo scriviamo in questo Blog e ci prepariamo per Cairano!Qualcuno ci consiglia di : Primun vivere e fare deinde …….philosofare !E’ difficile, complesso, barocco ? E sia !”per aspera ad astra ” era scritto nella mia aula ginnasiale del Liceo “Parzanese” di Ariano e ,fuori retorica, concretamente mi va bene ancora oggi insieme ad una certa leggera e praticata irresponsabilità antidogmatica , antiautoritaria e anarchica …nel senso profondo e non ideologico del termine. Ricordiamoci sempre ,però, che la comunità provvisoria sopravvive solo se alimenta la sua anima “paesologiaca” e Cairano 7X ne è la declinazione più autentica e profonda….il resto è routine,abitudine ….,deja vu, omologazione.Mi piacerebbe che ognuno di noi ptesse dire come Flaubert per la sua “Madame Bovary” …….Cairano 7X ….. ” c’est moi”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3089756063765014683?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3089756063765014683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3089756063765014683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3089756063765014683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3089756063765014683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/02/elisir-damore-per-cairano-7x-2011.html' title='Elisir d&apos;amore per .......Cairano 7X 2011'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUwP237yJaI/AAAAAAAACIc/tys9B87YFqg/s72-c/4699_1132315158421_1543530937_321493_7348928_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-7608463444633676094</id><published>2011-01-31T22:55:00.000-08:00</published><updated>2011-01-31T23:06:06.757-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......la paesologia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUeu9Yy_bqI/AAAAAAAACIQ/1bCg6TzYM-I/s1600/poesia-vita-logo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 358px; FLOAT: left; HEIGHT: 250px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568611833918484130" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUeu9Yy_bqI/AAAAAAAACIQ/1bCg6TzYM-I/s400/poesia-vita-logo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;.Zibaldone di paesologia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Franco Arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi ogni mattina vado a trovare qualche paese come si va a trovare un vecchio zio, vado a vedere che faccia ha, a che punto è la sua malattia o la sua salute. Vado per vedere un paese, ma alla fine è il paese che mi vede, mi dice qualcosa di me che non sa dirmi nessuno.&lt;br /&gt;Ci sono paesi accresciuti, deformati dalla spinta a diventare come le città e ci sono i paesi sperduti, affranti, quelli che non bastano mille curve per toccarli e quando arrivi senti che resterai per poco.&lt;br /&gt;Nei paesi vedi il corso delle cose, l’inizio, lo svolgimento e la fine.&lt;br /&gt;Io appartengo solo al mio paese. Sono un dente dentro la bocca del cavallo, un mattone dentro un muro. Sono il vento che mi agita la testa, che rompe i minuti in cui cammino.&lt;br /&gt;Una volta nei piccoli luoghi si guardava il mondo come a una faccenda che avveniva altrove. Il paese era un altro mondo.&lt;br /&gt;La paesologia è una forma d’attenzione. È uno sguardo lento, dilatato, verso queste creature che per secoli sono rimaste identiche a se stesse e ora sono in fuga dalla loro forma.&lt;br /&gt;Non sai cosa sia e cosa contenga. Vedi case, senti parole, silenzi, in ogni modo resti fuori, perché il paese si è arrotolato in un suo sfinimento come tutte le cose che stanno al mondo, ciascuna aliena allo sfinimento altrui.Certe volte penso, per darmi coraggio, che dai posti considerati minori può partire qualche scintilla. Dalla loro flebile vita può aprirsi lo spazio per una nuova compassione e una nuova alleanza con la natura.&lt;br /&gt;Qui nulla avviene immediatamente e ciò che non avviene immediatamente è male, secondo il filosofo Kierkegaard.&lt;br /&gt;Un paese è bello quando ti dà un altro respiro, ti fa capire come ciò che conta è sempre fuori di noi, che la nostra anima è sempre un luogo un po’ fosco e in fondo anche un po’ banale. La meraviglia del mondo è negli alberi, nelle nuvole, nella terra su cui poggiamo i piedi.&lt;br /&gt;Prima dovevi imparare qualcosa per forza. Mungere una vacca , aggiustare un ombrello, portare le pecore all’erba giusta, fare i vestiti, le case, le scarpe, le sedie. Non era tempo di uffici e di chiacchiere.&lt;br /&gt;Certi, a furia di stare sempre nel proprio paese, si scordano di stare nel mondo, nell’universo.&lt;br /&gt;Una delle scene scomparse nella vita dei paesi è quella delle persone che spingevano le macchine: le famose partenze a strappo. Oggi al posto delle 127 ci sono le Audi 4 e non c’è più bisogno di spingere.&lt;br /&gt;Il paese rimpicciolisce anche il narcisismo. Se uno si crede un genio non ci crede mai fino in fondo.&lt;br /&gt;Il paesologo guarda e cammina. Non studia un paese, lo annusa, lo ascolta, ma non si fida di quello che si dice.&lt;br /&gt;Uno arriva in una piazza, guarda delle facce e si fa un’idea del luogo in cui si trova. Pensa ai motivi per cui quel luogo gli piace o non gli piace.&lt;br /&gt;La paesologia potrebbe anche chiamarsi etnologia soggettiva.&lt;br /&gt;Il carattere di un paese dipende molto dalla terra in cui è piantato. Stare sull’argilla non è la stessa cosa che stare sulla roccia. La prima cosa che bisogna insegnare alle persone è un poco di geologia.&lt;br /&gt;Nel posto in cui vivo c’è una libera università degli accidiosi. Io sono docente di una disciplina che si chiama «teoria e tecnica della passeggiata». Ho appreso l’arte in tempi passati.&lt;br /&gt;La sera che ci fu il terremoto io stavo bene. Mi piaceva tutta quella gente per strada, tutti che si guardavano come se ognuno fosse una cosa preziosa. Quando molti si sono messi a dormire nelle macchine mi sono fatto un giro, li ho benedetti uno per uno.&lt;br /&gt;Tutti se la prendono comoda. Tutto si ripete, l’indugio e il rinvio. Forse per questo ai funerali c’è un’aria viva. Forse perché finalmente è successo qualcosa.&lt;br /&gt;Un paese non è un luogo adatto a far transitare il tempo in maniera divertente. Qui si crea quasi naturalmente un gorgo, un peso intenso di smania o inerzia. E allora il tuo peso s’incontra con quello degli altri e ti preme addosso.&lt;br /&gt;La paesologia nasce dall’esigenza di raccontare un fenomeno nuovo, l’alienazione paesana.&lt;br /&gt;In principio erano tribù di guerrieri. Un pedante rancore al posto delle anime feroci. Ora non ci sono lance, non ci sono più pastori e lupi. È tutto un pentolame casalingo: uomini seduti, ombrelli, imbuti.&lt;br /&gt;Se uno abita qui e se ci sta con gli occhi aperti, è costretto a sentirsi invaso da un dolore, oppure invade il luogo col suo dolore.&lt;br /&gt;Ormai sono quattro giorni di fila che vado in giro. Mi sveglio presto ora che i giorni si allungano. Ho fretta di andare verso la luce, verso le cose. Una macchina parcheggiata, un lampione, un cane, una porta chiusa, tutta la giostra del mondo esterno mi pare infinitamente più allettante di questo baraccone di fantasmi che porto in testa.&lt;br /&gt;C’è chi sta fermo e chi va lontano. Io seguo un’altra strada, viaggio nei dintorni.&lt;br /&gt;Quelli che visito più volentieri, quelli che mi emozionano di più sono relitti ad alta quota, monasteri dello sconforto, nascosti nella nebbia e nell’argilla, nella neve degli inverni che durano migliaia di giornate. Adesso questi paesi sembrano reliquie, ossari, barche sfondate. Ed è proprio questa sventura che non finisce mai di produrre qualcosa di sacro, anche se in deboli striature, in dosi omeopatiche.&lt;br /&gt;La paesologia ha due fili: uno di pietas e l’altro di necrofilia.&lt;br /&gt;Vado nei paesi quando le porte sono chiuse, parlo dell’inverno, parlo della stagione vera, non di quella in cui prendono forma di villaggi turistici a uso di emigranti di ritorno e di qualche loro conoscente. Vado nei giorni in cui non va nessuno. Parlo di quei mattini di dicembre in cui la tela è ammuffita e non c’è la chiara pittura della bella giornata e della buona salute.&lt;br /&gt;Il paese, prima che di case e di strade, era fatto dei racconti di cui era fasciato. Immaginate un vasto telaio a cui ognuno forniva il suo filo per tessere un vestito di voci che servivano a farsi compagnia, a rendere più lieve la fatica di stare al mondo.&lt;br /&gt;Quando si parla della grande migrazione degli italiani all’estero di solito si omette di ricordare che non si partiva dalle città, ma dai paesi. Sicuramente chi è partito ha migliorato le sue condizioni, ma il prezzo è stato altissimo. E in questo prezzo bisogna includere anche il dolore di chi è rimasto. Quando uno della famiglia partiva per un po’ di giorni non si cucinava, proprio come accadeva dopo un lutto.&lt;br /&gt;Il mio paese è una nave in un mare di vento.&lt;br /&gt;La paesologia è la scienza che studia i paesi, ma è una scienza strana a cui si dedica un solo scienziato. Una scienza che è il frutto di un banale ripiego: non potendo più vivere nel suo paese ed essendo incapace di lasciarlo, si è deciso a studiarlo.&lt;br /&gt;Noi usiamo una sola parola, paese, per definire cose assai diverse tra loro. È come dare lo stesso nome a una pietra, a un imbuto, a un martello.&lt;br /&gt;Una volta quelli che volevano cambiare il mondo arrivavano per parlare ai braccianti. Adesso dovrebbero parlare ai malati, alle vedove, agli anziani.&lt;br /&gt;Il paesologo non ama il narrare disteso, ma la smania aforistica, la frase singola, spaiata.&lt;br /&gt;I ragazzi non vanno ai funerali dei nonni. Può perfino capitare che il nipote sia al bar a consumare i soldi che il nonno gli ha dato due ore prima di morire.&lt;br /&gt;La paesologia è poco adatta ai luoghi pianeggianti. Per capire come la comunità sia rotta basta andare in un cimitero. Non troverete due lapidi uguali. Eppure in molti casi c’è un solo marmista.&lt;br /&gt;Che lingua si parla nei paesi? Prima c’era il dialetto per la vita comune e un italiano imbarazzato per le occasioni particolari. Adesso c’è una lingua senza carattere, una lingua che non canta, che non resta per aria.&lt;br /&gt;Quello che sembra avere forza è solo ciò che ci sfugge, gli appuntamenti che manchiamo, i baci che non riceviamo, il paese in cui non viviamo.&lt;br /&gt;La paesologia non si occupa di chi parte ma di chi resta. È la disciplina che segue chi non avanza a vele spiegate, ma chi inciampa, chi sente la vita che si guasta giorno per giorno, paese per paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da Vento forte tra Lacedonia e Candela, Laterza 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-7608463444633676094?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/7608463444633676094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=7608463444633676094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7608463444633676094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/7608463444633676094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/elisir-damore-per-la-paesologia.html' title='Elisir d&apos;amore per ......la paesologia'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUeu9Yy_bqI/AAAAAAAACIQ/1bCg6TzYM-I/s72-c/poesia-vita-logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-1877848744869891844</id><published>2011-01-29T08:47:00.000-08:00</published><updated>2011-01-29T08:56:10.099-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....gli Egitto" nel mondo e dentro di noi</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ribelliamoci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è un freddo inutile&lt;br /&gt;quello che adesso è nelle vie.&lt;br /&gt;il paese è il nido più alto&lt;br /&gt;della desolazione&lt;br /&gt;e più sotto&lt;br /&gt;il colore del mondo&lt;br /&gt;è grigio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;affiggete fuori dalla porta&lt;br /&gt;questo avviso:&lt;br /&gt;ribelliamoci&lt;br /&gt;e che non sia la nostra nuca&lt;br /&gt;di tanto gelo il nido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;franco arminio, 27-01-2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/4LjLsasyHJU" frameborder="0" width="480" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La rivoluzione di F. Arminio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Voglio la rivoluzione, nient’altro che la rivoluzione. La voglio da me stesso, prima ancora che dal mondo. La voglio perché la furberia dolciastra e la scalmanata indifferenza hanno preso in mano i territori della parola e anche quelli del silenzio. Chi scrive viene tollerato a patto che rimanga nel recinto. Le sue ambizioni possono essere anche altissime, ma solo se vengono esercitate in luoghi millimetrici, invisibili. I fanatici della moderazione avanzano ovunque. In politica come in letteratura.&lt;br /&gt;Io sono fuori da questo mondo e fuori da questa vita. Non è un merito e spero non diventi una colpa. È andata così e sono fatti miei. Dal luogo in cui parlo, con la morte che mi passa nel cuore molte volte al giorno, io sono costretto ad ambire alla rivoluzione, non ho altra scelta. E se guardo un albero, non gli chiedo soltanto di farmi ombra, e se vedo una donna non mi accontento delle solite cerimonie, voglio l’infinito e non mi basta neanche quello, dell’infinito voglio la radice, il luogo in cui inizia, voglio sentire come è cominciata questa infiammazione, questo delirio della materia che chiamiamo vita.&lt;br /&gt;Che cos’è una rivoluzione? Chi è l’uomo “rivoluzionario”? Sono queste le domande che dovrebbero guidare la nostra ricerca e verso le quali condurre le nostre idee,azioni,sentimenti ,sogni,fantasie. Da dove iniziare per cercare le risposte? La via migliore, forse, è quella di osservare quel che accade attorno a noi, di partire dalla nostra esperienza quotidiana, da come nel mondo contemporaneo la politica in senso classico (zoòn politikòn) e l’uomo politico (teknè politikè) entrano nel nostro orizzonte, ci vengono incontro. La politica come” cura di sé e degli altri”, in primo luogo, ci appare un ambito che si colloca accanto e in antitesi critica ed esistenziale ad altri ambiti, e i suoi confini ci appaiono facilmente individuabili, tanto che non incontriamo difficoltà a stabilire quando il discorso verte sulla politica, o sullo sport, o sull’economia, o sulla scienza e così via. Se sentiamo parlare di partiti, di elezioni, di voto, di governo, di parlamento, di Stato, di istituzioni democratiche, non abbiamo dubbi: in gioco è la politica. Ci è così possibile nel corso di una discussione tra amici ‘iniziare’ liberamente a parlare di politica, e altrettanto liberamente di ‘smettere’ di parlarne, e di spostare il discorso su di un altro ambito. Ancor prima che nei discorsi, noi percorriamo ogni giorno i diversi ambiti, volontariamente entriamo e usciamo da essi; in un determinato momento della giornata entriamo nell’ambito del lavoro o dello studio, poi in quello della famiglia, del tempo libero, dello sport, dello spettacolo e anche, sempre se lo vogliamo, in quello della politica.Fare “rivoluzione” oltre che pensarla e programmarla è prima di tutto mettere il proprio “io” al centro della nostra vita nel “confronto-diaologo” con le vite degli “altri”.Il senso rivoluzionario è ll coraggio di esporsi nel racconto della propria “diversità” senza le zattere o le ciambelle di salvataggio di salvataggio dei vari saperi tradizionali …scientifico,filosofico, etico, antropologico e quant’altro.Questo coraggio per me è essenziale per cercare e dare un senso “rivoluzionario” ,possibile,e fattibile alla sfida paesologica…..Il tuo testo è un bello e buon esercizio ……..di libertà ed autonomia non di capi o messia…..&lt;br /&gt;mauro &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-1877848744869891844?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/1877848744869891844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=1877848744869891844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1877848744869891844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/1877848744869891844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/elisir-damore-per-gli-egitto-nel-mondo.html' title='Elisir d&apos;amore per .....gli Egitto&quot; nel mondo e dentro di noi'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/4LjLsasyHJU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3602006384201331986</id><published>2011-01-28T02:28:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T02:33:55.688-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per....... Guido Giannini ...occhio comunitario e paesologico</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUKbDKp2ufI/AAAAAAAACII/xA4BYbWe3V0/s1600/giannini%2Buno.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567182568085174770" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUKbDKp2ufI/AAAAAAAACII/xA4BYbWe3V0/s400/giannini%2Buno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ora giovedì 3 febbraio alle ore 18.30 – 04 marzo alle ore 21.30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luogo Libreria ” Feltrinelli “,via Santa Caterina a Chiaia 23 -Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creato da Guido Giannini, Zelda Sayre Giannini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maggiori informazioni Presenteranno il volume:Franco Arminio e Generoso Picone.&lt;br /&gt;In contemporanea sarà inagurata anche la mostra di alcune delle foto pubblicate nel libro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GUIDO GIANNINI : FOTOREPORTER PER VOCAZIONE: IL CHIOSTRO e LIBRARTERIA EDITRICE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il fotografo della decenza quotidiana”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’occhio segreto e radicale di Guido Giannini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Uno spettro segreto e inquietante si aggira libero per Cairano…..l’occhio di Guido Giannini! Cairano 7x 2010 sta segnando una sua tappa ulteriore. Lo spazio e il tempo lento e dilatato assieme sconvolgerebbe la stessa ‘ragion pura ‘ kantiana anche se solo al livello della percezione semplicemente estetica senza finalità di ‘razionalizzazioni’ .Qui abbiamo esistenzialmente vissuto il non sentirsi impegnato in nessuna ‘forma a priori’ come obbligo conoscitivo e etico sfiorando in ogni attimo le insidie sofferenti del nihilismo e del relativismo. Abbiamo semplicemente immaginato e concepito il vivere quotidiano e i suoi attimi nelle contrarie maniere di vita come un insieme complesso di contingenza strane e impossibili. Ci ha individualmente aiutati ad apprezzare la ricchezza del possibile e assieme a consolarci dell ‘angustia del presente .Qualcuno ha scritto saggiamente che “ l’universo contiene sempre molte più cose di quelle che al momento è possibile trovarvi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò significa essere obbligati a pensare nelle contrarie maniere di vita o possibilità di vita che altrimenti saremmo condannati a non vedere coinvolti nei nostri problemi quotidiani della nostra contemporaneità:la permanenza della memoria, l’insidia dell’oblio,le strategie necessarie per conservala o costruirla, le pretese assolute delle morali,la ‘relatività’ dei buoni e laboriosi costumi, i pericoli dell’identità e le strategie che mettiamo in essere per sopravvivere o vivere la nostra funzione sociale o professionale.In questi giorni di ‘ozio cairanese’ ci siamo prefissi o ci sono donati delle ‘radure’ in cui prendere fiato, regolare il respiro, esercitare l’ascolto, allontanare il silenzio assordante e infinito , gli spazi senza limiti e confini. Una radura abituale e obbligata è il mitico Bar di ‘angiolino’ dove in questi giorni sulle pareti sono in bella vista esposti le splendide fotografie di Guido Giannini… una sorta di ‘abbecedario’ realistico e non visionario di una umanità autenticamente dolente e tragica che ti riporta alla essenza ordinata e lirica del vivere lontano dalle sociologie,dalle estetiche o dalle poetiche.Saltano di fatto le filosofie,le estetiche,le ideologie e viene rappresentata in modo ossimorico la vita nella sua realistica idealità. “Eidein” dicevano i greci che ragionavano in profondità e non in superfice.La dignitosa indigenza nella ricchezza poetica della figura e nel volto della suonatrice di violino.Gli occhi conficcati con insistenza nell’obbiettivo del fotografo di uno sfrontato ed irriverente giovane rom che sembra voler sfidare con la sua sfrontatezza una esistenza fatta di antiche e moderne offese e soprusi. Il riposo attivo del vecchio suonatore di fisarmonica ‘posteggiatore’ provvisorio che ci racconta la sua vita voltandoci irrispettosamente le spalle senza la necessità di chiederci scusa. Il piccolo mendicante legato alla sua ciotola triste e questuante davanti ad un negozio di antiquariato nella triste dolcezza di una sofferenza sorpresa e dolorante. Il passo sospeso in una rituale e mitica lettura del frate ingabbiato nella ideologia dall’occhio anarchico dell’obbiettivo e della la scritta anticlericale sul muro di fondo. E potrei continuare ad libitum in questo esercizio ermeneutico e descrittivo di queste spendide e iriiverenti fotografie sulla parete se impellente e fastidiosa si presentava la inquietante domanda :”ma questo occhio anarchico,irriverente e smaliziato sta girando liberamente per Cairano senza freni e pudori ?”.E tutti noi nei nostri piccoli atti e nei nostri logorroici o poetici inganni o nelle rappresentazioni incipriate e datate dei pochi politici che clandestini ,assenti o in affige hanno frequentato Cairano in questi giorni. Eravamo inquietati dalla possibilità di essere scoperti e smacherati nei nostri piccoli ‘vizi privati’ o delle poche ‘pubbliche virtù’ da questo occhi indiscreti sfacciati se pur per “buone fotografie,senza trucco e manipolazione”. E non ci conforta neanche sapere che in qualsiasi forma oggettivata della comunicazione sia essa letteraria, visiva o orale “ogni lettore ,quando legge ,legge se stesso”.Non è mai piacevole essere osservati ma ancora più inquietante è essere guardato e visto da un occhio così profondamente caustico e concreto come quello di Guido Giannini ,vera anima critica ,libera e autentica anche di una rappresentazione , autorizzata o non, di una paesologia come radicale e profonda lettura critica degli abitanti vecchi e nuova della Irpinia dei nostri sentimenti, di nostri sogni o speranze o dei nostri logorati e improduttivi pensieri.Anche a noi piace ciò che ha scritto di lui Mario Pannunzio ,mitico Direttore de “il Mondo”. Guido “conosce l’arte di rubare agli esseri umani qualcosa del mistero della loro e nostra esistenza” e noi come lui mai lo denunziieremper furto anzi di questo lo ringraziamo ….paradossalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps…scritto in occasione di Cairano 7X 2010&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3602006384201331986?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3602006384201331986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3602006384201331986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3602006384201331986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3602006384201331986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/elisir-damore-per-guido-giannini-occhio.html' title='Elisir d&apos;amore per....... Guido Giannini ...occhio comunitario e paesologico'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TUKbDKp2ufI/AAAAAAAACII/xA4BYbWe3V0/s72-c/giannini%2Buno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-120330493847293207</id><published>2011-01-27T02:40:00.000-08:00</published><updated>2011-01-27T02:47:00.918-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ........"la rivoluzione"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/uQw9KVeLcr4" frameborder="0" width="480" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;......la rivoluzione  di F. Arminio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Voglio la rivoluzione, nient’altro che la rivoluzione. La voglio da me stesso, prima ancora che dal mondo. La voglio perché la furberia dolciastra e la scalmanata indifferenza hanno preso in mano i territori della parola e anche quelli del silenzio. Chi scrive viene tollerato a patto che rimanga nel recinto. Le sue ambizioni possono essere anche altissime, ma solo se vengono esercitate in luoghi millimetrici, invisibili. I fanatici della moderazione avanzano ovunque. In politica come in letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono fuori da questo mondo e fuori da questa vita. Non è un merito e spero non diventi una colpa. È andata così e sono fatti miei. Dal luogo in cui parlo, con la morte che mi passa nel cuore molte volte al giorno, io sono costretto ad ambire alla rivoluzione, non ho altra scelta. E se guardo un albero, non gli chiedo soltanto di farmi ombra, e se vedo una donna non mi accontento delle solite cerimonie, voglio l’infinito e non mi basta neanche quello, dell’infinito voglio la radice, il luogo in cui inizia, voglio sentire come è cominciata questa infiammazione, questo delirio della materia che chiamiamo vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Che cos’è una rivoluzione? Chi è l’uomo “rivoluzionario”? Sono queste le domande che dovrebbero guidare la nostra ricerca e verso le quali condurre le nostre idee,azioni,sentimenti ,sogni,fantasie. Da dove iniziare per cercare le risposte? La via migliore, forse, è quella di osservare quel che accade attorno a noi, di partire dalla nostra esperienza quotidiana, da come nel mondo contemporaneo la politica in senso classico (zoòn politikòn) e l’uomo politico (teknè politikè) entrano nel nostro orizzonte, ci vengono incontro. La politica come” cura di sé e degli altri”, in primo luogo, ci appare un ambito che si colloca accanto e in antitesi critica ed esistenziale ad altri ambiti, e i suoi confini ci appaiono facilmente individuabili, tanto che non incontriamo difficoltà a stabilire quando il discorso verte sulla politica, o sullo sport, o sull’economia, o sulla scienza e così via. Se sentiamo parlare di partiti, di elezioni, di voto, di governo, di parlamento, di Stato, di istituzioni democratiche, non abbiamo dubbi: in gioco è la politica. Ci è così possibile nel corso di una discussione tra amici ‘iniziare’ liberamente a parlare di politica, e altrettanto liberamente di ‘smettere’ di parlarne, e di spostare il discorso su di un altro ambito. Ancor prima che nei discorsi, noi percorriamo ogni giorno i diversi ambiti, volontariamente entriamo e usciamo da essi; in un determinato momento della giornata entriamo nell’ambito del lavoro o dello studio, poi in quello della famiglia, del tempo libero, dello sport, dello spettacolo e anche, sempre se lo vogliamo, in quello della politica.Fare “rivoluzione” oltre che pensarla e programmarla è prima di tutto mettere il proprio “io” al centro della nostra vita nel “confronto-diaologo” con le vite degli “altri”.Il senso rivoluzionario è ll coraggio di esporsi nel racconto della propria “diversità” senza le zattere o le ciambelle di salvataggio di salvataggio dei vari saperi tradizionali …scientifico,filosofico, etico, antropologico e quant’altro.Questo coraggio per me è essenziale per cercare e dare un senso “rivoluzionario” ,possibile,e fattibile alla sfida paesologica…..Il tuo testo è un bello e buon esercizio ……..di libertà ed autonomia non di capi o messia…..&lt;br /&gt;mauro &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-120330493847293207?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/120330493847293207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=120330493847293207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/120330493847293207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/120330493847293207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/elisir-damore-per-la-rivoluzione.html' title='Elisir d&apos;amore per ........&quot;la rivoluzione&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/uQw9KVeLcr4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-8234296345447121146</id><published>2011-01-24T02:13:00.000-08:00</published><updated>2011-01-24T02:29:51.845-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....il silenzio di Bisaccia.....</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TT1THDL-bEI/AAAAAAAACH4/b_E26crA7DM/s1600/IMG_0230.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565696095079525442" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TT1THDL-bEI/AAAAAAAACH4/b_E26crA7DM/s400/IMG_0230.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;“ Il paesologo non va a vedere i paesi, non segue le insegne, le evita il più possibile, così come evita i percorsi obbligati, le corsie chiuse. Questo posto doveva avere una sua grazia appartata, volerla svelare a tutti i costi un po’ la fa svanire” F. Arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivisitazione di un dialogo immaginifico tra Mercuzio e il clown Nanos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ah che solitudine ,che bella compagnia e…..che silenzio ieri a Bisaccia con gli “occhi” spalancati per cogliere l’incantamento della “ grande vita dei piccoli paesi” mortificando almeno per un giorno le pretese padronali e autoritarie delle parole!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- “Silenzio”!Non cominciamo con i paradossi e le stranezze. Hai voglia di meravigliarmi o confondermi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ascolta ,ma veramente non senti una musica in questo silenzio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Mi dispiace ,no!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ascolta meglio: il silenzio non è assenza di suoni, quello che tu non hai udito è la totalità dei suoni. C’è una differenza che i ‘filosofi’ usano chiamare ‘ontologica’: una cosa è zero,un’altra cosa è “ infinito meno infinito uguale zero”. Io so che proprio così il mio “Signore e padrone” ha fatto il mondo:dal niente, come impropriamente usi dire tu, e che invece era un infinito di suoni ingarbugliati tra loro e giustamente muti, vuoti ,incorporei. Ha separato accordi ,toni, armonie,note quella che normalmente chiamate musica. Insieme ha creato il verme e l’uomo, i pensieri e le cime di rape, Beethoven e Pupo…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creare in fondo è dividere l’incorporeo,l’insostanziale e dargli dei confini,dei limiti,delle qualità …impressionarli nella profondità degli occhi del cuore oltre che della ragione .&lt;br /&gt;Questo “silenzio pieno di musica” è una modulazione di una gamma spropositata e infinita di non-suoni, che però nella tua incolpevole ‘ignoranza’ e perdita non riesci ad avvertire ,a percepire, sentire se non con questi capolavori comprensibili……come questo di Beethoven che voi chiamate ‘opera 73 o Imperatore’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ah ma io ho comprato anche il cd e la ascolto spesso e la conosco benissimo. Io amo soprattutto la “nona”, il concerto in Do minore di Rachmaninoff, ‘Un bel dì vedremo’, Gershwin…….e anche De Andrè, Guccini,De Gregori, Vecchioni,Cohen,Dylan e altri……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Per tornare alla musica del “silenzio negli occhi ” oltre al silenzio nella mente e nelle orecchie….. Qualcuno di voi che ama chiarsi ‘critico-musicale’ ha scritto che Beethoven sa ascoltare e riprodurre il canto candido e leggero dell’esistente, ne ha inseguito il movimento ritmico accarezzandone il silenzioso brusio per trasformarlo in rigoroso linguaggio di una musica assoluta. Ma in quello che scrive sembra non capire che le due cose non sempre erano indistinguibili,conseguenza una dell’altra. In ‘origine’ per esempio canto e parola erano carichi di una sola potenza che solo il divino avrebbe potuto sopportare o sentire. La lingua era musica e il dire degli uomini riusciva farsi carico di questo di questo mistero poetico,mitico e religioso assieme .Era la prova di una perfetta innocenza che si è trasformata in algida concettualità per esigenze comunicative dimenticando persino la bellezza del libero cinquettare degli uccelli o del sibilo del vento tra le foglie o i capelli della donna amata o dei luminosi chiari di bosco in primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vero problema è che tu fai fatica oggi …a sentire o vedere questo “silenzio” nel vento ,nella luce nei colori ,….. non nelle parole e anche la musica che girano per Bisaccia in questa giornata paesologica! Ecco io penso che per arrivare e vivere veramente la “paesologia” bisogna prima di tutto rieducarsi ai “silenzi”, ai “vuoti” agli “sguardi” autentici nei rapporti quotidiani e comuni ma soprattutto in quella disciplina tutta umana che usiamo chiamare filosofia anche quando si fà ” pensiero del cuore enon della ragione ” e che ci siamo costruiti nella testa e nel suo linguaggio,o da questo richiamarsi alla poesia ,al racconto ,alla narrazione. E per vostra fortuna nella Comunità provvisoria ci sono buoni poeti ,affabulatori o contastorie ,visionari di ogni tipo anche se alcuni ancora non lo sanno o hanno paura di esserlo .&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/9BCnkTM7MrM" frameborder="0" width="480" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-8234296345447121146?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/8234296345447121146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=8234296345447121146' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8234296345447121146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8234296345447121146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/elisir-damore-per-il-silenzio-di.html' title='Elisir d&apos;amore per .....il silenzio di Bisaccia.....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TT1THDL-bEI/AAAAAAAACH4/b_E26crA7DM/s72-c/IMG_0230.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3315900864053065383</id><published>2011-01-22T08:02:00.000-08:00</published><updated>2011-01-22T08:25:44.796-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/RBTdu2g9lQ8" frameborder="0" width="480" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;I partiti di centrosinistra hanno da tempo imitato il modello espresso dal premier. Hanno abbandonato il territorio, le persone in carne ed ossa, la dignità e i diritti delle donne anche ‘escort’, la difesa delle istituzioni democratiche , i contrappesi costituzionali e la partecipazione, per tuffarsi nei media e soprattutto nella tivù. In nome della personalizzazione autoritaria della democrazia e del marketing economico.&lt;br /&gt;La società civile ha in gran parte consapevolmente o inconsapevolmente fatto esperienza del “virus” berlusconiano per il passato seguendo il parere autorevole di Montanelli.Uno che si intendeva di cultura autoritaria e di destra!&lt;br /&gt;Ora , ‘noi’ singoli cittadini attivi, liberi, riflessivi,consapevoli e responsabili vogliamo seguire la linea politica e l’agenda dell’egoarca funambolico . Per rovesciargliela addosso : vogliamo praticare la “nuova” opposizione dei nostri giorni. In larga parte “suggerita” – e ispirata – proprio dall’esperienza politica di Berlusconi. Rovesciamo il meccanismo che ha tradotto il privato in un fatto pubblico-politico.,usato dal leader del PdL per coltivare consenso e di fiducia. Oggi noi lo rovesciamo contro di lui e la sua politica democraticamente autoritria e illiberale. “Privato e pubblico, retroscena e ribalta. Tutt’uno. A flusso continuo. D’altro canto, il confronto politico si è spostato – totalmente – sui media. Che sono divenuti l’unico vero campo di battaglia politica. Tivù e stampa. Stampa e tivù. Giornali e tele-giornali. Opposti fra loro. Visto che le informazioni in tivù, in molte reti, sono filtrate. Con l’alibi di non sovrapporre pubblico e privato. Politica e gossip. Come se fossero cose diverse. Come se la ribalta e il retroscena fossero ambienti separati. (Come se le interviste “politiche” del premier non fossero ospitate da Chi e annunciate in copertina da foto di famiglia. Nonno Silvio insieme a figli, figlie e nipoti)”.&lt;br /&gt;Costruiamo la democrazia mediatica dei “farabutti”!&lt;br /&gt;Rubiamogli la scena stabilendo noi i temi e il linguaggio non solo denudando il Re ma definendo noi le conseguenze delle sue agende e i suoi progetti futuri.&lt;br /&gt;Prima di tutto dando visibilità anagrafica ai tanti ‘spettri’ che si aggirano nella menta affaticata e ‘malata’ ( a parere di Veronica) affollando tutti gli spazi mediatici della Rete inviando una nostra foto e le nostre generalità riconoscendoci nell’epiteto o anche al posto del nome ,la scritta:farabutto esibita con orgoglio e vanto. . Una sorta di movimento di opposizione cresciuto dentro a quello che il leader considera il principale soggetto di opposizione con un profilo, non solo fisiognomico, ma sociale, culturale e politico di questa popolazione.&lt;br /&gt;Si accettano i giovani,gli adulti e di mezza età e..anche ‘anziani’ coetanei del premier.Donne e uomini da soli, in coppia o in compagnia.Anche intere famiglie uniti da un comune obiettivo: la libertà di informazione e di azione e espressione privata e pubblica senza censure. “Esuli” dai partiti di opposizione istituzionale in cui faticano riconoscersi e di un paese nel quale stentano a sentirsi concittadini.Spaesati .Di incerta identità …a cui B. ha contribuito a dare un nome e un senso.Farabutti. Meglio di “fannulloni”, “coglioni” che in altro occasioni ci si è sentiti sprezzantemente apostrofare.&lt;br /&gt;Con una identità, senza bandiere, senza parole da dire. Senza simboli da esibire e senza riti da celebrare ma una diversità da difendere e costruire: non apparteniamo al gregge belusconiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Cavaliere e la morte &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di franco arminio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Berlusconi ha paura di morire. Questa paura è comune a tutti gli uomini,ma in Italia, cuore del cattolicesimo, che ha alimentato la sua potenza giocando tutto sul memento mori, il timore della morte è assai più potente.&lt;br /&gt;Accumulare potere e ricchezze è un tentativo come un altro di esorcizzare la morte. Un tentativo penoso e vano, mano a mano che si invecchia, che ci si avvicina al traguardo finale L’accumulare ricchezza e potere altro non è se non un segno di questo pensiero costante che accompagna Berlusconi.&lt;br /&gt;Le pantomime oscene sulla sessualità del Cavaliere che riempiono le prime pagine dei quotidiani non sono altro che il tentativo di un uomo ormai vecchio di distrarsi dall’idea della morte. La sua è una sessualità a cartoni animati, è una proliferazione di figure disegnate dalla matita della fine.&lt;br /&gt;L’ironia e l’indignazione sulle depravazioni del capo indicano anche il rapporto irrisolto che gran parte degli italiani hanno con il sesso. Si può dire che il sesso e la morte sono due grandi questioni irrisolte dell’italietta laida e fascista di cui il Cavaliere è l’ultima metamorfosi.&lt;br /&gt;La vicenda di questi mesi non è solo materia per magistrati e neppure per beghe politiche. Il teorema è questo: Berlusconi è governato dalla morte, Berlusconi governa l’Italia, l’Italia è governata dalla morte.&lt;br /&gt;Se vogliamo che nella nostra nazione torni a spirare qualche vento di lietezza, dobbiamo deciderci a sgombrare questo enorme cadavere che tutti insieme formiamo e di cui il Cavaliere è il cuore. Non si può pensare che siamo di fronte a un depravato da rieducare. Non siamo al collasso morale di una sola persona, ma a quello di gran parte della nazione.&lt;br /&gt;Il problema della morte non è solo il problema del Cavaliere. In questo senso lui non è nostro nemico, ma nostro fratello. Bisogna bonificare lo spirito nazionale da queste pozze putride prodotte dal secolare potere di una chiesa che ha messo nella nostra testa l’idea che ci aspetta l’inferno se non diventiamo suoi seguaci.&lt;br /&gt;Berlusconi non lo si sconfigge con la conta in Parlamento ma con una spietata radiografia del nostro spirito, una radiografia che sappia individuare la metastasi narcisistica prodotta proprio da una crescente paura della morte, che può essere considerata come paura della vita, una vita sempre più sigillata in piccole confezioni usa e getta.&lt;br /&gt;Da tempo credo che la morte non sia più un evento, una cosa che tocca gli animi. C’è stato un momento in cui era qualcosa che veniva nella vita come una faina arrivava nel pollaio. Si può pensare che questa faina abbia stampato la sua zampa su ogni tipo di religione. Adesso la morte ha cambiato faccia, è diventata l’aria che si respira, la scena madre della vita, il riassunto delle nostre giornate. È sempre bene in vista, è sempre ben esposta contro l’amore, contro la politica vera, contro i nostri slanci più sinceri. È usata come deterrente per non vivere, per dire di no a ciò di cui potremmo gioire e da cui, invece, ci nascondiamo. Si mette in mezzo tra l’anima e il corpo e ci scinde. Si mette in mezzo tra noi e gli altri e ci divide.&lt;br /&gt;Non è facile dire come e quando sia avvenuta questa mutazione della morte da evento che irrompe a realtà che ristagna. Pensate a una nebbiolina che avvolge la nostra società, pensate a una nebulizzazione dell’evento traumatico e unico della fine in vapore sospeso intorno ad ogni minuto della nostra vita: tutta la rete di comunicazione di cui siamo poveri tralicci sembra che agisca solo per diffondere il senso della fine. La morte non viene dopo l’ultimo respiro, ma sembra essere il legame tra un respiro e l’altro. Non viene pavesianamente a prendere i nostri occhi, ma da tempo li apre e li chiude a suo piacimento ogni giorno. Sempre più spesso guardiamo dal balcone della morte, vediamo il mondo come se già fossimo fuori di esso. È una situazione profondamente nuova. È una condizione che dovrebbe farci leggere l’esperienza di ognuno e di tutti come un’esperienza straordinaria. E invece ragioniamo come se fossimo sempre nello stesso mondo, nella stessa psiche, nello stesso corpo. In un certo senso e per la prima volta non siamo nella vita come un’esperienza continua interrotta dalla morte, ma siamo nella morte come un’esperienza continua interrotta raramente dalla vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Arcore, la notte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Di Consoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci chiedono gentilmente di passare in un’altra stanza; non proprio in una stanza, ma in una discoteca buia, un privè claustrofobico con le tende chiuse. Sembra un bunker interrato.&lt;br /&gt;Gli amici suoi, prima di salutarlo, gli fanno un cenno rassicurante, come a dire: sono ragazze a posto, nessuna di loro è fuori di testa, vai tranquillo, goditi la notte.&lt;br /&gt;Nel bunker c’è musica in sottofondo, fa caldo, non si respira, è anche vietato fumare. Nel centro della stanza c’è un palo di ferro per la lap-dance, come in un locale per scambisti. Mi gira la testa, ho la nausea, forse ho bevuto troppo.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno e vedo queste ragazze che ballano abbracciate a due a due con la schiena inarcata, e ridono a crepapelle, non si capisce bene perché. Alcune sono russe, altre rumene, altre ancora brasiliane. Forse sono venti, forse di meno, e tutte si muovono a proprio agio su tacchi altissimi. Lui sta seduto su una poltrona in penombra e non capisco bene se stia guardando o se si sia addormentato – per via della testa un po’ curva, e dell’immobilità. Una ragazza – forse russa – è rimasta in tacchi e autoreggenti e si appende al palo di ferro girando più volte su se stessa; altre due – forse brasiliane – si stanno baciando intrecciando rapidamente le lingue, ma anche un bambino capirebbe che lo stanno facendo per finta. Lentamente si spogliano tutte, e rimangono in tacchi e autoreggenti. Si sentono gridolini, urlii scemi, risate improvvise.&lt;br /&gt;Lui adesso si alza e si avvicina alle ragazze; ma non sorride più come prima a tavola; anzi, è cupo, ha un volto stanco e teso. Tre ragazze lo mettono in mezzo alla loro danza e lo soffocano con i loro profumi intensi e nauseanti. E’ una recita cupa, uno spettacolo buio – e, così chiusi, si perde la concezione del tempo. Alcune ragazze perdono il controllo: in fondo basta bere un po’ di champagne in più e non ci si vergogna neanche un po’ di baciare i seni freddi di una ragazza che, come te, senza capirne bene il motivo, si sta esibendo davanti a quell’uomo ricco e potente nonostante, appena ieri, fosse una bambina, e nonostante, appena ieri, vivesse in una squallida stanza in una squallida periferia di Mosca, di Rio de Janeiro o di Bucarest.&lt;br /&gt;Ma si vede che il suo piacere principale è guardarle, guardare avidamente tutti questi capelli lungi e ben pettinati, tutti questi seni turgidi, tutte queste gambe lunghe, tutte queste labbra rosse, tutti questi occhi vivi: tutta questa maledetta giovinezza.&lt;br /&gt;Gli piace da impazzire, la bellezza, ma non gli passa neanche per la testa la certezza che queste ragazze, domattina, al sorgere dell’alba, avranno mal di testa, mal di piedi, malumori e che andranno a dormire in brutte stanza ammobiliate o in alberghi disadorni, e che dormiranno con in sottofondo il trillo disturbante degli sms di clienti furibondi e insistenti a tutte le ore. Sul comodino avranno una busta gialla con dei soldi, ma nei loro sogni ci sono ancora cose tenere: principi azzurri e abbracci di mamma.&lt;br /&gt;Ora ci chiede di fare silenzio e ci raggruppa nella parte di sala più illuminata – mentre parla, mi fisso a guardare le scie di rossetto sul palo di ferro. Con sicurezza ci seleziona – si è messo di nuovo a scherzare –, alle altre, invece, indica un posto dove andare, una via d’uscita. Rimaniamo in otto, e ci fa strada verso il centro benessere della villa, dove ci sono piscina e sauna. Faccio in tempo, sbirciando un orologio a pendolo, a vedere che sono le tre e mezza. Sono sfinita, barcollo sui tacchi e, appena arrivata, mi sdraio su una poltrona bianca. Le altre ragazze, prese dall’euforia, si buttano nell’acqua senza sfilarsi i tacchi e le calze autoreggenti. Lui è a bordo piscina e ordina alle ragazze di baciarsi. Loro lo fanno, ridendo. Lui ripete solo: “Meraviglioso, è meraviglioso”. Non dice altro. Poi chiama a sé una ragazza – sembra adulta, ma è una ragazzina ancora gonfia di quel tipico gonfiore delle adolescenti che ancora non hanno varcato la linea d’ombra – e, prendendola per mano, la conduce nella stanza dei massaggi. Tra di noi si fa silenzio; un misto di attesa, di dubbio e di stanchezza ci ammutolisce; qualcuna nuota, soprattutto le russe, che evidentemente sono abituate a farlo; altre, a bordo piscina, parlano avidamente di soldi in un italiano aspro e arrangiato. Dopo appena cinque minuti lui e la ragazza tornano in piscina e lei, sorridente, si tuffa nell’acqua. Cosa sarà potuto accadere in soli cinque minuti? Ce lo chiediamo con gli occhi interrogativi, ma senza parlare. In un crescendo di confusione, lui le chiama una per volta, e sempre si chiude per cinque minuti nella stanza dei massaggi. Finché tocca a me, proprio a me. Sento il cuore in gola, ho i battiti impazziti. Mi sembra che stia sragionando un po’ – è totalmente spettinato, e ha la faccia stravolta. Mi prende per mano e, in quel preciso momento, penso che in fondo adesso – saranno le cinque del mattino – io che non sono niente e lui che è l’uomo più potente della mia nazione, siamo due persone sole, semplicemente ammalate della stessa malattia. Chiude la porta e mi fa sdraiare su un lettino. Mi accarezza le gambe, il ventre, le braccia, i capelli, le labbra. Vorrei alzarmi per fare qualcosa – forse, in questo circostanze, si è costretti a fare qualcosa. Invece mi costringe con un gesto della mano a stare sdraiata. Provo a guardarlo negli occhi, nonostante la penombra. Forse se ne accorge, infatti abbassa la testa e posa le labbra e la bocca sulle mie gambe. Poi si alza e, con la voce rotta, mi dice: “Andiamo bellissima, è tardi”. Ma, non appena alzata, toccandomi le gambe, mi accorgo che sono bagnate. Dio mio, sono le sue lacrime! Ma non faccio in tempo – e forse nessuno in Italia fa più in tempo – a chiedergli il perché di quelle lacrime, il perché di tutta quell’infelicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3315900864053065383?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3315900864053065383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3315900864053065383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3315900864053065383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3315900864053065383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/i-partiti-di-centrosinistra-hanno-da.html' title=''/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/RBTdu2g9lQ8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3620690431325976069</id><published>2011-01-19T23:32:00.000-08:00</published><updated>2011-01-19T23:37:58.924-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ......."i miei anni"</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/Gn2sUBL8a7k" frameborder="0" width="480" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ho compiuto gli anni e mi faccio gli auguri da solo.&lt;br /&gt;Mi racconto una favoletta e  mi dedico una bella canzone di un amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il regime quotidiano di Hukusai era frugale:non fumava e salvo eccezione,non beveva che del tè.Suo unico lusso, un dolce di riso.piccolo particolere simpatico: gli piaceva la sera, una zuppa di spaghettini.Fu certamente per questo regime severo erigoroso che vsse cos...ì alungo.In vecchiaia gli capitava di ammalarsi,ma evitava i medici,preferendo guarire (o morire) da soloSi guarì da sè d'un attacco apoplettico grazie ad un impasto abase di limone cotto nel sakè.Aveva anche un elisir di lunga vita:occhio di drago,zucchero e sakè macerati,duettazze al giorno.Un altro ingrediente di cui parla poco ma che non è da dimenticare : l'umorismo"&lt;br /&gt;da Hokusai o l'orizzonte sensibile,1990.&lt;br /&gt;grazie e vi auguro una bella risata!&lt;br /&gt;mauro&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3620690431325976069?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3620690431325976069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3620690431325976069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3620690431325976069'/><link rel='self' 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type='text'>Elisir d'amore ........per la politica......</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TTV1JLf7keI/AAAAAAAACHw/QnSac1TEw0g/s1600/gatto.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 266px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563481715252105698" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TTV1JLf7keI/AAAAAAAACHw/QnSac1TEw0g/s400/gatto.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;...la politica del rancore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di franco arminio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarebbe una buona cosa uscire in piazza e sentire gente che muove alti pensieri e scalpita e si appassiona a progettare il futuro. E invece dobbiamo spendere il nostro tempo per cincischiare sulle nostre miserie. Ormai qui siamo tutti operai della vasta e ineffabile fabbrica del lamento. Il dispetto, il rancore, la diffidenza verso tutti e tutto sembrano l’unico modo rimasto per tenersi a galla. Litigano quelli che si oppongono alle pale, litigano i ferventi di padre Pio sull’ubicazione della statua, litigano quelli che hanno sostenuto l’amministrazione e quelli che l’avversano. L’unica cosa che è diminuita sono i litigi tra i vicini di casa, per il semplice motivo che ora la gente è tutta sparpagliata.&lt;br /&gt;Qui la passione dominante è l’interdizione, l’idea di stoppare gli entusiasmi, le aggregazioni. Se costruisci un gruppo che produce qualcosa di buono subito viene fuori il dissenso, il ronzio di chi avanza riserve, cavilli. E chi non si mette di traverso in modo palese lo fa, vigliaccamente, in maniera obliqua, criptica. Più che il conflitto, l’irpino preferisce agire con l’indifferenza, il diniego, il far finta che il bene che fanno gli altri non esiste. Io sono rimasto qui per registrare questi movimenti. Ci sono delle giornate in cui certi atteggiamenti mi feriscono profondamente, poi però mi riprendo, in fondo questa avversione è il tonico che mi fa andare avanti, che mi impedisce di addormentarmi. Il sud dei paesi sta morendo proprio perché è in mano alla lobby dei vigliacchi. Perché sono loro a tenere in mano le piazze, sono loro a decidere a chi dare la pensione, a chi togliere la multa, a chi consentire questo o quell’abuso. La loro abilità maggiore è nel far credere che siamo tutti uguali, che la vigliaccheria è nel cuore di tutti e invece è solo un’anomalia della maggioranza. Ci sono ancora i coraggiosi, gli eroi, a volte ci vengono vicino ma non sempre riusciamo a riconoscerli, magari proprio perché distratti a occuparci delle vigliaccherie che subiamo.&lt;br /&gt;Questa è un’epoca che ha disperatamente bisogno del nostro amore, della nostra speranza, ha bisogno del coraggio di opporsi, di lottare contro la meschinità imperante. Il segreto per una giornata lietamente rivoluzionaria è riuscire a vedere che le montagne sono ancora piene di alberi e che ci sono cuori clementi agli angoli delle strade e ci sono albe e tramonti, c’è l’acqua del mare e il grano che cresce. Tuttavia, questa affezione per il mondo va sempre incrociata con una fortissima allergia al compromesso, all’intrallazzo. Bisogna unire la capacità di percepire la bellezza del mondo e di lottare contro chi ogni giorno tenta di impoverirla, di svilirla. È ora di tenere insieme la tensione politica e quella poetica, la contemplazione e il conflitto. I luminari del rancore ci vorrebbero rassegnati alle misere finzioni della vita sociale oppure chiusi nei freddi loculi del nostro io. No, questa è un’epoca da attraversare ad occhi aperti, con sguardi spericolati, mossi in ogni direzione. Il rancore alla lunga rende sterili, ci allena alla conservazione di ciò che non abbiamo. I rancorosi non conoscono la cordialità, la mitezza, non sanno usare il metro della clemenza. Infervorati come sono nelle loro accidie, nelle loro pretese, hanno interiorizzato il disagio, la disaffezione. La loro postura è fatta per claudicare, non per il passo spedito, il gesto aperto. La loro giornata è tutta trapuntata di inadempienze, di incomprensioni. Ognuno è scambiato per un altro, e in genere lo scambio avviene al ribasso. La vita dei rancorosi consiste in una perenne edificazioni di muri, di cancelli. La loro poetica è stare lontani dagli stati estremi, accucciati a scambiarsi una pappina psichica che non serve a niente. Vivono tenendosi costantemente al riparo dalla vita. Rimangono contratti, sospettosi, come se l’universo fosse un cane che li punta e sta per morderli da un momento all’altro. Tutt’al più procedono al piccolo trotto, in un traccheggio prolungato. Prevalgono le posizioni difensive, gli slanci millimetrati. Spendere il proprio tempo per gli altri è considerato quasi un segno di malattia, un gesto folle, sconsiderato, incomprensibile. Si lamentano per conformismo, per appartenere al gregge oppure per fingersi pastori. Forse quello che noi chiamiamo sud avrà una speranza di salvezza se saprà mettere questa gente con le spalle al muro, se saprà amare i bizzarri, gli inventori, gli estrosi, i poeti e i cuori affamati di amore. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sono comunque un insegnante di filosofia abituato a sentirsi tirato per la giacca o preso in giro dai cosidetti “pratici” per la necessaria o presunta astrattezza dei cosidetti Filosofi .Esempio storico è il famoso “riso della servetta di Tracia “ nei confronti di Talete che cadde in una cloaca perché distratto ad ammirare le stelle e non guardare la strada che percorreva.Tant’è …non è così semplice parlare ai sordi che non voglio sentire…..come cercare di spiegare con i propri argomenti che tra il pensare e ii fare non necessariamente c’ contrasto ….anzi. Io spero che ci sia la stessa libertà e spazio di esprimersi per l’esperienza di Agostino,delle esigenze di Giovanni, degli scritti di Franco, delle opere di Angelo, dei pensieri poetanti di Elda, dei sofismi intelligenti di Paolo, di Mario, Savatore, i due Enzo sognatori pratici o pratici sognatori, delle poesie di Gaetano,delle provocazioni non sempre benevolo di Rocco e di tutti gli altri che non cito per non annoiarvi.Io lavoro con la filosofia e la presunzioni di poter elaborare idee e voglio essere libero di fare la mia esperienza comunitaria con la mia identità e le mie idiosincrasie mentali e anche con le mie ossessioni complesse,arzigogolate, barocche eccc.. Un mio maestro di altri tempi scriveva:&lt;br /&gt;« Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui. »&lt;br /&gt;(Aristotele, Protreptico o Esortazione alla filosofia) Io per la mia vita mentale ed attiva del presente e del futuro che mi resta di vivere cerco di dare alle cose un grande peso, il peso della filosofia stessa, il peso delle idee. Vuol dire passare la realtà che ci circonda al vaglio del pensiero, della ragione, come esercizio di intelligenza e libertà, che sono poi le caratteristiche fondamentali dell’essere umano. Platone era uno che davvero la prendeva con filosofia. Non certo nel senso, come pensano quelli che vedono in lui il prototipo del filosofo con la testa fra le nuvole, troppo immerso nell’Iperuranio per vedere le cose così come sono, che davanti alla realtà egli chiudesse gli occhi; anzi, il suo sguardo sul mondo era lucido e si avvaleva del metro del pensiero, che è “l’occhio dell’anima”. È davvero difficile far passare questa idea, tanto più oggi che ci troviamo in un contesto in cui sembra che il pensiero sia roba vecchia e inutile, una perdita di tempo a cui anteporre, senza se e senza ma, l’agire. In Italia, oggi, va di moda il “governo del fare”. Ma fare che cosa? Come si può fare senza prima aver pensato con serietà cosa fare? Un fare svincolato dal pensare porta direttamente in un vicolo cieco. Chi fa senza pensare rischia di fare – anzi, senza dubbio fa – male. Questo i filosofi lo sanno bene e Platone sopra tutti. Ed io immeritatamente sempre con curiosità cerco di seguire queste semplici verità. Sbaglio ….sicuramente ma fa parte della mia vita e non ci rinuncio oggi come non ci ho rinunciato nel passato.Perciò ho voluto iniziare da lui e dalla Repubblica in particolare. Quando nel bel mezzo della sua opera, egli si spinge a dire che “ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi”, non si lascia andare certo ad una boutade, come pure viene recepita dai suoi interlocutori dialogici e da buona parte dei lettori disincantati. Con questa frase, destinata ad avere lunga eco nei secoli successivi, Platone, per bocca di Socrate, vuole indicare come la politica possa adempiere al suo mandato solo se poggia sulla solida base delle idee, della ragione e della cultura, che le diano un orientamento. Come l’utopia mette le ali alla storia permettendole di volare alto, così sono le idee a fare della politica qualcosa di alto e nobile. Il mio motto-guida sarà sempre “Amicus Plato sed magis amica veritas”….per ripetto di me stesso oltre che degli altri.&lt;br /&gt;mauro orlando &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3607165416759338527?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3607165416759338527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3607165416759338527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3607165416759338527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3607165416759338527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/elisir-damore-per-la-politica.html' title='Elisir d&apos;amore ........per la politica......'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TTV1JLf7keI/AAAAAAAACHw/QnSac1TEw0g/s72-c/gatto.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2726574817999838034</id><published>2011-01-18T02:54:00.000-08:00</published><updated>2011-01-18T03:04:00.272-08:00</updated><title type='text'>le mie parole comunitarie :la politica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TTVyuzyAjVI/AAAAAAAACHo/LVR32oHP984/s1600/nnnnnnn.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563479063185624402" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TTVyuzyAjVI/AAAAAAAACHo/LVR32oHP984/s400/nnnnnnn.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;“ Oggi la politica consiste in effetti nel pregiudizio verso la politica. Il rischio è che il politico scompaia del tutto dalla faccia della terra” H. Arendt&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;POLITICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre è ricorrente …la cosidetta «tentazione di Siracusa» di Platone e la conseguente sindrome ricorrente degli intellettuali di voler modificare la storia, intervenire nel governo della città e consigliare la politica, alternandosi ciclicamente alla sindrome opposta, che potremmo battezzare «tentazione di San Casciano», ovvero la località, denominata l’«Albergaccio», in cui si rifugiò Machiavelli dopo le scottature della sua esperienza politica. Tutti gli intellettuali delusi dalla politica inseguono un loro” Albergaccio” ideale o necessitato in cui vivere, come la fine di un incubo o l’inizio di una sdegnosa solitudine, il loro disincanto politico e magari il loro operoso rientro nell’attività intellettuale fattuale.&lt;br /&gt;Il dramma del filosofo o del poeta in politica, al servizio della città o di una comunità, è cadere in una insolubile contraddizione: scegliere come il fine del vero sapere il potere comunque o il perseguimento della personale realizzazione spirituale (l’eudaimonia) e “cura di sè e degli altri”, specificando il perché egli deve volgersi al governo della città oltre che al governo di sè o semplicemente come riscatto sociale e acquisizione di potere personale. E’ possibile governare bene la polis o la comunità sapendo che ci sono cose superiori che meritano le nostre energie e la nostra attenzione? E’ possibile usare con saggezza e mantenere con fermezza il potere, pur non nutrendo alcuna vera passione per il potere, anzi un sottile disprezzo e una sicura e benevole distanza? Si può insomma costringere il saggio a governare la città suo malgrado o perlomeno a consigliare chi governa cotringendolo al confronto nel conflitto? Il rischio ricorrente e possibile è l’aggravante che, spesso non si tratta nemmeno di governare e di produrre opere o idee per la città ma di spendere le proprie risorse mentali e pratiche in procedure insensate e avvilenti, dedicando gran parte del proprio tempo e dei propri buoni uffici e capacità per pararsi le spalle dai nemici e…… dagli amici. I mezzi divorano i fini. Un doppio scacco: rinunciare alla filosofia o alla poesia per governare e a governare per sopravvivere politicamente. C’è un altro modo di pensare e vivere la filosofia,la poesia ,la cultura in genere e soprattutto la POLITICA? Io penso di sì:lavorare,vivere e pensare sempre per il “meglio”.&lt;br /&gt;Dobbiamo concretamente sperimentare di persona che la politica può esser in grado di esprimere la nostra ‘individualità’ solo nella comunità o sottraendoci alle appartenenze strumentali e identitarie quando diventano autoritarie e prescittive secondo il principio dell’”Immunitas” o rifugiandosi nel rifiuto, o nel nascondimento , sottraendosi alla visibilità e alla comunicazione con gli altri. Per questo ripeto: la politica esiste per quello che è, con tutta la sua potenza,fascino e i suoi limiti,a patto che in ogni momento possa mettere in gioco noi stessi e le nostre idee o opinioni , sempre e comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;la domenica dell’attimo &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poco alla volta imprigionarsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;all’anca, sbiadire in sé, dentro il tragitto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che ti sei assegnato, nessun occhio intanto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vola via dal corpo, tutto resta al suo posto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poco alla volta consumarsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fare insieme un chiasso inutile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;limarsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per rotolare più lontano dagli altri,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la vita è stata un tempo un vetro rotto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è stata, così diciamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e adesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io sento ormai uno strano silenzio ovunque&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un silenzio che contiene tutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il bacio, il centro commerciale, piazza di spagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’autostrada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sento che non riesco a muovemi, dovrei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;uscire dalle mie ossa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rifondare un me che sia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altro da me, altro dalla materia,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fiato, stella, notte,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altro, altro che sia altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;anche altro mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non dunque amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;paura o festa o nebbia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dunque non questo niente mal condiviso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che si chiama vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che però quando la minaccia è vera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;subito riprende vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e non vorresti sciupare più niente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e pensi che ti sei irritato inutilmente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e vorresti fare festa all’attimo che arriva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorresti andare in luna di miele col domani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma intanto non sai chi sposare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non c’è un solo atomo del mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che a te si vuole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;coniugare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;franco arminio, 16 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2726574817999838034?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2726574817999838034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2726574817999838034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2726574817999838034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2726574817999838034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2011/01/le-mie-parole-comunitarie-la-politica.html' title='le mie parole comunitarie :la politica'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TTVyuzyAjVI/AAAAAAAACHo/LVR32oHP984/s72-c/nnnnnnn.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-5744084065134915275</id><published>2010-12-24T01:28:00.000-08:00</published><updated>2010-12-24T01:31:42.044-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....auguri da lontano....</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;....non so se me la sentirò di essere in Irpinia per queste feste. Lo spirito è forte ...il corpo un pò meno.Sento però ancora parole dure ,vecchie,biforcute e di corto respiro che cadono non come "pietre rotolanti" come annunci e segni e intendi di cambiamneti comunitari e provvisori primaditutto nell'animo,nella mente e nel cuore.Penso che la mia ricaduta infuenzale sia stata salutare per evitarmi un ulteriore dolore di veder perdere nei labirinti delle "parole false" "la bella compagnia" cheavevamo sognato e non solo......facciamo gli auguri di buone feste ricordandoci con le facce sorridenti e sognanti dia quanto almeno ci volevamo bene ...."Che bei tempi e che bella compagnia!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A U G U R I A U G U R I A U G U R I AUG U R I AI C O M U N I T A R I D I B U O N A V O L O N T A'&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e-9-BAnL39U&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/e-9-BAnL39U&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-5744084065134915275?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/5744084065134915275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=5744084065134915275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5744084065134915275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/5744084065134915275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/12/elisir-damore-per-auguri-da-lontano.html' title='Elisir d&apos;amore per .....auguri da lontano....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2813093325511820737</id><published>2010-12-18T03:15:00.000-08:00</published><updated>2010-12-18T03:20:30.066-08:00</updated><title type='text'>Elisi d'amore .....per l'amore.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Io amo le propensioni ad essere esposto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che orrendo se la vita e il mondo fossero un viaggio in un bosco privo di sentieri,segnavie o radure !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia coscienza indecisa mi porta a costruire mentalmente ipostasi di coscienze definite,composte,&lt;br /&gt;ordinate,unitarie a cui aggrappare il mio immaginario intellettuale senza viaggio e senza meta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il mio orologio non è né avanti né indietro.E sono disorientato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQyYGkwS8AI/AAAAAAAACHY/-xv60H43y3A/s1600/4868_1117191102118_1597202563_288993_4265818_n.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551979679353860098" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQyYGkwS8AI/AAAAAAAACHY/-xv60H43y3A/s400/4868_1117191102118_1597202563_288993_4265818_n.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di franco arminio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questa è un’epoca che ha disperatamente bisogno del nostro amore, della nostra speranza, ma anche del coraggio di opporsi, di lottare contro la meschinità imperante. Il segreto per una giornata lietamente rivoluzionaria è vedere che le montagne sono ancora piene di alberi e ci sono cuori clementi agli angoli delle strade e ci sono albe e tramonti e c’è il grano che cresce e c’è l’acqua del mare. Questa affezione per il mondo va sempre incrociata con una fortissima allergia al compromesso, all’intrallazzo. Bisogna unire la capacità di percepire la bellezza del mondo e di lottare contro chi ogni giorno impoverisce questa bellezza. È ora di tenere insieme la tensione politica e quella poetica, la contemplazione e il conflitto. I luminari del rancore ci vorrebbero rassegnati alle misere finzioni della vita sociale oppure chiusi nei loculi del nostro io. Invece questa è un’epoca da attraversare ad occhi aperti, con sguardi spericolati, mossi in ogni direzione. Il rancore alla lunga rende sterili, ci allena alla conservazione di ciò che non abbiamo. I rancorosi non conoscono la cordialità, la mitezza, non conoscono la clemenza. Sono tutti infervorati nelle loro accidie, nelle loro pretese. Hanno interiorizzato il disagio, la disaffezione. La loro postura è fatta per claudicare, non per il passo spedito, il gesto aperto. Sono obliqui, ruvidi, rugosi. La loro giornata è tutta trapuntata di inadempienze, di incomprensioni. Ognuno è scambiato per un altro, e in genere lo scambio avviene al ribasso. La vita dei rancorosi consiste in una perenne edificazioni di muri, di cancelli. La loro poetica è stare lontani dagli stati estremi, accucciati a scambiarsi una pappina psichica che non serve a niente. Hanno realizzato un sistema per immunizzarsi da se stessi e dal mondo. Vivono non per vivere, ma per tenersi al riparo dalla vita. Non credono al futuro e neppure alla forza del passato. Rimangono contratti, sospettosi, come se l’universo fosse un cane che li punta e sta per morderli da un momento all’altro. L’imperativo è vivere al piccolo trotto, in un traccheggio prolungato. Prevalgono le posizioni difensive, gli slanci millimetrati. Spendere il proprio tempo per gli altri è considerato quasi un segno di malattia. L’importante è stare dove stanno tutti, in uno spogliatoio di lamentosi che passano il tempo senza mai salire sul campo di gioco. Si lamentano per conformismo, per appartenere al gregge e pure per fingersi pastori. Il sud cambierà se saprà mettere questa gente con le spalle al muro, se saprà amare i bizzarri, gli inventori, gli estrosi, i poeti e i cuori affamati di amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2813093325511820737?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2813093325511820737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2813093325511820737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2813093325511820737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2813093325511820737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/12/elisi-damore-per-lamore.html' title='Elisi d&apos;amore .....per l&apos;amore.'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQyYGkwS8AI/AAAAAAAACHY/-xv60H43y3A/s72-c/4868_1117191102118_1597202563_288993_4265818_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-2027738657331516581</id><published>2010-12-17T07:55:00.000-08:00</published><updated>2010-12-17T07:59:41.045-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore.....per la "terra"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQuIImy1VGI/AAAAAAAACHQ/PXUwy4VwiLk/s1600/4601_1080581425266_1548223049_30298759_129630_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551680647098356834" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQuIImy1VGI/AAAAAAAACHQ/PXUwy4VwiLk/s400/4601_1080581425266_1548223049_30298759_129630_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Sul voltare le spalle alla terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#006600;"&gt;Viviamo nell’epoca dell’impotenza. Nessuno sembra poter fare molto per la propria vita e per quella degli altri. È una condizione di tutto il pianeta. Forse è vero che qui in Irpinia abbiamo più problemi che altrove, ma è altrettanto vero che le opportunità qui ci sono, a cominciare, per esempio, dalla grande disponibilità di spazio e di terra. Il guaio è che nessuno ci insegna a vederle. Mia suocera ha quasi novant’anni e quando arriva il mese di aprile ricomincia a prendere la via della campagna per rimettere in vita il suo orto. Il clima di Bisaccia non consente grandi raccolti, ma il suo conforto sta nel fatto che la terra non si perda. In Irpinia gli orti spariscono via via che muoiono gli anziani. I ragazzi se ne occupano, piantano zucchine e cipolle, ma soltanto nel mondo virtuale. Ogni volta che vedo un ragazzo fare l’ortolano davanti al computer ho la misura esatta della bancarotta antropologica causata dal delirio modernizzatore che ha colpito le nostre contrade. Nei supermercati si incontrano normalmente persone che comprano l’insalata nelle buste, pronta per l’uso. Per i ragazzi la campagna esiste due giorni all’anno: il giorno di Pasquetta e quello di Ferragosto. Sono anche i giorni in cui si aprono molte delle case che abbiamo disseminato lontano dai centri. In molti paesi dove c’erano orti fiorenti, penso a Gesualdo, per fare un esempio, togli le antiche masserie in pietra sono state abbattute per far posto a penose villette in cemento, grandi e sgraziate. Abbiamo tanta terra, abbiamo prodotti straordinari, ma di agricoltura si parla pochissimo. La parola contadino è vissuta con vergogna e quando si parla dello sviluppo dell’Irpinia si parla di tutto, mai della campagna. Adesso nei paesi è impossibile trovare un uovo fresco. Se qualcuno tiene le galline immediatamente parte un ricorso dei vicini. Una volta c’era un maiale davanti a ogni porta. Adesso gli unici animali che si vedono in giro sono i cani randagi. E la gente non vuole vedere neanche quelli. C’è questa idea di sterilizzare i luoghi, di sentire soltanto la puzza delle automobili. Mi chiedo a cosa serva un paese senza mucche, senza pecore, senza galline. Mi chiedo a cosa serva vivere in un paese se non si ha voglia di coltivare un orto. Nei miei giri quando vedo qualcuno nei campi è sempre una persona anziana. Non ci sono piani strategici che possano funzionare se voltiamo le spalle alla terra. Un paese in cui nessuno sa potare un albero o fare un caciocavallo non è un paese moderno, è semplicemente un paese perduto. Non ho nessuna nostalgia per la civiltà contadina. Grandi fatiche e pochi piaceri, risse, miseria, grettezza. Se quel mondo è morto non si può non vedere che è la civiltà consumista quella che ci sta uccidendo. E allora, in attesa che nel mondo maturi un’altra via, riprendiamo i nostri sentieri, torniamo nelle nostre campagne. Non ci consentiranno di comprarci la macchina nuova o di andare in vacanza ai tropici, ma almeno avremo qualcosa di buono da mangiare. Vino, olio, castagne, nocciole, pane, formaggio, broccoli, insalata, noci, mele, ciliegie, non ci manca niente. Siamo noi la cosa che manca, è la nostra stupida pretesa di essere altro da quel che siamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;arminio17@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-2027738657331516581?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/2027738657331516581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=2027738657331516581' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2027738657331516581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/2027738657331516581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/12/elisir-damoreper-la-terra.html' title='Elisir d&apos;amore.....per la &quot;terra&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQuIImy1VGI/AAAAAAAACHQ/PXUwy4VwiLk/s72-c/4601_1080581425266_1548223049_30298759_129630_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6442185573559393576</id><published>2010-12-14T23:54:00.000-08:00</published><updated>2010-12-14T23:58:02.028-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore ...per "le cartoline dai morti"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQh0kf4wDII/AAAAAAAACHI/46cba8lWI4s/s1600/cover_arminio_cartoline_web.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 145px; FLOAT: left; HEIGHT: 205px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550814711117778050" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQh0kf4wDII/AAAAAAAACHI/46cba8lWI4s/s400/cover_arminio_cartoline_web.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Uscendo dal bar ho sbagliato strada. Il vento era fortissimo e nevicava. Il cuore si è gelato sotto il cappotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#009900;"&gt;Scriveva La Rochefoucauld “ chi vive senza follie ,non è così savio quanto crede”. Sacrosanta verità per demarcare un confine tra vita normale subita e vita impegnata per scelta a saper affrontare “venti fortissimi e nevicate”. Un lento e inconsapevole morire per un “un cuore gelato sotto il cappotto” parla di noi quando accettiamo supinamente di smarrire il gusto e il senso di una esperienza comunitaria rassegnati alla insensibilità del senso comune, alla rassegnazione del “così va il mondo”, alla connivenza con l’insensatezza della banalità, alla ingenua o consapevole disponibilità a farsi complice di qualunque cosa a qualunque prezzo. Uno spettro inquietante si aggira come un “venticello” per le nostre terre sopraffacendo la nobilitata e propulsiva “ipocondria” arminiana : il cinismo. Il cinico contemporaneo non ha come punto di arrivo la classica botte di Diogene ma una ordinata e riconosciuta carriera spesso segnata da frustrazione,rassegnazione e avvilimento morale. Il ‘cinicus’ antico era una forma estrema di affermazione della dignità, una riproposizione coerente di distanza dalle pochezze umane e dai pressappochismi e interessi pratici, della cura di una estrema padronanza e sovranità su se stesso e i propri difetti pubblici e attivazione del governo dei propri demoni interiori negativi come la “razionale auriga” platonica. Il neocinico cura e ostenta una “falsa coscienza illuminata” con un discreto vocabolario polimorfo e una forma malcelata di “disincanto” che li rende molto efficienti e accettati sul piano pratico. Qualcuno autorevolmente in modo cattivo ha scritto che il neocinico è “ un caso limite di melanconico che riesce a controllare i suoi sintomi depressivi conservando una certa capacità di lavorare” che mal sopporta “avvisi ai naviganti” disinteressati o venati di ironia e peggio di benevole commiserazione perché “intellettuali e …quindi inutili”. Bisognerebbe imparare dal “cinismo classico “ dei morti di Franco che ci regalano una morale fatta di libertà ed autonomia e non “coperte di linus” come alibi pseudopsicologici ma soprattutto con il compito “etico” di riscaldare quotidianamente,profondamente e continuamente il nostro “cuore” infreddolito e debole. Nella “pòlis” greca il primo atto cinico contro la costruzione di “una comunità” libera e consapevole, avvenne con un atto violento formalmente e simbolicamente reale e tragico .La restaurata democrazia ateniese aveva bisogno della condanna a morte di Socrate nel 399 a.c. e la promozione sul campo degli “Antistene,Diogene di Sinope,Cratete e Ipparchia” come fatto consequenziale , illuminante e normalizzante. Con quell’atto si condannava la ragione, il sogno, il sentimento,la fantasia,la democrazia che presume farsi “comunità” di un sapere non commerciale e commerciabile che ha solo il compito di difendersi per smascherare,responsabilità, inadempienze , ostilità,rancori latenti e combattere quelle palesi e praticate. Le ragioni del cuore non possono mai entrare in un orizzonte limitato che gli è estraneo per statuto. Non vive di pensieri corti, di i rapporti di forza, della pratica o l’ aspirazione dei poteri a tutti i livelli. Ritornando in metafora : “sbagliare strada” affrontare un ”vento fortissimo e una nevicata” è ancora parte possibile e integrante del vivere umano. Ma evitare sempre e comunque ”Il cuore gelato sotto il cappotto” che è il vero e tragico morire sia personale che e comunitario anche della limitata vita umana troppo umana …..&lt;br /&gt;mercuzio &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6442185573559393576?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6442185573559393576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6442185573559393576' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6442185573559393576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6442185573559393576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/12/elisir-damore-per-le-cartoline-dai.html' title='Elisir d&apos;amore ...per &quot;le cartoline dai morti&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TQh0kf4wDII/AAAAAAAACHI/46cba8lWI4s/s72-c/cover_arminio_cartoline_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-8665698828692480405</id><published>2010-12-03T23:52:00.000-08:00</published><updated>2010-12-03T23:55:18.736-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .......una "vecchia locomotiva"</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VMvRjINvMc4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/VMvRjINvMc4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Un viaggio rinnovato e provvisorio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;“…Ma i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per partire; cuori leggeri, simili a palloncini,non si allontano mai dal proprio destino e senza sapere perché, dicono ogni volta:“Andiamo”!Sono quelli i cui desideri hanno la forma di nuvole,quelli che sognano, come fa la recluta con il cannone,piaceri immensi, mutevoli, sconosciuti,di cui l’animo umano non ha mai conosciuto il nome!”&lt;br /&gt;Charles Baudelaire – le fleurs du mal&lt;br /&gt;La comunità provvisoria ha intrapreso il suo viaggio due anni fa! In questo nostro rinnovato e provvisorio viaggio come Comunità , in una sorta di ritorno identitario non nell’inferno conradiano di una contemporanea “Apocalypse now” dei nostri moderni ‘demoni’ cattivi ma nel gioco “leggero e piano” della ricerca dell’ “io” della nostalgia ,della bellezza,della mitezza ,del silenzio e delle malinconia. Il viaggio come metafora generale della nostra esperienza individuale-comunitaria. Il nostro viaggio comunitario è il classico “viaggio eterno” dove convivono a loro perfetto agio i profondi e doloranti sconforti di Franco con le argomentazioni più eterogenee dei cultori del logos,della doxa, dei sogni, della fantasia, dei professionisti delle tèkne e delle arti primarie e secondarie……non dei santi,navigatori ed eroi in cerchi di isole o paradisi perduti.Scegliamo di viaggiare senza i confini e i pericoli della formalizzazione burocratica…di andare avanti in “ una cornice provvisoria che si allarga e si restringe, in cui si va e si viene liberamente”. Vogliamo inventare anche un nuovo modo di fare un viaggio. Con uno spirito multiforme e misteriosa guidato assieme da Ermes e Atena, le due divinità che lo proteggono con una natura molteplice e versatile. Può assumere tutte le forme, prendere tutte le strade, tendere verso tutte le direzioni in modo sinuoso e avvolgente. La sua natura è ricca di colori e di geroglifici, come un arazzo, un tappeto o un quadro. E’ artificioso come un’opera d’arte, intrisa di magmi notturni e di voli solari e segnata da costellazioni luminose, velato e misterioso come la rotta dei pirati dei ladri, dei trovatori , dei mercanti e degli amanti. Non abbiamo-ripeto- isole felici da raggiungere ma vogliamo vivere felici nella isola che ci è stata donata dai nostri padri con fatica e anche con gioia. Non abbiamo mondi da scoprire o da indicare ma vogliamo conoscere profondamente e far conoscere il territorio in cui siamo nati e vissuti non sempre con la comprensione e il rispetto di chi lo ha governato e sfruttato. Amiamo il viaggio per amore del viaggio come Gulliver e Robinson non con la malinconia lacerata di Amleto ma con la versatilità operosa di Ulisse. Abbiamo conoscenza delle insidie della malinconia e della nostalgia .Ma sappiamo per esperienza umana troppo umana che sono sentimenti che non si possono temere o tacere ma vivere nella loro diversità. La malinconia è insidiosa e la nostalgia è diversa, perché la nostalgia è un sentimento di assenza, cioè fondamentalmente di assenza ma che può essere recuperata con la memoria ,il ricordo e sopratutto con il ritorno a casa e al proprio passato nei limiti del tempo possibile e della terra ridotta e curata dei padri. A patto che in questo nostro viaggio sia la nostalgia che la malinconia diventino sentimenti belli e attivi che ci costringono a superare la pigrizia, la noia , i rancori e le tristezze stimolando la voglia di intraprendere sempre nuovi viaggi dentro di noi e dentro la terra che ci è toccato di vivere..Queste le motivazioni più alte che in questi anni hanno impegnati allo spasimo alcuni comunitari per ripristinare la mitica linea ferroviaria Avellino – Rocchetta sfidando sordità e incomprensioni,disattenzioni e motivazioni strettamente tecnico-economiche. Questa è la strada ferrata che porta noi ,i nostri amici,ospiti e turisti al cuore del nostro sogno attraverso il meglio autentico e naturale della nostra bella e verde Irpinia e “i piccoli paesi dalla grande vita”.La ferrovia è lo strumento,il mezzo che noi offriamo ai nostri amici “vicini e lontani” per entrare nel corpo e nell’anima della nostra terra. Noi comunitari usiamo tutti i nostri artifici e magiche rie per amore dell’Irpinia .Il vecchio e rumoroso treno per noi equivale a un libro o una poesia di Franco Arminio, un racconto intrigante di Andrea Di Consolo, una magica canzone di Vinicio Caposele, uno struggente blues di Pasquale Innarello, le sonorità arcaiche e poetiche di Gaetano Calabrese ….si può entrare nell’anima dell’Irpinia facendosi trasportare in bella e allegra compagnia tra gli stridenti rumori ferrieri di una vecchia e vitale locomotiva .Una locomotiva poco pretenziosa scrivere Storia come nella canzone di Guccini ma vecchie e “piccole storie ignobili” di contadini e pastori nei viaggi tra paesi,campagna e città. Un locomotiva che ispirava i sogni e le paure dei bambini e “…. sembrava fosse un mostro strano -che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano: ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, -sembrava avesse dentro un potere tremendo…..” Mi piace infine ripetere la citazione di Paolo Rumiz che interpreta l’eventuale dolore e l’ulteriore crepa nella dolorante e terremotata terra d’Irpinia come scongiuro ad una eventualità della sua soppressione .Egli così ce la ricorda: “ Cactus, cicale.- scrive nel suo romanzo “Italia in seconda classe”- Il treno si ferma in stazioncine deserte senza capostazione, senza biglietteria. Alcune sono murate, altre distrutte dai vandali. Sempre i banditi? No, la globalizzazione. Sono i rami secchi, potati dai governatori dei flussi. In burocratese si chiamano stazioni “impresenziate”, astuto eufemismo per mascherare lo smantellamento. La fine dei territori comincia così, col bar e la panetteria che chiude, poi con le stazioni del silenzio. Sento che comincia il viaggio in uno straordinario patrimonio dilapidato. ”&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-8665698828692480405?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/8665698828692480405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=8665698828692480405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8665698828692480405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8665698828692480405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/12/elisir-damore-per-una-vecchia.html' title='Elisir d&apos;amore per .......una &quot;vecchia locomotiva&quot;'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-3710619569478255262</id><published>2010-11-28T23:49:00.001-08:00</published><updated>2010-11-28T23:53:29.153-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore .....per una nostalgia paesologica.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Poserò la testa sulla tua spalla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo alla fine del mio viaggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e farò,inventerò un sogno di mare con orizzonti lunghi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come le idee che cerco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma poi torno ai sogni verticali di collina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e ai domani con un fuoco di legna,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e pane caldo e profumato di sole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché l'aria azzurra diventi casa comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con amici che amano raccontare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di sé e dei piccoli uomini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con le unghie conficcate nella terre e nell’anima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sarà a raccontare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sarà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà solo chi rimane........&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o le porte saranno spalancate all'aria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e a tutti i pellegrini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;alla perenne ricerca di un Dio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che ama nascondersi dentro di sé&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e non negli uomini e le cose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.....per tutti i naviganti di sogni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e i nomadi e viandanti delle speranze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;delle transumanze umane ed ideali……..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io ....seguirò questo migrare,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;seguirò questa corrente di ali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TPNbXCzwEaI/AAAAAAAACG4/8AcNX7Jg2rs/s1600/4868_1117191142119_1597202563_288994_5968299_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544876017672262050" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TPNbXCzwEaI/AAAAAAAACG4/8AcNX7Jg2rs/s400/4868_1117191142119_1597202563_288994_5968299_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se uno ,con la parte migliore del suo occhio, che noi chiamiamo pupilla, guarda la parte migliore dell’occhio dell’altro, vede se stesso” Platone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amicizia è ancora un sentimento fondativo ed essenziale della esperienza esistenziale e culturale della nostra vita affettiva,culturale e sociale?E’ dissolta,nascosta o momentaneamente accantonata per i tempi migliori? Forse siamo vittime inconsapevoli degli ultimi sviluppi tecnologici delle società di massa che incollandoci davanti a un computer a consumare le nostre bulimie affettive per esorcizzare la solitudine,lo sradicamento , il silenzio,le offese e le amnesie delle identità. Sempre più l’amicizia non praticata diventa difficile,impraticabile nello schema e nella funzione della ‘fiction’.La pratica praticata intorno a noi delle conoscenze utili e degli scambi di favori che aiutano le relazioni ipocrite e convenzionali che possono diventare vantaggiose…..non ci aiuta .La nostra grammatica sentimentale e sociale ci obbliga oggi a ragionare al ‘singolare’ o al ‘plurale’.Nel singolare coniughiamo la solitudine dell’anima che progetta e vagheggia mondi ideali o ancestrali, eden e paradisi perduti, radici nobili che la società ha corrotto ,dimenticato o deviate,ideazioni e sogni che non possono essere declinate in pubblico o nei rapporti comunitari. Al singolare possiamo vivere il dolore e il morire con dignità e autenticità e al massimo ci permette di avere il coraggio di esporci nelle nostre piccole comunità. Al plurale siamo costretti sempre a dare prova di sano realismo, apertura,tolleranza e pluralismo, di stare ai fatti, di controllare le emozioni, le rabbie, i sogni ,le speranze, a dare risposte agli altri e contenere e controllare le domande per essere accettati,riconosciuti,identificati e in qualche caso applauditi. L’amicizia può permettersi di coniugare il singolare al plurale ….e non è un gioco di parola. I nostri antenati greci ( spero di non offendere altre convinzioni) avevano in uso il ‘duale’ come forma verbale che esprimesse la valenza simbolica del linguaggio quando doveva esprimere i momenti e i furori sentimentali dell’innamoramento come “stato nascente” in cui non si riesce a pensare a se stessi senza l’altro. L’amicizia comunitaria come l’amore abita e vive al duale rifiutando l’anonimato e l’ipocrisia nel pubblico e la solitudine e l’afonia in privato. Ecco perché la scelta comunitaria e paesologica e altruista e rivoluzionaria e l’amicizia in più ci permette di comprendere tutte le eccedenze di senso che in pubblico potrebbero apparire come segni di follia ,di idealismo,romanticismo ma in privato una possibilità di ascolto accogliente e generoso delle nostre intime verità e sentimenti. Per questo anche nella nostra vita comune e quotidiana si possono auspicare molte amicizie che possono corrispondere alle sfaccettature delle nostre anime che non possono essere svelate alla legittimità di custodire intimi segreti che altri segretamente custodiscono. Le nostre azioni pubbliche e comunitarie non devono necessariamente cercare consenso, conforto o confidenze ma sviluppare la necessità di alterità e apertura nei ritmi intimi della propria anima che non hanno voglia perdersi nella solitudine dolorosa o nei rumori assordanti e omologanti del mondo. Per questo io sono per sviluppare e non mortificare nella nostra esperienza comunitaria il sentimento e lo stato dell’amicizia per derimere e combattere la falsa alternativa tra l’anonimato o l’adeguamento nel pubblico e la solitudine dolorosa o gloriosa nel privato. Nelle caotiche e anonime società del nord e nell’isolamento delle società dei piccoli paesi e delle colline l’esperienza politica deve sempre più ricreare,favorire o promuovere primaditutto l’incontro a tu per tu con quello sconosciuto che ciascuno di noi è diventato per se stesso e vedere in un amico lo sguardo accogliente che ci invita a fare un viaggio assieme per scoprire le proprie radici per poter continuare i propri racconti personali ad altri a cui hanno mortificato la coscienza , vietato le storie ma sopartutto gli hanno tolto le parole per raccontarle e continuare a viverle amichevolmente e politicamente insieme agli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-3710619569478255262?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/3710619569478255262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=3710619569478255262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3710619569478255262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/3710619569478255262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/11/elisir-damore-per-una-nostalgia.html' title='Elisir d&apos;amore .....per una nostalgia paesologica.'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TPNbXCzwEaI/AAAAAAAACG4/8AcNX7Jg2rs/s72-c/4868_1117191142119_1597202563_288994_5968299_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-8965954056359761435</id><published>2010-11-14T00:20:00.001-08:00</published><updated>2010-11-14T00:22:07.981-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....la poesia amica.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TN-b8GEQbrI/AAAAAAAACGw/quwbbIrC3is/s1600/11-150x150.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; FLOAT: left; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539317523411922610" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TN-b8GEQbrI/AAAAAAAACGw/quwbbIrC3is/s400/11-150x150.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#006600;"&gt;“io non voglio languire in questa sonnolenza,&lt;br /&gt;voglio crepare e far crepare la mia ansia,&lt;br /&gt;voglio uscire dal mondo senza uccidermi&lt;br /&gt;e senza morire, voglio uscire adesso,&lt;br /&gt;adesso che è quasi mezzanotte,&lt;br /&gt;e non c’è nessuno al mondo,&lt;br /&gt;tutti uccisi dal sonno e dalla televisione,&lt;br /&gt;sono l’ultimo che è rimasto in questo paese,&lt;br /&gt;non c’è nessun altro,&lt;br /&gt;non ci sono nemmeno i morti al cimitero,&lt;br /&gt;non ci sono gli alberi e le panchine,&lt;br /&gt;non ci sono nemmeno i muri delle case&lt;br /&gt;e le nuvole e i fanali delle macchine,&lt;br /&gt;sono rimasto talmente solo&lt;br /&gt;che fuori di me l’universo&lt;br /&gt;è più leggero di un ago&lt;br /&gt;e questa ago è il mio cavallo, il mio aereo,&lt;br /&gt;la mia nave, il tappeto volante&lt;br /&gt;con cui voglio viaggiare.”&lt;br /&gt;franco arminio&lt;br /&gt;Le poesie di franco arminio , mi emozianano….e le emozioni hanno un effetto di stimolo alla mia sensibilità filosofica scoperta. Egli scrive,,,,,”adesso gli unici che servono a qualcosa&lt;br /&gt;sono quelli che sono partiti,&lt;br /&gt;quelli che sanno sparire, quelli che sanno liberarsi&lt;br /&gt;e andare via, via dai paesi e dalle città, via dai partiti&lt;br /&gt;e dalle chiese, dalle moglie e dai mariti, via dagli amici&lt;br /&gt;via da ogni cosa vecchia e via da ogni cosa nuova,&lt;br /&gt;semplicemente via, via dalla banalità&lt;br /&gt;e anche dalla poesia.”&lt;br /&gt;Non è così ,ovvero non è semplicemente così. I poeti,( a diffrenza dei filosofi che partono come Platone per fondare pòlis ideali o che scappano dalle loro responsabilità ),hanno la capacità di disporsi in uno spazio aperto illimitato, e «all’interno di un ‘nòmos’ nomade, senza proprietà, confini o misura» (Deleuze), di stimolare la vita nella sua erranza infinita al di fuori dei canoni precostituiti e dagli spazi e i tempi definiti e reali. L’essenza della lirica come racconto dell’ “io” ha portato alla moltiplicazione di voci che devono essere ascoltate sulla questione del senso dell’essere, della verità in direzione della trasparenza e dell’intelligibilità della vita. Non sono più le parole a contare, ma la questione del senso, e in questa ricerca l’incontro, come a un viandante disperso in un bosco (la selva delle voci), dell’evento che rifugge da ogni prevedibilità, del chiarore che lascia apparire la profondità della vita, delle «vere presenze».o delle presenze “inutili” come “… il sindaco …&lt;br /&gt;il vicesindaco pure e tutti gli assessori&lt;br /&gt;e tutti i consiglieri dell’opposizione,&lt;br /&gt;e gli impiegati e la posta e i mastri della scuola,&lt;br /&gt;e i bidelli e i contadini,&lt;br /&gt;non serve a niente chi si ubriaca nei bar&lt;br /&gt;e chi vede la televisione,&lt;br /&gt;e chi passeggia in piazza&lt;br /&gt;e chi compra il giornale…..”&lt;br /&gt;Concludo con una breve poesia di Emily Dickinson, in cui, come nella celebre Ode a un’urna greca di Keats, i concetti di bellezza e di verità sono strettamente uniti………per un poeta e forse anche per un fiosofo non del tutto pentito……&lt;br /&gt;Morii per la bellezza, ma ero appena&lt;br /&gt;composta nella tomba&lt;br /&gt;che un altro, morto per la verità,&lt;br /&gt;fu disteso nello spazio accanto.&lt;br /&gt;Mi chiese sottovoce perché ero morta&lt;br /&gt;gli risposi «Per la Bellezza»,&lt;br /&gt;«E io per la Verità, le due cose sono&lt;br /&gt;una sola. Siamo fratelli» disse.&lt;br /&gt;Così come parenti che si ritrovano&lt;br /&gt;di notte parlammo da una stanza all’altra&lt;br /&gt;finché il muschio raggiunse le labbra&lt;br /&gt;e coprì i nostri nomi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-8965954056359761435?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/8965954056359761435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=8965954056359761435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8965954056359761435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/8965954056359761435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/11/elisir-damore-per-la-poesia-amica.html' title='Elisir d&apos;amore per .....la poesia amica.'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TN-b8GEQbrI/AAAAAAAACGw/quwbbIrC3is/s72-c/11-150x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-423555136739468370</id><published>2010-11-09T08:35:00.000-08:00</published><updated>2010-11-09T08:49:19.672-08:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per ....i sentimenti comunitari.....</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;....Al tempo che santo Francesco dimorava nella città di Agobbio nel contado di Agobbio appari un lupo grandissimo, terribile e feroce, il quale non solamente divorava gli animali ma eziandio gli uomini, in tanto che tutti i cittadini stavano in gran paura, però che spesse volte s'appressava alla città, e tutti andavano armati quando uscivano della città, come s'eglino andassono a combattere; e con tutto ciò non si poteano difendere da lui, chi in lui si scontrava solo. E per paura di questo lupo e' vennono a tanto, che nessuno era ardito d'uscire fuori della terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la qual cosa avendo compassione santo Francesco agli uomini della terra, sì volle uscire fuori a questo lupo, bene che li cittadini al tutto non gliel consigliavano.......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TNl6HVRHlKI/AAAAAAAACGo/4ynpv6JVM8g/s1600/4675_1107124690464_1597202563_262012_8079613_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537591483215352994" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TNl6HVRHlKI/AAAAAAAACGo/4ynpv6JVM8g/s400/4675_1107124690464_1597202563_262012_8079613_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;LA DONAZIONE DEGLI ORGANI.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;pubblicata da Elda Martino il giorno martedì 9 novembre 2010&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E’ l’autunno più piovoso che ricordo. L’acqua è entrata dappertutto, la nebbia si è infilata nei vestiti, prima, poi ha penetrato gli organi, il cuore, gli occhi. Camminano i miei simili tutti affannati. Vanno sempre di corsa. Le donne sono quelle più agitate. Quando ti fermano ti parlano per interminabili minuti dei loro problemi. Il -come stai- iniziale serve solo da introduzione ai loro discorsi, monologhi sul precariato, i figli, i soldi. Penso spesso che non capisco più il mio sesso. Ho amiche che si sono trasformate in animali da riproduzione, nell’arco di pochi anni sono diventate mucche da latte. No, peggio delle mucche, quelle sono generose, il loro latte lo danno a noi, agli altri. Le mie amiche mamme sono furenti come tigri e spente come mozziconi di sigaretta nei tombini. Stiamo assistendo ad una sorta di delirio collettivo. Tutto il mondo deve girare intorno a due o tre cose al massimo che, a loro volta, sono una nostra superfetazione, i figli, il lavoro, la vita, la nostra vita, s’intende. Esco e piove. Da sempre, da che mi ricordo, ho sempre pensato ai cani quando piove. Mi immagino i loro rifugi, me li trovo davanti, bagnati che camminano sotto la pioggia, e penso a dove andranno a ripararsi, dove troveranno un posto per dormire. Mi piace pensare che riusciranno a entrare in una delle decine di case in costruzione, scatole di cemento inerti, vuote, e che così solo così quelle case serviranno davvero a qualcosa, prima di diventare un’altra prigione, un altro nido dove intrappolare altre menti, altri cuori in inverno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso c’è un cane cieco, non ha più l’iride, gli è diventata tutta bianca, sta in una casa vecchia che tra poco verrà abbattuta, sta lì tra i copertoni, la plastica. Gli portano da mangiare ogni giorno. Lui non vede, ma riconosce le voci e cerca anche di fare festa a modo suo. Un cane randagio me lo portai a casa anni fa, i vicini avevano già chiamato l’ASL per farlo portare al canile. Un altro l’ho salvato a Cairano quest’estate. Poveri stupidi esseri minuscoli gli uomini, hanno paura per i loro mostriciattoli a due zampe. Non accarezzare i cani che mordono, non li toccare ti portano le malattie, non ti avvicinare sono pericolosi. Siete voi quelli da cui stare lontani, voi, merda secca buona nemmeno per concimare la terra, fatta com’è dalle schifezze di cui vi ingozzate. Voi dovreste dormire sui calcinacci. Voi e non loro. Voi dovreste stare appesi a Pasqua con un gancio nella gola esposti come macchinine a sgocciolare il vostro sporco sangue che non donate mai a nessuno, che tamponate appena viene fuori, invece di salassarvi continuamente. La mia regione è quella con una delle più basse percentuali di donazioni di organi. La morte celebrale non esiste, gridano alcuni, ci si può sempre svegliare dal coma. Ma non lo vedete che state già vivendo in un costante coma? Che le vostre esistenze reggono solo per quella finzione di respiro che credete di emettere, per i gas che producete, per l’acqua che consumate? Non li donate i vostri occhi, il vostro cuore, non lo fate mentre ancora state in piedi, portateveli nelle tombe e fateli trasformare in qualcosa di utile dai vermi, dalle mosche. Siete così concentrati su di voi da non accorgervi che non esistete o che esistete solo se ve lo dicono gli altri. Tu che scrivi tutto il tempo dannandoti perché siamo mortali, perché oggi o forse domai si potrebbe morire, tu che tremi per un mal di testa, per una fitta allo sterno, tu non lo dare il tuo cuore. Non te lo strappare dal petto come in un antico sacrificio azteco e non lo mettere nelle mani di qualcuno. Tienitelo ben stretto il tuo cuoricino pulsante e tremulo, accarezzalo, fallo stare tranquillo, non lo sfiorare nemmeno con una piuma. Voi che abitate le vostre case, che le tenete pulite come specchi, che non fate entrare le persone dalla porta principale per non rovinare i pavimenti, e voi che guidate a centottanta chilometri in autostrada per correre chissà dove e chissà perché e che, quando vi fermate, subito avete il cellulare da impugnare, lunghi discorsi da affrontare con persone che nemmeno sapete se esistono, che, forse, sono solo voci, altre voci come voi. Tu che per anni hai spedito le tue innocenze a mani inesperte e pronte a ghermirti a insultare il tuo splendore, che hai piegato la tua natura alle paure altrui, alle bassezze ti sei umiliato, alla meschinità ti sei inchinato. Hai detto scusa quando ti hanno offeso e per favore e ti prego. Tu che hai detto -ti bacio- al mondo intero e non hai mai baciato veramente nessuno, tu che di attenzioni ne hai ricevute al prezzo di svendere la tua arte, ora che farai?Io ti dico che è venuto il momento di prendere un aratro e di colmare la frana, o di scivolare pattinando sulle argille. Alzala quella benedetta testa e guarda oltre la polvere, oltre questo trascorso secolo che ha seminato solo morte e perfidia nei nostri cuori. Torna indietro, viaggia nel tempo, offri il tuo sacrificio alla natura, alla vita e alla morte. Dona i tuoi organi da vivo e, poi, da morto. Calati morbidamente sulle ginocchia e prega con queste parole. Oppure cercane di nuove e falle vibrare, fai tremare il mondo degli umani con la forza che ti nascondi dentro, riconosci i tuoi simili e disprezza apertamente i vili, gli ipocriti, i servili. Combatti la tua guerra e offri petto e viso al nemico. Guardati allo specchio e digli: sei mio, ti ho vinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(e.m.)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-423555136739468370?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/423555136739468370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=423555136739468370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/423555136739468370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/423555136739468370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/11/elisir-damore-per-i-sentimenti.html' title='Elisir d&apos;amore per ....i sentimenti comunitari.....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TNl6HVRHlKI/AAAAAAAACGo/4ynpv6JVM8g/s72-c/4675_1107124690464_1597202563_262012_8079613_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6865335350090061022</id><published>2010-11-02T10:13:00.001-07:00</published><updated>2010-11-02T10:16:09.209-07:00</updated><title type='text'>Elisir d'amore per .....la comunità....</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TNBHI5MmUgI/AAAAAAAACGY/sOOCYdOI5bU/s1600/22576_1241436847337_1571817395_30616815_5706123_n.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535002160156529154" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TNBHI5MmUgI/AAAAAAAACGY/sOOCYdOI5bU/s400/22576_1241436847337_1571817395_30616815_5706123_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Comunità e moltitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella morsa delle categorie interpretative di “comunità e moltitudine” ricerche territoriali sul malessere del Nord si esercitano sempre più su una “questione settentrionale” che non coinvolge minimamente la vecchia e residuale “questione meridionale”. Finalmente superato d’amblais tre secoli di “magnifiche sorti progressive”, cominciati con le utopie della Rivoluzione francese e dell’illuminismo europeo nelle parole “libertè,egalitè fraternitè”. Nella abitudine rottamatoria sono finite le parole classe, Stato, nazione, comunità e territorio lasciando una possibile e attardata “questione meridionale” agli storiografi di riporto o a sconclusionate improbabili derive politiche o antipolitche “leghe” borboniche, sanfediste, massoniche e quant’altro. Quali le conseguenze nella cultura politica e antropologica per la società civile e politica del sud con “il trionfo della moltitudine” come fenomenologia di una massa priva di coscienza di sém rappresentanza e rappresentazione e la liquefazione dei ceti medi e della neoborghesia non più proprietaria dei mezzi di produzione ma dei flussi globali? Nelle dinamiche sociologiche e culturali sempre più le distanze dei ruoli e delle funzioni delle classi dirigenti meridionali si sta facendo drammaticamente seria e conseguente. Mentre al Nord si discutono le parole del Novecento con neologismi ricchi di problematiche nominalistiche e di prospettive politiche al sud ci si mortifica o ci si attarda su sensi di colpa e improbabili e cervellotiche riscoperte identitarie fuori luogo e fuori tempo. Che ne è al Sud del “proletariato della diaspora”, dei “creativi messi al lavoro nella società dello spettacolo”, del “General Intellect”, della “neoborghesia dei flussi”? Accettiamo supinamente e senza sospetto la fine del conflitto fecondo tra economia e società e in nome di una ‘neutralizzazione’ indolore della funzione dello Stato come regolatore e redistributore di interessi e diritti senza alternative e futuro possibile C’è anche al sud una agenda politica seria ed articolata che riveda e rilegga criticamente ma concretamente la ridefinizione del potere politico e della statualità o ci affidiamo agli “spiriti animali” di un neofandamentalismo provinciale e comunque di fatto gregario ai populismi antipolitici elitari e governativi del Nord e delle sue classi dirigenti . Incanalando improvvidamente gli scontenti , i conflitti e le fibrillazioni sociali e territoriali in progetti e decisioni che si prendono elitariamente dall’alto a Milano, capitale della postmodernità politica, finanziarie ed economica e dal basso tra le “moltitudini” leghiste nella valli bergamasche delle medie imprese,del capitalismo molecolare e dei distretti economici e nelle Banche a vocazione locale e poteri territoriali. Il tutto declinato nella postdemocarzia amorale o extramorale del tramonto berlusconiano che cerca palcoscenici epigonali e farseschi nella tradizione peggiore della “commedia dell’arte napoletana” tra “immondizie,discariche e termovalorizzatori” salvifici in palese offesa, sottolineatura e denuncia della inadeguatezza e irresponsabilità delle classi dirigenti economiche, politiche ed amministrative meridionali in concorso di fatto con la società malavitosa. Tutto questo nella “coscienza infelice” della vecchia e nuova diaspora della migrazione meridionale interna che dalle residenze ovattate del Nord vede montare un soffuso, diffuso e metastatico “razzismo di Stato” e una ridiscussione continua della “identità nazionale” e su improbabili e riscoperte del tema del conflitto tra ‘etnie’ in base al principio di “sangue e di suolo” a discapito di un recupero fattivo del tema della ‘cittadinanza’ e di ‘responsabilità’ da sempre in agenda delle migliori democrazie europee ed occidentali. Di fronte alla selvaggia globalizzazione finanziaria e alle non regolate moltitudini migranti tutte le categorie antropologiche e politiche risultano insufficienti al governo dal Nord ma soprattutto diventano esplosive e distruttive per la società economica, civile e politica nelle realtà meridionali con tutti i ritardi e le contraddizioni che tutta la storia unitaria ha prodotto e alimentato nel corso del tempo tra denunce analitiche e irresponsabilità politiche varie ed eventuali che non aiutano comunque a trovare vie d’uscite non salvifiche e soluzioni concretamente possibili e governabili.&lt;br /&gt;mauro orlando&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5883505752484745401-6865335350090061022?l=elisiramore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://elisiramore.blogspot.com/feeds/6865335350090061022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5883505752484745401&amp;postID=6865335350090061022' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6865335350090061022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5883505752484745401/posts/default/6865335350090061022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://elisiramore.blogspot.com/2010/11/elisir-damore-per-la-comunita.html' title='Elisir d&apos;amore per .....la comunità....'/><author><name>Mauro Orlando</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07926182843946637373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_WqZPSfjAZDI/R-NiAs3fZtI/AAAAAAAAABc/0P6ygH0dKyo/S220/digital+service0079.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WqZPSfjAZDI/TNBHI5MmUgI/AAAAAAAACGY/sOOCYdOI5bU/s72-c/22576_1241436847337_1571817395_30616815_5706123_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5883505752484745401.post-6130116143054841950</id><published>2010-11-01T08:51:00.000-07:00</publ
